Fotografia ritratto ravvicinata di un'arvicola comune (Microtus arvalis) che sbircia dall'erba, una singola minuscola pulce appena visibile sull'orecchio, profondità di campo ridotta, luce naturale, obiettivo 35mm prime lens.

Parassiti e Piccoli Mammiferi: Maschi e Femmine Giocano lo Stesso Ruolo nella Rete?

Ciao a tutti, appassionati di natura e misteri del mondo animale! Oggi voglio portarvi con me in un viaggio affascinante nel microcosmo delle interazioni tra piccoli mammiferi – pensate a topolini, arvicole, toporagni – e i loro minuscoli coinquilini non sempre graditi: gli ectoparassiti, come pulci e acari. Vi siete mai chiesti se, in questa intricata rete di relazioni, maschi e femmine giochino ruoli diversi? È una domanda che mi ha incuriosito parecchio, perché sappiamo che il parassitismo “di parte”, cioè che colpisce di più un sesso rispetto all’altro (spesso i maschi, ma non sempre!), è un fenomeno piuttosto comune. Ma questo si traduce anche in posizioni e ruoli differenti all’interno della complessa “rete sociale” che parassiti e ospiti formano a livello individuale?

Un’occhiata più da vicino: cosa abbiamo studiato?

Per cercare di capirci qualcosa di più, ci siamo tuffati in un’analisi dettagliata, prendendo in esame ben 21 specie di piccoli mammiferi provenienti da due aree geografiche diverse: la vasta Siberia Occidentale e la più raccolta Slovacchia orientale. Come “antagonisti”, abbiamo considerato due gruppi principali di artropodi ectoparassiti: le familiari pulci e i meno noti, ma altrettanto importanti, acari gamasidi (in particolare quelli che si nutrono di sangue, obbligatoriamente o facoltativamente).

L’idea era quella di costruire delle vere e proprie “mappe” delle interazioni a livello di singolo individuo. Immaginate una rete dove ogni nodo è un singolo topolino o una singola pulce, e le linee che li collegano rappresentano l’interazione (quante pulci su quel topo, per esempio). Una volta costruite queste reti individuali, ci siamo chiesti:

  • I singoli ospiti maschi e femmine occupano posizioni diverse in questa rete? Per misurarlo, abbiamo usato indici specifici come la “forza” individuale (quanto un ospite è importante per la comunità di parassiti), il “rango annidato” (una misura di specializzazione nel contesto della rete), il grado di specializzazione dell’interazione e la “centralità dell’autovettore” (quanto un individuo è influente nella rete).
  • Queste eventuali differenze di posizione sono legate a differenze nei livelli di infestazione (numero di parassiti o specie di parassiti)?
  • I ruoli che maschi e femmine giocano nella rete (ad esempio, essere “periferici”, “connettori” tra gruppi, o “hub” centrali) sono diversi?
  • Le differenze tra i sessi (se ci sono) influenzano la struttura generale della rete, come il suo grado di “annidamento” (nestedness – dove gli specialisti interagiscono con un sottoinsieme dei partner dei generalisti) o la sua “specificità” (quanto sono specializzate le interazioni in generale)?
  • Infine, queste dinamiche cambiano a seconda che si guardino le reti ospite-pulce o quelle ospite-acaro?

Maschi vs Femmine: Posizioni diverse nella rete?

Ebbene, i risultati sono stati davvero interessanti! Nella maggior parte delle reti che abbiamo analizzato, abbiamo effettivamente trovato che maschi e femmine occupano posizioni diverse. La cosa sorprendente è che questo accade spesso anche quando non ci sono grandi differenze nel numero totale di parassiti o nel numero di specie di parassiti che ospitano! Sembra quindi che non sia solo una questione di “quantità”, ma di “qualità” delle interazioni e del ruolo che ogni individuo gioca nel complesso sistema.

Fotografia macro di una pulce (Siphonaptera) sul pelo di un roditore, messa a fuoco selettiva sulla pulce, illuminazione drammatica laterale per evidenziare i dettagli, obiettivo macro 100mm, high detail.

Analizzando i singoli indici di posizione, abbiamo notato alcune tendenze ricorrenti, ma anche molta variabilità:

  • Rango Annidato (Nested Rank): Questa è stata la differenza più frequente. Spesso, i maschi mostravano un rango annidato maggiore. Questo suggerisce che i maschi tendono ad essere più “specializzati” nel contesto della rete, interagendo con un sottoinsieme dei parassiti che invece sfruttano le femmine (che appaiono più “generaliste” in questo senso). Forse alcune specie di parassiti preferiscono le femmine, mentre altre sono indifferenti?
  • Grado di Specializzazione (d’): Qui la situazione si inverte leggermente. Quando c’erano differenze significative, erano spesso le femmine ad avere un valore di specializzazione d’ più alto. Questo indice cattura un aspetto diverso della specializzazione, legato più alla diversità dei partner e alla frequenza delle interazioni. Quindi, mentre i maschi potevano essere più “specializzati” nel rango della rete, le femmine sembravano esserlo di più in termini di diversità e distribuzione delle loro interazioni parassitarie. Un’apparente contraddizione che ci dice quanto sia complesso misurare la specializzazione!
  • Forza Individuale (Strength): Differenze significative qui erano rare. Questo indica che, per la maggior parte delle specie ospiti, maschi e femmine sono ugualmente “rilevanti” per la comunità complessiva dei parassiti che li sfruttano.
  • Centralità dell’Autovettore (Eigenvector Centrality): Quando c’erano differenze, erano quasi sempre i maschi ad avere valori più alti. Questo suggerisce che i maschi potrebbero essere più “influenti” nella rete, forse contribuendo maggiormente alla sua stabilità o agendo come ponti importanti per la diffusione dei parassiti. La maggiore mobilità dei maschi e le loro visite a tane altrui potrebbero giocare un ruolo chiave qui.

E i ruoli? Cambia qualcosa?

Quando abbiamo classificato gli individui in base ai loro ruoli specifici nella rete (periferici, connettori, hub di modulo, hub di rete), abbiamo scoperto che, per le reti ospite-pulce, le proporzioni di maschi e femmine in ciascun ruolo non differivano significativamente. Le cose cambiavano leggermente per le reti ospite-acaro, dove abbiamo notato una differenza statisticamente significativa: sembrava esserci una proporzione leggermente maggiore di maschi nel ruolo di “connettori” e leggermente minore nel ruolo di “periferici” rispetto alle femmine. Ma, in generale, grandi stravolgimenti nei ruoli assegnati non sembravano la norma.

L’impatto sulla struttura generale della rete

Qui arriva un altro punto cruciale: queste differenze individuali tra maschi e femmine hanno un impatto sulla struttura complessiva della rete? La risposta è sì, ma con delle distinzioni importanti. Abbiamo scoperto che l’entità delle differenze tra i sessi nelle loro posizioni influenzava la specificità della rete (quanto specializzate sono le interazioni a livello generale), ma solo per le reti ospite-pulce, non per quelle ospite-acaro. In particolare, reti con maggiori differenze tra i sessi nella “forza individuale” tendevano ad essere più specifiche, mentre reti con maggiori differenze nel “rango annidato” tendevano ad essere meno specifiche. Curiosamente, queste differenze tra i sessi non sembravano influenzare il grado di “annidamento” (nestedness) della rete, né per le pulci né per gli acari.

Visualizzazione astratta di una rete ecologica ospite-parassita, con nodi di due colori (maschi e femmine ospiti) che mostrano connessioni diverse a nodi parassiti, evidenziando differenze nella centralità e connettività, stile infografica scientifica.

Un quadro complesso: perché tante differenze?

La scoperta forse più importante è stata proprio la grande variabilità dei risultati. Le differenze tra maschi e femmine nelle posizioni di rete emergevano:

  • In alcune specie ospiti ma non in altre.
  • Nelle reti ospite-pulce o in quelle ospite-acaro (ma raramente in entrambe) per la stessa specie ospite nella stessa regione.
  • Nelle reti della stessa specie ospite e dello stesso tipo di parassita, ma solo in una delle due regioni (Siberia o Slovacchia).

Questo ci dice che la risposta non è semplice e dipende da un intricato gioco di fattori:

* Biologia dell’ospite: Specie più sociali (come alcune arvicole) potrebbero avere scambi di parassiti più frequenti tra i sessi rispetto a specie solitarie (come i topi del genere Apodemus). Differenze nel comportamento spaziale tra maschi e femmine possono variare con l’ambiente.
* Biologia del parassita: Pulci e acari gamasidi hanno biologie diverse. Le pulci sono tutte ematofaghe obbligate, mentre molti acari lo sono solo facoltativamente, passando più tempo nell’ambiente (nidi, tane). Questo influenza sicuramente le dinamiche di interazione.
* Fattori ambientali: L’ambiente può influenzare tutto, dal comportamento degli ospiti alla loro immunocompetenza (che può differire tra i sessi e variare con le condizioni), fino alla struttura stessa delle comunità di parassiti presenti in una data area.

Paesaggio della Slovacchia orientale con prati e boschi misti, habitat tipico per piccoli mammiferi come Apodemus flavicollis, fotografia scattata con obiettivo grandangolare 20mm, luce del tardo pomeriggio, sharp focus, long exposure per nuvole morbide.

Tirando le somme

Allora, alla domanda iniziale “Maschi e femmine giocano lo stesso ruolo nella rete ospite-parassita?”, la risposta non è un semplice sì o no. Spesso giocano ruoli posizionali diversi, anche senza differenze evidenti nel carico parassitario. Queste differenze possono influenzare la struttura generale della rete (almeno per le pulci), ma il quadro è estremamente variabile. Dipende dalla specie ospite specifica, dal tipo di parassita considerato e persino dall’ambiente in cui vivono.

Insomma, studiare queste reti ci rivela una complessità ecologica affascinante, dove il sesso dell’ospite è una variabile importante, ma il cui effetto è modulato da una miriade di altri fattori. È un promemoria di quanto ancora dobbiamo scoprire sulle intricate danze della vita che si svolgono continuamente intorno a noi, anche tra le creature più piccole!

Fonte: Springer

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