Rifiuti Edili a Dhaka: Un Tesoro Nascosto tra Sfide Urbane e Opportunità Scintillanti!
Amici, oggi vi porto con me in un viaggio incredibile, nel cuore pulsante di una megalopoli in crescita vertiginosa: Dhaka, la capitale del Bangladesh. Immaginate una città che negli ultimi cinquant’anni è esplosa, espandendosi in ogni direzione per accogliere una popolazione sempre più numerosa. Questa urbanizzazione sfrenata, se da un lato è segno di sviluppo, dall’altro porta con sé una conseguenza spesso sottovalutata: una montagna di rifiuti da costruzione e demolizione (CDW).
Pensate che, secondo uno studio recentissimo condotto proprio lì, nell’area della Grande Dhaka, ogni metro quadrato di un progetto di demolizione genera circa 463,67 kg di rifiuti! Per i nuovi cantieri, la cifra è più bassa ma comunque significativa: 90,31 kg per metro quadrato. Numeri da capogiro, vero? E la cosa affascinante è che questi “scarti” – cemento, mattoni, metalli, legno, plastica, vetro – non sono solo un problema, ma nascondono un potenziale economico e ambientale enorme, se solo sapessimo come coglierlo.
Ma di cosa parliamo esattamente? Un mare di macerie preziose
Quando parlo di CDW, mi riferisco a tutto quel materiale eterogeneo e indesiderato che salta fuori durante la costruzione, la ristrutturazione o la demolizione di edifici e infrastrutture. Parliamo di pezzi di calcestruzzo, mattoni sbriciolati, tondini di ferro, frammenti di legno, piastrelle rotte, e persino terra scavata. Un mix che, se gestito male, finisce per soffocare l’ambiente.
Dhaka, con i suoi quasi 28 milioni di abitanti previsti entro il 2030 (sarebbe la quarta megacity più popolosa al mondo!), sta vivendo una trasformazione edilizia pazzesca. Vecchi edifici di sei piani vengono rimpiazzati da grattacieli sempre più alti e pesanti, e spesso si aggiungono piani a strutture esistenti, mettendo a dura prova le fondamenta. E dove finisce tutto il materiale di risulta? Spesso, purtroppo, in discariche abusive o, peggio ancora, utilizzato per riempire zone umide e corsi d’acqua, con un impatto devastante sull’ecosistema.
La ricerca che ho analizzato ha fatto un lavoro certosino, andando a investigare ben 21 cantieri di costruzione e 12 siti di demolizione nella Grande Dhaka. Hanno pesato, misurato, analizzato. E i risultati sono stati illuminanti. Ad esempio, nei progetti di demolizione, il calcestruzzo rappresenta oltre il 40% dei rifiuti, seguito da mattoni (circa il 28%) e malta (13%). Anche nelle nuove costruzioni, il calcestruzzo la fa da padrone con una percentuale simile.
Questi dati sono fondamentali perché, fino ad ora, c’era un buco nero di informazioni precise sui tassi di generazione di questi rifiuti (WGR) nell’area. La maggior parte delle risorse erano informali, aneddotiche. Ora, invece, abbiamo numeri concreti su cui ragionare e, soprattutto, su cui costruire strategie.

Proiezioni Future: Una Marea Crescente di Rifiuti (e Opportunità)
Lo studio non si è fermato al presente. Basandosi sui tassi di crescita dell’urbanizzazione e del settore immobiliare (stimato all’8% annuo per l’intero Bangladesh!), ha proiettato la quantità di CDW che verrà prodotta negli otto distretti principali della Grande Dhaka fino al 2030. E, credetemi, le cifre sono impressionanti. Distretti come Savar e Rupganj, che stanno vedendo una conversione massiccia di terreni a poli industriali e residenziali, guideranno questa “crescita” di rifiuti.
Ma qui arriva il bello: ogni rifiuto può diventare una risorsa. Lo studio ha anche analizzato la composizione chimica di questi materiali, in particolare mattoni e malta, per verificare la presenza di metalli pesanti. E la buona notizia è che le concentrazioni di piombo (Pb), cadmio (Cd) e cromo (Cr) sono risultate ben al di sotto dei limiti raccomandati dall’EPA statunitense. Questo significa che il riciclo di questi materiali è sicuro dal punto di vista della salute umana e ambientale!
Pensateci: si stima che circa il 70% dei rifiuti di calcestruzzo e malta possa essere riciclato e trasformato in aggregati per nuove costruzioni. Per i mattoni, la percentuale sale all’80%, e per i metalli si arriva addirittura al 100%! Tradotto in cifre per la Grande Dhaka, per ogni metro quadrato di demolizione si potrebbero riciclare circa 53 kg di calcestruzzo e quasi 30 kg di mattoni. Per le nuove costruzioni, parliamo di circa 11 kg/m² di calcestruzzo e 6 kg/m² di mattoni. C’è una correlazione statisticamente significativa: più rifiuti si generano, più alto è il potenziale di riciclo.
Il Tesoro Nascosto: Benefici Economici da Capogiro
E veniamo al sodo: il portafoglio! Riciclare conviene, e non poco. L’analisi dei benefici economici condotta nello studio è sbalorditiva. Prendiamo Savar, per esempio: si prevede che entro il 2030 il riciclo dei rifiuti da demolizione potrebbe generare un valore di 2,3 miliardi di dollari, e quello da nuove costruzioni circa 1,3 miliardi di dollari! Anche Rupganj mostra cifre notevoli, con proiezioni di oltre 200 milioni di dollari dai rifiuti di demolizione e più di 110 milioni da quelli di costruzione entro il 2030.
Persino Dhaka City, pur con cifre minori rispetto alle aree in espansione, potrebbe vedere benefici per milioni di dollari. Il metallo, ovviamente, è il materiale che offre i ritorni economici più elevati, seguito da mattoni e calcestruzzo. Immaginate quante risorse si potrebbero risparmiare, quanti nuovi posti di lavoro si potrebbero creare in un’industria del riciclo ben strutturata.
Attualmente, in Bangladesh, il Codice Nazionale dell’Edilizia del 2020 e altre normative incoraggiano pratiche di costruzione sostenibile, ma manca una legislazione specifica che spinga all’uso di CDW riciclati. E questo è un peccato, perché, come abbiamo visto, i componenti dei CDW sono per lo più innocui e ad alta densità. Il problema è che spesso gli effetti dannosi sull’ambiente o sulla salute pubblica avvengono “dietro le quinte”, lontano dagli occhi del pubblico.

Sfide e Soluzioni: Verso un’Economia Circolare
Non nascondiamoci dietro un dito: le sfide ci sono. Le condizioni di lavoro nei siti di smaltimento e riciclo informale sono spesso precarie e pericolose. In Bangladesh, dove gli aggregati lapidei naturali scarseggiano, si usano mattoni cotti in argilla, prodotti da circa 7000 fornaci che contribuiscono pesantemente all’inquinamento atmosferico. Un riciclo efficiente dei CDW potrebbe ridurre la pressione su queste industrie e sull’ambiente.
La chiave sta nell’adottare un approccio basato sul principio delle 3R (Riduci, Riusa, Ricicla) e sull’Economia Circolare (CE). Si tratta di preservare le risorse naturali, massimizzare il valore dei materiali e progettare sistemi produttivi a ciclo chiuso. Paesi come Cina, Giappone, Turchia e molti stati europei già utilizzano calcestruzzo, malta e mattoni riciclati come sottofondo stradale o in altre applicazioni strutturali, con tassi di riciclo che in alcuni casi superano l’80%.
In Bangladesh, e in particolare nella Grande Dhaka, i CDW finiscono spesso nelle discariche designate (Matuail e Aminbazar) o, come accennato, in spazi aperti e zone umide, soprattutto nelle aree di nuova espansione a est di Dhaka, dove costruttori privati stanno riempiendo pianure alluvionali e corsi d’acqua con sabbia e detriti per creare nuovi lotti edificabili. Una pratica insostenibile.
Per invertire la rotta, servono politiche mirate. Lo studio suggerisce diverse misure:
- Sviluppare standard e linee guida per l’uso di materiali riciclati.
- Introdurre incentivi economici per chi ricicla e disincentivi per chi smaltisce illegalmente.
- Promuovere partnership pubblico-privato (PPP) per creare impianti di riciclo su larga scala.
- Investire in formazione e sensibilizzazione per tutti gli attori della filiera: proprietari di immobili, appaltatori, imprese di demolizione, aziende di riciclo.
- Adottare strumenti digitali come il Building Information Modelling (BIM), GIS e piattaforme cloud per tracciare i rifiuti e ottimizzare la gestione delle risorse. Le aziende immobiliari di Dhaka stanno già abbracciando la digitalizzazione, e questo potrebbe essere un enorme vantaggio.
Pensate che meraviglia: trasformare un problema ambientale ed economico in una soluzione che crea valore, lavoro e protegge il pianeta. La gestione efficace dei CDW non è solo una necessità, ma un’opportunità d’oro per Dhaka e per molte altre città in rapida crescita nel mondo, allineandosi perfettamente con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite, in particolare quelli relativi alle città sostenibili (SDG 11), all’industria, innovazione e infrastrutture (SDG 9) e al consumo e produzione responsabili (SDG 12).
Questo studio, con la sua analisi dettagliata e le sue proiezioni, ci offre una mappa preziosa. Sta ora ai decisori politici, agli urbanisti, agli ingegneri e all’intero settore delle costruzioni raccogliere la sfida e trasformare le montagne di macerie di Dhaka in fondamenta per un futuro più sostenibile e prospero. Io ci credo, e voi?
Fonte: Springer
