Fornitori Green nel Tessile: La Mia Guida Pratica con FCM-EDAS per Scelte Vincenti
Ciao a tutti! Oggi voglio parlarvi di un tema che mi sta particolarmente a cuore e che, ne sono convinto, è cruciale per il futuro del nostro pianeta e delle nostre aziende: come scegliere i fornitori giusti, quelli che ci aiutano a ridurre il nostro impatto ambientale, specialmente in un settore “energivoro” come quello tessile. Negli ultimi anni, l’attenzione verso le catene di approvvigionamento a basse emissioni di carbonio è cresciuta a dismisura, e non c’è da stupirsi! Le preoccupazioni per le emissioni di CO2 e il loro impatto, come il riscaldamento globale, sono ormai sulla bocca di tutti.
Non basta più che un’azienda si concentri solo sulle proprie emissioni interne. La vera svolta, amici miei, sta nello scegliere strategicamente fornitori a basse emissioni di carbonio. È un’opportunità d’oro per contribuire attivamente allo sviluppo sostenibile, ridurre l’impronta ecologica delle nostre attività e, perché no, creare valore a lungo termine per tutti.
L’Industria Tessile Sotto la Lente: Un Gigante da Rendere Sostenibile
Parliamoci chiaro: l’industria tessile è una delle principali responsabili dell’inquinamento ambientale. Ma è anche un settore dove possiamo fare una differenza enorme, semplicemente scegliendo fornitori che privilegiano materiali eco-compatibili e metodi di produzione rispettosi dell’ambiente. Immaginate il potenziale! La filiera produttiva tessile è complessa, ad alta intensità di carbonio, e coinvolge produttori di materie prime, trasformatori, distributori… un vero e proprio ecosistema.
L’Unione Europea, con il suo European Green Deal del 2019, ha fissato obiettivi ambiziosi: riduzione del 55% delle emissioni di gas serra entro il 2030 e neutralità carbonica entro il 2050. Per arrivarci, ha messo in campo strumenti come l’Aggiustamento del Carbonio alle Frontiere e il Piano d’Azione per l’Economia Circolare. Queste normative hanno un impatto enorme sui produttori tessili, specialmente in paesi esportatori come la Turchia, dove l’industria ha un’impronta di carbonio notevole. Per allinearsi, le aziende tessili devono dare priorità a fornitori che usano materiali “verdi” e processi sostenibili. È una sfida, ma anche un’occasione per innovare e distinguersi.
Il Problema: Come Scegliere il Fornitore Giusto in un Mondo Complesso?
Selezionare fornitori in catene di approvvigionamento così complesse e globalizzate, cercando di ridurre l’impatto ambientale, non è una passeggiata. Bisogna bilanciare fattori economici, sociali e ambientali (il famoso “triple bottom line”), il che introduce nuovi compromessi. Quando si tratta di fornitori a basse emissioni, dobbiamo valutare costi, sostenibilità ed emissioni di carbonio in linea con gli obiettivi climatici. Un bel rompicapo, vero?
Per fortuna, esistono le tecniche di Decision-Making Multi-Criterio (MCDM), che ci danno un approccio strutturato. Però, anche qui, c’è bisogno di miglioramenti, soprattutto per gestire i compromessi e la complessità computazionale. Molti studi usano metodi come l’AHP (Analytic Hierarchy Process) o il DEMATEL per pesare i criteri, e TOPSIS o VIKOR per scegliere le alternative. Ma noi volevamo qualcosa di più.
La Nostra Arma Segreta: L’Approccio Integrato FCM-EDAS
Ed è qui che entra in gioco la nostra proposta: un approccio innovativo, basato su scenari, che integra due potenti metodi: la Mappa Cognitiva Fuzzy (FCM) e l’Evaluation based on Distance from Average Solution (EDAS). Perché proprio questi due? Perché le loro forze si completano a vicenda per affrontare le complessità della selezione di fornitori low-carbon.
I metodi tradizionali, come AHP e DEMATEL, si concentrano principalmente sulle interrelazioni positive tra i criteri. Ma la realtà è più sfumata! L’FCM, invece, ci permette di modellare sia le relazioni causali positive che quelle negative, offrendo una comprensione più ricca del sistema. Pensateci: un prodotto progettato con maggiore attenzione alle basse emissioni dovrebbe avere un’impronta di carbonio inferiore (relazione negativa tra “design low-carbon” e “impronta di carbonio”). L’FCM è anche fantastico per la pianificazione di scenari, perché è efficiente dal punto di vista computazionale.

L’EDAS, d’altro canto, valuta le alternative in base alla loro vicinanza alla soluzione media, invece che a estremi idealizzati. Questo lo rende computazionalmente efficiente per classificare le alternative. La sua procedura di normalizzazione lo distingue da metodi come TOPSIS e VIKOR, rendendolo molto adattabile. Entrambi, FCM ed EDAS, sono particolarmente adatti a sistemi complessi, e la loro applicazione combinata offre un solido supporto decisionale. E la cosa più interessante? L’integrazione di FCM ed EDAS non era stata esplorata a fondo in questo campo, il che sottolinea la necessità di soluzioni innovative!
Metodologia Passo-Passo: Come Abbiamo Fatto?
Per dimostrare l’efficacia del nostro approccio, abbiamo condotto un caso studio in un’azienda tessile turca. Ma prima, vi spiego brevemente come funzionano FCM ed EDAS e come li abbiamo integrati.
FCM in pillole:
- Si costruisce una rete di nodi (concetti/criteri) e archi pesati (relazioni).
- Si definiscono i valori iniziali dei concetti e le matrici di influenza fuzzy (quanto un criterio influenza un altro, positivamente o negativamente).
- Si simula l’FCM con una funzione di attivazione (noi abbiamo usato una sigmoide) per vedere come le influenze si stabilizzano nel tempo, raggiungendo un equilibrio.
- I pesi dei concetti allo stato stazionario vengono normalizzati e usati come pesi finali dei criteri.
- Per l’analisi degli scenari, abbiamo usato FCMapper, un tool Excel open-source molto comodo!
EDAS in pillole:
- Si costruisce una matrice decisionale (alternative vs criteri).
- Si calcola la soluzione media per ogni criterio.
- Si calcolano le distanze positive (PDA) e negative (NDA) dalla media per ogni alternativa, a seconda che il criterio sia di beneficio (da massimizzare) o di costo (da minimizzare).
- Si calcola la somma pesata di PDA e NDA per tutte le alternative (usando i pesi dei criteri ottenuti dall’FCM).
- Si normalizzano questi valori.
- Si calcola il punteggio di valutazione (AS) per ogni alternativa.
- Le alternative vengono classificate in ordine decrescente in base al loro valore AS. L’alternativa con l’AS più alto è la scelta migliore.
Il nostro approccio integrato prevede questi passaggi:
- Formare un comitato di esperti per definire alternative e criteri.
- Raccogliere dati linguistici dagli esperti, aggregarli e defuzzificarli.
- Eseguire la simulazione FCM per ottenere i pesi dei criteri.
- Calcolare le matrici PDA e NDA (EDAS).
- Calcolare la somma pesata di PDA e NDA usando i pesi FCM.
- Calcolare i valori AS e classificare le alternative.
- Eseguire un’analisi degli scenari con FCMapper.
- Confrontare i risultati con altri metodi.
Caso Studio: Un’Azienda Tessile Turca Mette alla Prova il Metodo
L’azienda tessile turca con cui abbiamo collaborato è seriamente impegnata a ridurre la sua impronta di carbonio. La loro catena di approvvigionamento è vasta, con molti intermediari. Scegliere fornitori low-carbon per loro significa ridurre l’impatto ambientale, migliorare la reputazione e aumentare la competitività.
I criteri di selezione che abbiamo identificato, dopo un’attenta analisi della letteratura e discussioni con gli esperti aziendali, sono stati:
- C1: Capacità di progettazione a basse emissioni
- C2: Acquisti a basse emissioni (materiali da fonti rinnovabili, ecc.)
- C3: Valutazione del rischio carbonio
- C4: Impronta di carbonio del prodotto
- C5: Emissioni di carbonio dei trasporti
- C6: Flessibilità di produzione a basse emissioni
- C7: Collaborazione con i fornitori (per obiettivi di sostenibilità)
- C8: Verifica del carbonio (dati trasparenti, standard)
Tre decision-maker (un esperto di acquisti, uno di ReS e uno di produzione) hanno valutato le relazioni causali tra questi criteri usando valori linguistici (es. “Influenza Positivamente Alta”, “Influenza Negativamente Media”, ecc.). Questi sono stati poi trasformati in valori numerici.
Dopo aver applicato l’FCM, abbiamo scoperto, ad esempio, che la collaborazione con i fornitori (C7) era il criterio più influenzato dagli altri (aveva il valore di “indegree” più alto). Questo ha senso: una buona collaborazione è il risultato di molte altre pratiche positive!

Successivamente, abbiamo applicato l’EDAS usando i pesi dei criteri derivati dall’FCM. I risultati hanno mostrato che il fornitore A2 era la scelta migliore (AS = 0.970), seguito da A1 (0.604), A5 (0.489), A4 (0.442) e infine A3 (0.073), il meno favorevole.
Risultati e Scenari: Cosa Succede se Cambiamo le Carte in Tavola?
Qui viene il bello! Gli esperti aziendali avevano difficoltà a valutare le complesse relazioni tra i criteri. Così, abbiamo introdotto l’analisi degli scenari FCM. Abbiamo creato scenari ipotetici modificando lo “stato” di alcuni concetti (criteri) per vedere come cambiava l’importanza relativa degli altri e, di conseguenza, la classifica dei fornitori.
Abbiamo definito tre scenari:
- Scenario 1 (Baseline): È il risultato che vi ho appena descritto (A2 > A1 > A5 > A4 > A3).
- Scenario 2: L’azienda è coinvolta in progetti “carbon-free” che usano solo materiali senza carbonio. In questo caso, abbiamo ridotto l’influenza del criterio “impronta di carbonio del prodotto” (C4). La classifica è cambiata: A2 > A5 > A4 > A1 > A3. Interessante vedere come A5 e A4 abbiano superato A1!
- Scenario 3: L’azienda ha relazioni consolidate e di fiducia con alcuni fornitori, noti per le loro pratiche sostenibili. Quindi, abbiamo amplificato l’impatto della “collaborazione con i fornitori” (C7) e diminuito quello della “valutazione del rischio carbonio” (C3) e della “verifica del carbonio” (C8). Qui la classifica si è stravolta: A1 > A2 > A4 > A5 > A3. Il fornitore A1 è balzato in testa!
Questa analisi degli scenari ha dimostrato quanto sia dinamica la presa di decisioni e come l’integrazione FCM-EDAS offra una flessibilità incredibile, adattandosi a diverse condizioni. Abbiamo anche confrontato i nostri risultati con quelli di un EDAS tradizionale (con pesi uguali per i criteri): mentre nello Scenario 1 la classifica era la stessa, negli Scenari 2 e 3 l’inclusione della ponderazione FCM ha portato a risultati diversi, sottolineando l’impatto della ponderazione dei criteri.
Confronto con Altri Metodi: Siamo sulla Strada Giusta?
Per essere sicuri della robustezza del nostro approccio, abbiamo confrontato i risultati iniziali (Scenario 1) con quelli ottenuti usando altri metodi MCDM noti: TOPSIS, ARAS, WASPAS, CODAS e PROMETHEE. Ebbene, abbiamo riscontrato un forte allineamento tra le classifiche! Questo ci ha dato grande fiducia nella validità del nostro framework FCM-EDAS per la selezione di fornitori low-carbon.
Conclusioni: Cosa Portiamo a Casa?
Scegliere fornitori che utilizzano materiali e metodi di produzione eco-compatibili è fondamentale, specialmente per un’industria come quella tessile. Il nostro studio ha proposto un approccio integrato basato su scenari, combinando FCM ed EDAS, che si è rivelato un potente strumento per i decision-maker.
L’FCM ci aiuta a modellare le complesse relazioni tra i fattori, mentre l’EDAS permette una valutazione quantitativa dei fornitori. L’analisi degli scenari, poi, è la ciliegina sulla torta: consente alle aziende di prendere decisioni informate considerando diversi esiti potenziali, valutando rischi e opportunità. È particolarmente prezioso in catene di approvvigionamento complesse come quelle tessili, offrendo un metodo flessibile per affrontare incertezza e volatilità.
Implementare l’approccio FCM-EDAS offre un vantaggio strategico: permette decisioni più consapevoli, allinea l’azienda agli obiettivi di sostenibilità globale, ne aumenta la competitività e la posiziona come leader nelle pratiche eco-responsabili. Questo studio, spero, incoraggerà le aziende a valutare e affinare continuamente le loro strategie di selezione dei fornitori low-carbon, aggiornando i criteri in risposta all’evoluzione delle circostanze e dei progressi tecnologici.

Sebbene ci siamo concentrati sul settore tessile, questo metodo ha un grande potenziale di applicabilità in molte altre industrie. È uno strumento versatile per migliorare i processi di selezione dei fornitori e promuovere la sostenibilità su larga scala.
Uno Sguardo al Futuro
Cosa ci riserva il domani? Sicuramente, esplorare le pratiche di sostenibilità in altri settori oltre a quello tessile. E perché non integrare tecnologie emergenti come i big data analytics e il machine learning con il nostro metodo FCM-EDAS? Potrebbe migliorare ulteriormente le capacità decisionali, consentendo previsioni più accurate, monitoraggio delle prestazioni in tempo reale e aggiustamenti dinamici nel processo di selezione dei fornitori low-carbon. La strada verso un futuro più verde è tracciata, e strumenti come questo ci aiutano a percorrerla con maggiore sicurezza e intelligenza!
Spero che questa panoramica vi sia stata utile e stimolante. Alla prossima!
Fonte: Springer
