Psoriasi e Cancro: La Genetica Svela Legami Inaspettati (e Forse Protettivi!)
Ciao a tutti! Oggi voglio parlarvi di qualcosa che mi ha davvero incuriosito e che tocca due temi importanti per la salute di molti: la psoriasi e il rischio di sviluppare cancro. Sappiamo che la psoriasi è una bella gatta da pelare, una malattia infiammatoria cronica della pelle che non solo crea disagio fisico, ma può avere un impatto psicologico non indifferente. Ma vi siete mai chiesti se questa condizione possa, in qualche modo, influenzare la nostra suscettibilità ai tumori? Beh, un recente studio basato sulla randomizzazione mendeliana ha provato a fare luce proprio su questo, e i risultati sono piuttosto sorprendenti!
Cos’è la Psoriasi e Perché se ne Parla Tanto?
Prima di addentrarci nello studio, rinfreschiamoci un attimo la memoria. La psoriasi è una malattia della pelle immune-mediata, sistemica e cronica. Si manifesta con quelle tipiche placche rosse e squamose che possono comparire un po’ ovunque sul corpo. Pensate che colpisce oltre 60 milioni di persone nel mondo, e la sua prevalenza è in aumento, soprattutto nei paesi ad alto reddito. Non è solo una questione di pelle: la psoriasi ha una chiara predisposizione genetica ed è associata a diverse altre patologie, come quelle cardiovascolari e, appunto, si sospettava anche a certi tipi di cancro.
Studi Osservazionali: Un Primo Sguardo, Ma con dei Limiti
In passato, diversi studi osservazionali avevano già provato a indagare il legame tra psoriasi e cancro. Alcuni suggerivano un rischio leggermente aumentato per certi tumori. Per esempio, uno studio coreano aveva trovato un nesso con il cancro ai testicoli, mentre un altro in Europa aveva ipotizzato un aumento del rischio di cancro al polmone di circa il 60% nei pazienti con psoriasi.
Il problema di questi studi, però, è che possono essere “ingannati” da vari fattori. Immaginate: magari chi ha la psoriasi fuma di più per lo stress, o segue una dieta particolare, o è esposto a certi farmaci. Questi sono chiamati fattori confondenti, e possono farci vedere un’associazione che in realtà non è causale, oppure mascherarne una reale. C’è poi il rischio di bias informativi o di causalità inversa (è la psoriasi che aumenta il rischio di cancro, o magari certi trattamenti per il cancro che scatenano la psoriasi?). Insomma, serviva un metodo più “robusto”.
Entra in Scena la Randomizzazione Mendeliana: La Genetica come Detective
Ed è qui che entra in gioco la randomizzazione mendeliana (MR). Detta in parole povere, è una tecnica super intelligente che usa le nostre varianti genetiche (quelle che ereditiamo casualmente dai nostri genitori, un po’ come se la natura lanciasse dei dadi) come “strumenti” per capire se un certo fattore (nel nostro caso, la predisposizione genetica alla psoriasi) causa davvero un certo effetto (il rischio di sviluppare un cancro).
Il bello della MR è che, poiché i geni ci vengono assegnati alla nascita e non sono influenzati dallo stile di vita o da altri fattori ambientali che si sviluppano dopo, ci aiuta a superare molti dei limiti degli studi osservazionali. È un po’ come avere un esperimento naturale! Certo, anche la MR ha le sue complessità e potenziali tranelli, come la pleiotropia (quando un gene influenza più caratteristiche contemporaneamente) o la stratificazione della popolazione, ma gli scienziati hanno modi per tenerne conto.
Per questo studio, i ricercatori hanno preso i dati genetici da studi enormi: uno sulla psoriasi che ha coinvolto migliaia di casi e controlli, e poi i dati sul cancro dal FinnGen consortium (oltre 500.000 persone!), dalla UK Biobank (circa 420.000 persone!) e da altri database oncologici su larga scala. Hanno identificato 49 varianti genetiche (chiamate SNP, polimorfismi a singolo nucleotide) fortemente associate alla psoriasi e le hanno usate come “proxy” per la malattia. Poi, hanno controllato se queste varianti fossero associate al rischio di ben 33 tipi diversi di cancro.

I Risultati: Sorprese e Conferme (Caute!)
E allora, cosa hanno scoperto questi “detective genetici”? Preparatevi, perché ci sono delle novità interessanti.
Analizzando i dati della UK Biobank, è emersa un’associazione suggestiva (cioè, interessante ma che necessita di ulteriori conferme, con un valore di P statisticamente significativo ma non fortissimo) tra la psoriasi geneticamente predetta e:
- Un leggero aumento del rischio di cancro al colon (OR = 1.055).
- Una leggera riduzione del rischio di cancro del corpo dell’utero (OR = 0.922).
Passando al FinnGen consortium, i risultati per il cancro del corpo dell’utero erano consistenti (ancora una riduzione del rischio, OR = 0.937), mentre per il cancro al colon l’effetto non andava nella stessa direzione. In più, nel FinnGen, la psoriasi sembrava associata a:
- Un aumento del rischio di cancro della vulva (OR = 1.182).
- Una leggera riduzione del rischio di cancro alla prostata (OR = 0.973).
Anche un altro grande database sul cancro ha mostrato un’associazione suggestiva tra psoriasi e una riduzione del rischio di cancro alla prostata (OR = 0.968).
Quando i ricercatori hanno messo insieme tutti i dati con una meta-analisi (un modo per combinare i risultati di più studi), le associazioni più “solide” (seppur ancora definite “suggestive” per la cautela scientifica) sono emerse per:
- Cancro del corpo dell’utero: la psoriasi potrebbe essere un fattore protettivo (OR = 0.931).
- Cancro della prostata: anche qui, la psoriasi potrebbe avere un effetto protettivo (OR = 0.976).
Per il cancro al colon e quello della vulva, invece, i risultati non erano coerenti tra le diverse popolazioni analizzate, quindi lì il punto interrogativo rimane più grande. E per tutti gli altri tipi di cancro esaminati? Nessuna associazione significativa è stata osservata.
Cosa Significano Questi Risultati? E Quali Sono i Limiti?
Quindi, la psoriasi potrebbe addirittura proteggere da alcuni tipi di cancro? È un’idea affascinante! Questo studio suggerisce che, almeno per il cancro del corpo dell’utero nelle donne e per quello della prostata negli uomini, potrebbe esserci un fondo di verità. È importante sottolineare, come fanno gli stessi autori, che la significatività statistica e la potenza di questi risultati sono basse, il che significa che le associazioni osservate potrebbero non essere così robuste e necessitano di conferme.
Perché la psoriasi potrebbe avere un effetto protettivo? Gli autori ipotizzano che potrebbe essere legato all’influenza della patogenesi autoimmune della psoriasi sulla patogenesi di questi tumori. È un campo tutto da esplorare!
Questo studio ha diversi punti di forza: l’uso della randomizzazione mendeliana, l’analisi di moltissimi tipi di cancro e l’utilizzo di dati da database enormi. Tuttavia, come ogni ricerca, ha anche dei limiti.

Per esempio:
- Pleiotropia residua: Non si può escludere del tutto che le varianti genetiche usate influenzino il rischio di cancro attraverso vie indipendenti dalla psoriasi (come l’infiammazione sistemica o la regolazione immunitaria generale).
- Bias di sopravvivenza: I database includono persone sopravvissute abbastanza a lungo da avere una diagnosi di cancro. Se la psoriasi grave è legata a una mortalità precoce per altre cause, questo potrebbe influenzare i risultati.
- Popolazione europea: Lo studio si è basato su popolazioni di origine europea, quindi i risultati potrebbero non essere generalizzabili ad altri gruppi etnici.
- Complessità dell’esposizione binaria: La “predisposizione genetica alla psoriasi” è un concetto un po’ diverso dalla diagnosi clinica della malattia, che ha un’età di insorgenza e una gravità variabili.
- Fattori confondenti non misurati: Ad esempio, le terapie immunosoppressive per la psoriasi potrebbero alterare il rischio di tumori legati a infezioni.
In Conclusione: Un Passo Avanti, Ma la Strada è Ancora Lunga
Nonostante queste cautele, lo studio è davvero interessante perché, per la prima volta in modo così sistematico con la MR, esplora il legame tra psoriasi e un’ampia gamma di tumori. L’idea che la psoriasi possa essere un fattore protettivo per il cancro del corpo dell’utero e della prostata è una pista intrigante che merita assolutamente di essere approfondita con ulteriori studi prospettici e ricerche sui meccanismi biologici sottostanti.
Per chi convive con la psoriasi, questi risultati non cambiano, per ora, le raccomandazioni cliniche, ma aggiungono un tassello importante alla comprensione di questa complessa malattia. E chissà, magari in futuro potrebbero aprire la strada a nuove strategie di prevenzione o trattamento. Staremo a vedere! Io, come sempre, vi terrò aggiornati!
Fonte: Springer
