Un'immagine concettuale che rappresenta lo stigma strutturale: silhouette di giovani SGM che si stagliano contro un paesaggio urbano con leggi discriminatorie simboleggiate da ombre opprimenti. Stile fotorealistico, obiettivo grandangolare da 24mm, illuminazione drammatica, duotone blu e grigio scuro per trasmettere un senso di oppressione e resilienza.

Fumo e Stigma Strutturale: Quel Legame Nascosto che Pesa sui Giovani SGM (e Come Spezzarlo)

Ciao a tutti! Oggi voglio parlarvi di un argomento che mi sta particolarmente a cuore e che, secondo me, merita molta più attenzione: il legame tra lo stigma strutturale e l’uso di tabacco tra i giovani adulti, con un focus specifico sulle persone appartenenti a minoranze sessuali e di genere (SGM). Sembra un tema complesso, vero? Ma cercherò di spiegarvelo in modo semplice e, spero, coinvolgente.

Partiamo da un dato di fatto, purtroppo ben noto: i giovani adulti SGM (lesbiche, gay, bisessuali, transgender, queer, ecc.) tendono a fumare e usare prodotti a base di nicotina (come le sigarette elettroniche) più dei loro coetanei eterosessuali e cisgender. E questa non è una novità, le disparità iniziano già nell’adolescenza. Ma perché succede questo?

Lo Stress delle Minoranze e lo Stigma Strutturale

Una teoria molto interessante, chiamata Modello dello Stress delle Minoranze (MSM), ci dice che gli stress unici e su più livelli vissuti dai giovani SGM li portano a comportamenti a rischio per la salute, come appunto il fumo. Immaginatevi di vivere in un contesto che non solo non vi accetta, ma che a volte vi ostacola attivamente. Questo modello suggerisce che fattori di stress “distali”, come la discriminazione e le politiche discriminatorie (lo stigma strutturale, appunto!), portano a stress “prossimali”, cioè processi interni come la queerfobia interiorizzata o la percezione continua di essere discriminati. E tutto questo, alla fine, può sfociare in problemi di salute, incluso il maggior consumo di tabacco.

Molti studi hanno già confermato il legame tra stress da minoranza e uso di tabacco, ma si sono concentrati soprattutto sullo stigma individuale o interpersonale. Pensate alle battutine, all’esclusione, alle discriminazioni dirette. Ma c’è un livello ancora più “alto” di stigma, quello strutturale. Di cosa parlo? Delle condizioni a livello sociale, delle norme culturali e delle politiche istituzionali che limitano le opportunità, le risorse e il benessere delle popolazioni minoritarie. Per darvi un’idea, nel 2023 negli Stati Uniti sono state presentate ben 510 proposte di legge anti-SGM, un aumento triplo rispetto all’anno precedente! E il trend continua. Queste leggi toccano vari aspetti, dalla libertà di espressione all’accesso all’assistenza sanitaria.

Quindi, la domanda che si sono posti i ricercatori di uno studio recentissimo è stata: questo stigma strutturale, queste leggi e atteggiamenti negativi a livello di società, come influenzano l’uso di tabacco nei giovani SGM? E, cosa ancora più interessante, attraverso quali meccanismi?

L’Indagine: Come lo Stigma Strutturale “Arriva” al Tabacco

Lo studio che ho analizzato ha cercato di capire se lo stigma strutturale avesse effetti indiretti sul consumo attuale di tabacco (sigarette tradizionali e sigarette elettroniche) tra giovani adulti SGM (18-35 anni) negli Stati Uniti, confrontandoli anche con un gruppo di giovani adulti non-SGM (eterosessuali e cisgender). L’idea era di vedere se lo stigma strutturale colpisse la salute del gruppo stigmatizzato (i giovani SGM) ma non quello non stigmatizzato, il che rafforzerebbe l’idea che sia proprio lo stigma a fare la differenza.

Come hanno misurato lo stigma strutturale? Hanno creato una variabile “latente” (cioè un costrutto misurato da più indicatori) che includeva:

  • Atteggiamenti a livello statale verso le persone SGM.
  • L’assenza di politiche protettive per le persone SGM.
  • La presenza di politiche discriminatorie introdotte o approvate nel 2022.

Poi, hanno esaminato tre possibili “mediatori”, cioè tre canali attraverso cui lo stigma strutturale potrebbe influenzare il fumo:

  1. Deplezione delle risorse economiche: misurata attraverso l’insicurezza alimentare e le difficoltà finanziarie.
  2. Discriminazione interpersonale: la frequenza con cui si sperimentano discriminazioni quotidiane.
  3. Stress psicologico percepito.

I ricercatori hanno usato un metodo statistico avanzato chiamato Modello di Equazioni Strutturali (SEM) per analizzare i dati raccolti da oltre 2600 partecipanti. E i risultati sono davvero illuminanti!

Un giovane adulto dall'aria stressata guarda fuori da una finestra in una giornata grigia, con una sigaretta tra le dita. L'immagine dovrebbe evocare difficoltà economiche e stress psicologico. Fotografia di ritratto, obiettivo da 35mm, toni duotone seppia e grigio, profondità di campo per mettere a fuoco il soggetto e sfocare lo sfondo urbano.

Risultati Sorprendenti: La Pista Economica

Sapete una cosa? Lo studio non ha trovato un effetto diretto dello stigma strutturale sull’uso di tabacco. Questo potrebbe sembrare strano, ma in realtà la ricerca metodologica ci dice che gli effetti indiretti (o di mediazione) possono esistere anche senza un effetto diretto. Ed è proprio qui che le cose si fanno interessanti.

Per i giovani adulti SGM, lo stigma strutturale è risultato indirettamente associato a un maggiore uso di tabacco attraverso la deplezione delle risorse economiche. In pratica: più alto è lo stigma strutturale (leggi discriminatorie, atteggiamenti negativi diffusi), maggiori sono le difficoltà economiche (insicurezza alimentare, problemi finanziari) e, di conseguenza, maggiore è il consumo di tabacco. Questo legame, invece, non è stato trovato nel gruppo di giovani adulti non-SGM.

Perché proprio le risorse economiche? Pensiamoci: leggi che permettono di negare servizi o lavoro alle persone SGM (come alcune “leggi sulla libertà religiosa” che possono colpire l’accesso a mense per i poveri), la mancanza di supporto familiare in contesti ostili che riduce le “reti di sicurezza” economiche. L’insicurezza alimentare, poi, è un fattore di stress enorme, e il fumo può essere percepito erroneamente come un modo per sopprimere l’appetito o gestire lo stress. Inoltre, stati con politiche meno protettive tendono ad avere tasse sul tabacco più basse, rendendo questi prodotti più accessibili proprio a chi ha meno risorse.

E gli altri due mediatori? Né la discriminazione interpersonale né lo stress psicologico percepito sono emersi come canali significativi attraverso cui lo stigma strutturale influenzerebbe il fumo in questo specifico studio, per nessuno dei due gruppi. Questo non significa che non siano importanti! Per la discriminazione interpersonale, ad esempio, i ricercatori ipotizzano che il modo in cui è stata misurata (discriminazione generale, non specificamente legata all’identità SGM) potrebbe aver influito. Infatti, solo una piccola percentuale dei giovani SGM ha indicato che le discriminazioni subite erano dovute all’orientamento sessuale o all’identità di genere. Tuttavia, è stato confermato un legame diretto tra discriminazione interpersonale e uso di tabacco, come già visto in altri studi.

Cosa Ci Dice Tutto Questo? Implicazioni e Limiti

Questo studio è uno dei primi a esplorare così a fondo i meccanismi attraverso cui lo stigma strutturale può influenzare l’uso di tabacco nei giovani SGM, e il fatto che la via economica sia emersa in modo così specifico per questo gruppo è un risultato potentissimo. Ci dice che le lotte per i diritti e per un ambiente sociale più equo non sono solo questioni di principio, ma hanno un impatto diretto e misurabile sulla salute delle persone.

Certo, come ogni studio, anche questo ha i suoi limiti. I dati sono “cross-sectional”, cioè raccolti in un unico momento, quindi non possiamo stabilire con certezza rapporti di causa-effetto (anche se il confronto tra gruppi aiuta). La dimensione del campione non ha permesso di analizzare sottogruppi SGM (es. persone bisessuali vs. gay, o per identità di genere specifica). Inoltre, la misura degli atteggiamenti si concentrava sulle minoranze sessuali e non su quelle di genere, e non si è valutata la frequenza o la gravità del consumo di tabacco. L’effetto indiretto trovato, seppur significativo, era di piccola entità, quindi va interpretato con cautela.

Un grafico concettuale che illustra il percorso dallo stigma strutturale (simboleggiato da ingranaggi arrugginiti o catene) alla deplezione delle risorse economiche (monete che cadono o un portafoglio vuoto) e infine all'uso di tabacco (una sigaretta o una sigaretta elettronica). Stile infografica fotorealistica, obiettivo macro per dettagli, illuminazione controllata per enfatizzare i simboli.

Nonostante ciò, i punti di forza sono notevoli. Lo studio ha colmato diverse lacune nella letteratura e ha utilizzato un gruppo di confronto, il che è fondamentale. Ha dimostrato che lo stigma strutturale è associato all’uso di tabacco, tramite la deplezione delle risorse economiche, solo per i giovani SGM.

Guardando al Futuro: Interventi e Ricerca

Insomma, cosa possiamo portarci a casa da tutto questo? Che quando si lavora per ridurre il consumo di tabacco tra i giovani SGM, non basta solo parlare dei rischi del fumo. Bisogna considerare il contesto più ampio in cui vivono. Interventi che promuovono la stabilità economica potrebbero avere un ruolo cruciale nell’influenzare l’uso di tabacco e la cessazione in questa popolazione. Pensiamo a programmi di supporto per l’accesso al lavoro, all’alloggio, alla sicurezza alimentare.

È fondamentale continuare a studiare come i cambiamenti negli atteggiamenti generali verso le persone SGM e l’evoluzione delle politiche (protettive o discriminatorie) influenzino nel tempo l’uso di tabacco. Sappiamo da ricerche precedenti che miglioramenti nello stigma strutturale possono portare a una maggiore soddisfazione di vita per le persone SGM. Forse, possono anche aiutarle a smettere di fumare, o a non iniziare affatto.

In un periodo in cui assistiamo a un aumento preoccupante di leggi che prendono di mira i diritti delle persone SGM, identificare punti di intervento per attenuare gli effetti negativi dello stigma strutturale sull’uso di tabacco è più cruciale che mai. Non si tratta solo di salute individuale, ma di giustizia sociale e di benessere collettivo. E io credo fermamente che capire questi meccanismi sia il primo passo per costruire una società più sana e più equa per tutti.

Fonte: Springer

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