Fotografia stile ritratto (obiettivo 35mm, profondità di campo media) di un team sanitario eterogeneo (medici e infermieri di età e background diversi, possibilmente con tratti asiatici per riflettere il contesto cinese) che collabora sorridendo attorno a un tavolo in una sala riunioni luminosa di un ospedale rurale moderno. Atmosfera positiva e collaborativa.

Ospedali Rurali: Il Segreto è nel Team? Somiglianza e Multidisciplinarietà Sotto la Lente

L’importanza nascosta del lavoro di squadra nelle zone rurali

Avete mai pensato a cosa fa davvero la differenza nella qualità delle cure che riceviamo, specialmente in contesti un po’ più difficili come gli ospedali rurali? Io sì, e spesso la risposta non è solo nelle tecnologie all’avanguardia o nei farmaci miracolosi, ma in qualcosa di molto più umano: il lavoro di squadra.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) batte forte su questo tasto: per migliorare le cure nelle aree rurali dei paesi in via di sviluppo, dobbiamo potenziare il teamwork tra medici, infermieri e tutti gli operatori sanitari. Pensateci: curare pazienti complessi, magari con più malattie croniche insieme, richiede un’orchestra ben diretta, una coordinazione e una cooperazione multidisciplinare impeccabili. Eppure, gran parte di quello che sappiamo sul lavoro di squadra in ospedale viene da studi fatti in città, in paesi sviluppati. E le zone rurali, specialmente in paesi come la Cina, con le loro sfide uniche? Un territorio ancora in gran parte inesplorato dalla ricerca.

Proprio in queste aree, le dinamiche di gruppo possono essere diverse. Immaginate contesti dove magari il personale sanitario è prevalentemente locale, condivide le stesse radici culturali, gli stessi valori. Questo crea una forte percezione di somiglianza. Bello, no? Può facilitare la collaborazione. Ma cosa succede quando arrivano professionisti “da fuori”? Si integrano facilmente? O questa somiglianza diventa un ostacolo, rendendo difficile inserire nuove competenze e diversità nel team?

Lo studio cinese: Somiglianza e Multidisciplinarietà fanno la differenza?

Ecco che mi sono imbattuto in uno studio affascinante, condotto proprio in Cina, che ha cercato di fare luce su questo aspetto. Si sono chiesti: negli ospedali rurali cinesi, questa percezione di somiglianza tra i membri del team (non quella superficiale legata all’età o al genere, ma quella profonda, legata a valori, atteggiamenti, modi di pensare) come influisce sul coordinamento del lavoro? E, alla fine, sulla qualità delle cure percepita dagli stessi operatori?

Non solo. Hanno aggiunto un altro pezzo al puzzle: la multidisciplinarietà. Oggi si punta molto su team composti da professionisti con specializzazioni diverse (oncologi, chirurghi, radiologi, infermieri, etc.) per affrontare casi complessi. Ma avere tante teste diverse, con prospettive diverse, aiuta o complica le cose quando c’è già in gioco il fattore “somiglianza”? La domanda era: la multidisciplinarietà cambia l’effetto della somiglianza sul coordinamento?

Per rispondere, hanno condotto un sondaggio online in quattro ospedali rurali cinesi, coinvolgendo oltre 1000 persone tra medici, infermieri e altri professionisti sanitari (escludendo i capi team). Hanno usato questionari validati per misurare quanto i membri del team si percepissero simili tra loro, quanto ritenessero buono il coordinamento nel team e quale fosse la loro valutazione sulla qualità delle cure offerte.

Primo piano macro (obiettivo 60mm) su due mani di operatori sanitari in un ospedale rurale, una che passa delicatamente uno strumento medico all'altra, simboleggiando coordinamento, fiducia e collaborazione. Illuminazione controllata per evidenziare i dettagli, sfondo leggermente sfocato.

I risultati: Conferme e qualche sorpresa!

E cosa è emerso? Tenetevi forte!

  • Conferma #1: Sentirsi simili aiuta a coordinarsi. Proprio così. I professionisti che percepivano i colleghi come più simili a loro (nei valori, negli atteggiamenti) riportavano anche un miglior coordinamento all’interno del team. Sembra che capirsi “al volo” faciliti l’organizzazione del lavoro. (Ipotesi 1 supportata)
  • Conferma #2: Un buon coordinamento migliora la qualità percepita delle cure. Anche questo ha senso. Quando il team lavora in modo sincronizzato e armonico, la percezione è che le cure offerte ai pazienti siano migliori. (Ipotesi 3 supportata)
  • Conferma #3: Il coordinamento fa da ponte. Lo studio ha mostrato che la somiglianza non migliora la qualità delle cure *direttamente* e basta, ma lo fa *in parte* proprio perché migliora il coordinamento. Il coordinamento è un mediatore parziale in questa relazione. (Ipotesi 4 supportata)

Ma ecco la sorpresa: la multidisciplinarietà. Ci si poteva aspettare che in team con tante discipline diverse (più complessi da gestire), il legame positivo tra somiglianza e coordinamento fosse più debole. E invece no! Lo studio non ha trovato prove che la multidisciplinarietà moderasse questo effetto. (Ipotesi 2 non supportata). Sembra che, almeno in questo contesto, essere un team mono o multidisciplinare non cambi quanto la somiglianza influenzi il coordinamento.

Cosa ci portiamo a casa da questa ricerca?

Questi risultati sono davvero interessanti, soprattutto per chi gestisce ospedali e team sanitari in contesti rurali (e forse non solo).

Da un lato, la somiglianza può essere un vantaggio. Se hai un team molto “locale”, omogeneo, puoi far leva su questa affinità percepita per migliorare il coordinamento. È un po’ come giocare in casa. Però, attenzione! Troppa somiglianza può anche voler dire poca diversità, e questo potrebbe frenare l’innovazione, la creatività, la capacità di trovare soluzioni nuove a problemi complessi.

Dall’altro lato, quando si cerca di rafforzare il personale (magari assumendo professionisti da altre regioni, con background diversi, o creando team multidisciplinari per rispondere a bisogni sanitari complessi come quelli legati alle malattie croniche), è probabile che la percezione di somiglianza diminuisca. Questo studio ci dice che bisogna essere pronti: team più eterogenei potrebbero aver bisogno di un supporto extra per mantenere un buon coordinamento e garantire un’alta qualità delle cure. Non basta mettere insieme persone diverse, bisogna aiutarle a lavorare bene insieme.

E la questione della multidisciplinarietà che non modera l’effetto? Gli autori suggeriscono che forse entrano in gioco altri fattori. Magari la complessità dei compiti in un team multidisciplinare (che potrebbe ostacolare) è bilanciata dai vantaggi che la diversità di competenze porta (che potrebbe aiutare). Oppure, forse, il supporto istituzionale a questi team fa la differenza. È un’area che merita sicuramente ulteriori indagini.

Foto grandangolare (obiettivo 15mm) di un corridoio luminoso ma essenziale di un ospedale rurale cinese. In lontananza, un piccolo gruppo eterogeneo di medici e infermieri cammina e discute, simboleggiando la sfida e l'impegno della collaborazione multidisciplinare in contesti difficili. Messa a fuoco nitida su tutta la scena.

Limiti e prospettive future

Come ogni ricerca, anche questa ha i suoi limiti. È uno studio “fotografico” (cross-sectional), quindi non può stabilire con certezza rapporti di causa-effetto. I dati sono stati raccolti dagli stessi operatori, il che potrebbe introdurre qualche distorsione (bias). E la qualità delle cure è stata misurata in modo soggettivo. Servirebbero studi longitudinali, che seguano i team nel tempo, e che magari usino anche indicatori clinici oggettivi della qualità.

Nonostante questo, credo che lo studio offra spunti preziosi. Ci ricorda che migliorare la sanità rurale, un obiettivo cruciale per raggiungere la copertura sanitaria universale, passa anche (e forse soprattutto) dalla capacità di costruire e gestire team efficaci, tenendo conto delle dinamiche uniche legate alla somiglianza e alla diversità.

Insomma, il fattore umano, le relazioni e la percezione che abbiamo dei nostri colleghi, contano eccome. E capirlo è il primo passo per fare davvero la differenza.

Fonte: Springer

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *