Primo piano di una risonanza magnetica (MRI) della colonna cervicale che mostra una iperintensità del segnale nel midollo spinale a livello C4-C5, indicativa di SCIWORA. Accanto, una radiografia laterale della stessa colonna cervicale che appare normale, senza fratture o dislocazioni. Luce controllata, alta definizione, obiettivo macro 100mm per dettaglio sul midollo.

SCIWORA: Il Mistero della Lesione Midollare che la TAC Non Vede

Ciao a tutti! Oggi voglio parlarvi di qualcosa di affascinante e un po’ controintuitivo nel mondo della medicina: la SCIWORA. Sembra quasi una sigla da film di spionaggio, vero? In realtà sta per “Spinal Cord Injury Without Radiographic Abnormality”, che tradotto suona più o meno come “Lesione del Midollo Spinale Senza Anomalie Radiografiche”.

In pratica, immaginatevi questo: una persona subisce un trauma, magari una caduta o un incidente, e inizia ad avere sintomi neurologici preoccupanti (debolezza, formicolii, problemi a muovere braccia o gambe). La portano di corsa in ospedale, le fanno le lastre, magari anche una TAC… e i risultati sono normali! Nessuna frattura, nessuna lussazione visibile. Eppure, il danno al midollo spinale c’è. Sembra un paradosso, ma è proprio questa la SCIWORA.

Ma come si fa a diagnosticarla allora?

Qui entra in gioco la Risonanza Magnetica (RM). Questo esame più sofisticato è in grado di “vedere” direttamente il tessuto molle del midollo spinale e può rivelare lesioni, edemi (gonfiori) o piccole emorragie che le radiografie e la TAC non riescono a catturare. Quindi, la diagnosi di SCIWORA si basa sui sintomi clinici e sulla conferma tramite RM, in assenza di danni ossei evidenti agli esami tradizionali.

Storicamente, si pensava che la SCIWORA fosse una condizione quasi esclusiva dei bambini, per via della maggiore elasticità della loro colonna vertebrale. Ma studi più recenti, come quello condotto al Tianjin Medical University General Hospital in Cina tra il 2018 e il 2022 su cui si basa questo articolo, dimostrano che colpisce eccome anche gli adulti. Anzi, in questa popolazione ha caratteristiche tutte sue.

Chi colpisce di più la SCIWORA negli adulti? Lo studio di Tianjin

I ricercatori cinesi hanno analizzato retrospettivamente i dati di 101 pazienti adulti (dai 16 anni in su) arrivati al loro ospedale con diagnosi di SCIWORA in un arco di 5 anni. E cosa hanno scoperto?

  • Età: L’età media dei pazienti era di circa 55 anni. Non proprio giovanissimi! Le fasce d’età più colpite erano quelle tra i 46-60 anni e i 61-75 anni.
  • Sesso: C’è una netta predominanza maschile. Il rapporto uomini/donne era di 4.6 a 1. Molto più sbilanciato rispetto a quanto si vede nei bambini.
  • Occupazione: Sorprendentemente, la categoria più rappresentata era quella dei pensionati (quasi il 31%), seguita dai lavoratori (circa il 22%). Questo dato suggerisce che l’età avanzata e forse una maggiore fragilità giocano un ruolo importante.

Come ci si procura una SCIWORA da adulti?

Se nei bambini spesso sono gli incidenti stradali o gli infortuni sportivi la causa principale, negli adulti studiati a Tianjin la storia è diversa. La causa numero uno, responsabile di oltre la metà dei casi (53.5%), sono state le cadute “a bassa energia”. Avete capito bene: inciampare, scivolare, cadere dalla propria altezza. Questo tipo di incidente diventava sempre più frequente all’aumentare dell’età dei pazienti.

Gli incidenti stradali (MVCs – Motor Vehicle Collisions) erano la seconda causa (circa 35%), più comuni nella fascia d’età 31-45 anni. Cadute dall’alto o oggetti caduti dall’alto rappresentavano una percentuale minore.

Questo ci dice che non serve un trauma devastante per causare una SCIWORA in un adulto, specialmente se la colonna vertebrale ha già qualche segno di degenerazione (artrosi, stenosi del canale spinale), cosa comune con l’avanzare dell’età. L’iperestensione del collo, tipica di alcune cadute o tamponamenti, sembra essere un meccanismo chiave.

Fotografia realistica di un uomo anziano (circa 70 anni) che è appena inciampato su un tappeto in un salotto domestico, visto da un'angolazione bassa. L'azione è colta con una velocità dell'otturatore elevata per bloccare il movimento della caduta. Teleobiettivo zoom 150mm, tracciamento del movimento, luce naturale dalla finestra.

Dove colpisce e quanto è grave?

Lo studio conferma che il tratto cervicale (il collo) è di gran lunga il più colpito (99% dei casi!). I livelli specifici più frequentemente interessati erano C4 e C5. Questo ha senso, perché il collo è la parte più mobile e forse meno protetta della colonna. Solo un caso riguardava il tratto toracico.

Per quanto riguarda la gravità, la maggior parte dei pazienti (91.1%) presentava una tetraplegia incompleta, cioè un danno che coinvolgeva tutti e quattro gli arti ma senza una perdita totale di funzione motoria o sensoriale sotto il livello della lesione. Utilizzando la scala ASIA (American Spinal Injury Association), la gravità più comune era il grado C (57.4%), seguito dal grado D (33.7%). Solo una piccola percentuale (circa 8%) aveva una lesione completa (grado A o B). Questo è un dato interessante, perché suggerisce che, sebbene grave, la SCIWORA negli adulti spesso lascia un margine per un potenziale recupero.

Lesioni associate e complicazioni

Non è raro che chi subisce una SCIWORA abbia anche altri problemi. Nello studio, quasi la metà dei pazienti (43.6%) aveva lesioni concomitanti. Le più frequenti erano:

  • Traumi maxillo-facciali (quasi il 30%)
  • Traumi cranici (circa 10%)
  • Fratture costali o agli arti
  • Traumi toracici

Durante il ricovero, circa il 15% dei pazienti ha sviluppato complicazioni cliniche, le più comuni delle quali erano squilibri elettrolitici, trombosi venosa profonda (DVT) e problemi respiratori. Purtroppo, due pazienti anziani, entrambi con lesione cervicale da caduta a bassa energia, sono deceduti in ospedale per insufficienza respiratoria o arresto cardio-respiratorio.

Come si cura la SCIWORA? La sorpresa della chirurgia

Qui arriva un dato che potrebbe sorprendere. Tradizionalmente, dato che non ci sono fratture o instabilità evidenti, si è sempre pensato che il trattamento migliore per la SCIWORA fosse conservativo: immobilizzazione con collare, farmaci (come i corticosteroidi, anche se il loro uso è dibattuto), e fisioterapia.

E invece, nello studio di Tianjin, ben l’84% dei pazienti è stato sottoposto a intervento chirurgico! Solo il 16% ha ricevuto un trattamento conservativo. Gli interventi più comuni sono stati quelli per via posteriore (circa 73%), seguiti da quelli per via anteriore. Sembra che l’approccio chirurgico fosse più frequente nei pazienti più anziani.

Perché questa scelta così orientata alla chirurgia in questo centro? Gli autori ipotizzano che, essendo un grande ospedale specializzato, ricevesse molti pazienti già indirizzati alla chirurgia da ospedali più piccoli. Inoltre, c’è un dibattito aperto nella letteratura scientifica sull’efficacia della chirurgia nella SCIWORA. L’idea potrebbe essere quella di decomprimere il midollo spinale anche in assenza di fratture evidenti, o di stabilizzare segmenti che potrebbero essere “micro-instabili”, nel tentativo di migliorare l’esito neurologico e la qualità della vita del paziente. Resta comunque un’area dove serve più ricerca per definire le indicazioni migliori.

Immagine dettagliata di una risonanza magnetica (MRI) sagittale T2 della colonna cervicale di un paziente adulto con SCIWORA. Si evidenzia una chiara iperintensità del segnale all'interno del midollo spinale a livello C4-C5, indicativa di edema o lesione. Le vertebre circostanti non mostrano fratture evidenti, ma si notano lievi alterazioni degenerative. Obiettivo macro 100mm, alta definizione, luce controllata per esaltare i dettagli del midollo.

Cosa ci portiamo a casa da questo studio?

Questo report da Tianjin ci offre uno spaccato importante sulla SCIWORA negli adulti, confermando che è una realtà clinica con caratteristiche specifiche:

  • Colpisce prevalentemente uomini di mezza età e anziani.
  • La causa più comune sono le cadute accidentali, anche banali.
  • Il tratto cervicale è il bersaglio preferito.
  • La lesione è spesso incompleta (ASIA C/D).
  • Il trattamento chirurgico è stato l’opzione predominante in questo specifico centro, ma il dibattito rimane aperto.
  • I pensionati sembrano essere una categoria a rischio elevato.

Queste informazioni sono preziose per sensibilizzare sia il pubblico che i medici. Riconoscere la possibilità di una SCIWORA anche quando le lastre sono “pulite” è fondamentale per una diagnosi tempestiva e un trattamento appropriato. E forse, ci ricorda anche l’importanza della prevenzione delle cadute, soprattutto nella popolazione più anziana.

La SCIWORA rimane per certi versi un’entità misteriosa, ma studi come questo ci aiutano a far luce sulle sue caratteristiche e a capire meglio come affrontarla.

Fonte: Springer

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