Occhi Secchi nei Bambini? La Bilancia Potrebbe Essere la Risposta!
Amici, oggi vi parlo di una cosa che mi ha lasciato un po’ a bocca aperta, e credo sorprenderà anche voi. Siamo abituati a pensare a certi disturbi, come l’occhio secco, come a un problema “da grandi”, magari legato all’età o a troppe ore davanti al computer. E se vi dicessi che anche i nostri ragazzi, i nostri figli, possono soffrirne e che una delle cause potrebbe nascondersi… nel loro peso?
Sì, avete capito bene. Uno studio recente, pubblicato su una rivista scientifica importante, ha messo in luce un legame preoccupante tra il sovrappeso infantile e la salute degli occhi, in particolare con la disfunzione delle ghiandole di Meibomio (MGD) e la conseguente sindrome dell’occhio secco (DED). Sembra un parolone, ma cerchiamo di capire meglio di cosa si tratta.
Ma cos’è questa Disfunzione delle Ghiandole di Meibomio (MGD)?
Immaginate le nostre palpebre: al loro interno ci sono delle minuscole ghiandoline, chiamate appunto ghiandole di Meibomio. Il loro compito è super importante: producono una sostanza oleosa che si mescola alle lacrime, creando uno strato protettivo che impedisce alle lacrime stesse di evaporare troppo in fretta. Questo strato oleoso è fondamentale per mantenere i nostri occhi lubrificati, sani e confortevoli.
Quando queste ghiandole non funzionano come dovrebbero – magari perché i loro “condotti” sono ostruiti o perché la qualità del loro olio non è buona – ecco che parliamo di MGD. E le conseguenze? Beh, se lo strato oleoso manca o è insufficiente, le lacrime evaporano rapidamente, lasciando l’occhio secco, irritato, e portando a quella fastidiosa sensazione che molti conoscono come “occhio secco”. I sintomi possono essere bruciore, prurito, sensazione di corpo estraneo, visione offuscata… insomma, un bel disagio!
La cosa che fa riflettere è che la prevalenza della MGD sembra essere più alta nelle popolazioni asiatiche, e negli ultimi anni, con la diffusione massiccia di smartphone, tablet e computer tra i più giovani, l’incidenza di MGD e occhio secco sta aumentando e colpendo fasce d’età sempre più basse. Preoccupante, vero?
Il Sovrappeso Infantile: Un Nemico Silenzioso per gli Occhi
Torniamo al punto cruciale: il sovrappeso. Sappiamo già che l’obesità infantile è un problema serio, con ripercussioni sulla salute generale. Ma chi avrebbe mai pensato che potesse influenzare così direttamente gli occhi dei nostri ragazzi?
Ricerche precedenti, ad esempio su adolescenti americani, avevano già suggerito che un aumento dell’Indice di Massa Corporea (IMC) fosse associato a un peggioramento della struttura di queste ghiandole e a una riduzione dello spessore dello strato lipidico lacrimale. Ora, con i cambiamenti rapidi nelle abitudini alimentari e negli stili di vita anche in altre parti del mondo, come la Cina, il problema dell’obesità infantile è diventato sempre più evidente.
Ecco perché è fondamentale capire se e come il sovrappeso nei bambini possa danneggiare le ghiandole di Meibomio, per poter intervenire in tempo. E qui entra in gioco lo studio di cui vi parlavo.

Lo Studio Cinese: Cosa Ci Dice?
Dei ricercatori hanno coinvolto 200 bambini e adolescenti cinesi, tra i 10 e i 18 anni, per valutare la morfologia delle loro ghiandole di Meibomio. Hanno raccolto un sacco di dati: età, sesso, altezza, peso (e quindi l’IMC), storia clinica oculare. Hanno anche fatto compilare ai ragazzi un questionario specifico (l’OSDI – Ocular Surface Disease Index) per capire se avessero sintomi di occhio secco.
Poi, utilizzando uno strumento non invasivo chiamato analizzatore della superficie oculare, hanno “fotografato” le ghiandole di Meibomio delle palpebre superiori e inferiori. Queste immagini sono state poi valutate da oftalmologi esperti usando due scale: una per l’atrofia delle ghiandole (cioè quanto si fossero “ristrette” o perse, su una scala da 0 a 4) e una per la loro tortuosità (cioè quanto fossero “storte” o deformate, su una scala da 0 a 2). Hanno anche misurato il tempo di rottura del film lacrimale (BUT), un indicatore di quanto velocemente le lacrime evaporano.
La maggior parte dei ragazzi nello studio aveva un punteggio di atrofia di 1 (il 65%) e un punteggio di tortuosità di 1 (il 69%), il che significa che un certo grado di alterazione era già presente in molti di loro. Pensate, il 77,5% dei bambini mostrava un’atrofia superiore a zero e l’83,5% una tortuosità superiore a zero! Percentuali più alte rispetto a studi precedenti, forse a causa di differenze regionali o etniche.
I Risultati Chiave: Numeri che Parlano Chiaro
E qui arrivano i dati che ci fanno drizzare le antenne:
- Il punteggio di atrofia delle ghiandole (meiboscore) peggiorava significativamente con l’aumento del peso, del percentile dell’IMC, del punteggio OSDI (più sintomi di occhio secco) e con la diminuzione del BUT (lacrime che evaporano prima).
- La tortuosità delle ghiandole diventava più seria con l’aumento dell’età, del peso e del percentile dell’IMC, oltre che con un punteggio OSDI più alto.
- Un BUT inferiore a 10 secondi (indice di instabilità lacrimale) era associato a una maggiore percentuale di atrofia ghiandolare e a sintomi di occhio secco più marcati.
- Il sesso, invece, non sembrava avere un impatto significativo sulla disfunzione ghiandolare.
In pratica, più un bambino era in sovrappeso (quindi con un percentile di IMC più alto), peggiore era lo stato delle sue ghiandole di Meibomio, sia in termini di perdita di tessuto sia di deformazione. E questo, amici miei, è un campanello d’allarme bello forte!
Perché il Grasso Corporeo Fa Male agli Occhi?
Ma come fa il grasso in eccesso a danneggiare queste piccole, ma fondamentali, ghiandole? Gli scienziati ipotizzano diversi meccanismi, un po’ come un effetto a cascata:
- Metabolismo Lipidico Anomalo: Il sovrappeso spesso si associa a dislipidemia (alterazioni dei grassi nel sangue). Questo potrebbe influenzare la composizione dei lipidi prodotti dalle ghiandole di Meibomio, rendendoli più viscosi. Se l’olio diventa troppo denso, può ostruire i dotti delle ghiandole.
- Risposte Infiammatorie: L’obesità è considerata uno stato pro-infiammatorio cronico. L’infiammazione sistemica può raggiungere anche le ghiandole di Meibomio, danneggiandole. Studi su modelli animali hanno mostrato che una dieta ricca di grassi può attivare percorsi infiammatori che portano a disfunzione ghiandolare.
- Cambiamenti Ormonali: Il tessuto adiposo non è solo “grasso”, ma produce anche ormoni. Squilibri ormonali legati all’obesità potrebbero interferire con la normale funzione delle ghiandole.
- Compressione Meccanica: Anche se meno studiato nei bambini, un eccesso di tessuto adiposo nelle palpebre potrebbe esercitare una pressione meccanica sulle ghiandole.
- Fattori di Stile di Vita: Spesso, il sovrappeso è legato a stili di vita sedentari e a un uso prolungato di dispositivi digitali, che di per sé sono fattori di rischio per l’occhio secco a causa della ridotta frequenza di ammiccamento.
- Disregolazione Neuroendocrina: Complessi sistemi di segnali nel corpo possono essere alterati dall’obesità, con possibili ripercussioni anche a livello oculare.
Insomma, il sovrappeso infantile sembra innescare una serie di eventi che portano al malfunzionamento delle ghiandole di Meibomio, con tutte le conseguenze del caso per la superficie oculare.

Cosa Possiamo Fare? Prevenire è Meglio che Curare!
La buona notizia è che, una volta identificato un fattore di rischio, possiamo agire. Questo studio sottolinea l’importanza cruciale di monitorare il peso dei nostri ragazzi non solo per la loro salute generale, ma specificamente anche per quella dei loro occhi.
I medici, soprattutto pediatri e oculisti, dovrebbero essere consapevoli che il sovrappeso è un fattore di rischio per alterazioni strutturali delle ghiandole di Meibomio. Questo significa che, magari, durante una visita di routine, oltre a controllare la vista, potrebbe essere utile dare un’occhiata più approfondita allo stato di queste ghiandole, specialmente in bambini e adolescenti con un IMC elevato.
E noi genitori? Il nostro ruolo è fondamentale! Promuovere una dieta equilibrata e uno stile di vita attivo fin dalla tenera età è la migliore forma di prevenzione. Incoraggiare i giochi all’aperto, limitare il tempo passato davanti agli schermi (e insegnare la regola del 20-20-20: ogni 20 minuti di schermo, guardare per 20 secondi qualcosa a 20 piedi, circa 6 metri, di distanza), e assicurarsi che l’alimentazione sia ricca di frutta, verdura e grassi sani, può fare una differenza enorme.
Certo, lo studio ha delle limitazioni, come la necessità di campioni più ampi e di studi longitudinali per vedere come queste condizioni evolvono nel tempo. E resta da investigare se intervenire attivamente per riportare l’IMC dei ragazzi in un range ideale possa effettivamente migliorare la struttura delle ghiandole di Meibomio. Ma i segnali sono chiari.
In conclusione, amici, teniamo d’occhio la bilancia dei nostri figli, non solo per il girovita, ma anche per la salute dei loro preziosi occhi. Un piccolo sforzo oggi può prevenire fastidiosi problemi domani. E ricordate, in caso di dubbi o se notate sintomi come occhi rossi, bruciore o lamentele per fastidio oculare, una visita dall’oculista è sempre la scelta migliore!
Fonte: Springer
