Viaggio Senza Nausea: La Scienza dietro la Stimolazione Vestibolare Galvanica
Ciao a tutti! Chi non ha mai sofferto il mal d’auto, il mal di mare o quella fastidiosa sensazione di nausea davanti a certi videogiochi o simulatori? È un problema comune, che affligge tantissime persone in viaggio o persino nell’uso delle nuove tecnologie come la realtà virtuale. Per anni, la spiegazione più gettonata è stata la cosiddetta teoria del conflitto sensoriale. Ma cosa succederebbe se potessimo “ingannare” il nostro cervello per ridurre questo fastidio? Oggi voglio parlarvi di una ricerca affascinante che fa proprio questo, utilizzando una tecnica chiamata Stimolazione Vestibolare Galvanica (GVS).
Il Problema: La Cinetosi e la Teoria del Conflitto Sensoriale
Partiamo dalle basi. La cinetosi (il termine tecnico per il mal di movimento) si scatena, secondo la teoria più accreditata, quando c’è una discrepanza tra quello che i nostri sensi percepiscono e quello che il nostro cervello si aspetta. Immaginate di essere sottocoperta su una nave: i vostri occhi non vedono movimento, ma il vostro sistema vestibolare (quel complesso meccanismo nell’orecchio interno che gestisce equilibrio e orientamento spaziale, il nostro “giroscopio” interno) sente le onde. Questo “conflitto” manda in tilt il sistema, scatenando nausea, vertigini e altri sintomi spiacevoli.
Si pensa che il sistema vestibolare, in particolare gli organi otolitici (sensibili all’accelerazione lineare, come quella laterale in auto), giochi un ruolo chiave. Studi precedenti avevano già notato che persone con danni al sistema vestibolare soffrono molto meno di cinetosi. Tuttavia, provare in modo definitivo che fosse proprio l’informazione vestibolare la causa scatenante, isolandola da altri fattori, era una sfida ancora aperta.
L'”Hack”: la Stimolazione Vestibolare Galvanica (GVS)
Ed ecco che entra in gioco la GVS. Cos’è? È una tecnica non invasiva che utilizza una leggerissima corrente elettrica, applicata tramite elettrodi posti solitamente dietro le orecchie (sui processi mastoidei), per influenzare direttamente i nervi vestibolari. In pratica, possiamo “sussurrare” informazioni di movimento direttamente al cervello, bypassando o modificando i segnali reali.
L’idea geniale dei ricercatori è stata: e se usassimo la GVS non solo per studiare il sistema vestibolare, ma per manipolare attivamente il conflitto sensoriale? Se potessimo creare una GVS “buona” (Beneficial) che riduce il conflitto e una “cattiva” (Detrimental) che lo aumenta, potremmo finalmente testare la teoria e, magari, trovare un modo per alleviare la cinetosi.
L’esperimento: mettere alla prova la teoria
Per farlo, hanno utilizzato modelli computazionali avanzati. Questi modelli simulano come percepiamo il movimento e come la GVS interagisce con i segnali vestibolari reali, prevedendo persino l’insorgenza della cinetosi basata sul livello di conflitto sensoriale calcolato. Hanno così progettato due forme d’onda GVS specifiche:
- Beneficial GVS: Pensata per ridurre il conflitto sensoriale durante un movimento specifico.
- Detrimental GVS: Identica alla Beneficial ma con polarità invertita (destra/sinistra scambiate), pensata per aumentare il conflitto.
Hanno poi reclutato 10 partecipanti sani e li hanno sottoposti a un movimento fisico passivo (traslazioni laterali destra-sinistra, simili a quelle che si provano in auto su una strada tortuosa) su una piattaforma mobile, il tutto al buio completo per eliminare indizi visivi e con rumore bianco nelle orecchie per mascherare suoni esterni. Ogni partecipante ha provato tre condizioni, in ordine casuale e a distanza di tempo:
- Movimento con GVS Beneficial.
- Movimento con GVS Detrimental.
- Movimento senza GVS (condizione di controllo/sham).
Durante i 40 minuti di movimento e i 30 minuti di recupero successivi, i partecipanti riportavano continuamente il loro livello di malessere usando una scala standard (la MISC – Motion Sickness Incidence Scale).

I Risultati: l'”Hack” ha funzionato?
I risultati? Davvero affascinanti e in linea con le previsioni! La GVS Beneficial ha prodotto una riduzione media della cinetosi del 26% rispetto alla condizione senza GVS. Al contrario, la GVS Detrimental ha causato un aumento del 56% dei sintomi. La differenza tra GVS Beneficial e Detrimental è risultata statisticamente significativa (p=0.0055).
Questo è un punto cruciale: mantenendo tutto il resto identico (movimento fisico, postura, assenza di stimoli visivi/uditivi), la sola manipolazione mirata dell’informazione vestibolare tramite GVS ha modificato significativamente la cinetosi. È una prova forte del ruolo causale del sistema vestibolare e, per estensione, del conflitto sensoriale vestibolare.
È interessante notare che, sebbene la GVS Beneficial abbia ridotto la cinetosi in media, la differenza rispetto alla condizione di controllo (No GVS) non ha raggiunto la significatività statistica completa in questo studio (p_adj = 0.3). I ricercatori suggeriscono che questo potrebbe dipendere dalla dimensione del campione o dal fatto che il movimento di base non fosse *estremamente* nauseogeno, lasciando meno “margine” per un miglioramento evidente rispetto a quanto margine c’era per un peggioramento con la GVS Detrimental. Tuttavia, la tendenza era chiara e il confronto diretto tra Beneficial e Detrimental non lascia dubbi sull’efficacia della manipolazione.
Un aspetto controintuitivo ma spiegato dai modelli: il movimento fisico era una traslazione laterale (stimola principalmente gli otoliti), mentre la GVS agisce soprattutto sui canali semicircolari (sensibili alle rotazioni). Come fa a funzionare? Perché nel nostro cervello, i segnali dei canali influenzano l’interpretazione dei segnali degli otoliti per distinguere tra inclinazione e traslazione. Modificando i segnali dei canali con la GVS, si altera questa interpretazione e, di conseguenza, il conflitto sensoriale percepito, anche quello legato agli otoliti.
Perché è importante: convalidare la teoria e applicazioni future
Questa ricerca è importante per diversi motivi. Innanzitutto, fornisce una validazione empirica robusta alla teoria del conflitto sensoriale, specificamente al ruolo del conflitto vestibolare, come causa della cinetosi negli esseri umani. Isolare l’effetto vestibolare controllando tutti gli altri fattori è stato un passo avanti metodologico notevole.
In secondo luogo, apre scenari entusiasmanti per lo sviluppo di contromisure tecnologiche non farmacologiche. Immaginate:
- Dispositivi indossabili per automobilisti o passeggeri di veicoli autonomi.
- Sistemi integrati nei caschi per astronauti durante i viaggi spaziali (dove la cinetosi è un problema serio, legato anche al riadattamento del cervello alla microgravità – la cosiddetta “ipotesi della reinterpretazione vestibolare”).
- Soluzioni per ridurre il “cybersickness” in ambienti di realtà virtuale o aumentata, rendendoli più accessibili e confortevoli.
I risultati mettono anche in discussione teorie alternative come quella del controllo posturale, che fatica a spiegare come la cinetosi possa essere modulata agendo solo sul segnale vestibolare mentre postura e altri input sensoriali rimangono costanti.

Guardando al futuro: sfide e potenziale
Certo, la strada non è finita. La GVS ha i suoi limiti: la corrente deve essere tollerabile (anche se in questo studio gli effetti collaterali sono stati minimi, come un leggero sapore metallico), e la configurazione usata (binaurale bipolare) agisce principalmente su un asse di rotazione. Serviranno studi più ampi per confermare l’efficacia come contromisura su larga scala e per ottimizzare le forme d’onda per diversi tipi di movimento e per la variabilità individuale nella sensibilità alla GVS.
Tuttavia, la metodologia computazionale sviluppata per creare queste forme d’onda GVS “su misura” è di per sé un contributo prezioso. Permette di progettare stimolazioni mirate non solo per la cinetosi, ma potenzialmente anche per correggere percezioni alterate del movimento o dell’orientamento in altre condizioni.
In conclusione, questa ricerca non solo ci aiuta a capire meglio perché soffriamo di mal d’auto, ma ci mostra una via concreta e affascinante per combatterlo, “parlando” direttamente al nostro sistema di equilibrio nel linguaggio che capisce. Un piccolo passo per la scienza, ma potenzialmente un grande sollievo per chiunque preferirebbe godersi il viaggio senza quella fastidiosa nausea!
Fonte: Springer
