Marte Ci Nascondeva un Vulcano? L’Incredibile Storia di Jezero Mons!
Ragazzi, tenetevi forte perché quello che sto per raccontarvi ha dell’incredibile! Mentre il nostro infaticabile rover Perseverance se ne va in giro per il cratere Jezero su Marte, cercando segni di vita passata e raccogliendo campioni che un giorno (speriamo!) torneranno sulla Terra, salta fuori una novità pazzesca. Proprio lì, sul bordo sud-orientale del cratere, c’è una montagna che fino ad oggi avevamo un po’ snobbato, ma che ora sembra essere… un vulcano! E non uno qualsiasi, ma un vulcano composito, simile a quelli che abbiamo anche qui sulla Terra.
Una Montagna Misteriosa all’Orizzonte
Immaginatevi la scena: Perseverance atterra nel cratere Jezero, famoso per il suo passato ricco d’acqua, con tanto di delta fluviale fossile – un posto perfetto, si pensava, per cercare tracce di vita antica. Il rover inizia a studiare le rocce del fondo del cratere e scopre che sono di origine vulcanica. C’è la formazione *Séítah*, più antica, ricca di olivina, e la formazione *Máaz*, più scura e ricca di pirosseni, fatta di colate laviche e forse strati piroclastici. Ma da dove arrivava tutto questo materiale vulcanico? Bel mistero! Nessuno vedeva un chiaro “camino” o una struttura vulcanica evidente nelle vicinanze.
Eppure, guardando verso sud-est dalle foto scattate da Perseverance, si staglia una montagna imponente, alta quasi 2 km e larga circa 21 km, con tanto di cratere sulla cima. L’hanno chiamata Jezero Mons. Già qualcuno aveva ipotizzato potesse essere un vulcano, ma ora abbiamo prove molto più concrete grazie ai dati orbitali.
Gli Indizi che Puntano al Vulcano
Perché pensiamo che Jezero Mons sia un vulcano composito? Beh, gli indizi sono parecchi e affascinanti:
- La Forma: Ha la classica forma conica e le proporzioni (rapporto altezza/diametro, pendenza dei fianchi, dimensioni del cratere sommitale) sono incredibilmente simili a quelle di vulcani compositi (o stratovulcani) già noti su Marte (come Zephyria e Apollinarus Tholi) e persino sulla Terra (come il Monte Sidley in Antartide). Il cratere sulla cima ha una forma un po’ poligonale, che suggerisce un controllo da parte di fratture nella roccia sottostante, cosa già vista in altri vulcani marziani sospetti.
- La “Temperatura” della Superficie: Usando strumenti che misurano l’inerzia termica (cioè quanto velocemente una superficie si scalda e si raffredda), abbiamo visto che Jezero Mons ha un’inerzia termica bassa. Questo è tipico di materiali a grana fine e poco consolidati, come la cenere vulcanica. È molto diversa da quella delle rocce circostanti o dei tipici vulcani a scudo fatti di lava solidificata.
- Di Cosa è Fatto: Analizzando la luce riflessa dalla montagna con spettrometri in orbita (come CRISM), abbiamo trovato ampie zone ricche di pirosseni, minerali tipici delle rocce vulcaniche. La firma spettrale di questi pirosseni, una miscela di tipi a basso e alto contenuto di calcio, assomiglia molto a quella trovata dal rover Perseverance nelle rocce della formazione Máaz sul fondo del cratere! Coincidenza? Forse no!
- Minerali Alterati: Ci sono anche segni di minerali alterati dall’acqua, come argille (smectiti, forse anche cloritizzate vicino alla sommità) e carbonati, e persino silice opalina idrata. Questo potrebbe indicare attività idrotermale passata, magari legata proprio al calore del vulcano, che ha interagito con acqua o ghiaccio. L’ambiente ricco di ceneri fini e vetrose sarebbe stato particolarmente suscettibile a questo tipo di alterazione.

Colate Vulcaniche nel Cratere?
Ma la cosa forse più eccitante è che sembra ci siano delle “lingue” di materiale che scendono dal fianco nord-occidentale di Jezero Mons e si estendono proprio sul fondo del cratere Jezero, sopra le rocce più antiche (quelle simili alla formazione Séítah). Queste potrebbero essere antiche colate – forse di lava, o magari flussi piroclastici o lahars (colate di fango vulcanico). Se così fosse, avremmo trovato la “pistola fumante”: Jezero Mons potrebbe davvero essere la fonte del materiale vulcanico della formazione Máaz che Perseverance sta studiando!
Anche se queste colate visibili non arrivassero fino a dove si trova ora il rover, i modelli ci dicono che un’eruzione esplosiva da Jezero Mons avrebbe potuto spargere cenere vulcanica finissima per decine di chilometri, coprendo potenzialmente l’intero fondo del cratere Jezero, grazie anche alla sottile atmosfera marziana.
Non un Cratere da Impatto, Né Fango
Abbiamo considerato anche altre possibilità. Potrebbe essere un vecchio massiccio montuoso eroso? No, l’inerzia termica bassa e la scarsità di crateri da impatto sulla sua superficie non tornano. Potrebbe essere un cratere da impatto “rialzato” (pedestal crater)? Nemmeno: la forma non corrisponde e dovrebbe essere più resistente all’erosione, non meno. E un vulcano di fango? Jezero Mons è enormemente più grande dei vulcani di fango terrestri, e si pensa che quelli marziani dovrebbero avere dimensioni simili. Quindi, l’ipotesi vulcanica sembra la più solida.

Un Vulcano da Datare
Quanti anni ha Jezero Mons? Contando i crateri da impatto sulla sua superficie (più crateri ci sono, più è vecchia), sembra avere un’età minima di circa 1 miliardo di anni (con un margine di errore di 400 milioni di anni in più o in meno). Però, la superficie sembra degradata, come se processi erosivi avessero cancellato i crateri più piccoli. Questo significa che l’età reale potrebbe essere anche maggiore.
L’età della formazione Máaz sul fondo del cratere è ancora dibattuta, con stime che vanno da 1.4 a 3.45 miliardi di anni. C’è quindi una potenziale sovrapposizione temporale che rende plausibile un collegamento tra Jezero Mons e Máaz.
La cosa straordinaria è che Perseverance ha raccolto campioni proprio dalle formazioni Séítah e Máaz. Se riusciremo a riportarli sulla Terra, potremo datarli con precisione assoluta usando metodi radiometrici. Se si confermasse che Máaz proviene da Jezero Mons, avremmo per la prima volta la datazione precisa di un vulcano su un altro pianeta! Sapere esattamente quando ha eruttato ci darebbe informazioni preziosissime sull’evoluzione geologica e climatica di Marte.

Un Tesoro Nascosto in Piena Vista
È pazzesco pensare che un potenziale vulcano così imponente, situato in una delle aree più studiate di Marte, sia rimasto “nascosto” fino ad ora. Questo ci fa capire quanto ancora dobbiamo scoprire sul Pianeta Rosso e che potrebbero esserci molti altri antichi vulcani che aspettano solo di essere identificati.
Insomma, la storia di Jezero Mons è appena iniziata. Sarà davvero lui la fonte delle rocce vulcaniche del cratere? I campioni di Perseverance ci daranno la risposta definitiva? Non vedo l’ora di scoprirlo! Marte continua a sorprenderci, e ogni nuova scoperta ci avvicina un po’ di più a comprendere i segreti di questo affascinante mondo vicino.
Fonte: Springer
