Zanzare KO in Malesia: La mia incredibile esperienza con la Tecnica dell’Insetto Sterile!
Ciao a tutti! Oggi voglio raccontarvi una storia affascinante che arriva dalla Malesia, una storia di scienza, zanzare e speranza nella lotta contro una malattia fastidiosa come la dengue. Parliamo di come una tecnica chiamata Tecnica dell’Insetto Sterile (SIT) stia dando filo da torcere alla famigerata zanzara Aedes aegypti.
Sapete, questa zanzara non è originaria della Malesia, è arrivata dall’Africa tropicale all’inizio del XX secolo e si è trovata benissimo, diventando la principale responsabile della trasmissione della dengue, ma anche di Zika e chikungunya. La sua “cugina”, l’Aedes albopictus (la nostra “zanzara tigre”), è invece autoctona, ma entrambe sono diventate un bel problema di salute pubblica, soprattutto nelle città.
La Dengue: Un Nemico Globale (e Malese)
La dengue è un osso duro. I casi segnalati all’OMS sono aumentati a dismisura negli ultimi decenni, e l’Asia è particolarmente colpita. Pensate che nel 2019 si sono registrati 5,2 milioni di casi nel mondo! Anche la Malesia lotta con numeri importanti: nel 2022, oltre 66.000 casi e 56 decessi. E purtroppo, senza cure antivirali specifiche o vaccini totalmente efficaci per tutti i ceppi, l’unica arma che abbiamo è combattere le zanzare.
Le strategie classiche? Disinfestazioni contro adulti (adulticidi) e larve (larvicidi), e rimozione dei ristagni d’acqua dove depongono le uova. Ma serve qualcosa di più, qualcosa di innovativo e sostenibile. Ed è qui che entra in gioco la SIT.
Cos’è la Tecnica dell’Insetto Sterile (SIT)?
L’idea, geniale nella sua semplicità, risale agli anni ’50 con Edward F. Knipling. Si tratta di allevare in laboratorio grandi quantità di insetti maschi, sterilizzarli (nel nostro caso con radiazioni gamma, usando il Cesio-137) e poi liberarli in natura. Questi maschi sterili si accoppiano con le femmine selvatiche, ma da queste unioni non nasceranno figli! A lungo andare, la popolazione di zanzare diminuisce drasticamente.
Questa tecnica ha già avuto successi enormi contro parassiti agricoli e si sta sperimentando con successo contro le zanzare Aedes in diverse parti del mondo, come Italia, Grecia e Cuba. In Malesia, abbiamo avviato un progetto pilota nel 2019 proprio per vedere se potevamo usarla per controllare la dengue.
La Nostra Missione sul Campo in Malesia
Il nostro studio si è concentrato su tre obiettivi principali:
- Confrontare la quantità di larve di Ae. aegypti e Ae. albopictus (e i casi di dengue) tra zone trattate con la SIT e zone non trattate.
- Stimare quanto sopravvivono le zanzare sterili rilasciate e quanti maschi selvatici ci sono usando la tecnica “marca-rilascia-ricattura” (MRR).
- Analizzare come si distribuiscono le zanzare nello spazio, sia nelle zone trattate che in quelle di controllo.
Abbiamo scelto tre aree specifiche: due complessi residenziali a Malacca (Pangsapuri Kota Laksamana – KT, e Pangsapuri Taman Tasik Utama – TTU) e il complesso residenziale del personale doganale a Johor (CIQ).
Prima di iniziare i rilasci, abbiamo fatto un bel lavoro di preparazione: disinfestazioni mirate per ridurre la popolazione selvatica iniziale e, importantissimo, abbiamo coinvolto le comunità locali. È fondamentale avere il supporto dei residenti per un progetto del genere, e devo dire che la risposta è stata molto positiva!

Allevamento, Sterilizzazione e Rilascio: Dietro le Quinte
Immaginatevi un’enorme nursery di zanzare! Abbiamo allevato le Ae. aegypti, separato meticolosamente i maschi dalle femmine quando erano ancora pupe (lo stadio tra larva e adulto), e poi abbiamo irradiato i maschi con una dose precisa di 55 Gray. Questa dose li rende sterili ma li lascia abbastanza forti e competitivi per accoppiarsi.
Dopo l’irradiazione, le pupe venivano trasportate con cura, fatte emergere come adulti, nutrite con una soluzione zuccherina e, una volta pronti (tra i 2 e i 4 giorni di vita), via! Liberate settimanalmente nelle aree designate.
I numeri? Impressionanti! A KT abbiamo rilasciato oltre 2,2 milioni di maschi sterili in 19 mesi. A TTU, 1,25 milioni in 8 mesi. E al CIQ, quasi 1,5 milioni in 7 mesi. Abbiamo iniziato con rilasci più piccoli per poi aumentare gradualmente, affinando le tecniche di allevamento e rilascio man mano. Certo, abbiamo avuto qualche intoppo, come le restrizioni dovute al Movement Control Order (MCO) per la pandemia, che ci hanno fatto saltare qualche rilascio, ma nel complesso siamo riusciti a mantenere una buona costanza.
Come Abbiamo Misurato il Successo?
Per capire se la SIT stava funzionando, abbiamo usato delle ovitrappole: piccoli contenitori scuri con acqua e una paletta di legno dove le femmine amano deporre le uova. Raccoglievamo le palette, facevamo schiudere le uova in laboratorio e contavamo le larve, identificando se fossero Ae. aegypti o Ae. albopictus. L’indicatore chiave era il “Mean Larval per Trap” (MLT), cioè la media di larve per trappola. Più basso l’MLT, meglio stavamo andando!
Abbiamo anche fatto degli esperimenti di Marca-Rilascio-Ricattura (MRR). Abbiamo marcato alcuni maschi sterili con polveri fluorescenti colorate (verde, giallo, blu, magenta, arancione – un vero arcobaleno di zanzare!) prima di liberarli. Poi, nei giorni successivi, abbiamo usato trappole adesive per ricatturarli (e catturare anche maschi selvatici). Questo ci ha permesso di stimare quanti maschi selvatici c’erano e calcolare il rapporto tra maschi sterili e selvatici, un dato cruciale per capire l’efficacia della tecnica. Abbiamo anche potuto stimare il tasso di sopravvivenza giornaliero dei nostri maschietti sterili.
Infine, abbiamo analizzato i dati dei casi di dengue forniti dalle autorità sanitarie locali e usato tecniche di analisi spaziale (come il Kriging) per visualizzare su mappa come cambiava la densità delle larve nel tempo e nello spazio.

I Risultati: La SIT Funziona! (Ma con qualche “Ma”)
Ebbene sì, i risultati sono stati davvero incoraggianti! Abbiamo ottenuto riduzioni significative della densità larvale di Ae. aegypti nelle aree trattate:
- 76.25% di riduzione a Kota Laksamana (KT) dopo 19 mesi.
- 96.74% di riduzione a Taman Tasik Utama (TTU) dopo 8 mesi (qui abbiamo iniziato i rilasci più tardi, quando c’è stato un focolaio di dengue, invertendo i ruoli di sito trattato e non trattato con KT).
- 89.00% di riduzione al CIQ di Johor dopo circa 3.5 mesi.
Questi numeri dimostrano che rilasciare maschi sterili funziona nel ridurre la popolazione della zanzara target. È interessante notare che la popolazione di Ae. albopictus non sembrava variare molto, confermando la specificità della tecnica.
L’analisi MRR ci ha detto che i nostri maschi sterili avevano un buon tasso di sopravvivenza medio giornaliero (0.61) e che siamo riusciti a raggiungere un rapporto medio tra maschi sterili e selvatici di circa 5.85 a 1. Questo significa che, in media, per ogni maschio selvatico ce n’erano quasi 6 dei nostri sterili pronti a “competere” per le femmine.
E i casi di dengue? Anche qui buone notizie! Nelle aree trattate, durante il periodo dei rilasci, abbiamo osservato una riduzione dei casi di dengue. A KT, solo 7 casi durante i 19 mesi di rilascio. A TTU, dove c’era un focolaio, i casi sono diminuiti significativamente dopo circa 5 settimane dall’inizio dei rilasci.
Tuttavia, non è tutto oro quello che luccica. Abbiamo osservato che, una volta interrotti i rilasci, la popolazione di Ae. aegypti tendeva a risalire, tornando ai livelli pre-trattamento nel giro di qualche mese. Questo ci dice che la SIT, per essere efficace a lungo termine in modalità “soppressione”, richiede rilasci continui o strategie ottimizzate.
Un altro punto interessante è emerso dall’analisi spaziale a KT: in certi periodi, le larve tendevano a concentrarsi (clustering) in alcune zone centrali del complesso residenziale. Questo suggerisce che forse avremmo potuto mirare i rilasci in modo più strategico, concentrando più maschi sterili dove la popolazione selvatica era più densa.

Sfide e Prossimi Passi
Questa esperienza ci ha insegnato molto. Una delle sfide è stata l’identificazione delle uova – impossibile distinguere quelle di aegypti da quelle di albopictus senza farle schiudere. Inoltre, l’isolamento dei siti è cruciale: se l’area trattata non è ben isolata (come KT, che era in città vicino ad altre aree residenziali), zanzare selvatiche (magari già fecondate) possono facilmente entrare dall’esterno, riducendo l’efficacia della SIT. L’MRR ha infatti mostrato che le zanzare potevano spostarsi anche per 100-200 metri tra i blocchi residenziali.
Il fatto che la popolazione rimbalzi dopo lo stop ai rilasci suggerisce che forse rilasci più frequenti (due volte a settimana?) o strategie mirate basate sulla distribuzione spaziale potrebbero migliorare ulteriormente i risultati.
Nonostante queste sfide, i risultati sono promettenti. La SIT si è dimostrata efficace nel ridurre le popolazioni di Ae. aegypti e ha contribuito a controllare la trasmissione della dengue. Ora la sfida è rendere questa tecnica ancora più efficiente e sostenibile, magari combinandola con altre strategie di controllo e sviluppando ceppi di zanzare geneticamente modificati (Genetic Sexing Strains – GSS) che permettano di separare maschi e femmine in modo più automatico ed economico.
Il futuro? Continuare la ricerca, ottimizzare le strategie di rilascio e monitoraggio, e sperare di poter estendere l’uso della SIT su scala più ampia. È una battaglia continua, ma con strumenti come questo, abbiamo una freccia in più al nostro arco per proteggere la salute pubblica. È stato un viaggio incredibile far parte di questo progetto e vedere la scienza all’opera sul campo!
Fonte: Springer
