Incredibile Scoperta: Il Verme dell’Occhio di Pollo Causa Malattie Cutanee nell’Uomo!
Ragazzi, tenetevi forte perché questa storia ha dell’incredibile e ci riguarda molto più da vicino di quanto pensiamo, soprattutto se avete a che fare con polli e galline! Recentemente, noi ricercatori abbiamo fatto una scoperta che ha scosso un po’ il mondo della parassitologia: per la prima volta, abbiamo la prova provata, sia morfologica che molecolare, che un parassita tipico dei polli, il cosiddetto “verme dell’occhio”, scientificamente noto come Oxyspirura mansoni, può causare una fastidiosa malattia della pelle nell’uomo, la larva migrans cutanea. Fino ad ora, pensavamo che questo tipo di problema fosse causato solo da larve di parassiti provenienti da mammiferi. Beh, ci sbagliavamo!
Ma cos’è la Larva Migrans?
Prima di addentrarci nei dettagli, facciamo un passo indietro. La larva migrans è una di quelle che chiamiamo zoonosi, cioè una malattia trasmessa dagli animali all’uomo. È causata da larve di alcuni tipi di vermi (nematodi) che, invece di svilupparsi nel loro ospite animale abituale, finiscono accidentalmente nel corpo umano. E cosa fanno queste larve spaesate? Iniziano a vagare.
A seconda di dove vanno a finire, possiamo avere diverse forme:
- Cutanea (CLM): quando le larve strisciano sotto la pelle, creando quelle caratteristiche lesioni serpiginose e pruriginose.
- Viscerale (VLM): quando colpiscono organi interni.
- Oculare (OLM): se arrivano agli occhi.
- Neurale (NLM): nei casi più rari e gravi, quando raggiungono il sistema nervoso.
Come dicevo, i “colpevoli” noti fino ad oggi erano tutti parassiti di mammiferi: cani, gatti, maiali, bovini… Mai avremmo pensato a un parassita degli uccelli, e in particolare dei polli!
Il Mistero Vietnamita e i “Vermi dei Seni Nasali”
Tutto è iniziato a prendere forma nel 2020, quando dal Vietnam sono arrivate segnalazioni di casi particolari di larva migrans cutanea. La cosa strana? Le analisi preliminari indicavano che le larve appartenevano al genere Oxyspirura, un gruppo di nematodi che di solito vive negli occhi degli uccelli. Pensate, esistono ben 84 specie di Oxyspirura! Questi vermi hanno un ciclo vitale complesso che coinvolge ospiti intermedi come scarafaggi, cavallette e grilli. Le femmine adulte depongono le uova negli occhi dell’uccello; queste uova scendono lungo i dotti naso-lacrimali, vengono ingoiate e finiscono nelle feci. L’insetto intermedio mangia le uova o le larve, che si sviluppano al suo interno. Quando un uccello mangia l’insetto infetto, le larve risalgono dall’esofago alla bocca e da lì, attraverso i dotti, tornano agli occhi per diventare adulte. Affascinante e un po’ inquietante, vero?
Nel 2019, in Vietnam, c’era stato un gran parlare di persone, soprattutto nel nord del paese, infestate da larve che emergevano dalla pelle del viso e del cuoio capelluto dopo l’applicazione di un liquido “miracoloso” da parte di un guaritore locale. La gente li chiamava “sâu xoang”, che significa “vermi dei seni nasali”. Un paziente si era rivolto a un istituto nazionale per le analisi, e le larve erano state identificate provvisoriamente come Oxyspirura sp. (cioè, una specie non meglio identificata del genere Oxyspirura). All’epoca, però, le sequenze del DNA ottenute non corrispondevano perfettamente a nulla di noto nel database genetico GenBank, se non per una somiglianza parziale (96.6%) con Oxyspirura petrowi, l’unica specie del genere di cui si avevano dati genetici. Il mistero rimaneva.

L’Indagine: Collegare i Punti tra Uomo e Pollo
Ed è qui che entra in gioco il nostro studio. Ci siamo detti: se queste larve vengono dagli uccelli, e il paziente vietnamita allevava polli nel suo cortile, non sarà che il colpevole è proprio il parassita dei suoi polli? Sembrava logico, no?
Così, siamo andati a controllare. Abbiamo esaminato i polli del paziente (con il suo permesso, ovviamente!) e abbiamo trovato dei vermi adulti nei loro occhi. Abbiamo prelevato alcuni di questi vermi adulti e li abbiamo confrontati con una delle larve che erano state estratte dalla pelle del paziente qualche tempo prima.
Come abbiamo fatto il confronto? In due modi:
- Analisi Morfologica: Abbiamo osservato i vermi adulti al microscopio, misurandoli e studiandone le caratteristiche fisiche (forma della bocca, posizione degli organi riproduttivi, presenza o assenza di certe strutture).
- Analisi Molecolare: Abbiamo estratto il DNA sia dai vermi adulti dei polli sia dalla larva del paziente e abbiamo analizzato specifiche sequenze genetiche (i geni 18S rDNA, ITS2 e cox1), che sono un po’ come il codice a barre per identificare le specie.
Confermato: È Proprio Lui, Oxyspirura mansoni!
E BINGO! I risultati sono stati chiarissimi e concordanti.
L’analisi morfologica ha rivelato che i vermi adulti trovati negli occhi dei polli avevano tutte le caratteristiche distintive di Oxyspirura mansoni, una specie ben nota per infestare i polli domestici (Gallus gallus domesticus). Le misure corrispondevano perfettamente a quelle riportate in studi precedenti su questo parassita in varie parti del mondo. Tra l’altro, abbiamo trovato che ben il 32% dei polli esaminati era infestato, con un numero di vermi variabile da 1 a 28 per pollo!
Ma la prova del nove è arrivata dal DNA. Le sequenze genetiche della larva prelevata dal paziente erano IDENTICHE a quelle dei vermi adulti trovati nei suoi polli! Non solo: confrontando queste sequenze con quelle presenti nel database GenBank (che nel frattempo si era arricchito di nuovi dati), abbiamo visto che corrispondevano perfettamente (o quasi perfettamente, a seconda del gene analizzato) a sequenze di Oxyspirura mansoni identificate in polli in Thailandia e Bangladesh.
Gli alberi filogenetici, che mostrano le relazioni evolutive tra le specie basate sul DNA, hanno confermato che i nostri campioni (larva umana e vermi dei polli) si raggruppavano strettamente con O. mansoni, ben distinti da altre specie come O. petrowi.
Quindi, nessuna ombra di dubbio: è stato Oxyspirura mansoni, il verme dell’occhio del pollo, a causare la larva migrans cutanea nel paziente vietnamita. È la prima volta in assoluto che viene confermato scientificamente un nematode degli uccelli come agente patogeno di larva migrans nell’uomo!

Come Avviene l’Infezione? Il Puzzle della Trasmissione
Ok, abbiamo il colpevole. Ma la domanda sorge spontanea: come diavolo ci infettiamo noi umani? Sappiamo che l’ospite intermedio principale di O. mansoni è uno scarafaggio scavatore, il Pycnoscelus surinamensis (lo scarafaggio del Suriname), che vive comunemente in zone tropicali e subtropicali, spesso vicino a pollai e aree antropizzate. Ora, non è che la gente si metta a mangiare scarafaggi crudi (almeno, non di solito!). Allora come fanno le larve a passare dallo scarafaggio all’uomo?
Abbiamo un paio di ipotesi, ma serviranno altre ricerche per confermarle:
- Penetrazione cutanea: Forse le larve infettive vengono liberate da scarafaggi morti o feriti (magari schiacciati proprio dai polli) e riescono a penetrare attivamente la pelle umana, specialmente se si cammina a piedi nudi nei pollai o nelle aree infestate. La localizzazione delle lesioni sul viso e sul cuoio capelluto, vicino alla “rotta migratoria” abituale del parassita nel pollo (dalla bocca agli occhi), potrebbe supportare questa idea, anche se sono state viste lesioni anche su gambe, schiena e addome, suggerendo un vagabondaggio più casuale nell’ospite “sbagliato” (l’uomo).
- Altri ospiti intermedi?: Non possiamo escludere che O. mansoni possa usare anche altri insetti come ospiti intermedi, magari cavallette o grilli, che in alcune culture vengono consumati. Se così fosse, l’ingestione di questi insetti infetti potrebbe essere una via di trasmissione.
C’è ancora molto da capire su come avviene esattamente il passaggio all’uomo.
Una Minaccia Trascurata? Implicazioni e Prospettive Future
Questa scoperta apre un po’ un vaso di Pandora. Innanzitutto, ci dice che dobbiamo ampliare la nostra lista di “sospetti” quando ci troviamo di fronte a casi di larva migrans. Non solo parassiti di cani e gatti, ma anche quelli dei polli!
Considerando che O. mansoni è diffuso in tutto il mondo ed è comune negli allevamenti avicoli, questa malattia potrebbe essere molto più diffusa di quanto pensiamo, una vera e propria malattia tropicale negletta emergente. Il caso sospetto del 1970 in un americano che aveva vissuto in Vietnam e Thailandia, a cui fu rimosso un verme dall’occhio (purtroppo non identificato con certezza), potrebbe essere stato uno dei primi segnali, passato inosservato per decenni.
Il fatto che in Vietnam molti pazienti si siano rivolti a guaritori tradizionali invece che alla medicina ufficiale ha sicuramente contribuito a mantenere il problema nell’ombra. Servono indagini più approfondite su questi pazienti “sâu xoang” per capire la reale portata del fenomeno.
Cosa fare ora? È fondamentale aumentare la consapevolezza tra medici, veterinari, allevatori e la popolazione generale.
- I medici devono considerare O. mansoni nella diagnosi differenziale della larva migrans e studiare i trattamenti più efficaci.
- I veterinari hanno un ruolo chiave nel diagnosticare e trattare le infestazioni nei polli, riducendo così la fonte di infezione.
- Gli allevatori e le comunità devono essere informati sui rischi e sulle misure preventive (igiene dei pollai, controllo degli insetti, forse evitare di camminare scalzi?).
- Noi ricercatori dobbiamo continuare a studiare la trasmissione, la distribuzione geografica e l’epidemiologia di questa zoonosi.
Insomma, la scoperta che il verme dell’occhio del pollo può farci ammalare è un importante campanello d’allarme. Ci ricorda ancora una volta quanto la salute umana, quella animale e quella dell’ambiente siano strettamente interconnesse. Proteggere i nostri polli significa anche proteggere noi stessi!

Fonte: Springer
