Status Socioeconomico Materno e Crescita Infantile: Il Doppio Volto della Malnutrizione
Ragazzi, oggi voglio parlarvi di qualcosa che mi ha davvero colpito e che tocca corde profonde: il legame tra la situazione economica di una mamma e la crescita del suo bambino nei primissimi, fondamentali anni di vita. Ho letto uno studio affascinante, basato sui dati della coorte di nascita PERSIAN in Iran, che getta nuova luce su un paradosso sempre più diffuso, specialmente nei paesi a basso e medio reddito: il doppio carico della malnutrizione (DBM – Double Burden of Malnutrition).
Cosa significa? Significa che nello stesso contesto, a volte persino nella stessa famiglia o nello stesso individuo, possono coesistere problemi di denutrizione (come il ritardo della crescita o il basso peso) e di sovrappeso/obesità. Sembra un controsenso, vero? Eppure è una realtà complessa che dobbiamo capire meglio.
I Primi 1000 Giorni: Una Finestra Cruciale
Sappiamo da tempo che i primi 1000 giorni di vita, dal concepimento ai due anni del bambino, sono assolutamente critici. Quello che succede in questa fase, soprattutto a livello nutrizionale, può lasciare un’impronta sulla salute per tutta la vita. La denutrizione in questa fase non solo aumenta il rischio di malattie e mortalità infantile, ma può portare a problemi di salute a lungo termine.
Ma la novità, o meglio, l’aspetto che questo studio approfondisce con un approccio matematico, è come l’obesità possa emergere quasi come una “complicazione” della denutrizione o, più precisamente, come uno squilibrio nella crescita influenzato da fattori esterni.
Lo Studio PERSIAN: Uno Sguardo Approfondito
I ricercatori hanno seguito ben 7169 neonati inclusi nella coorte PERSIAN, valutandoli a 2, 4, 6, 12 e 24 mesi. Hanno raccolto dati dettagliati sullo status socioeconomico (SES) delle madri, considerando istruzione, reddito, beni posseduti, tipo di casa, persino il prezzo dell’auto e la facilità nel pagare le bollette. Hanno poi diviso le mamme in cinque gruppi (quintili), dal più basso al più alto SES.
Contemporaneamente, hanno misurato la crescita dei bambini usando otto indicatori chiave, tra cui:
- HAZ (Height-for-age Z-score): indicatore di crescita lineare, legato al rischio di stunting (ritardo della crescita in altezza).
- WAZ (Weight-for-age Z-score): indicatore di peso per età, legato al rischio di underweight (sottopeso).
- WHZ (Weight-for-height Z-score): indicatore di peso per altezza, legato al rischio di wasting (deperimento).
- BMI-Z (Body Mass Index-for-age Z-score): indice di massa corporea per età, usato per valutare sovrappeso e obesità.
Hanno usato tecniche statistiche avanzate (come le Equazioni di Stima Generalizzate – GEE) per analizzare come il SES materno influenzasse questi indicatori nel tempo, tenendo conto di altri fattori che potevano confondere i risultati (età materna, numero di gravidanze, malattie croniche, ecc.).

Status Socioeconomico: Scudo Contro la Denutrizione…
I risultati confermano quello che in parte ci si poteva aspettare: un SES materno più alto è generalmente protettivo contro le varie forme di denutrizione. Vediamo come:
- Peso per età (WAZ): L’impatto positivo del SES sul WAZ aumenta con l’età del bambino. I bambini nei gruppi SES più alti hanno mostrato miglioramenti più marcati nel tempo e avevano significativamente meno probabilità di essere sottopeso (WAZ < -2) rispetto a quelli nel gruppo SES più basso.
- Altezza per età (HAZ): Anche qui, il SES materno ha un’influenza positiva costante. I bambini nei gruppi SES più alti mostravano miglioramenti maggiori nell’altezza per età e una riduzione significativa (fino al 38% in meno nel gruppo SES alto) del rischio di stunting (HAZ < -2).
- Peso per altezza (WHZ): L’effetto del SES sul WHZ si manifesta soprattutto dopo il primo anno di vita e diventa più forte nei gruppi SES medio-alti e altissimi, contribuendo a prevenire il wasting (WHZ < -2). I bambini nei gruppi SES medio, alto e molto alto avevano probabilità significativamente inferiori di soffrire di wasting.
Quindi, in generale, stare meglio economicamente sembra fornire risorse e condizioni che favoriscono una crescita più sana e proteggono dalla denutrizione. Ma non è tutta la storia.
…Ma Attenzione al Rischio Obesità!
Ed ecco il punto cruciale, il “doppio volto” della medaglia. Lo studio ha rivelato che, mentre il SES più alto protegge dalla denutrizione, è anche associato a un aumento dell’indice di massa corporea (BMI-Z), specialmente nei gruppi SES più elevati e con l’avanzare dell’età del bambino.
In particolare, nel gruppo con SES “Molto Alto”, il rischio di obesità (definita come BMI-Z > 2) diventava significativamente più alto intorno ai 24 mesi (quasi 1.6 volte maggiore rispetto al gruppo SES più basso). Anche nei gruppi SES “Alto” e “Medio” si notavano miglioramenti nel BMI-Z a partire dai 12 mesi, anche se l’aumento del rischio di obesità era meno marcato o non statisticamente significativo rispetto al gruppo “Molto Alto”.
La Chiave è lo Squilibrio nella Crescita
Come si spiega questo apparente paradosso? I ricercatori hanno usato un approccio matematico basato sulla formula di Cole per il BMI-Z (che lega BMI-Z a WAZ e HAZ). Semplificando molto, questa formula suggerisce che per mantenere un BMI-Z stabile, l’aumento dell’altezza (HAZ) deve essere circa il doppio dell’aumento del peso (WAZ), se entrambi cambiano nella stessa direzione.
L’analisi dello studio suggerisce che nei gruppi a SES più alto, l’aumento di peso (WAZ) potrebbe non essere “bilanciato” da un aumento proporzionale dell’altezza (HAZ). In altre parole, il miglioramento del peso sembra essere “sproporzionato” rispetto al miglioramento dell’altezza. Questo squilibrio tra guadagno ponderale e crescita lineare sembra essere il meccanismo che, nei contesti socioeconomici più favorevoli osservati nello studio, porta a un aumento del BMI-Z e, potenzialmente, al rischio di obesità.

È affascinante vedere come un approccio matematico possa aiutarci a decifrare queste dinamiche complesse! Non si tratta solo di “mangiare troppo”, ma di come i pattern di crescita si modificano in risposta a diverse condizioni socioeconomiche.
Differenze Regionali e Prospettive Future
Lo studio ha anche notato alcune differenze interessanti tra i centri urbani iraniani coinvolti (ad esempio, i bambini di Yazd mostravano pattern di crescita peculiari), suggerendo che fattori locali (culturali, politici, ambientali) giocano un ruolo e meritano ulteriori indagini.
Certo, lo studio ha delle limitazioni, come la mancanza di alcuni dati, specialmente a 24 mesi (anche se i ricercatori hanno usato metodi statistici sofisticati per gestire questo problema). Tuttavia, la sua forza sta nell’approccio longitudinale (seguire gli stessi bambini nel tempo) e nell’uso di modelli matematici per esplorare il DBM.
Cosa ci portiamo a casa da tutto questo? Che affrontare la malnutrizione oggi richiede una visione più ampia. Non basta combattere la denutrizione; dobbiamo anche capire e prevenire l’emergere dell’obesità, spesso legata agli stessi determinanti socioeconomici. Le politiche e gli interventi futuri dovranno essere mirati e “intelligenti”, capaci di promuovere una crescita equilibrata, affrontando entrambi i lati della medaglia del DBM.
La ricerca futura dovrà scavare ancora più a fondo per capire esattamente quali fattori (dieta, attività fisica, ambiente, cultura) mediano l’effetto del SES su questo squilibrio di crescita e come possiamo intervenire efficacemente. È una sfida complessa, ma fondamentale per garantire un futuro più sano ai bambini di tutto il mondo.
Fonte: Springer
