Primo piano di un bracciale per la misurazione della pressione applicato al braccio di una persona, con un ecografo nelle vicinanze che mostra un'immagine del flusso sanguigno. Ambiente di laboratorio medico, illuminazione controllata, obiettivo prime 35mm, profondità di campo ridotta per mettere a fuoco il bracciale.

Pressione Giusta o Flusso Inutile? Scopri Quanta Ne Serve Davvero per Cambiare le Carte in Tavola!

Ciao a tutti! Oggi voglio parlarvi di qualcosa che mi affascina parecchio e che sta rivoluzionando il mondo del fitness e della riabilitazione: l’allenamento con restrizione del flusso sanguigno (BFRT) e il precondizionamento ischemico (IPC). Sembrano paroloni, vero? Ma in pratica, si tratta di usare un bracciale (come quello della pressione) per limitare, parzialmente o totalmente, il flusso di sangue a un arto. I benefici? Ce ne sono un sacco, dalla crescita muscolare con carichi leggeri al recupero post-operatorio, fino al miglioramento delle performance sportive.

Però, c’è un “ma”. Quanto bisogna stringere questo bracciale? Stringere troppo fa male e può essere pericoloso, stringere troppo poco… beh, potrebbe non servire a nulla! È un po’ come cucinare: la giusta dose di sale fa la differenza tra un piatto squisito e uno insipido (o immangiabile!). Ecco, nel nostro campo, la “giusta dose” è la pressione del bracciale.

La Domanda da un Milione di Dollari: Qual è la Pressione Minima?

Proprio per rispondere a questa domanda, abbiamo deciso di fare uno studio. Ci siamo chiesti: qual è la pressione minima che dobbiamo applicare con un bracciale per iniziare a vedere una reale riduzione del flusso sanguigno nelle arterie principali del braccio (brachiale) e della gamba (poplitea), quando siamo a riposo?

Per scoprirlo, abbiamo coinvolto 42 uomini sani e volenterosi. Abbiamo applicato dei bracciali specifici (larghi 9 cm per il braccio e 13 cm per la coscia) e abbiamo iniziato a gonfiarli gradualmente. Partendo da zero, siamo saliti di 20 mmHg alla volta fino a 100 mmHg, e poi di 10 mmHg in 10 mmHg, fino a bloccare completamente il flusso sanguigno (quella che chiamiamo Pressione di Occlusione Arteriosa, o AOP). Ad ogni step, misuravamo con un ecografo super preciso cosa succedeva al flusso di sangue nelle arterie. Immaginate di chiudere pian piano un rubinetto: volevamo vedere esattamente a che punto l’acqua (il sangue) iniziava a diminuire significativamente.

Risultati Sorprendenti: Non Basta Stringere un Po’!

E qui arriva il bello. Cosa abbiamo scoperto? Che per pressioni relativamente basse, fino a 100 mmHg, il flusso sanguigno cambiava pochissimo! In media, solo un 4% in meno nel braccio e un 11% nella gamba rispetto al valore di partenza. Praticamente, quasi nulla.

La vera riduzione, quella statisticamente significativa, l’abbiamo vista solo a partire da:

  • 120 mmHg per l’arteria brachiale (circa il 75% della pressione media necessaria per bloccare tutto il flusso in quell’arto)
  • 110 mmHg per l’arteria poplitea (circa il 74% della AOP media per la gamba)

Ma non ci siamo fermati qui. Abbiamo usato un metodo chiamato “Minimal Clinically Important Difference” (MCID), che ci aiuta a capire qual è la minima variazione che ha un significato reale, non solo statistico. Ebbene, secondo questo criterio, i cambiamenti “importanti” iniziavano addirittura un po’ prima:

  • A 110 mmHg per il braccio (circa il 69% della AOP)
  • A 100 mmHg per la gamba (circa il 67% della AOP)

Primo piano di un bracciale pneumatico applicato al braccio di un uomo sdraiato su un lettino da laboratorio, con una sonda ecografica posizionata sull'arteria brachiale. Luce controllata da laboratorio, obiettivo macro 60mm per dettaglio sul bracciale e sulla sonda.

Questo significa che per ottenere una restrizione del flusso sanguigno che faccia davvero la differenza, dobbiamo superare queste soglie, che corrispondono a circa il 69% della AOP per il braccio e il 67% della AOP per la coscia, almeno con i bracciali larghi che abbiamo usato noi.

Cosa Significa per l’Allenamento BFR?

Molte linee guida per il BFRT consigliano di usare pressioni tra il 40% e l’80% della AOP. I nostri risultati suggeriscono che la parte bassa di questo intervallo (sotto il 67-69% circa) potrebbe non essere sufficiente a ridurre significativamente il flusso sanguigno a riposo, almeno con bracciali di larghezza simile ai nostri (9 cm braccio, 13 cm coscia). Questo è fondamentale! Se l’obiettivo è creare quello stress metabolico benefico tipico del BFRT, dobbiamo assicurarci di usare una pressione che effettivamente limiti il flusso.

Attenzione, però: la larghezza del bracciale è cruciale! Bracciali più stretti (come quelli da 5 cm spesso usati nel BFRT) richiedono pressioni molto più alte per ottenere lo stesso effetto. Quindi, i nostri valori percentuali (67-69%) sono validi per bracciali da 9 e 13 cm. Con bracciali più stretti, probabilmente dovrete avvicinarvi di più all’80% della AOP, o forse anche superarlo, per avere una restrizione simile. Il messaggio chiave è: non basta applicare una percentuale a caso, bisogna considerare il bracciale e, idealmente, misurare l’effetto sul flusso!

E per la Ricerca? Il Dilemma dello “Sham”

Anche nella ricerca, questi risultati sono importanti. Quando si studia l’efficacia dell’IPC o del BFRT, si usa spesso un gruppo di controllo “sham”, cioè un gruppo che riceve un trattamento finto per simulare l’intervento reale (un po’ come una pillola di zucchero). Di solito, si usa un bracciale gonfiato a una pressione molto bassa. Ma quanto bassa?

Il nostro studio suggerisce che pressioni tra 20 e 80 mmHg sono perfette per uno sham “onesto” dal punto di vista emodinamico: non alterano significativamente il flusso sanguigno. Questo è ottimo perché ci assicura che eventuali benefici visti nel gruppo con la pressione alta siano dovuti proprio alla restrizione del flusso, e non ad altri fattori. Anzi, usare una pressione vicina agli 80 mmHg potrebbe essere ancora meglio, perché rende più difficile per i partecipanti capire se stanno ricevendo il trattamento vero o quello finto (migliora il “cieco”).

Atleta maschio che esegue esercizi di resistenza a basso carico (es. curl bicipiti con manubrio leggero) indossando un bracciale per BFR sulla parte superiore del braccio. Fotografia sportiva, teleobiettivo zoom 100mm, messa a fuoco precisa sul bracciale e sul muscolo contratto, leggero motion blur sullo sfondo.

Cosa Tenere a Mente: I Limiti dello Studio

Come ogni studio, anche il nostro ha delle limitazioni. Abbiamo fatto le misurazioni a riposo e da sdraiati. Durante l’esercizio o in piedi, la pressione arteriosa cambia, e quindi potrebbero servire pressioni diverse. Inoltre, come già detto, abbiamo usato bracciali specifici (9 cm e 13 cm). I risultati non sono direttamente trasferibili a bracciali di altre dimensioni senza ricalcoli. Infine, abbiamo studiato solo uomini sani. Donne, persone obese, anziani o persone con patologie potrebbero rispondere diversamente, e servono altri studi per capirlo.

In Sintesi: La Pressione Conta, e Ora Sappiamo Quanto!

Il nocciolo della questione è questo: se vogliamo usare l’IPC o il BFRT in modo efficace e riproducibile, dobbiamo sapere quanta pressione applicare per ottenere l’effetto desiderato sul flusso sanguigno. Il nostro studio ci dà dei punti di riferimento importanti:

  • Pressioni sotto i 100 mmHg (con bracciali larghi 9-13 cm) cambiano poco o nulla il flusso a riposo.
  • La soglia per una riduzione significativa e clinicamente rilevante si attesta intorno al 69% della AOP per il braccio e al 67% della AOP per la coscia (sempre con questi bracciali).
  • Pressioni tra 20 e 80 mmHg sembrano ideali come condizione “sham” (placebo) negli studi.

Quindi, la prossima volta che sentirete parlare di BFRT o IPC, ricordatevi che non basta “stringere un po’”: c’è una scienza dietro, e conoscere la pressione giusta è fondamentale per ottenere i risultati sperati in sicurezza!

Immagine macro di un manometro che mostra una pressione specifica, con accanto un'ecografia Doppler a colori che visualizza il flusso sanguigno in un'arteria. Illuminazione controllata, alta definizione, obiettivo macro 105mm, focus selettivo sul display del manometro.

Fonte: Springer

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *