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Jacobiane Scomposte e Sottovarietà di Shimura: Viaggio al Cuore di (A_g)!

Amici appassionati di matematica e dei suoi misteri più reconditi, oggi voglio portarvi con me in un’avventura affascinante nel mondo della geometria algebrica. Parleremo di curve, delle loro “ombre” chiamate Jacobiane, e di certi “quartieri” molto speciali all’interno di un vasto spazio chiamato (A_g), noti come sottovarietà di Shimura. Il nostro obiettivo? Capire come, usando la scomposizione delle Jacobiane sotto l’azione di gruppi, possiamo dimostrare che certe famiglie di curve non danno origine a queste elusive sottovarietà di Shimura. Pronti a partire?

Le Curve, le Loro Jacobiane e la Mappa di Torelli

Immaginate una famiglia di curve algebriche proiettive complesse, lisce, tutte dello stesso genere g. Ad ognuna di queste curve possiamo associare un oggetto incredibilmente ricco di informazioni: la sua Jacobiana, indicata con [J(C)]. La Jacobiana è una varietà abeliana principalmente polarizzata, una sorta di versione “linearizzata” e più strutturata della curva originale. Esiste una mappa, detta mappa di Torelli ((tau)), che prende una curva [C] e la spedisce alla sua Jacobiana [J(C)]. Un teorema classico, il teorema di Torelli, ci dice che questa mappa è iniettiva: curve diverse (non isomorfe) hanno Jacobiane diverse (non isomorfe).

Le Jacobiane vivono tutte insieme in un grande “contenitore”, lo spazio dei moduli (A_g) delle varietà abeliane g-dimensionali principalmente polarizzate. Questo (A_g) non è uno spazio qualsiasi: ha la struttura di una varietà di Shimura. Per i più tecnici tra voi, (A_g = Gamma_g(l) backslash mathbb{H}_g), dove (mathbb{H}_g) è lo spazio di Siegel di genere g e (Gamma_g(l)) è un certo sottogruppo di congruenza principale. Quando l è un intero dispari (ge 3), (Gamma_g(l)) è privo di torsione e il quoziente è una sottovarietà complessa liscia. Pensate a (mathbb{H}_g) come a ({{,textrm{Sp},}}_{2g}({{mathbb {R}}})/U(g)).

Le Sottovarietà Speciali (o di Shimura)

All’interno di questo vasto (A_g), ci sono delle sottovarietà particolarmente interessanti, chiamate sottovarietà speciali o, appunto, sottovarietà di Shimura. Queste non sono sottovarietà qualsiasi; hanno una struttura algebrica ben definita, della forma (Gamma_g(l) backslash mathbb{L}), dove (mathbb{L}) deriva da un sottogruppo algebrico (G({{mathbb {R}}})) immerso in ({{,textrm{Sp},}}_{2g}({{mathbb {R}})). Una delle loro proprietà più affascinanti è che sono totalmente geodetiche. Immaginatele come delle “autostrade” perfettamente dritte all’interno del paesaggio curvo di (A_g).

Noi, in questo studio, ci concentriamo su famiglie di curve (f:{{mathcal {C}}}rightarrow T) che sono rivestimenti G-Galoisiani della retta proiettiva complessa ({{mathbb {P}}}^1), e vogliamo capire quando queste famiglie generano sottovarietà speciali in (A_g). Molti matematici si sono cimentati in questa impresa prima di noi, cercando di capire i segreti di queste strutture.

Il Potere della Scomposizione: Azione di Gruppo sulle Varietà Abeliane

Uno strumento potentissimo che abbiamo a disposizione è la teoria della scomposizione delle varietà abeliane quando un gruppo finito G agisce su di esse. Se un gruppo G agisce su una varietà abeliana A (come la nostra Jacobiana J(C)), questa azione induce un omomorfismo dall’algebra di gruppo razionale (mathbb{Q}[G]) all’anello degli endomorfismi (a meno di omotetie razionali) di A, cioè ({{,textrm{End},}}_{{{mathbb {Q}}}}(A)). Questo omomorfismo ci permette di “spezzare” A in componenti più semplici, fino a isogenia.

L’algebra (mathbb{Q}[G]) è semisemplice e si decompone in un prodotto di algebre semplici (Q_1, ldots, Q_r). Corrispondentemente, se (W_1, ldots, W_r) sono le rappresentazioni irriducibili su (mathbb{Q}) di G, e (n_i = dim_{D_i}(W_i)) (dove (D_i = {{,textrm{End},}}_G(W_i))), allora esistono sottovarietà abeliane (Y_1, ldots, Y_r) di A tali che A è isogena a (Y_1^{n_1} times cdots times Y_r^{n_r}). Questa è la cosiddetta scomposizione tramite algebra di gruppo. È un po’ come guardare un oggetto complesso attraverso delle lenti speciali che ne rivelano le componenti fondamentali legate alle simmetrie imposte dal gruppo G.

Visualizzazione astratta di una varietà abeliana complessa che si scompone in sottocomponenti più semplici, con linee luminose e forme geometriche interconnesse. Macro lens, 60mm, high detail, precise focusing, controlled lighting, quasi-cristallina, con colori tenui e profondità di campo ridotta per enfatizzare la struttura interna.

Nel nostro caso, A è la Jacobiana J(X) di una curva proiettiva liscia X, che è una varietà abeliana principalmente polarizzata. Ci concentreremo su famiglie di rivestimenti di Galois della retta proiettiva ({{mathbb {P}}}^1).

I Rivestimenti di Galois di ({{mathbb {P}}}^1) e il “Datum”

Come si descrivono questi rivestimenti? Prendiamo un insieme finito di punti (Delta = {t_1, ldots, t_r}) su ({{mathbb {P}}}^1). Il gruppo fondamentale di ({{mathbb {P}}}^1 setminus Delta) ha una presentazione ben nota con generatori (gamma_1, ldots, gamma_r) tali che (gamma_1 cdots gamma_r = 1). Se abbiamo un rivestimento di Galois (C rightarrow {{mathbb {P}}}^1) con gruppo di Galois G e punti di diramazione in (Delta), allora esiste un epimorfismo dal gruppo fondamentale (pi_1({{mathbb {P}}}^1 setminus Delta)) a G. Questo ci porta alla definizione di un datum: una tripla (({{textbf {m}}}, G, Phi)), dove ({{textbf {m}}} = (m_1, ldots, m_r)) è una r-upla di interi (m_i ge 2) (gli ordini di ramificazione), G è un gruppo finito, e (Phi) è un epimorfismo da (Gamma_r) (il gruppo fondamentale) a G tale che (Phi(gamma_i)) ha ordine (m_i). Il teorema di esistenza di Riemann ci assicura che un tale datum determina completamente il rivestimento.

Un Trucco Fondamentale: Dai Rivestimenti ai Loro Quozienti

Ecco uno degli strumenti chiave che usiamo per escludere che certe famiglie generino sottovarietà di Shimura. Supponiamo di avere una famiglia ({{mathcal {C}}}rightarrow T) di G-rivestimenti di ({{mathbb {P}}}^1) data da un datum (({{textbf {m}}}, G, Phi)). Se questa famiglia dà origine a una sottovarietà di Shimura nel luogo di Torelli (T_g), allora considerate un qualsiasi sottogruppo normale (N lhd G). Possiamo formare il gruppo quoziente (G’ = G/N) e considerare la famiglia di rivestimenti quoziente ({overline{C}} = C/N rightarrow {{mathbb {P}}}^1), che corrisponderà a un nuovo datum (({{textbf {m}}}’, G’, Phi’)). Ebbene, anche questa famiglia quoziente deve generare una sottovarietà di Shimura in (T_{g’}) (dove (g’) è il genere delle curve ({overline{C}})).

Questo è potentissimo! Se riusciamo a trovare un quoziente “semplice” la cui famiglia associata non è una sottovarietà di Shimura, allora possiamo concludere che nemmeno la famiglia originale, più complessa, lo era. La logica è che la Jacobiana del quoziente, (J(overline{C})), è un fattore (a meno di isogenia) della Jacobiana originale (J(C)). Se la famiglia originale è “speciale” (cioè di Shimura), anche le sue “parti” devono esserlo.

Monodromia, Strutture di Hodge e Gruppi di Mumford-Tate

Quando abbiamo una famiglia di curve (f:{{mathcal {C}}}rightarrow T), il sistema locale ({mathcal {L}}=R^{1}f_{*}{mathbb {C}}) dà origine a una variazione polarizzata di strutture di Hodge (PVHS) di peso 1. Associata a questa c’è una rappresentazione di monodromia. La chiusura di Zariski dell’immagine di questa rappresentazione è il gruppo di monodromia di ({mathcal {L}}), e la sua componente connessa dell’identità la denotiamo con ({{,textrm{Mon},}}^{0}({mathcal {L}})).

Per le famiglie di rivestimenti ciclici ({{mathbb {Z}}}_m)-covers di ({{mathbb {P}}}^1), la PVHS si decompone secondo l’azione del gruppo di Galois ({{mathbb {Z}}}_m). Gli autospazi ({mathcal {L}}_i) sono ancora variazioni di strutture di Hodge. Se (h^{1,0}(({mathcal {L}}_i)_t) = a) e (h^{0,1}(({mathcal {L}}_i)_t) = b), diciamo che ({mathcal {L}}_i) è di tipo (a,b). Il gruppo di monodromia ({{,textrm{Mon},}}^{0}({mathcal {L}}_i)) è contenuto in U(a,b). In molti casi, specificamente quando (d_i d_{-i} ne 0) (dove (d_i=a, d_{-i}=b)), si sa che ({{,textrm{Mon},}}^{0}({mathcal {L}}_i)) è (hbox {SU}(d_i, d_{-i})), a meno che m non sia pari e i di ordine 2, nel qual caso è (hbox {Sp}_{2d_i}).

Se la nostra famiglia (f:{{mathcal {C}}}rightarrow T) dà origine a una sottovarietà di Shimura in (A_g), allora il gruppo di monodromia connesso ({{,textrm{Mon},}}^{0}) è un sottogruppo normale del gruppo di Mumford-Tate generico M della famiglia. Anzi, in tal caso, ({{,textrm{Mon},}}^{0}=M^{der}) (la componente derivata di M). Il gruppo M è un gruppo algebrico riduttivo su (mathbb{Q}), e ad esso è associata una varietà di Shimura naturale (S_f), che è la più piccola sottovarietà speciale contenente l’immagine Z di T in (A_g).

Una rappresentazione artistica di un gruppo di monodromia che agisce su una struttura di Hodge, visualizzata come orbite e traiettorie luminose che si intrecciano in uno spazio astratto tridimensionale. Wide-angle, 10mm, long exposure, sharp focus, con colori vibranti che evocano un diagramma di fase complesso.

La dimensione di (S_f) dipende dal gruppo aggiunto reale (M^{ad}_{mathbb{R}}). Se (M^{ad}_{mathbb{R}} = Q_1 times cdots times Q_r) è la decomposizione in fattori (mathbb{R})-semplici, allora (dim S_f = sum delta(Q_i)). La quantità (delta(Q_i)) è la dimensione dello spazio simmetrico associato a (Q_i) se (Q_i(mathbb{R})) non è compatto, e 0 altrimenti. Per esempio, per (Q = hbox{PSU}(p,q)), (delta(Q) = pq), e per (Q = hbox{PSp}_{2p}), (delta(Q) = p(p+1)/2). La famiglia Z è una sottovarietà di Shimura se e solo se (dim Z = dim S_f = l-3), dove l è il numero di punti di diramazione dei rivestimenti nella famiglia.

La nostra strategia, quindi, è trovare autospazi ({mathcal {L}}_{j_i}) di quozienti ciclici della famiglia che danno origine a fattori semplici (Q_i) tali che (sum delta(Q_i) > l-3). Se questo accade, significa che (dim S_f > l-3), e quindi la famiglia non può essere una famiglia di Shimura (perché la sua immagine Z avrebbe dimensione (l-3), troppo piccola per riempire (S_f)).

Caso Studio 1: Rivestimenti Diedrali (D_{2p})

Consideriamo ora i gruppi diedrali (D_{2p}), dove p è un primo dispari. Questi gruppi hanno elementi di “rotazione” e di “riflessione”. Un risultato preliminare ci dice che il numero di punti di diramazione il cui stabilizzatore è una riflessione deve essere un numero pari non nullo.

Supponiamo di avere una famiglia di (D_{2p})-rivestimenti di ({{mathbb {P}}}^1) con l punti di diramazione. Sia k il numero di punti di diramazione il cui stabilizzatore è una riflessione. Supponiamo inoltre che tutti gli stabilizzatori che sono “rotazioni” (elementi in (langle r rangle)) siano della forma (r^u) con u dispari. Ebbene, la nostra analisi mostra che se (k > 10), allora l’immagine di questa famiglia tramite la mappa di Torelli non è una sottovarietà di Shimura.

Come lo dimostriamo? Consideriamo due sottogruppi normali di indice 2: (N = langle r rangle) e (D_p = langle r^2, s rangle).

  1. Il quoziente (C_t/N rightarrow {{mathbb {P}}}^1) è una famiglia di (mathbb{Z}_2)-rivestimenti con k punti di ramificazione di tipo “1”. L’autospazio ({mathcal{L}}_1) di questa famiglia è di tipo ((frac{k}{2}-1, frac{k}{2}-1)), e quindi contribuisce con (delta({{mathcal{L}}}) = frac{1}{8}k(k-2)) alla dimensione della (S_f) della famiglia originale.
  2. Il quoziente (C_t/D_p rightarrow {{mathbb {P}}}^1) è un’altra famiglia di (mathbb{Z}_2)-rivestimenti con almeno (l-k) punti di ramificazione di tipo “1”. Questo contribuisce con (delta({{mathcal{M}}}) ge frac{1}{8}(l-k)(l-k-2)).

La dimensione della più piccola sottovarietà di Shimura contenente la nostra famiglia originale è almeno (delta({{mathcal{L}}}) + delta({{mathcal{M}}})). Se questa somma è maggiore di (l-3) (la dimensione attesa se fosse una famiglia di Shimura), allora la famiglia non è speciale. Si verifica che la disuguaglianza (frac{1}{8}k(k-2) + frac{1}{8}(l-k)(l-k-2) > l-3) è soddisfatta se (k > 10). È interessante notare che le famiglie 1-dimensionali di (D_{2p})-rivestimenti note per dare sottovarietà di Shimura non soddisfano la condizione che gli stabilizzatori in (langle r rangle) siano tutti di tipo (r^u) con u dispari, suggerendo che tali famiglie di Shimura potrebbero non esistere.

Caso Studio 2: Rivestimenti Quaternionici (Q_8)

Passiamo ora al gruppo dei quaternioni (Q_8 = {pm 1, pm i, pm j, pm k}). Per un rivestimento (X rightarrow Y) con gruppo (Q_8), la Jacobiana (J(X)) è isogena a (J(X/langle i rangle) times J(X/langle j rangle) times J(X/langle k rangle) times J(X/langle -1 rangle)^2), dove (langle k rangle) è in realtà (langle ij rangle). (Nota: la formula originale nel testo usa (P(C_{langle i rangle}/{mathbb{P}}^1)) etc., che sono Jacobiane relative, ma qui semplifico per il flusso).

Una famiglia nota di (Q_8)-rivestimenti di ({{mathbb {P}}}^1) data dai dati di monodromia (2, 4, 4, 4) è una famiglia di Shimura. In questo caso, si scopre che (C/langle i rangle), (C/langle j rangle), (C/langle ij rangle) sono tutte isomorfe a ({{mathbb {P}}}^1) (genere 0), e (C/langle -1 rangle) è anche isomorfa a ({{mathbb {P}}}^1). Il rivestimento (C rightarrow C/langle -1 rangle = {{mathbb {P}}}^1) è un doppio rivestimento ramificato su 10 punti, il che rende C una curva iperellittica di genere 4. Quindi, la Jacobiana (J(C)) è “pura” in un certo senso, e la famiglia è una curva di Shimura contenuta nel luogo iperellittico.

Siamo riusciti a dimostrare un risultato interessante: una famiglia 1-dimensionale di (Q_8)-rivestimenti di ({{mathbb {P}}}^1) tale che la Jacobiana (J(C_t)) sia una varietà abeliana semplice (cioè non ulteriormente scomponibile) è necessariamente una famiglia iperellittica e il suo dato di monodromia è (2, 4, 4, 4). La chiave è che se (J(C_t)) è semplice, allora (J(C/langle -1 rangle)) deve essere banale, il che implica (C/langle -1 rangle simeq {{mathbb {P}}}^1). Questo forza la ramificazione su almeno un punto ad essere data dall’elemento (-1), portando ai dati (2, 4, 4, 4).

Da questo, ne consegue un corollario importante: non esiste una famiglia di Shimura 1-dimensionale di (Q_8)-rivestimenti non iperellittici di ({{mathbb {P}}}^1). Se esistesse una tale famiglia non iperellittica, non potrebbe avere punti di diramazione con ramificazione (-1) (altrimenti sarebbe iperellittica, una contraddizione). Questo costringerebbe i dati di monodromia ad essere del tipo (4, 4, 4, 4). Ma con questi dati, la formula di Riemann-Hurwitz dà genere (g(C)=5). Tuttavia, lavori precedenti (ad esempio [7, Table 2] nel testo originale) mostrano che non esistono curve di Shimura che parametrizzano curve non iperellittiche di genere 5 con gruppo di Galois (Q_8).

Una rappresentazione digitale di una curva matematica complessa di genere elevato, con simmetrie quaternioniche evidenziate da pattern geometrici sottili sulla sua superficie. Prime lens, 35mm, depth of field, duotone (blu notte e argento), illuminazione drammatica che crea un senso di mistero.

Conclusioni (Provvisorie) di un Viaggio Entusiasmante

Come abbiamo visto, armati degli strumenti giusti – la scomposizione delle Jacobiane tramite azione di gruppo, l’analisi dei quozienti, lo studio dei gruppi di monodromia e Mumford-Tate, e attenti calcoli dimensionali – possiamo iniziare a tracciare una mappa più precisa di quali famiglie di curve possono o non possono dare origine a quelle affascinanti strutture note come sottovarietà di Shimura. Per i gruppi diedrali (D_{2p}) e il gruppo dei quaternioni (Q_8), abbiamo trovato condizioni specifiche che escludono la formazione di tali sottovarietà. Questo non è solo un esercizio di stile matematico, ma un passo avanti nella comprensione della profonda interazione tra teoria dei gruppi, geometria delle curve e la struttura degli spazi dei moduli. E, come sempre in matematica, ogni risposta apre la porta a nuove, stimolanti domande!

Fonte: Springer

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