Cancro alla Prostata Oligometastatico: NEAR-TOP, la Speranza Neoadiuvante che Sfida lo Standard?
Ciao a tutti! Oggi voglio portarvi nel cuore pulsante della ricerca oncologica, parlando di una sfida che tocca molti uomini: il cancro alla prostata metastatico. Nello specifico, ci concentreremo su una forma chiamata “oligometastatica”, un termine che forse suona complicato, ma che indica una situazione in cui il tumore si è diffuso, sì, ma solo in un numero limitato di sedi.
Parliamoci chiaro: quando il cancro alla prostata si sposta dalla sua sede originale, le opzioni terapeutiche si complicano. La terapia standard, spesso basata sulla deprivazione androgenica (ADT) – in pratica, bloccare gli ormoni maschili che alimentano il tumore – a volte associata alla chemioterapia, funziona per un po’, ma purtroppo molti pazienti sviluppano resistenza. La malattia progredisce e le armi a nostra disposizione diventano più spuntate. È una realtà difficile con cui dobbiamo fare i conti.
Ma la medicina non si ferma mai, vero? Negli ultimi anni, abbiamo fatto passi da gigante, soprattutto grazie alla chirurgia robotica, sempre più precisa, e a tecniche di radioterapia sofisticate. Questo ci ha spinto a chiederci: e se potessimo attaccare il cancro alla prostata oligometastatico (OMPC) su più fronti, in modo più aggressivo e mirato, fin dall’inizio?
La Scintilla: Un Approccio “Neoadiuvante” Promettente
Ecco, è proprio da questa domanda che nasce l’idea dietro lo studio clinico di cui vi parlo oggi: il NEAR-TOP (NEoAdjuvant Radiohormonal Therapy versus standard of care for Oligometastatic Prostate cancer). Prima di tuffarci nei dettagli di questo nuovo studio, lasciatemi dire che non partiamo da zero. Il nostro team ha già condotto uno studio preliminare (Fase I/II) per testare la sicurezza e l’efficacia di un approccio combinato: radioterapia neoadiuvante (cioè fatta *prima* dell’intervento chirurgico) insieme alla terapia ormonale, seguita dalla rimozione chirurgica della prostata (prostatectomia radicale). I risultati? Davvero incoraggianti! Abbiamo visto che questa strategia è fattibile, ben tollerata dai pazienti e sembra dare risultati promettenti in termini di controllo della malattia, superiori a quelli che vediamo di solito con la sola terapia ormonale o chemio.
Questa prima scintilla ci ha dato la spinta per fare il passo successivo: uno studio più grande, multicentrico, randomizzato e controllato. In parole semplici, un esperimento scientifico rigoroso per confrontare direttamente il nuovo approccio con quello standard.

NEAR-TOP: Cosa Stiamo Confrontando Esattamente?
Lo studio NEAR-TOP è progettato per essere chiaro e trasparente (open-label) e coinvolgerà circa 174 pazienti in sei grandi ospedali cinesi, tutti con grande esperienza in oncologia urologica e chirurgia robotica. I pazienti eleggibili, con diagnosi recente di cancro alla prostata oligometastatico (massimo 3 metastasi fuori dalla pelvi) e che non hanno ricevuto trattamenti precedenti, verranno assegnati casualmente (randomizzati) a uno dei due gruppi, con un rapporto 1:1:
- Gruppo Sperimentale (circa 87 pazienti): Riceveranno un trattamento “sandwich”. Prima l’ormonoterapia (LHRHa + abiraterone, un farmaco ormonale di nuova generazione), poi la radioterapia mirata sia sulle lesioni nella pelvi (con tecnica IMRT) sia su quelle eventuali fuori dalla pelvi (con tecnica SBRT, ancora più precisa). Dopo questa fase preparatoria (neoadiuvante), i pazienti verranno sottoposti a prostatectomia radicale robotica (RARP) con rimozione dei linfonodi. Infine, continueranno l’ormonoterapia per due anni dopo l’intervento. L’idea è colpire il tumore prima, durante e dopo l’operazione.
- Gruppo di Controllo (circa 87 pazienti): Riceveranno quello che oggi è considerato uno standard di cura avanzato per questa situazione: ormonoterapia a lungo termine con LHRHa e abiraterone, fino a quando la malattia non progredisce.
L’obiettivo è capire se l’approccio più aggressivo del gruppo sperimentale porta a risultati migliori rispetto alla sola terapia sistemica a lungo termine.
Cosa Vogliamo Misurare? Gli Obiettivi dello Studio
Il traguardo principale che vogliamo valutare è la sopravvivenza libera da fallimento (FFS) a 3 anni. Cosa significa in parole povere? Vogliamo vedere quanti pazienti, a tre anni dall’inizio del trattamento, sono vivi e non hanno avuto segni di peggioramento della malattia (come aumento del PSA, progressione visibile alle scansioni, fratture ossee legate al tumore, o altri sintomi gravi).
Ma non ci fermeremo qui. Guarderemo anche altri aspetti importanti (endpoint secondari):
- Il tempo necessario prima che la malattia diventi resistente alla terapia ormonale (tempo a CRPC).
- La sopravvivenza libera da fallimento a 2 anni (2-year FFS).
- La sopravvivenza globale (OS), cioè quanto tempo vivono i pazienti in generale.
- La risposta del tumore al trattamento neoadiuvante, valutata al microscopio sul pezzo operatorio (TRG rating).
- Ovviamente, monitoreremo attentamente la sicurezza: effetti collaterali della radioterapia, complicanze chirurgiche (usando scale standard come RTOG/EORTC e Clavien-Dindo) e della terapia ormonale (scala CTCAE 5.1).
- Infine, ma non meno importante, valuteremo la qualità della vita (QoL) dei pazienti usando questionari specifici (EQ-5D-5L, BPI-SF, FACT-P), perché curare significa anche vivere meglio.

Perché NEAR-TOP è Importante?
Questo studio è il primo nel suo genere a livello mondiale a valutare in modo così rigoroso se questa strategia “sandwich” – terapia radio-ormonale neoadiuvante seguita da chirurgia robotica – possa offrire una prognosi migliore rispetto alla sola terapia ormonale a lungo termine per gli uomini con OMPC.
Negli ultimi anni, abbiamo capito che trattare solo le metastasi a distanza (Metastasis-Directed Therapy, MDT) con radioterapia può migliorare il controllo della malattia in alcuni pazienti. Allo stesso tempo, studi come STAMPEDE hanno suggerito che irradiare anche il tumore primario nella prostata, in aggiunta alla terapia sistemica, può portare benefici, specialmente nei pazienti con un basso carico di malattia metastatica (molto simili ai nostri pazienti OMPC).
Il nostro approccio NEAR-TOP combina queste idee: trattiamo sia il tumore primario che le metastasi con radioterapia *prima* dell’intervento, insieme a una potente terapia ormonale, per poi rimuovere chirurgicamente la fonte principale del tumore. Crediamo che questo attacco combinato e tempestivo possa ridurre l’attività del tumore, aumentare le possibilità di rimuoverlo completamente e, speriamo, migliorare la sopravvivenza a lungo termine e ritardare la resistenza ai farmaci.
I risultati preliminari del nostro studio di Fase I/II sono stati molto promettenti, mostrando non solo buona tollerabilità ma anche tassi di sopravvivenza libera da progressione radiografica notevolmente superiori a quelli riportati in letteratura con le terapie standard. Questo ci rende ottimisti, ma solo uno studio randomizzato come NEAR-TOP potrà darci le risposte definitive.
Guardando al Futuro
Se NEAR-TOP dimostrerà che l’approccio sperimentale è superiore allo standard di cura attuale, potremmo davvero cambiare il modo in cui trattiamo il cancro alla prostata oligometastatico. Potrebbe diventare una nuova opzione terapeutica standard, offrendo una speranza concreta a molti pazienti.
Certo, la strada della ricerca è lunga e richiede pazienza e rigore. Ma studi come NEAR-TOP sono fondamentali per fare progressi reali. Noi crediamo fermamente che una strategia completa, che integri terapia locale (radioterapia e chirurgia) e terapia sistemica (ormonale), possa essere la chiave per controllare meglio l’OMPC, ridurre il rischio di recidive e, in definitiva, aiutare gli uomini a vivere più a lungo e meglio. Teniamo le dita incrociate e lavoriamo sodo per ottenere risultati solidi e affidabili.

Fonte: Springer
