Campo di riso rigoglioso in Tamil Nadu al tramonto, con diverse varietà che mostrano differente vigore sotto un cielo caldo, fotografia paesaggistica, obiettivo grandangolare 20mm, messa a fuoco nitida, colori caldi.

Riso a Prova di Clima: La Mia Caccia alle Varietà Super-Resistenti per Sfidare il Caldo!

Ciao a tutti! Oggi voglio portarvi con me in un viaggio affascinante nel mondo del riso, una pianta che è molto più di un semplice alimento, specialmente qui in India e in particolare nel Tamil Nadu, dove è la base della nostra dieta. Pensate che nel 2022-23 ne abbiamo prodotto ben 7,55 milioni di tonnellate! Non male, vero? Eppure, c’è un’ombra che si allunga sui nostri campi: il cambiamento climatico.

Il Nemico Invisibile: Il Caldo

Le temperature globali stanno salendo, e le previsioni non sono rosee. L’IPCC (il gruppo di esperti sul clima) ci dice che potremmo vedere un aumento di 1,5°C già tra il 2030 e il 2035. Per il riso, questo è un problema serio. Temperature troppo alte, specialmente in certe fasi delicate come la fioritura, possono far crollare i raccolti. E nel Tamil Nadu, abbiamo già assaggiato eventi climatici estremi, con proiezioni che indicano un futuro ancora più caldo per le nostre principali zone risicole. Questo mix di clima impazzito e le diverse reazioni delle varietà di riso (quella che noi scienziati chiamiamo interazione genotipo-ambiente o GEI) rischia di compromettere seriamente la nostra capacità di produrre abbastanza cibo. Ma non siamo tipi da arrenderci facilmente!

La Speranza nel Riso Ibrido (e nei suoi Genitori)

Una delle armi che abbiamo per contrastare questo problema è la tecnologia del riso ibrido. Gli ibridi, nati dall’incrocio di genitori selezionati, spesso superano in resa le varietà tradizionali. Nel Tamil Nadu, la coltivazione di riso ibrido è cresciuta parecchio negli ultimi vent’anni. C’è un però: molti degli ibridi commerciali attuali sono sensibili al caldo. Qui entra in gioco la mia ricerca (e quella del mio team, ovviamente!). Abbiamo capito che per avere ibridi resistenti al caldo, dobbiamo partire dai genitori giusti. E sembra che il “papà”, la linea ristoratrice (quella che ripristina la fertilità nell’ibrido), giochi un ruolo cruciale nella tolleranza al calore. Addirittura, alcuni studi suggeriscono che i ristoratori di tipo indica puro siano più tosti contro il caldo rispetto a quelli con un background japonica. La sfida, quindi, è trovare o creare linee ristoratrici che non solo diano ibridi produttivi, ma che se la cavino egregiamente anche quando il termometro sale.

La Caccia ai Campioni: Stabilità è la Parola Chiave

Per affrontare questa sfida, abbiamo messo sotto la lente d’ingrandimento 76 nuove linee di breeding, nate da incroci “inter-subspecifici” (tra indica e japonica tropicale, per diversificare un po’ il pool genetico dei ristoratori), insieme a varietà commerciali e tradizionali. Le abbiamo coltivate in quattro diverse località del Tamil Nadu, scelte apposta per avere un ventaglio di condizioni climatiche, dal più fresco e umido delle colline di Gudalur al caldo torrido di Madurai e Aduthurai durante l’estate, passando per le condizioni più “normali” di Coimbatore. L’obiettivo? Identificare quelle linee che non solo producono tanto, ma lo fanno in modo stabile, cioè senza crollare drasticamente al variare delle temperature.

Fotografia macro di una pianta di riso giovane in un campo sperimentale, con goccioline d'acqua sulle foglie verdi brillanti, obiettivo macro 100mm, alta definizione, messa a fuoco precisa sui dettagli della foglia, illuminazione controllata.

Un Arsenale di Modelli Statistici

Capire la stabilità non è semplice. L’interazione tra genetica e ambiente (GEI) è complessa. Per districare questa matassa, abbiamo usato un vero e proprio arsenale di metodi statistici. Non ci siamo accontentati di un solo approccio, perché ognuno ha i suoi punti di forza e debolezza. Li abbiamo raggruppati in tre “super-modelli”:

  • Modello 1 (Selezione basata sulla Stabilità Uni-tratto): Qui ci siamo concentrati solo sulla stabilità della resa, usando indici come ASI, MASI, MASV (basati sull’analisi AMMI) e WAASB (basato sull’analisi BLUP). L’idea era trovare i genotipi più “imperturbabili”.
  • Modello 2 (Selezione basata su Performance Media e Stabilità Uni-tratto): Qui abbiamo alzato l’asticella. Non basta essere stabili, bisogna anche produrre bene! Abbiamo usato versioni modificate degli indici AMMI (rASI, rMASI, rMASV) che pesano sia la resa che la stabilità, e indici basati su BLUP come HMGV, RPGV e WAASBY (che combina WAASB e resa), oltre all’analisi grafica GGE.
  • Modello 3 (Selezione basata su Performance Media e Stabilità Multi-tratto): Perché fermarsi alla sola resa? Un buon riso deve avere anche altre caratteristiche desiderabili (altezza giusta, buon numero di spighe, chicchi fertili…). Qui abbiamo usato l’indice MTSI, che valuta simultaneamente la performance e la stabilità per più tratti agronomici.

Cosa Abbiamo Scoperto: Il Caldo Fa la Differenza (e i Modelli Funzionano!)

I risultati sono stati chiarissimi: l’ambiente, e in particolare la temperatura, ha avuto un impatto enorme! L’analisi della varianza combinata e l’analisi AMMI hanno mostrato differenze significative tra genotipi, ambienti e, soprattutto, nella loro interazione (GEI), che spiegava quasi il 43% della variazione totale della resa! Questo conferma quanto sia cruciale selezionare per la stabilità. Abbiamo visto come tratti come i giorni alla fioritura, l’altezza della pianta, la fertilità delle spighette e la resa per pianta cambiassero drasticamente tra le località più calde (ADT, MDU) e quelle più fresche (GUD, CBE). L’analisi CCA ha confermato che le temperature massima e minima erano i fattori climatici che più influenzavano le differenze tra i genotipi nei vari ambienti.

Confrontando i diversi modelli, abbiamo notato cose interessanti. Il Modello 1 identificava sì linee molto stabili (come G-17, G-04, G-47), ma queste non erano necessariamente le più produttive. Infatti, il guadagno genetico previsto selezionando solo per stabilità era bassissimo. Il Modello 2, invece, che combinava resa e stabilità, ha dato risultati molto più promettenti. Indici come GGE, RPGV, HMGV e WAASBY hanno permesso di selezionare linee con un alto potenziale di guadagno genetico (fino al 17.51% per la resa!), quasi pari a quello ottenibile selezionando solo per la resa media, ma con la sicurezza aggiuntiva della stabilità. Anche il Modello 3 (MTSI) si è dimostrato efficace, identificando linee superiori per un pacchetto completo di tratti, con un buon guadagno genetico per la resa (14.50%).

Grafico biplot GGE risultante dall'analisi statistica, che mostra la dispersione dei genotipi di riso (punti) e degli ambienti (vettori) in base a resa e stabilità, visualizzazione dati scientifici, chiara e informativa.

Le Stelle Emergenti: Ecco i Nostri Campioni!

Integrando i risultati di tutti i modelli e della performance media, alcuni nomi hanno iniziato a brillare più degli altri. Le linee G-17, G-25 e G-39 sono emerse come candidate eccellenti, selezionate praticamente da tutti gli approcci come stabili e produttive. Altre linee molto promettenti, scelte da almeno due modelli più la resa media, sono state G-68, G-50, G-48 e anche la varietà check G-88 (CO 52). Da segnalare anche la G-30, ottima nel Modello 3 e ben piazzata anche negli altri. Queste linee hanno mostrato una resa e una plasticità superiori rispetto ai ristoratori commerciali usati come controllo (CB174R, CB87R), mantenendo una buona fertilità delle spighette anche nelle condizioni più calde di ADT e MDU, dove le temperature massime superavano spesso i 35°C durante la fase critica della fioritura.

Il Check Genetico: Pronti per l’Ibrido?

Ma non ci siamo fermati qui. Volevamo capire come queste linee potessero essere usate nei programmi di breeding ibrido. Abbiamo quindi analizzato il loro DNA per cercare due geni chiave, Rf3 e Rf4, noti per essere essenziali nel ripristinare la fertilità negli ibridi “a tre linee” (il sistema più comune, che usa una linea maschio-sterile, una di mantenimento e una ristoratrice). Abbiamo usato marcatori molecolari specifici (DRRM-RF3-10 per Rf3 e RM6100 per Rf4). I risultati?

  • Le super-linee G-17 e G-25 possiedono entrambi i geni ristoratori funzionanti (Rf3Rf4). Perfette per il sistema a tre linee!
  • Le linee G-68 (con Rf3), G-30 e G-48 (con Rf4) ne possiedono almeno uno, quindi sono anch’esse ottime candidate come ristoratori per il sistema a tre linee.
  • Le linee G-39 e G-50, invece, sono risultate prive di entrambi i geni ristoratori funzionanti (rf3rf4). Questo non le rende inutili, anzi! Potrebbero essere sfruttate come linee maschili nel sistema “a due linee”, una tecnologia più recente che usa la sterilità maschile indotta dalla temperatura (TGMS) e che sta prendendo piede anche nel Tamil Nadu.

Verso un Futuro Resiliente

Cosa significa tutto questo? Significa che abbiamo identificato un gruppo di linee di riso davvero promettenti, nate da incroci inter-subspecifici, che non solo producono bene e in modo stabile in condizioni di temperatura variabili, ma hanno anche le carte genetiche in regola per essere usate efficacemente nello sviluppo di nuovi ibridi di riso resilienti al clima. L’approccio integrato, usando molteplici modelli statistici, si è rivelato una strategia vincente per una selezione più efficace. Certo, ci sono ancora passi da fare, come testare queste linee in condizioni di alta temperatura controllata, ma i genitori che abbiamo identificato rappresentano una risorsa preziosa per sviluppare ibridi più forti, più produttivi e pronti ad affrontare le sfide climatiche che ci aspettano, specialmente nelle regioni calde del Tamil Nadu. È un passo importante verso la sicurezza alimentare del futuro!

Fonte: Springer

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