Suggestiva immagine di una casa situata in un paesaggio montuoso vicino a sorgenti termali fumanti, simboleggiando lo studio sul rischio radon indoor influenzato dalla geologia. Landscape wide angle 10mm, sharp focus, long exposure.

Radon Nascosto: Il Pericolo Invisibile nelle Case Vicino alle Sorgenti Termali

Ciao a tutti! Avete mai pensato a cosa respiriamo davvero tra le mura di casa nostra? Passiamo tantissimo tempo al chiuso, si stima fino al 90% della nostra giornata, e spesso non ci rendiamo conto che l’aria che ci circonda può nascondere insidie invisibili. Tra queste, una delle più subdole e potenzialmente pericolose è un gas chiamato Radon.

Un Nemico Silenzioso e Naturale

Il Radon (in particolare l’isotopo Ra-222) è un gas radioattivo, incolore e inodore. Non possiamo vederlo né sentirlo, ma può infiltrarsi nelle nostre case. Da dove arriva? È un prodotto naturale del decadimento dell’uranio e del radio, elementi presenti comunemente nel terreno e nelle rocce sotto i nostri piedi. Quindi, la sua fonte è la Terra stessa. Sebbene ci siano anche fonti minori legate ad alcune attività umane, la stragrande maggioranza del radon a cui siamo esposti proviene proprio da processi naturali.

Pensate che l’esposizione al radon indoor (cioè dentro gli edifici) rappresenta oltre il 95% della nostra esposizione totale a questo gas e, cosa ancora più preoccupante, contribuisce per oltre la metà (circa il 52%) alla dose di radioattività naturale che assorbiamo ogni anno.

Perché Dovremmo Preoccuparcene? Il Legame con il Cancro

Qui arriva la nota dolente. Il Radon è classificato come cancerogeno per l’uomo. Dopo il fumo di sigaretta, è considerato la seconda causa principale di cancro ai polmoni nel mondo. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) lo dice chiaramente: il cancro è una delle principali cause di morte a livello globale, e il cancro ai polmoni è tra i più comuni sia negli uomini che nelle donne. Respirare aria con alte concentrazioni di radon per lunghi periodi aumenta significativamente questo rischio. Per questo motivo, l’OMS ha fissato un livello di riferimento di 100 Becquerel per metro cubo (Bq/m³) per la concentrazione di radon indoor, suggerendo di intervenire se si supera questa soglia.

Uno Sguardo Ravvicinato: Le Montagne Vicino al Mar Caspio

Recentemente, mi sono imbattuto in uno studio scientifico davvero affascinante che ha acceso i riflettori su una specifica area geografica: le montagne dell’Alborz, nel nord dell’Iran, affacciate sul Mar Caspio. Perché proprio lì? Perché questa zona presenta caratteristiche geologiche particolari, tra cui la presenza di sorgenti termali calde. Gli scienziati si sono chiesti: queste caratteristiche geologiche possono influenzare la quantità di radon che si accumula nelle case?

Hanno quindi selezionato tre aree residenziali vicine tra loro nella regione di Larijan:

  • Area A: con molte sorgenti termali
  • Area B: con poche sorgenti termali
  • Area C: senza sorgenti termali

In totale, hanno monitorato la concentrazione di radon in 36 edifici (12 per area), sia in estate che in inverno, piazzando dei rilevatori speciali in soggiorno e in camera da letto.

Interno di una casa accogliente in stile rustico montano, con luce soffusa. Un rilevatore di radon discreto è posizionato su una mensola. Macro lens, 60mm, high detail, precise focusing, controlled lighting per evidenziare il rilevatore.

Risultati Sorprendenti: La Geologia Conta!

E qui arrivano i dati interessanti. La concentrazione media di radon rilevata in tutte le case studiate è stata di 124.5 Bq/m³. Questo valore è superiore al livello di riferimento dell’OMS (100 Bq/m³), anche se inferiore a quello suggerito dall’Agenzia per la Protezione Ambientale degli Stati Uniti (EPA), che è di 150 Bq/m³.

Ma la vera scoperta è stata la differenza tra le tre aree:

  • Area A (molte sorgenti termali): Media di 144.9 Bq/m³
  • Area B (poche sorgenti termali): Media di 130.45 Bq/m³
  • Area C (nessuna sorgente termale): Media di 98.06 Bq/m³

I numeri parlano chiaro: la presenza di sorgenti termali sembra decisamente legata a una maggiore concentrazione di radon indoor. Più sorgenti ci sono, più alto è il livello di radon. Questo suggerisce che le strutture geologiche che permettono all’acqua calda di risalire facilitano anche la fuoriuscita del radon dal sottosuolo.

Non Solo Concentrazione, Ma Rischio Concreto

Avere livelli più alti di radon significa, purtroppo, anche un rischio maggiore per la salute. I ricercatori hanno calcolato il cosiddetto Rischio Eccessivo di Cancro nell’Arco della Vita (ELCR). In media, nell’area studiata, questo rischio era stimato intorno a 9.7 casi ogni 1000 persone (scritto come 9.700E-03 nello studio). Ma, ancora una volta, le differenze erano notevoli:

  • Nell’area A (molte sorgenti), il rischio era del 16.4% più alto della media dell’area studiata.
  • Nell’area B (poche sorgenti), il rischio era del 4.7% più alto della media.

Tradotto in numeri ancora più concreti, nell’area A si stimano circa 11.29 casi di cancro polmonare in eccesso ogni 10.000 persone dovuti al radon, contro i 10.16 dell’area B e i 7.64 dell’area C. Questi valori sono risultati significativamente più alti (dall’11% al 29% in più) rispetto alla media di decessi per cancro polmonare attribuita al radon per l’intera provincia di Mazandaran, dove si trova Larijan.

Suggestivo paesaggio montuoso iraniano al tramonto, con vapore che sale da sorgenti termali nascoste tra le rocce. Landscape wide angle 10mm, long exposure per acqua e vapore setosi, sharp focus sulle formazioni rocciose, colori caldi del tramonto.

Altri Fattori in Gioco

Ovviamente, la geologia non è l’unico fattore. Lo studio ha notato che le concentrazioni erano leggermente più alte in estate che in inverno, forse perché d’estate si tengono di più le finestre chiuse per risparmiare energia con l’aria condizionata, favorendo l’accumulo del gas. Anche il tipo di edificio conta: le case analizzate erano per lo più villette a un piano, quindi più vicine al suolo da cui il radon proviene, rispetto agli appartamenti ai piani alti. La concentrazione non variava molto tra soggiorno e camera da letto, suggerendo una distribuzione abbastanza uniforme all’interno delle abitazioni.

Il confronto con altri studi in Iran e nei paesi vicini ha confermato che i livelli di radon nell’area di Larijan sono piuttosto elevati, superiori a molte altre città iraniane e a paesi come Arabia Saudita, Oman, Libano e Siria, anche se paragonabili ad alcune misurazioni in Pakistan, Giordania e Iraq.

Cosa Possiamo Imparare e Come Possiamo Proteggerci?

Questa ricerca ci insegna una lezione importante: le caratteristiche geologiche locali possono avere un impatto diretto sulla nostra salute indoor. Vivere vicino a sorgenti termali, in questo caso, comporta un’esposizione potenzialmente maggiore al radon e, di conseguenza, un rischio più elevato di sviluppare un cancro ai polmoni nel corso della vita.

La buona notizia è che non siamo impotenti di fronte al radon. Esistono strategie e soluzioni per ridurre la sua concentrazione nelle nostre case:

  • Ventilazione Adeguata: Assicurare un buon ricambio d’aria è fondamentale per evitare accumuli. Aprire regolarmente le finestre o installare sistemi di ventilazione meccanica controllata può fare una grande differenza.
  • Materiali da Costruzione “Radon-Resistenti”: Nella costruzione o ristrutturazione, si possono scegliere materiali e tecniche che limitano l’ingresso del radon dal terreno (es. sigillare crepe e fessure nelle fondamenta).
  • Sistemi di Mitigazione: Se i livelli sono alti, si possono installare sistemi specifici, come i “vent pipes” (tubi di sfiato), che aspirano il radon da sotto l’edificio e lo espellono all’esterno prima che possa entrare.
  • Monitoraggio Regolare: Misurare la concentrazione di radon in casa è il primo passo. Esistono kit di misurazione fai-da-te o ci si può rivolgere a professionisti. È consigliabile ripetere la misurazione periodicamente, specialmente dopo lavori di ristrutturazione.
  • Consapevolezza Pubblica: Informare i cittadini, soprattutto quelli che vivono in aree geologicamente a rischio come quelle vicino a sorgenti termali o su terreni ricchi di uranio, è cruciale.
  • Pianificazione Edilizia: Considerare la costruzione di edifici a più piani potrebbe ridurre l’esposizione per chi vive ai piani superiori, essendo il radon più denso dell’aria e tendendo a concentrarsi vicino al suolo.

Illustrazione schematica di una casa con un sistema di mitigazione del radon installato: un tubo (vent pipe) che aspira aria da sotto le fondamenta e la espelle sopra il tetto. High detail, precise focusing, stile grafico chiaro e informativo.

Insomma, questo studio ci ricorda che la nostra casa è un ecosistema complesso, influenzato anche da ciò che si trova sotto i nostri piedi. Conoscere i rischi, come quello legato al radon, e sapere come agire è il modo migliore per proteggere la nostra salute e quella dei nostri cari, trasformando le nostre case in luoghi davvero sicuri.

Fonte: Springer

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