Veduta aerea, wide-angle 10mm, di una discarica a cielo aperto situata pericolosamente vicino a un'area residenziale in un contesto tropicale come la Guadalupa. Luce del tardo pomeriggio, long exposure per un cielo leggermente mosso, a simboleggiare l'impatto ambientale. Sharp focus sull'interfaccia tra discarica e abitazioni.

Discariche e Rischio Cancro in Guadalupa: Un Legame Pericoloso da Non Sottovalutare?

Amici, parliamoci chiaro: i rifiuti sono un problema gigantesco, una di quelle gatte da pelare che affligge il nostro pianeta e, come sto per raccontarvi, potrebbe toccarci molto più da vicino di quanto pensiamo, arrivando persino a insidiare la nostra salute. Oggi voglio portarvi con me in un viaggio virtuale fino alla Guadalupa, un arcipelago da sogno nelle Antille Francesi, che però, come tanti altri posti, combatte la sua battaglia con la gestione dei rifiuti. E qui, una recente ricerca ha acceso un faro su una questione piuttosto spinosa: l’incidenza di tumori nelle vicinanze delle discariche a cielo aperto. Una cosa che, vi assicuro, mi ha fatto drizzare le antenne.

La Situazione in Guadalupa: Un Paradiso con un Problema Nascosto

Immaginatevi la Guadalupa: spiagge da cartolina, mare cristallino, una natura lussureggiante. Eppure, anche in questo paradiso, la realtà della gestione dei rifiuti è complessa. Per anni, come in molte isole caraibiche, la soluzione principale è stata quella delle discariche a cielo aperto. Economiche, sì, ma considerate l’opzione meno desiderabile. E il punto cruciale, quello che mi ha colpito di più leggendo lo studio, è che queste discariche – come quelle di La Gabarre, Saint-François e Baillif, operative dagli anni ’70 fino alla fine degli anni 2000 – si trovano spesso a un tiro di schioppo dalle case della gente. Pensate che quella di La Gabarre è addirittura in un’area urbana! E non parliamo solo di spazzatura domestica: fino al 2008, queste discariche hanno accolto anche rifiuti pericolosi, industriali, veicoli a fine vita, batterie… insomma, un cocktail potenzialmente esplosivo.

Cosa Hanno Scoperto i Ricercatori?

Lo studio che ho analizzato ha preso in esame i dati del registro tumori della Guadalupa dal 2008 al 2017, concentrandosi sui 18 tipi di cancro più frequenti. L’obiettivo? Capire se ci fosse un legame tra la vicinanza a queste discariche e un aumento dei casi di tumore. Per farlo, hanno usato un modello statistico piuttosto sofisticato (il modello Besag York and Mollié, per i più tecnici tra voi), tenendo conto anche del livello di deprivazione sociale delle aree, perché si sa, spesso chi vive vicino a fonti di inquinamento non naviga nell’oro.

E i risultati, beh, sono di quelli che fanno riflettere. È emerso che le persone residenti a meno di 2 km da una discarica mostravano un rischio aumentato per alcuni tipi di cancro. Parliamo di:

  • Tumore dell’ovaio
  • Tumori della testa e del collo

Ma non finisce qui. Sono stati osservati rischi elevati, anche se a volte al limite della significatività statistica, anche per:

  • Cancro al pancreas (negli uomini)
  • Cancro alla prostata
  • Cancro al polmone (negli uomini)
  • Melanoma (negli uomini)
  • Cancro al colon (nelle donne)
  • Cancro al seno con recettori ormonali negativi (HR-) (nelle donne)

Per i tumori della testa e del collo e quello dell’ovaio, il rischio sembrava diminuire man mano che ci si allontanava dalla discarica, ma restava comunque elevato anche tra i 2 e i 4 km. Per altri, come il cancro alla prostata, al pancreas, il melanoma e il cancro al polmone negli uomini, e il cancro al colon nelle donne, il rischio non era più significativo oltre i 2 km. Curiosamente, per il cancro al seno in generale non c’era associazione, ma analizzando specificamente lo stato dei recettori ormonali, è saltato fuori questo aumento per i tumori HR- per chi viveva entro i 4 km.

Un'immagine aerea, wide-angle 10mm, di una discarica a cielo aperto in una zona tropicale, con abitazioni visibili nelle immediate vicinanze. Cielo parzialmente nuvoloso, luce del tardo pomeriggio per enfatizzare le ombre e la vastità del problema. Long exposure per un leggero effetto di movimento nelle nuvole.

Quali Sostanze Potrebbero Essere Coinvolte?

Ora, la domanda sorge spontanea: cosa diavolo c’è in queste discariche che potrebbe farci ammalare? Le discariche, amici miei, possono rilasciare un’ampia gamma di inquinanti nell’ambiente: gas come metano, anidride carbonica, composti organici volatili (COV) e vapori metallici, oltre a particolato. Poi c’è il percolato, quel liquido nauseabondo che si forma dai rifiuti e che può infiltrarsi nel terreno contaminando le falde acquifere. Chi vive vicino può essere esposto a queste sostanze per inalazione, contatto con acqua o suolo contaminati, o mangiando cibo coltivato su terreni inquinati.

Studi precedenti, in particolare attorno alla discarica de La Gabarre, avevano già segnalato la presenza di inquinanti come ossidi di azoto, ozono, anidride solforosa, monossido di carbonio, metano e COV come clorobenzene, benzene, etilbenzene, tricloroetilene, tetracloroetilene e acetaldeide, fino a 3 km di distanza. E badate bene, molti di questi “signori” non sono affatto innocui. Il benzene e il tricloroetilene sono classificati come cancerogeni per l’uomo dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC). Il tetracloroetilene è un probabile cancerogeno, mentre l’etilbenzene e l’acetaldeide sono possibili cancerogeni. Insomma, un bel campionario di sostanze poco raccomandabili.

Confronto con Altri Studi e Prudenze del Caso

Questo studio della Guadalupa non è un fulmine a ciel sereno. Altre ricerche nel mondo hanno suggerito legami simili. Ad esempio, uno studio canadese aveva ipotizzato un aumento del rischio di cancro al pancreas per gli uomini che vivevano vicino a una discarica, e uno finlandese aveva riportato un eccesso di rischio simile, sempre negli uomini, in case costruite su una ex discarica. Per i tumori testa-collo, la letteratura è meno vasta, ma uno studio italiano a Malagrotta aveva mostrato una diminuzione della mortalità per cancro alla laringe allontanandosi da un’area con discarica, inceneritore e impianto petrolchimico. Anche per il melanoma negli uomini, i risultati della Guadalupa trovano eco in studi finlandesi e spagnoli.

Certo, come ogni studio, anche questo ha i suoi limiti, e gli stessi autori sono i primi a sottolinearlo. Si tratta di uno studio ecologico, il che significa che osserva associazioni a livello di gruppo, non individuale, quindi non si può dire con certezza “Tizio ha il cancro *perché* vive vicino alla discarica”. La stima dell’esposizione, basata sulla distanza, è una semplificazione: l’inquinamento non si diffonde in modo uniforme. E poi ci sono i fattori di confondimento individuali (fumo, dieta, esposizioni lavorative) che non è stato possibile controllare nel dettaglio, anche se l’aggiustamento per l’indice di deprivazione sociale aiuta a tenerne conto indirettamente. Infine, analizzando molti tipi di cancro, qualche risultato potrebbe essere dovuto al caso.

Macro lens, 60mm, gocce d'acqua su una foglia verde scuro in un ambiente tropicale, con un leggero fumo o nebbia indistinta sullo sfondo a simboleggiare l'inquinamento atmosferico e del suolo vicino a una discarica. Illuminazione controllata per evidenziare la texture della foglia e la trasparenza delle gocce, high detail, precise focusing.

D’altro canto, lo studio ha anche dei punti di forza notevoli: le discariche erano operative da decenni, quindi il periodo di latenza per lo sviluppo di tumori solidi è sufficiente. I dati sui casi di cancro provengono da un registro tumori di popolazione, quindi sono accurati e completi. E, come detto, si è tenuto conto dello stato socioeconomico, un fattore importante.

Cosa Ci Portiamo a Casa?

Allora, cosa ci dice tutto questo? Che c’è un sospetto fondato, un campanello d’allarme che suona forte e chiaro. Questo studio della Guadalupa, pur con tutte le cautele del caso, suggerisce che vivere vicino a discariche a cielo aperto, soprattutto quelle che hanno ricevuto rifiuti di ogni tipo per anni, potrebbe non essere una passeggiata di salute. Anzi, potrebbe aumentare il rischio di sviluppare alcuni tipi di cancro.

È chiaro che servono altre ricerche, studi più approfonditi che riescano a caratterizzare meglio l’esposizione individuale agli inquinanti e a controllare più finemente i possibili fattori di confondimento. Ma nel frattempo, questa ricerca ci ricorda ancora una volta quanto sia cruciale una gestione dei rifiuti responsabile e attenta alla salute pubblica e all’ambiente. Perché il prezzo di una gestione negligente, alla fine, potremmo pagarlo tutti, e in modi che toccano la nostra stessa vita. Staremo a vedere gli sviluppi, ma una cosa è certa: non possiamo permetterci di abbassare la guardia.

Fonte: Springer

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