Sigarette Elettroniche Usa e Getta: La Verità Nascosta Dietro al Vapore Colorato e Profumato
Ciao a tutti! Oggi voglio parlarvi di un argomento che sta letteralmente spopolando, soprattutto tra i più giovani: le sigarette elettroniche usa e getta. Quelle piccole, coloratissime, dai gusti più disparati, che sembrano quasi un accessorio di moda. Ma c’è molto di più dietro a questa facciata allegra e spensierata, e credo sia fondamentale fare un po’ di chiarezza.
Recentemente mi sono imbattuto in uno studio scientifico molto interessante, pubblicato su Springer Nature, che ha messo sotto la lente d’ingrandimento proprio questi dispositivi. E, ve lo dico subito, i risultati mi hanno fatto riflettere parecchio sul loro potenziale di creare dipendenza, specialmente in chi fuma solo occasionalmente o, peggio ancora, in chi non ha mai toccato una sigaretta tradizionale.
Un’esplosione di popolarità: ma a quale prezzo?
Non c’è dubbio, le “disposables” hanno conquistato il mercato. In Germania, negli USA, ma anche qui da noi, la loro diffusione è in crescita esponenziale. Un sondaggio britannico ha addirittura riportato un aumento di 18 volte nella percentuale di utenti adulti di sigarette usa e getta tra il 2021 e il 2022, con la crescita più rapida proprio tra i diciottenni. Gli adolescenti nel Regno Unito le percepiscono come un “accessorio” di tendenza, quasi un simbolo di uno stile di vita. Ma questa percezione è pericolosa.
Uno studio recente ha sollevato preoccupazioni sulla sicurezza, scoprendo che una sigaretta usa e getta analizzata conteneva alti livelli di nicotina, sostanze chimiche aromatiche e refrigeranti sintetici i cui rischi per inalazione sono ancora sconosciuti. E non dimentichiamoci che la nicotina è una sostanza altamente assuefacente, con un potenziale di dipendenza che si colloca subito dopo eroina e cocaina. Non stiamo parlando di caramelle, insomma!
Lo studio che fa luce: cosa abbiamo scoperto?
Lo studio che ha catturato la mia attenzione è stato condotto in un laboratorio a Monaco, in Germania, e ha coinvolto 18 adulti tra i 19 e i 28 anni, tutti fumatori occasionali. L’obiettivo? Valutare il potenziale di dipendenza delle sigarette elettroniche usa e getta confrontandole con una sigaretta tradizionale e una sigaretta elettronica a pod (quelle ricaricabili, per intenderci).
Ai partecipanti è stato chiesto di utilizzare, in sessioni diverse e in ordine casuale, quattro prodotti:
- Una sigaretta elettronica usa e getta al gusto fragola-kiwi (Elf Bar 600, 20 mg/ml di nicotina)
- Una sigaretta elettronica usa e getta al gusto tabacco (Elf Bar 600, 20 mg/ml di nicotina)
- Una sigaretta tradizionale (Marlboro Red, 0.8 mg di nicotina)
- Una sigaretta elettronica a pod (Myblu gusto tabacco, 18 mg/ml di nicotina)
L’uso è stato “ad libitum” per 5 minuti (o per la durata di una sigaretta tradizionale), mentre venivano registrati i parametri della “boccata” (topografia del puff), prelevati campioni di sangue per misurare le concentrazioni di nicotina nel plasma, e valutati parametri emodinamici ed effetti soggettivi. Insomma, un’analisi bella completa!
Rilascio di nicotina: una corsa fulminea nel sangue
E qui arrivano i dati che fanno drizzare le antenne. Il rilascio di nicotina delle sigarette elettroniche usa e getta (con picchi di concentrazione plasmatica, o Cmax, di 7.1 ng/ml per fragola-kiwi e 6.9 ng/ml per tabacco) è risultato simile a quello della sigaretta tradizionale (8.1 ng/ml) e superiore a quello della sigaretta elettronica a pod (3.1 ng/ml). Ma non è tutto.
L’aumento della nicotina nel plasma nel primo minuto è stato il più veloce con le sigarette elettroniche usa e getta. Il tempo per raggiungere il picco massimo di concentrazione (Tmax) è stato più breve per le usa e getta (5 minuti per fragola-kiwi, 6 minuti per tabacco) rispetto alla sigaretta tradizionale (8 minuti). Questo è un fattore cruciale: una consegna più rapida di nicotina al cervello porta a maggiori effetti gratificanti soggettivi e a un comportamento di rinforzo, aumentando il potenziale di dipendenza. In pratica, più velocemente arriva la “botta”, più il cervello la desidera di nuovo.
Pensate che, dopo solo 1 minuto dall’inizio del consumo, i livelli medi di nicotina erano aumentati più rapidamente con le usa e getta rispetto sia alle sigarette tradizionali che alle pod. Questo suggerisce che, tra i prodotti testati, le nuove sigarette elettroniche usa e getta potrebbero avere il più alto potenziale di dipendenza mediato dalla nicotina.

È allarmante pensare che, in una popolazione di fumatori occasionali con poca o nessuna esperienza pregressa con le sigarette elettroniche, questi nuovi dispositivi usa e getta abbiano mostrato immediatamente un rilascio di nicotina così efficace e comparabile a quello delle sigarette tradizionali. Questo le rende particolarmente insidiose per chi si avvicina al fumo per la prima volta o fuma solo saltuariamente.
Come “svapiamo”: abitudini a confronto
Lo studio ha anche analizzato il comportamento di “puffata”. È emerso che il volume medio del puff e la durata media del puff erano significativamente maggiori per le sigarette elettroniche (sia usa e getta che pod) rispetto alla sigaretta tradizionale. Anche la frequenza media dei puff e il flusso medio per puff erano superiori con le e-cig. Gli intervalli tra i puff, invece, erano maggiori con la sigaretta tradizionale.
Curiosamente, non ci sono state differenze significative nella topografia del puff tra le sigarette elettroniche usa e getta e quelle a pod. Questo fa pensare che le differenze nel rilascio di nicotina siano dovute principalmente al design del dispositivo e alla composizione del liquido, piuttosto che a come vengono “tirate”. L’unica differenza tra le due usa e getta è stata una durata del puff leggermente superiore per quella al gusto fragola-kiwi, indicando che anche gli aromi possono influenzare sottilmente il modo in cui si svapa.
Effetti soggettivi: soddisfazione e voglia di “bis”
E le sensazioni? Secondo il questionario mCEQ (Modified E-Cigarette Evaluation Questionnaire), il consumo della sigaretta elettronica usa e getta al gusto fragola-kiwi è stato il più soddisfacente, seguito da quella al tabacco. Entrambe le usa e getta hanno superato in soddisfazione sia la sigaretta tradizionale che la pod. Anche il piacere delle sensazioni nel tratto respiratorio è stato maggiore con la usa e getta fragola-kiwi rispetto alla sigaretta tradizionale e alla pod.
La motivazione a consumare di nuovo immediatamente il prodotto testato è stata significativamente più alta per le due sigarette elettroniche usa e getta rispetto alla pod e alla sigaretta tradizionale. Sebbene i punteggi generali di motivazione fossero bassi (probabilmente perché i partecipanti erano fumatori occasionali e non dipendenti), la preferenza per le usa e getta era chiara, con una leggera inclinazione per il gusto fragola-kiwi. Questo conferma quanto gli aromi fruttati siano percepiti come più piacevoli e meno dannosi, un’idea pericolosa che può facilitare l’iniziazione tra i giovani.
E il nostro corpo? Gli effetti emodinamici
Come c’era da aspettarsi, tutti i prodotti testati hanno causato un aumento significativo della pressione sanguigna (sistolica e diastolica) e della frequenza cardiaca rispetto ai valori basali. Sono stati osservati anche cambiamenti nei parametri di rigidità arteriosa. Questi effetti sono principalmente scatenati dalla nicotina. Anche se lo studio ha analizzato solo gli effetti acuti dopo un singolo utilizzo, i risultati puntano nella stessa direzione di studi precedenti, suggerendo che il consumo a lungo termine potrebbe portare a eventi cardiovascolari maggiori. Non è solo la nicotina ad agire, ma anche l’effetto diretto del vapore, che può innescare reazioni infiammatorie.

Conclusioni allarmanti: un potenziale di dipendenza elevato
Il messaggio principale che mi porto a casa da questo studio è che le sigarette elettroniche usa e getta testate hanno un elevato potenziale di dipendenza per i giovani e per chi fuma occasionalmente, quasi al pari delle sigarette tradizionali. Il loro profilo di rilascio della nicotina è efficace e rapido, e questo è un fattore chiave per l’instaurarsi della dipendenza. Sono significativamente più efficaci nel rilasciare nicotina rispetto alle sigarette elettroniche a pod testate, nonostante un comportamento di puffata simile tra i vari tipi di e-cig.
I punteggi più alti per soddisfazione e motivazione a riutilizzare il prodotto con le usa e getta, specialmente quelle aromatizzate alla frutta, sottolineano la loro attrattiva, che può essere particolarmente pericolosa per i giovani, spingendoli verso un consumo regolare nonostante i possibili rischi per la salute.
Limiti dello studio e prospettive future
Certo, ogni studio ha i suoi limiti. Il campione era relativamente piccolo, e i partecipanti erano fumatori occasionali, quindi le conclusioni non possono essere estese direttamente ai non fumatori. Inoltre, l’ambiente di laboratorio non riflette pienamente le situazioni di vita reale in cui spesso si fuma (contesti sociali, consumo di alcol). Sono stati studiati solo gli effetti acuti, quindi non sappiamo come il comportamento d’uso possa cambiare nel tempo.
Nonostante ciò, i risultati sono un campanello d’allarme. Sebbene le sigarette elettroniche possano avere un ruolo nell’aiutare i fumatori a smettere, il potenziale delle nuove usa e getta di creare nuove dipendenze, soprattutto tra i giovani, è preoccupante. È fondamentale continuare la ricerca, monitorare le tendenze d’uso e rafforzare le normative, inclusi possibili divieti su marketing, aromi o persino sui prodotti stessi.
Insomma, quelle piccole e colorate “svapo-penne” non sono così innocue come potrebbero sembrare. La consapevolezza è il primo passo per fare scelte informate sulla nostra salute. E voi, cosa ne pensate?
Fonte: Springer
