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CKDu: Svelare i Misteri della Malattia Renale Sconosciuta con un Nuovo Questionario!

Amici, oggi voglio parlarvi di un argomento che mi sta particolarmente a cuore e che, credetemi, è più diffuso e subdolo di quanto si pensi: la Malattia Renale Cronica ad eziologia sconosciuta, o più brevemente CKDu. Immaginate una malattia che colpisce i reni, ma della quale non si conoscono con certezza le cause scatenanti. Un vero rompicapo per la comunità scientifica e una minaccia silenziosa per la salute pubblica globale, specialmente nei paesi in via di sviluppo.

Un Nemico Invisibile: Cos’è la CKDu?

A livello mondiale, la malattia renale cronica (CKD) e l’insufficienza renale sono diventate sfide sanitarie enormi, portando con sé alti tassi di morbilità e mortalità. Pensate che, secondo i dati, la mortalità dovuta alla CKD è aumentata drasticamente. E la cosa preoccupante è che la prevalenza della CKD sta crescendo più rapidamente nei paesi in via di sviluppo rispetto a quelli ad alto reddito.

Negli ultimi vent’anni, da paesi come lo Sri Lanka, nazioni dell’America Centrale e l’Egitto, sono emerse segnalazioni di una forma particolare di CKD grave, che colpisce principalmente persone tra i 30 e i 50 anni. La particolarità? Non è legata ai soliti sospetti come il diabete o l’ipertensione cronica. Ecco, questa è la CKDu. E c’è una crescente preoccupazione che sia CKD che CKDu stiano aumentando anche in India.

Le cause esatte della CKDu restano un mistero, ma ci sono diversi indiziati:

  • Esposizione al calore intenso
  • Esposizione a sostanze chimiche (inclusi metalli pesanti)
  • Acqua contaminata
  • Infezioni
  • Vari altri fattori ambientali

Si stima che la prevalenza globale della CKDu sia circa l’11-13% tra i pazienti con CKD, con un aumento notevole nei paesi a basso-medio reddito. Spesso, la CKDu non viene diagnosticata fino a stadi avanzati, il che porta a una prognosi infausta. E il problema è che, ad oggi, non ci sono fattori di rischio identificati per prevedere l’insorgenza e la progressione della malattia. Questo problema sanitario è particolarmente sentito in Medio Oriente, Africa, Asia e America Centrale. Nonostante la ricerca continua, l’eziologia esatta rimane sconosciuta.

I ricercatori hanno evidenziato sei elementi principali sospettati di contribuire alla CKDu: esposizione a metalli pesanti, esposizione a pesticidi, stress da calore, lavoro faticoso, disidratazione e contaminazione di acqua e terreni agricoli. La CKDu colpisce in modo sproporzionato le comunità di lavoratori e agricoltori marginalizzati nelle nazioni tropicali, dove lo sforzo fisico è parte della vita quotidiana. Interventi come la riduzione dell’esposizione al calore e la promozione di un’adeguata idratazione hanno mostrato benefici promettenti.

La Sfida Indiana e la Necessità di Strumenti Adeguati

Nonostante il dibattito in corso, c’è una carenza di ricerche pubblicate sui fattori di rischio ambientali specifici per la CKDu in India. Sono state proposte diverse ipotesi, tra cui elevate concentrazioni di silice e metalli pesanti nelle fonti d’acqua, periodi prolungati di disidratazione, stress da calore, uso di farmaci antinfiammatori non steroidei, uso di rimedi tradizionali ed eccessivo uso di pesticidi. Tuttavia, mancano prove conclusive. L’esposizione professionale al calore e la disidratazione sono ampiamente riconosciute come potenziali fattori che contribuiscono all’eziologia e/o alla progressione della CKDu.

Nonostante l’impatto significativo della CKDu, i fattori a monte sono stati in gran parte trascurati, in parte a causa della diagnosi e del trattamento tardivi della CKD. Indagare la relazione tra fattori ambientali e CKDu è cruciale. I dati epidemiologici rimangono scarsi, in particolare in India. Sono essenziali studi longitudinali per migliorare la comprensione dei fattori di rischio critici della malattia e informare lo sviluppo di politiche preventive. Ad oggi, i fattori causali, i determinanti di rischio o le tecniche diagnostiche precoci per la CKDu rimangono sfuggenti, lasciando l’origine della malattia un mistero.

Ecco perché esplorare le percezioni individuali sullo sviluppo della CKDu utilizzando uno strumento standardizzato e validato, adattato al contesto del paese, potrebbe offrire spunti sui fattori di rischio più importanti in queste popolazioni. Nella ricerca nelle scienze sociali, i questionari sono stati ampiamente utilizzati come metodo pratico e conveniente per misurare la percezione individuale del rischio di sviluppare malattie specifiche.

Un medico nefrologo, in un ambiente clinico moderno e luminoso, esamina con attenzione una radiografia renale, pensieroso. Luce controllata, obiettivo prime da 35mm, profondità di campo per mettere a fuoco il medico e la lastra.

Il Nostro Contributo: Sviluppare un “Detective” per la CKDu

Ed è qui che entro in gioco io, o meglio, il team di ricerca con cui ho avuto il piacere di collaborare. L’obiettivo del nostro studio era proprio quello di sviluppare, validare e valutare l’affidabilità di un questionario completo e facile da usare per valutare i fattori di rischio associati alla CKDu. Questo questionario mira anche a fornire una migliore comprensione ai fornitori di assistenza sanitaria, inclusi medici di base, infermieri, farmacisti, operatori anganwadi (persone impiegate per fornire servizi sanitari e nutrizionali aggiuntivi e supplementari a bambini e donne incinte) e attivisti sanitari sociali accreditati (operatori ASHA) riguardo ai fattori di rischio associati alla CKDu.

Abbiamo iniziato con una revisione approfondita della letteratura e discussioni informali con esperti per preparare una bozza del questionario, strutturata in dieci domini distinti.

  • Parte I: Informazioni personali (dati demografici, occupazione attuale e passata, storia familiare, storia medica e farmacologica, storia sociale).
  • Parte II: Fattori di rischio noti per la CKD (storia pregressa di malattie renali, infezioni urinarie, test delle urine passati, tipo di trattamento preferito per disturbi lievi).
  • Parte III: Uso di prodotti agrochimici (fertilizzanti chimici, pesticidi, insetticidi, prodotti antiacaro per animali domestici).
  • Parte IV: Abitudini lavorative (durata del lavoro, assunzione di liquidi e frequenza della minzione durante l’orario di lavoro).
  • Parte V: Uso di farmaci da banco.
  • Parte VI: Acqua potabile (fonte, miscelazione di acqua sotterranea con acqua di pozzo, uso di depuratori d’acqua, industrie vicine, fonti di acqua potabile per bovini e allevamenti avicoli).
  • Parte VII: Stress da calore (durata dell’esposizione al sole durante il lavoro e uso di protezioni solari).
  • Parte VIII: Inquinamento atmosferico (combustione di colture e rifiuti plastici, fonti di combustibile per cucinare e tipi di pentole utilizzate).
  • Parte IX: Storia di infestazioni da vermi, gestione e sverminazione.
  • Parte X: Cibo e nutrizione (conservazione degli alimenti, assunzione di bibite gassate e analcoliche, saltare i pasti e assunzione di cibo preparato commercialmente o al ristorante).

Il questionario è stato somministrato in Kannada, la lingua locale parlata dai partecipanti allo studio, e poi tradotto nuovamente in inglese per garantirne chiarezza e facilità di comprensione.

Validazione e Affidabilità: Il Test sul Campo

Un team di sei esperti (tre professori associati del dipartimento di pratica farmaceutica, due nefrologi e un farmacista clinico renale) ha validato il questionario. Abbiamo utilizzato l’item level content validity index (I-CVI) e lo scale level content validity index (S-CVI). Tutti gli item dovevano avere un I-CVI ≥ 0,78 e l’S-CVI doveva essere > 0,80. Ebbene, tutti gli item hanno superato la soglia, tranne “stato civile” e “abitudine lavorativa dei partecipanti” che avevano un I-CVI di 0,6. Abbiamo deciso di mantenerli data la loro importanza teorica nella ricerca sulla CKDu e il feedback qualitativo degli esperti. Alla fine, il questionario finale comprendeva 64 item, con un S-CVI per l’intero questionario di 0,98 per accuratezza, appropriatezza e rilevanza! Un risultato eccellente.

Successivamente, abbiamo testato l’affidabilità con il metodo test-retest. Abbiamo calcolato la dimensione del campione necessaria (148, aumentata a 165 per eventuali abbandoni) e reclutato i soggetti utilizzando un campionamento mirato in regioni rurali e semi-urbane del distretto di Udupi nel Karnataka, India meridionale, dove la CKDu è stata segnalata. I partecipanti erano adulti (≥18 anni) impegnati in occupazioni ad alto sforzo fisico (agricoltura, pesca, edilizia, ecc.). Abbiamo escluso chi aveva una storia pregressa di CKD o altre malattie croniche.

Il questionario è stato somministrato da professionisti sanitari formati, inclusi membri del team di ricerca e attivisti sanitari sociali accreditati (ASHA). Le interviste sono state condotte in Kannada, in contesti privati per garantire la riservatezza. Dopo due settimane, lo stesso questionario è stato somministrato agli stessi soggetti. Questo intervallo è ottimale per evitare che i partecipanti ricordino le risposte precedenti e facilita il follow-up.

Cosa Abbiamo Scoperto?

Il questionario è stato somministrato a 165 soggetti, con un’età media di 50,65 ± 12,5 anni. La maggioranza erano maschi (53,9%), alfabetizzati (83,6%), e principalmente lavoratori manuali (38,2%) seguiti da agricoltori (21,8%).
Tra i fattori di rischio emersi:

  • Il 57% dei soggetti era esposto a lunghe ore di luce solare durante il lavoro.
  • Il 52,7% bruciava i rifiuti domestici.
  • Il 46,1% era esposto a insetticidi usati per le colture e nelle proprie abitazioni.
  • Il 18,8% aveva una storia di anemia.
  • Il 44,8% riportava una precedente esposizione a radiazioni (principalmente da imaging medico ripetuto).
  • Il 72,1% aveva animali domestici in casa.
  • Solo il 27,9% riportava una sverminazione regolare, il che potrebbe indicare scarsa igiene e esposizione cronica a infezioni parassitarie.

L’affidabilità del questionario è stata valutata con il metodo test-retest. La maggior parte degli item sotto ogni dominio aveva una correlazione interclasse di 1,00. I valori Kappa erano alti per molti domini. Ogni item all’interno di ogni dominio ha soddisfatto la soglia minima di affidabilità di coerenza interna di 0,7, considerata adatta per tale ricerca esplorativa.

Un collage stilizzato che rappresenta diversi fattori di rischio per la CKDu: un lavoratore agricolo sotto il sole cocente (teleobiettivo, fast shutter speed), una bottiglia d'acqua accanto a prodotti chimici agricoli (macro lens, 60mm, high detail), fumo da rifiuti bruciati. Il tutto disposto in modo da suggerire un'indagine complessa.

Implicazioni e Prospettive Future

Questo studio dimostra che il questionario sviluppato è valido e affidabile per valutare i fattori di rischio della CKDu. È uno strumento completo che può aiutare a identificare fattori specifici come l’esposizione ad agrochimici, la qualità dell’acqua potabile, lo stress da calore, l’inquinamento atmosferico, le abitudini alimentari e lavorative.

Dal punto di vista della salute pubblica, identificare i fattori che contribuiscono a una condizione patologica è fondamentale per una gestione efficace della malattia. Inoltre, è consigliabile fornire un’educazione mirata sull’alfabetizzazione sanitaria e sul potenziamento delle conoscenze. Questo aiuterebbe a migliorare le conoscenze specifiche sulla malattia riguardo alle pratiche quotidiane raccomandate e alle abitudini lavorative.

Certo, ci sono delle limitazioni. Il questionario è stato progettato per una regione geografica specifica e la sua applicabilità ad altre popolazioni potrebbe richiedere adattamenti. Nonostante i nostri sforzi, potrebbe esserci un certo grado di bias di desiderabilità sociale, specialmente per domande sensibili. Inoltre, i dati auto-riferiti possono essere influenzati dal bias di richiamo. Studi futuri dovrebbero includere disegni longitudinali per minimizzare questi bias e validare lo strumento in contesti diversi.

Tuttavia, il questionario sviluppato potrebbe essere integrato in vari contesti sanitari per supportare la diagnosi precoce e la valutazione del rischio di CKDu:

  • Assistenza Primaria: come strumento di screening per individui con sintomi non specifici.
  • Cliniche Specialistiche: per identificare la necessità di interventi come idratazione, raccomandazioni sulla sicurezza sul lavoro e modifiche dietetiche.
  • Operatori Sanitari Comunitari: possono somministrare lo strumento durante le visite sul campo, in particolare nelle popolazioni esposte professionalmente.

Lo strumento può essere implementato tramite moduli cartacei o integrato nelle cartelle cliniche elettroniche (EHR), con potenziale per applicazioni mobili. I dati raccolti possono supportare le politiche di salute pubblica identificando tendenze ad alto rischio e sostenendo interventi mirati nelle comunità vulnerabili.

Insomma, abbiamo fatto un piccolo, ma spero significativo, passo avanti nella lotta contro questa malattia enigmatica. Avere uno strumento affidabile per indagare i fattori di rischio è il primo, fondamentale passo per capire meglio la CKDu e, speriamo, per prevenirla in futuro.

Fonte: Springer

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