Primo piano di un occhio umano durante un esame con lampada a fessura, si intravede una lente intraoculare multifocale perfettamente centrata. Illuminazione controllata per evidenziare i dettagli dell'occhio e della lente, obiettivo macro 100mm, alta definizione, sfondo scuro per far risaltare l'occhio.

Addio Occhiali (di Nuovo!): La Scommessa Vinta su Cataratta, ICL e Lenti del Futuro

Amici della vista, mettetevi comodi perché oggi vi racconto una storia che ha del prodigioso, un vero e proprio viaggio nel futuro della chirurgia oculare. Parliamo di come abbiamo affrontato un caso complesso, ridando a un paziente una visione eccellente e, soprattutto, la libertà dagli occhiali, anche dopo un percorso visivo già piuttosto avventuroso. Immaginate un po’: alta miopia, una precedente correzione con lenti fachiche (le famose ICL), poi un ulteriore ritocco con la PRK (cheratectomia fotorefrattiva) e, come se non bastasse, lo sviluppo di una cataratta. Un bel grattacapo, vero?

Il Dilemma della Cataratta Subcapsulare Anteriore post-ICL

Le lenti fachiche impiantabili, o ICL (Implantable Collamer Lens), sono una soluzione fantastica per correggere difetti visivi importanti, specialmente per chi cerca l’indipendenza dagli occhiali. Funzionano un po’ come delle lenti a contatto, ma vengono inserite direttamente all’interno dell’occhio. Tuttavia, come ogni procedura medica, non sono esenti da possibili complicazioni. Una delle più note è la cataratta subcapsulare anteriore (ASC). In pratica, si forma un’opacizzazione proprio sotto la capsula anteriore del cristallino, la nostra lente naturale. Questo può accadere per vari motivi, tra cui un contatto troppo stretto tra la ICL e il cristallino, una tecnica chirurgica non ottimale, l’età del paziente o una ridotta circolazione dell’umor acqueo. Pensate che uno studio a lungo termine ha riportato che circa il 2.7% degli occhi con ICL ha avuto bisogno della rimozione della lente proprio a causa della formazione di una cataratta significativa.

Quando questo succede, la soluzione è rimuovere la ICL, estrarre la cataratta (con una tecnica chiamata facoemulsificazione) e impiantare una nuova lente intraoculare (IOL). Sembra un intervento di routine per la cataratta, ma in realtà è molto più complesso, soprattutto se il paziente ha già subito altri interventi refrattivi. Richiede misurazioni preoperatorie meticolose, calcoli precisissimi e un’abilità chirurgica avanzata per ottenere risultati visivi ottimali.

Il Nostro Paziente: Un Caso Unico e una Grande Sfida

Ed eccoci al nostro protagonista: un uomo di 39 anni, con una storia di alta miopia (-11.00 diottrie a destra e -10.00 a sinistra) corretta 14 anni fa con ICL bilaterali. Dopo l’intervento con le ICL, era rimasta una lieve miopia residua, per cui si era sottoposto anche a PRK. Tutto sommato, era soddisfatto, a parte qualche fastidio occasionale come l’abbagliamento. Poi, negli ultimi due anni, un calo progressivo e indolore della vista in entrambi gli occhi. La diagnosi? Cataratta subcapsulare anteriore in entrambi gli occhi, oltre alla sua miopia elevata e agli esiti dei precedenti interventi.

Le sue esigenze erano chiare: lavorando molto al computer e con lo smartphone, desiderava ardentemente un’ottima visione da vicino e intermedia, e se possibile, dire addio agli occhiali una volta per tutte. Un bel compito per noi! Gli esami preoperatori hanno confermato la situazione: bulbi oculari molto lunghi (oltre i 30 mm, tipico della miopia elevata), una conta delle cellule endoteliali corneali leggermente inferiore alla norma, ma una cornea centrale regolare e con poche aberrazioni, il che apriva la porta all’uso di lenti intraoculari multifocali o a profondità di fuoco estesa.

Fotografia macro di una lente intraoculare TECNIS Symfony ZXR00, illuminazione controllata per evidenziare la sua struttura diffrattiva echelette, obiettivo macro 100mm, alta definizione dei dettagli della lente su sfondo neutro.

La Scelta Strategica: TECNIS Symfony ZXR00 e una Leggera Miopia Residua

Dopo un’attenta valutazione, abbiamo optato per una lente intraoculare molto speciale: la TECNIS Symfony ZXR00. Questa lente è progettata per offrire una profondità di fuoco estesa, il che significa una buona visione a diverse distanze, soprattutto da lontano e intermedio, con una transizione più fluida rispetto alle tradizionali multifocali. Ma la vera “magia” della nostra strategia è stata quella di mirare a una leggera miopia residua post-operatoria, tra -0.50D e -0.75D. Perché? Per potenziare ulteriormente la sua visione da vicino, fondamentale per il suo lavoro, mantenendo comunque una buona acutezza visiva da lontano.

L’intervento è stato eseguito in entrambi gli occhi, a distanza di due settimane l’uno dall’altro. Abbiamo rimosso con delicatezza la ICL, poi abbiamo eseguito la facoemulsificazione per aspirare la cataratta e infine abbiamo impiantato la nuova lente TECNIS Symfony ZXR00. Ogni passaggio è stato cruciale: proteggere l’endotelio corneale, le zonule (le fibre che sostengono il cristallino) e la capsula posteriore, e assicurare un perfetto centraggio della nuova lente.

Risultati Oltre le Aspettative: Una Nuova Vita Visiva

A tre mesi dagli interventi, i risultati sono stati a dir poco entusiasmanti! Il paziente ha raggiunto un’eccellente visione da vicino e intermedia. La curva di defocus, un esame che misura la qualità della vista a varie distanze, ha confermato queste prestazioni. L’acutezza visiva da lontano non corretta era buona, e con una piccola correzione residua (come da nostro piano), raggiungeva livelli ottimali. Le lenti erano perfettamente centrate, come dimostrato dalla tomografia a coerenza ottica del segmento anteriore (AS-OCT), riducendo il rischio di astigmatismo indotto o abbagliamento.

Ma la cosa più importante è stata la sua soddisfazione. Il questionario sulla funzione visiva (NEI-VFQ-14) ha dato un punteggio altissimo. Era felice, finalmente libero dagli occhiali e in grado di svolgere il suo lavoro e le attività quotidiane con una qualità visiva che non sperimentava da tempo. Le aberrazioni oculari di alto ordine erano diminuite, e la qualità ottica generale era migliorata significativamente.

Questo caso è particolarmente interessante perché, a nostra conoscenza, è il primo documentato di impianto di TECNIS Symfony ZXR00 con un target miopico intenzionale in un paziente con alta miopia e una storia combinata di impianto ICL e PRK.

Perché Ha Funzionato Così Bene? L’Importanza dei Dettagli

Il successo di questo intervento si basa su diversi fattori. Innanzitutto, la scelta della lente TECNIS Symfony ZXR00, che grazie alla sua tecnologia diffrattiva e alla correzione dell’aberrazione cromatica, offre un’estesa profondità di fuoco minimizzando i fenomeni fotici (aloni e bagliori) spesso associati alle lenti multifocali tradizionali. Studi clinici hanno dimostrato la sua superiorità in termini di sensibilità al contrasto rispetto ad altre lenti in pazienti miopi.

Poi, la strategia di mirare a una lieve miopia residua è stata vincente per le sue esigenze specifiche. Anche se il calcolo del potere della lente intraoculare in occhi precedentemente sottoposti a chirurgia refrattiva è una vera sfida (la cornea ha una curvatura alterata che può ingannare gli strumenti di misurazione), e nonostante una piccola discrepanza refrattiva rispetto al target, la visione funzionale intermedia e da vicino è stata eccellente.

La tecnica chirurgica è stata fondamentale: la rimozione della ICL deve essere estremamente delicata. La dimensione della capsuloressi (l’apertura circolare nella capsula anteriore del cristallino) è cruciale, specialmente in occhi con miopia elevata dove le zonule possono essere più fragili. Assicurare il corretto posizionamento della IOL nel sacco capsulare è vitale per evitare decentramenti o inclinazioni.

Infine, ma non meno importante, una comunicazione chiara con il paziente. È essenziale comprendere a fondo la sua personalità, la sua professione e le sue aspettative visive. Informarlo dettagliatamente sulle caratteristiche della lente, sui possibili risultati e sulle eventuali complicazioni aiuta a creare aspettative realistiche.

Ritratto di un uomo di circa 40 anni, sorridente e senza occhiali, mentre lavora al computer in un ufficio moderno e luminoso. Profondità di campo, obiettivo 35mm, luce naturale che entra da una finestra laterale, duotone blu e grigio per un look professionale.

Conclusioni e Prospettive Future

Questo caso dimostra che, anche in situazioni complesse come quella di un paziente con cataratta secondaria a impianto di ICL, pregressa PRK e alta miopia, è possibile ottenere risultati visivi eccezionali e un’elevata soddisfazione. La lente TECNIS Symfony ZXR00, combinata con un’attenta pianificazione che può includere un leggero target miopico residuo, si è rivelata un’opzione eccellente.

Certo, ogni caso è a sé e sono necessari ulteriori studi su coorti più ampie per validare questi risultati. Bisognerà anche monitorare nel tempo eventuali rischi a lungo termine, come il decentramento della lente. Ma l’esperienza acquisita è preziosa e ci spinge a continuare sulla strada dell’innovazione per offrire ai nostri pazienti la migliore qualità visiva possibile.

Quindi, se vi trovate in una situazione simile, non perdete la speranza! La tecnologia oftalmica fa passi da gigante e soluzioni personalizzate possono davvero fare la differenza. Il futuro della visione è già qui, ed è più luminoso che mai.

Fonte: Springer

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