Close-up di fotografia macro di una zanzara di Anopheles, vettore di malaria, appoggiato sulla pelle umana (contesto simulato o etico), lente macro da 105 mm, alto dettaglio, focus forte su proboscide e corpo, profondità di campo superficiale, illuminazione naturale.

Zanzare Anopheles in Etiopia: La Resistenza agli Insetticidi è Reale, Ma Abbiamo un Asso nella Manica?

Ciao a tutti, appassionati di scienza e curiosi! Oggi voglio portarvi con me in un viaggio affascinante, anche se un po’ preoccupante, nel cuore dell’Etiopia, precisamente nel distretto di Gondar Zuria. Parleremo di zanzare, malaria e della lotta continua contro questa malattia. In particolare, ci tufferemo nei risultati di uno studio recente che ha cercato di capire quanto siano “toste” le zanzare locali, le famigerate Anopheles, nei confronti degli insetticidi che usiamo per combatterle.

La Malaria e i Suoi Vettori: Una Sfida Costante

La malaria, come sapete, è una malattia trasmessa dalle zanzare del genere Anopheles. In Etiopia, come in molte altre parti dell’Africa, rappresenta un problema di salute pubblica enorme. Per decenni, le armi principali in questa battaglia sono state le zanzariere trattate con insetticida (ITN) e l’irrorazione residuale interna (IRS), ovvero spruzzare insetticidi all’interno delle abitazioni. Funzionano? Sì, hanno salvato milioni di vite! Ma c’è un “ma”, e si chiama resistenza agli insetticidi. Immaginate i batteri che diventano resistenti agli antibiotici: ecco, sta succedendo qualcosa di simile con le zanzare e gli insetticidi. Se le zanzare non muoiono più a contatto con queste sostanze, le nostre armi diventano spuntate.

Lo Studio a Gondar Zuria: Cosa Abbiamo Scoperto?

Proprio per capire la situazione attuale, è stato condotto uno studio specifico nel distretto di Gondar Zuria, nel nord-ovest dell’Etiopia, un’area dove la malaria è endemica. L’obiettivo era semplice ma cruciale: testare la suscettibilità delle zanzare Anopheles locali agli insetticidi comunemente usati.

Abbiamo raccolto larve di zanzare direttamente dai loro siti di riproduzione (pozzanghere, fossati, zone paludose – posti che a loro piacciono tanto!). Le abbiamo allevate in laboratorio fino a farle diventare adulte e poi le abbiamo sottoposte ai test standard dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).

I principali “attori” identificati in quest’area sono stati:

  • Anopheles gambiae s.l. (la specie predominante, quasi il 98%!)
  • Anopheles funestus group
  • Anopheles pharoensis

Queste sono le specie responsabili della trasmissione della malaria lì.

Il Verdetto: Buone e Cattive Notizie

Abbiamo testato cinque insetticidi appartenenti a diverse classi chimiche:

  • Piretrinoidi: Permetrina, Deltametrina, Alfa-cipermetrina (sono i più usati nelle zanzariere per la loro bassa tossicità per l’uomo e l’effetto rapido).
  • Organofosfati: Pirimifos-metile.
  • Carbammati: Propoxur.

I risultati? Un quadro a tinte contrastanti.

La cattiva notizia: Le zanzare Anopheles di Gondar Zuria hanno mostrato una chiara resistenza ai piretroidi. I tassi di mortalità dopo 24 ore dall’esposizione erano:

  • Alfa-cipermetrina: 67.5% (molto basso, indica forte resistenza)
  • Deltametrina: 73.8% (basso, indica resistenza)
  • Permetrina: 88.8% (ancora sotto la soglia del 90% che suggerisce resistenza)

Questo è preoccupante perché i piretroidi sono la spina dorsale delle strategie di controllo basate sulle zanzariere. Se le zanzare sopravvivono al contatto con le reti trattate, l’efficacia di questo strumento fondamentale è compromessa.

Macro fotografia di una zanzara Anopheles appoggiata su una superficie scura, lente macro da 100 mm, dettagli elevati che mostrano corpo e ali segmentate, messa a fuoco precisa, illuminazione drammatica controllata.

La buona notizia: Le stesse zanzare si sono dimostrate completamente suscettibili (mortalità del 100%) a:

  • Pirimifos-metile (organofosfato)
  • Propoxur (carbammato)

Questo ci dice che abbiamo ancora delle armi efficaci nel nostro arsenale, in particolare per l’irrorazione residuale interna (IRS).

L’Asso nella Manica: Il Sinergista PBO

C’è un’altra scoperta davvero interessante. Sappiamo che uno dei meccanismi principali con cui le zanzare sviluppano resistenza ai piretroidi è attraverso l’aumento della produzione di enzimi specifici (come le monoossigenasi, in particolare i citocromi P450) che “digeriscono” e neutralizzano l’insetticida prima che possa fare effetto.

Allora, cosa succede se “blocchiamo” questi enzimi? Abbiamo provato a esporre le zanzare resistenti a una sostanza chiamata Piperonil Butossido (PBO), un noto sinergista che inibisce proprio questi enzimi, prima di esporle ai piretroidi.

I risultati sono stati sorprendenti!

  • L’efficacia di Alfa-cipermetrina e Deltametrina è stata completamente ripristinata (mortalità 100%) dopo il pre-trattamento con PBO.
  • L’efficacia della Permetrina è stata parzialmente ripristinata (mortalità salita all’96%), avvicinandosi alla soglia di suscettibilità.

Questo ci dice due cose fondamentali: primo, che la resistenza ai piretroidi in quest’area è fortemente legata a meccanismi metabolici che il PBO può contrastare; secondo, che le zanzariere di nuova generazione che incorporano il PBO insieme al piretroide potrebbero essere una soluzione molto efficace in aree come Gondar Zuria.

Fotografia di ritratto di un operatore sanitario etiope che prepara l'attrezzatura a spruzzo di insetticidi per la spruzzatura residua interna (IRS) in un ambiente di villaggio rurale, lente da 35 mm, illuminazione naturale, profondità di campo incentrata sul lavoratore.

Cosa Significa Tutto Questo per la Lotta alla Malaria?

Questi risultati sono cruciali per guidare le strategie di controllo della malaria in Etiopia e in altre regioni con problemi simili.

  • Continuare a usare zanzariere trattate solo con piretroidi potrebbe non essere sufficiente o efficace in futuro in quest’area.
  • L’introduzione di zanzariere trattate con piretroidi + PBO sembra una strategia promettente e fortemente raccomandata.
  • L’uso di Pirimifos-metile e Propoxur per l’IRS rimane un’opzione valida ed efficace per ridurre la popolazione di zanzare adulte all’interno delle case.
  • È fondamentale continuare a monitorare costantemente la suscettibilità agli insetticidi, perché la situazione può cambiare rapidamente.
  • Sono necessarie ulteriori ricerche per capire a fondo i meccanismi molecolari della resistenza (ad esempio, cercare specifiche mutazioni genetiche come quelle del gene kdr).

Fotografia paesaggistica grandangolare del distretto di Gondar Zuria in Etiopia durante la stagione delle piogge, mostrando potenziali siti di allevamento di zanzare come pozzanghere e aree paludose, lenti grandangolari da 15 mm, focus acuto sulla scena, drammatico cielo nuvoloso.

In Conclusione

La battaglia contro la malaria è complessa e in continua evoluzione. Le zanzare sono avversari formidabili che si adattano rapidamente. Studi come questo condotto a Gondar Zuria sono essenziali per non farci trovare impreparati. La resistenza ai piretroidi è una realtà, ma la scoperta dell’efficacia di altri insetticidi e, soprattutto, del ruolo chiave del sinergista PBO, ci offre nuove speranze e strategie concrete. Non possiamo abbassare la guardia: monitoraggio continuo, strategie integrate e ricerca sono le chiavi per tenere sotto controllo la malaria e proteggere le comunità vulnerabili.

Fonte: Springer

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