Primo piano macro di un veterinario che esegue delicatamente una puntura sull'orecchio di un gatto calmo per raccogliere una goccia di sangue con un dispositivo VAMS. Illuminazione controllata, alta definizione, obiettivo macro 100mm, focus preciso sulla goccia di sangue e sul dispositivo.

Una Piccola Goccia per Salvare i Reni del Tuo Gatto: La Rivoluzione VAMS è Qui!

Ciao a tutti! Oggi voglio parlarvi di qualcosa che mi sta davvero a cuore e che potrebbe cambiare in meglio la vita di tantissimi gatti (e dei loro umani!). Parliamo di reni, una parte delicata dei nostri amici felini, e di come una nuova tecnica, chiamata VAMS, stia rendendo la diagnosi precoce di problemi renali molto, molto più semplice e meno stressante per tutti.

Il Nemico Silenzioso: La Malattia Renale Cronica (CKD) nei Gatti

Sapete, la malattia renale cronica (CKD) è una delle patologie più comuni nei gatti, soprattutto quando iniziano ad avere una certa età. È un nemico subdolo perché spesso non dà segni evidenti fino a quando non è già in uno stadio avanzato. I metodi tradizionali per diagnosticarla, come misurare la creatinina o l’urea nel sangue, o anche il più recente SDMA, spesso si accorgono del problema quando i reni sono già abbastanza compromessi.

Il punto cruciale è che prima si scopre la CKD, migliore è la prognosi. Intervenire per tempo può rallentare la progressione della malattia, gestire meglio le complicazioni e aumentare l’aspettativa di vita del nostro micio. Ecco perché la comunità scientifica cerca da tempo metodi più sensibili per valutare la funzionalità renale.

GFR: Il Gold Standard (Ma Che Fatica!)

Il modo più accurato per sapere come stanno lavorando i reni è misurare la Velocità di Filtrazione Glomerulare (GFR). Questo valore ci dice quanto sangue i reni riescono a “pulire” in un certo lasso di tempo. Una GFR bassa è un campanello d’allarme precoce, che suona anche prima che i valori di creatinina e urea schizzino alle stelle.

Per misurare la GFR si usano spesso dei marcatori, come lo iohexol o la creatinina esogena (cioè somministrata apposta). Il problema? La procedura standard richiede prelievi di sangue venoso ripetuti nel tempo. Immaginate la scena: portare il gatto dal veterinario, magari più volte, sottoporlo a prelievi che possono essere dolorosi o stressanti… non è proprio una passeggiata, né per il gatto né per noi! È una procedura lunga, laboriosa e, diciamocelo, poco pratica nella routine clinica.

La Svolta: Il Microcampionamento Volumetrico Assorbente (VAMS)

Ed ecco che entra in gioco la tecnologia che mi ha entusiasmato: il Volumetric Absorptive Microsampling (VAMS). Sembra un nome complicato, ma l’idea è geniale nella sua semplicità. Invece di prelevare una fiala di sangue dalla vena, si fa una minuscola puntura sul bordo dell’orecchio del gatto (indolore, come quella che si fa per misurare la glicemia negli umani) e si raccoglie una gocciolina di sangue capillare, precisamente 10 microlitri (una quantità davvero minima!), con un piccolo dispositivo speciale.

Questo dispositivo VAMS ha una punta fatta di un polimero idrofilo che “assorbe” un volume esatto di sangue, indipendentemente da fattori come l’ematocrito (la percentuale di globuli rossi nel sangue), che invece potevano creare problemi con altre tecniche di microcampionamento come i Dried Blood Spots (DBS).

I vantaggi sono enormi:

  • Meno invasivo: Una piccola puntura sull’orecchio è decisamente meno traumatica di un prelievo venoso.
  • Meno stress: Riduce l’ansia e il disagio per il gatto.
  • Più pratico: La raccolta è rapida e può potenzialmente essere fatta anche a casa (anche se per ora lo studio si è concentrato sull’uso in clinica da parte di personale esperto).
  • Campioni stabili: Il sangue essiccato sul dispositivo VAMS è più stabile e facile da trasportare e conservare.
  • Benessere animale al primo posto: Questa tecnica sposa perfettamente il principio delle “3R” (Reduce, Refine, Replace – Riduci, Raffina, Rimpiazza) nella ricerca e nella pratica clinica, minimizzando il disagio per gli animali.

Fotografia macro di un dispositivo VAMS (Mitra™) con la punta polimerica idrofila che assorbe una goccia di sangue da una superficie pulita. Alta definizione, illuminazione da studio controllata, obiettivo macro 60mm, focus sulla punta e sulla texture del sangue.

La Sfida: Far “Parlare” la Goccia di Sangue

Ok, l’idea è fantastica, ma funziona davvero? Possiamo fidarci dei risultati ottenuti da quella minuscola goccia di sangue capillare essiccato, rispetto ai tradizionali prelievi di plasma venoso? È qui che entra in gioco la parte scientifica del lavoro che vi sto raccontando.

Abbiamo sviluppato e validato meticolosamente dei metodi di analisi super precisi (usando la cromatografia liquida accoppiata alla spettrometria di massa tandem, LC-MS/MS) per misurare contemporaneamente sia lo iohexol che la creatinina nei diversi tipi di campioni: plasma venoso (il riferimento), sangue intero venoso, campioni VAMS preparati da sangue venoso (vVAMS) e, ovviamente, i campioni VAMS ottenuti dalla puntura sull’orecchio (cVAMS).

Una cosa interessante: per mettere a punto e calibrare i metodi, abbiamo usato principalmente sangue umano! Questo può sembrare strano, ma è un aspetto importante per la sostenibilità e l’etica: è molto più facile ottenere sangue umano da volontari consenzienti che prelevare grandi quantità di sangue dai gatti solo per la validazione. Ovviamente, abbiamo poi verificato che tutto funzionasse alla perfezione anche con il sangue di gatto, usando piccole quantità per i controlli di qualità. Abbiamo persino dovuto ottimizzare alcuni passaggi perché, sorpresa, il sangue umano e quello felino non reagiscono esattamente allo stesso modo durante la preparazione del campione!

Dalla Goccia al Plasma: La “Traduzione” Necessaria

Una volta validati i metodi di misurazione, abbiamo affrontato la sfida più grande. I valori di riferimento per la GFR e le concentrazioni di iohexol e creatinina sono quasi sempre basati sul plasma venoso. Ma il VAMS raccoglie sangue intero capillare. Non sono la stessa cosa!

Abbiamo condotto uno studio clinico su 23 gatti. Abbiamo prelevato campioni di tutti i tipi (plasma venoso, sangue venoso, vVAMS, cVAMS) prima e dopo aver somministrato iohexol e creatinina, seguendo il protocollo per la misurazione della GFR. Confrontando i risultati, abbiamo visto che, come previsto, c’erano delle differenze:

  • Sangue vs Plasma: Le concentrazioni nel sangue intero sono generalmente più basse rispetto al plasma, perché i globuli rossi “diluiscono” il campione. Per lo iohexol, che sta quasi solo nel plasma, questa differenza è legata all’ematocrito. Per la creatinina, la distribuzione è un po’ diversa e abbiamo notato che il rapporto tra concentrazione nel sangue e nel plasma (B/P ratio) cambiava nel tempo dopo la somministrazione.
  • VAMS vs Sangue Liquido: Abbiamo notato una piccola, ma costante, differenza tra i risultati ottenuti dai VAMS e quelli dal sangue liquido corrispondente. Probabilmente legata a come le sostanze vengono estratte dal supporto VAMS.
  • Capillare vs Venoso (cVAMS vs vVAMS): Anche qui piccole differenze, forse dovute al leggero ritardo tra prelievo venoso e puntura sull’orecchio, specialmente nei primi minuti dopo la somministrazione quando le concentrazioni cambiano rapidamente.

Queste differenze non sono un problema insormontabile! Anzi, capirle è stato fondamentale. Ci ha permesso di sviluppare delle formule di conversione specifiche. In pratica, delle equazioni matematiche che “traducono” il risultato ottenuto dal campione cVAMS (sangue capillare essiccato) nel valore corrispondente che avremmo trovato nel plasma venoso. Per lo iohexol, la formula tiene conto dell’ematocrito individuale del gatto e di quel piccolo “bias” metodologico del VAMS. Per la creatinina, la formula usa il rapporto Sangue/Plasma specifico per ogni momento del prelievo (perché abbiamo visto che cambiava nel tempo!) e corregge anche lei per il bias del VAMS.

Immagine realistica di un grafico Bland-Altman visualizzato su uno schermo di computer in un laboratorio di ricerca veterinaria, che mostra l'eccellente accordo tra le concentrazioni plasmatiche calcolate da VAMS e quelle misurate. Profondità di campo ridotta, focus sul grafico, obiettivo prime 35mm.

La Prova del Nove: Funziona!

Avere le formule è un conto, ma funzionano davvero su gatti diversi? Per verificarlo, abbiamo condotto un secondo studio, chiamato “studio di applicazione”, su altri 40 gatti. Questa volta abbiamo raccolto solo plasma venoso e campioni cVAMS dall’orecchio. Abbiamo misurato le concentrazioni nel plasma e poi abbiamo usato le nostre formule di conversione per calcolare le concentrazioni plasmatiche “stimate” a partire dai risultati dei cVAMS.

Ebbene, i risultati sono stati fantastici! Confrontando i valori misurati direttamente nel plasma con quelli calcolati dai campioni cVAMS:

  • Per lo iohexol, l’accordo era quasi perfetto. In media, la differenza era solo dell’1.1% e nel 94% dei casi la differenza era inferiore al 20% (che è un ottimo risultato in questo campo).
  • Per la creatinina, l’accordo era ugualmente eccellente. La differenza media era minima (-3.5%) e nel 96% dei casi rientrava nella soglia del 20%.

Questi dati dimostrano che, usando le formule di conversione corrette, possiamo ottenere dai campioni VAMS presi dall’orecchio dei valori di iohexol e creatinina del tutto sovrapponibili a quelli che otterremmo con il classico (e più invasivo) prelievo di plasma venoso.

Cosa Significa Tutto Questo per i Nostri Gatti?

Significa che abbiamo a disposizione uno strumento potentissimo! Il campionamento tramite VAMS dall’orecchio è un’alternativa valida, pratica e, soprattutto, molto più gentile per misurare i marcatori necessari alla stima della GFR nei gatti.

Questo apre scenari incredibili:

  • Diagnosi Precoce Facilitata: Rende la misurazione della GFR, l’esame più sensibile per scovare la CKD ai primissimi stadi, molto più fattibile nella pratica clinica quotidiana.
  • Monitoraggio Migliore: Permette di seguire nel tempo la funzionalità renale dei gatti a cui è già stata diagnosticata la CKD, con meno stress per loro.
  • Benessere Animale: Riduce drasticamente l’invasività e il disagio associati ai prelievi di sangue.
  • Ricerca Etica: Supporta l’applicazione dei principi delle 3R anche nella ricerca clinica felina.

Insomma, questa piccola goccia di sangue raccolta con il VAMS ha il potenziale per fare una grande differenza nella lotta contro la malattia renale cronica nei gatti, aiutandoci a individuarla prima e a gestirla meglio, nel pieno rispetto del loro benessere. È un passo avanti enorme che unisce innovazione tecnologica, praticità clinica ed etica veterinaria. E questo, per chi ama i gatti come me, è davvero entusiasmante!

Ritratto di un gatto anziano sereno e in salute, seduto vicino a una finestra con luce naturale morbida. Obiettivo prime 50mm, profondità di campo, atmosfera calma e positiva, a simboleggiare il miglioramento della prognosi grazie alla diagnosi precoce della CKD.

Fonte: Springer

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