Ascolta il Tuo Corpo: Lo Studio Cinese che Rivela l’Importanza Nascosta del Pavimento Pelvico
Ciao a tutte! Parliamoci chiaro, quante volte sentiamo parlare del nostro **pavimento pelvico**? Probabilmente non abbastanza, vero? Eppure, questa complessa rete di muscoli, legamenti e tessuti connettivi è fondamentale per il nostro benessere quotidiano. Sostiene organi come la vescica, l’utero e il retto, controlla la continenza e gioca un ruolo chiave nella funzione sessuale. Ma cosa succede quando questo sistema inizia a cedere? Si parla di **disfunzione del pavimento pelvico (PFD)**, un termine che racchiude una serie di disturbi non proprio piacevoli: incontinenza urinaria o fecale, prolasso degli organi pelvici, disfunzioni sessuali, dolore pelvico cronico… Insomma, problemi che possono impattare pesantemente sulla qualità della nostra vita.
Un Problema Diffuso Ma Silenzioso
Le statistiche sono piuttosto eloquenti: in Cina, si stima che la prevalenza di PFD tra le donne sposate vari dal 40% al 60%. Negli Stati Uniti, circa il 24% delle donne ne soffre, percentuale che sale quasi al 50% dopo gli 80 anni. Addirittura, si prevede che entro il 2050 l’incidenza del prolasso uterino possa sfiorare il 50%! Numeri impressionanti, che ci fanno capire quanto sia diffuso il problema. Eppure, nonostante ciò, la consapevolezza generale su questo tema è ancora drammaticamente bassa. Molte donne non ne parlano per imbarazzo, altre non sanno riconoscere i sintomi o pensano che siano una conseguenza “normale” del parto o dell’invecchiamento. Uno studio su donne incinte ha rivelato che, sebbene riconoscano l’importanza dell’argomento, la loro conoscenza effettiva è limitata (solo il 4,83% aveva un livello di conoscenza alto!). Questo porta a tassi di consultazione medica bassi, nonostante la prevalenza elevata. Fattori come il livello di istruzione, lo stato economico e la consapevolezza personale giocano un ruolo significativo. Con l’invecchiamento della popolazione e, in paesi come la Cina, l’introduzione di politiche come quella dei “tre figli”, l’incidenza della PFD non solo aumenta, ma sembra colpire anche donne più giovani. Diventa quindi fondamentale agire presto: diagnosi precoce e trattamento tempestivo sono la chiave.
Viaggio nel Sichuan: Cosa Ci Dice la Ricerca
Proprio per far luce su questo argomento e aumentare la consapevolezza, è stato condotto uno studio interessante nella provincia del Sichuan, in Cina, un’area considerata economicamente meno sviluppata dove la consapevolezza sulle questioni sanitarie è generalmente più limitata. La ricerca si è concentrata sulla città di Leshan, scelta perché rappresenta bene la diversità delle donne della regione per età, occupazione e stile di vita. Finora, molte ricerche si erano concentrate sulle grandi metropoli, lasciando scoperte le città di medie dimensioni. Questo studio, parte di un progetto multicentrico nazionale cinese, ha coinvolto 368 donne sposate reclutate tra maggio 2018 e dicembre 2023 presso il Dipartimento di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale Popolare di Leshan. Le partecipanti sono state divise in tre gruppi:
- Gruppo A: 122 donne senza figli.
- Gruppo B: 122 donne con figli, prima della menopausa.
- Gruppo C: 124 donne in post-menopausa.
Tutte erano sessualmente attive e disposte a sottoporsi a esami vaginali. Sono state raccolte informazioni di base, storia medica e ostetrica, ed sono state effettuate valutazioni specifiche: il punteggio POP-Q (Pelvic Organ Prolapse Quantification) per misurare il grado di prolasso, la valutazione della forza muscolare (scala MOS modificata e test LAT) e un’analisi elettromiografica per misurare indicatori come forza, affaticamento muscolare e pressione massima di contrazione.

Muscoli Sotto Esame: Forza e Fatica
Cosa è emerso da queste analisi? Differenze significative! Ad esempio, la forza muscolare del pavimento pelvico (misurata manualmente con la scala MOS) e quella del muscolo elevatore dell’ano (test LAT) erano diverse tra i gruppi. Nel gruppo A (senza figli), il 68,72% aveva una forza ≥ grado 3 sulla scala MOS, percentuale che scendeva al 62,30% nel gruppo B (con figli, pre-menopausa) e crollava al 33,87% nel gruppo C (post-menopausa). Risultati simili per il test LAT (74,59% nel gruppo A, 71,31% nel gruppo B, 43,55% nel gruppo C). Anche l’affaticamento dei muscoli di tipo I (quelli della resistenza) e la pressione massima di contrazione mostravano differenze statisticamente significative (p < 0.05). Curiosamente, non c'erano differenze significative nell'affaticamento dei muscoli di tipo II (quelli della forza rapida). Questi dati suggeriscono chiaramente che la forza muscolare del pavimento pelvico diminuisce dopo il parto e cala ulteriormente con l'età e la menopausa. Questo conferma che gravidanza e parto sono fattori di rischio indipendenti per la PFD. Identificare precocemente una debolezza muscolare può quindi permettere di intervenire in tempo e rallentare la progressione della disfunzione.
Quando le Cose… Scendono: Il Prolasso
E per quanto riguarda la posizione degli organi pelvici? Lo studio ha usato il sistema POP-Q per confrontare specifici punti di riferimento anatomico (valori Aa, Ap, C, D) tra i tre gruppi. Anche qui, le differenze erano statisticamente significative (p < 0.001). Confrontando il gruppo A (senza figli) con il gruppo B (con figli, pre-menopausa), si notava una differenza significativa nei valori Aa e C, indicando un abbassamento degli organi dopo il parto. Confrontando il gruppo A con il gruppo C (post-menopausa), le differenze erano significative per Aa, C e D. Ma ecco il punto interessante: confrontando il gruppo B (post-parto, pre-menopausa) con il gruppo C (post-menopausa), le differenze per Aa e C non erano più significative (e per C il valore p era 0.089, vicino alla soglia ma non significativo). Questo suggerisce che, sebbene la posizione degli organi pelvici scenda significativamente dopo il parto, non c’è un ulteriore declino significativo dopo la menopausa rispetto alla condizione post-parto. Anche i valori Ap (punto sulla parete vaginale posteriore) mostravano differenze significative tra tutti e tre i gruppi.
L’Allarme Silenzioso: Cambiamenti Prima dei Sintomi
La scoperta forse più importante di questo studio, e che non era stata riportata così chiaramente prima, è che i cambiamenti nella posizione degli organi pelvici e negli indicatori elettrofisiologici (come la forza muscolare) avvengono PRIMA che compaiano i sintomi tipici della PFD. Questo accade in particolare dopo il parto. È come se il corpo mandasse dei segnali silenziosi che, se colti in tempo, potrebbero evitare problemi futuri. Spesso ignoriamo questi segnali perché non abbiamo dolore o fastidi evidenti, ma lo studio ci dice che i cambiamenti strutturali e funzionali sono già in atto.

Prevenire è Meglio: L’Importanza dello Screening Precoce
Questa scoperta sottolinea l’importanza cruciale dello screening precoce. Se possiamo identificare questi cambiamenti iniziali, possiamo intervenire subito, ad esempio con esercizi specifici per il pavimento pelvico (Pelvic Floor Muscle Training – PFMT). È stato dimostrato che il PFMT è molto efficace: uno studio ha rilevato che può evitare l’intervento chirurgico a circa metà delle pazienti con incontinenza urinaria da sforzo moderata o severa. La riabilitazione post-parto non solo migliora la funzione muscolare e riduce le emozioni negative, ma aiuta anche a prevenire obesità, disturbi del pavimento pelvico e altre complicazioni. Alcuni studi suggeriscono di iniziare gli esercizi già dalla 20ª settimana di gravidanza, mentre altri indicano che i primi tre mesi dopo il parto sono il periodo ottimale per migliorare forza e resistenza muscolare. Lo screening della funzione pelvica dopo il parto assume quindi un’importanza fondamentale. Può davvero ridurre l’incidenza della PFD e la necessità di ricorrere alla chirurgia in futuro. Certo, lo studio ha i suoi limiti: è stato condotto in una sola area, alcuni metodi di valutazione hanno una componente soggettiva e manca un follow-up a lungo termine. Tuttavia, i ricercatori hanno seguito standard internazionali e adottato misure per ridurre i bias.
Il messaggio finale è forte e chiaro: noi donne, insieme ai nostri medici (in particolare ginecologi e ostetrici), dobbiamo diventare più consapevoli riguardo alla salute del pavimento pelvico. Promuovere lo screening precoce, la diagnosi tempestiva e l’intervento mirato, soprattutto nel periodo post-parto, può fare una differenza enorme. In paesi popolosi come la Cina, ma direi ovunque nel mondo, prevenire efficacemente la PFD è essenziale per migliorare la qualità della vita di milioni di donne. La ricerca futura dovrà concentrarsi ancora di più sulla prevenzione e sul trattamento, per costruire sistemi sanitari capaci di gestire al meglio questi disturbi. Ascoltiamo il nostro corpo, non ignoriamo i segnali e parliamone apertamente!
Fonte: Springer
