Endodonzia Preclinica: Quanto Concordano Studenti e Docenti nella Valutazione? Scopriamolo!
Ciao a tutti! Oggi voglio parlarvi di qualcosa che mi sta molto a cuore, un tema cruciale nell’educazione odontoiatrica, specialmente quando si tratta di procedure complesse come l’endodonzia, ovvero la cura canalare. Imparare a fare un trattamento canalare non è una passeggiata, lo sappiamo bene. Richiede precisione, conoscenza e tanta, tanta pratica. Ma come facciamo a sapere se stiamo imparando nel modo giusto? E come possono i docenti valutare i progressi in modo oggettivo? Qui entrano in gioco l’autovalutazione e le rubriche di valutazione.
L’Importanza dell’Autovalutazione e delle Rubriche
Pensateci un attimo: l’autovalutazione è un potentissimo strumento di crescita. Permette a noi studenti di riflettere sul nostro lavoro, capire dove siamo forti e dove invece dobbiamo migliorare. È un motore per l’autonomia e la responsabilità. Per i docenti, d’altro canto, capire come gli studenti percepiscono il proprio apprendimento è fondamentale per adattare l’insegnamento.
Le rubriche, quelle griglie dettagliate che specificano i criteri di valutazione, nascono proprio per cercare di mettere tutti sulla stessa lunghezza d’onda: studenti e professori. L’idea è quella di rendere la valutazione più trasparente, oggettiva e coerente, soprattutto quando ci sono più valutatori. Ma funziona davvero così bene, specialmente in materie cliniche dove le variabili sono tante e non sempre controllabili? In endodonzia, ad esempio, ogni dente è una storia a sé, con la sua anatomia unica, a volte davvero ostica!
La Sfida dell’Endodonzia: Anatomia, Strumenti e Formazione
Fare un trattamento canalare completo è una sequenza precisa di passaggi clinici. Ma il percorso può essere influenzato da tanti fattori: la difficoltà anatomica del dente (pensate a canali curvi o strettissimi!), il tipo di strumentazione utilizzata (oggi ci sono sistemi meccanizzati fantastici, ma richiedono una curva di apprendimento), e ovviamente il livello di formazione dello studente (chi è alle prime armi avrà percezioni diverse da chi ha già più pratica).
Questi fattori possono influenzare non solo la performance, ma anche come noi studenti percepiamo il nostro lavoro e come i docenti lo valutano. Capire se e come questi elementi incidono sull’allineamento tra le valutazioni è cruciale per migliorare la didattica. Se studente e docente concordano, l’apprendimento ne beneficia enormemente!

Il Nostro Studio: Cosa Abbiamo Cercato di Capire?
Proprio per far luce su questi aspetti, abbiamo condotto uno studio interessante (pubblicato su BMC Medical Education, trovate il link alla fine!). Ci siamo posti due domande principali:
- La difficoltà anatomica del dente, il sistema di strumentazione usato e il livello di training influenzano i punteggi dati da docenti e studenti a un trattamento canalare preclinico, usando una rubrica specifica?
- Quanto sono d’accordo docenti e studenti nelle loro valutazioni, sia sul punteggio totale che sui singoli aspetti del trattamento?
In pratica, volevamo vedere se questi fattori “esterni” sballavano i giudizi e quanto eravamo allineati noi studenti con i nostri prof.
Come Abbiamo Lavorato
Abbiamo coinvolto 36 studenti di odontoiatria al quarto anno, che hanno eseguito 144 trattamenti canalari su molari umani estratti (ogni studente ne ha fatti quattro). Hanno usato due sistemi di strumentazione meccanizzata noti (Protaper Next e Reciproc Blue). Dopo ogni trattamento, ogni studente si è autovalutato usando una rubrica dettagliata che avevamo preparato e validato in precedenza. Questa rubrica analizzava 4 aspetti chiave:
- Valutazione radiografica
- Cavità d’accesso
- Strumentazione
- Otturazione
Ogni aspetto veniva valutato da 1 (pessimo) a 5 (perfetto), per un punteggio totale su dieci. Gli stessi trattamenti sono stati poi valutati, in cieco, da quattro docenti esperti in endodonzia, usando la stessa rubrica. Abbiamo anche classificato la difficoltà anatomica di ogni dente (minima, moderata, alta) e considerato il livello di training (i primi due trattamenti come “iniziale”, gli ultimi due come “avanzato”).
I Risultati: Sorprese e Conferme
E qui viene il bello! Sapete una cosa? Analizzando i dati, abbiamo scoperto che, per quanto riguarda il punteggio totale del trattamento canalare, né la difficoltà anatomica, né il sistema di strumentazione, né il livello di training hanno avuto un’influenza significativa sui voti dati dai docenti o dagli studenti. Sembra quasi che la rubrica abbia fatto il suo lavoro nel “livellare” il giudizio complessivo! La nostra prima ipotesi, quindi, è stata in gran parte confermata.
Tuttavia, scavando più a fondo nei singoli item della rubrica, qualche differenza è emersa. Il livello di training ha influenzato la valutazione dei docenti sulla strumentazione (i prof davano voti più alti nel gruppo “avanzato”, segno che riconoscevano il miglioramento tecnico) e quella degli studenti sulla valutazione radiografica (anche qui, voti più alti nel gruppo avanzato, forse per una maggiore confidenza nell’interpretare le immagini?).

E l’Accordo tra Studenti e Docenti?
Passiamo alla seconda domanda: quanto eravamo d’accordo? L’accordo generale sul punteggio totale è stato classificato come moderato. Interessante, però, notare che l’accordo diventava sostanziale (quindi più forte) in casi specifici:
- Quando i denti avevano difficoltà anatomica minima o alta (quelli a difficoltà moderata, forse percepiti come “standard”, mostravano solo accordo moderato).
- Quando veniva usato il sistema Protaper Next (forse perché gli studenti lo conoscevano meglio da un corso precedente?).
- Nel livello di training iniziale (nel gruppo avanzato, forse per un eccesso di sicurezza, gli studenti tendevano a darsi voti più alti dei prof, riducendo l’accordo).
Analizzando i singoli item della rubrica, l’accordo è risultato sostanziale per l’otturazione (probabilmente perché è un aspetto più “quantitativo”, facile da valutare oggettivamente dalla radiografia). Per la valutazione radiografica, la cavità d’accesso e la strumentazione, l’accordo è stato moderato. L’item con l’accordo più basso in assoluto? La cavità d’accesso. Qui, in alcuni casi, l’accordo è sceso a livelli definiti “discreti” (fair).
Perché Queste Differenze nell’Accordo?
L’otturazione, come detto, è più facile da giudicare oggettivamente. Ma la cavità d’accesso? È il primo passo, cruciale, ma forse più soggetto a interpretazioni. Abbiamo notato che spesso le cavità d’accesso fatte dagli studenti erano troppo piccole. La rubrica penalizzava questo aspetto, ma forse noi studenti, concentrati su altri passaggi o influenzati da esperienze precedenti su denti più semplici, non davamo il giusto peso a questo criterio o non seguivamo la rubrica alla lettera. Questo suggerisce che gli aspetti più “soggettivi” o quelli iniziali della procedura sono più difficili da standardizzare e valutare concordemente.
È anche possibile che noi studenti, soprattutto all’inizio, tendiamo a sottovalutare la nostra performance su casi percepiti come “facili” e a sovrastimarci un po’ quando acquisiamo più pratica, come suggerito dal calo di accordo nel gruppo “avanzato”. I docenti, con la loro esperienza, riescono forse a dare giudizi più equilibrati in queste situazioni.

Cosa Ci Portiamo a Casa?
Questo studio ci dice cose importanti. Primo: fattori come la difficoltà del dente o il tipo di strumento non sembrano “mandare in tilt” la valutazione complessiva quando si usa una rubrica ben fatta. Questo è positivo! Secondo: l’accordo tra studenti e docenti è generalmente moderato, ma con margini di miglioramento, specialmente su alcuni aspetti come la preparazione della cavità d’accesso. Terzo: la rubrica si conferma uno strumento prezioso per la didattica e la valutazione in endodonzia preclinica, aiutando a raggiungere un buon livello di consenso.
Certo, ci sono limiti. Nel nostro studio, non abbiamo dato feedback immediato agli studenti dopo l’autovalutazione, cosa che nella pratica didattica è fondamentale. Inoltre, non abbiamo considerato fattori come le caratteristiche individuali degli studenti (genere, background culturale, performance accademica) che potrebbero influenzare l’autovalutazione. Ricerche future potrebbero esplorare anche queste variabili.
Insomma, la strada per una valutazione perfettamente allineata è ancora lunga, ma l’uso di strumenti come le rubriche sembra essere quella giusta per rendere l’apprendimento dell’endodonzia più oggettivo ed efficace. E voi, che esperienze avete con le rubriche e l’autovalutazione? Fatemelo sapere!
Fonte: Springer
