PrEP e PEP Online in Kenya: Quanto Siamo Disposti a Pagare per la Prevenzione HIV a Portata di Click?
Ciao a tutti! Oggi voglio parlarvi di un argomento super importante e, devo dire, anche piuttosto affascinante: la prevenzione dell’HIV in Africa, ma vista da una prospettiva decisamente moderna. Siamo nel pieno dell’era digitale, giusto? E allora perché non sfruttare la tecnologia anche per rendere più accessibili strumenti salvavita come la PrEP e la PEP?
Il Contesto: L’Africa Orientale e Meridionale e la Sfida dell’HIV
Partiamo da un dato che fa riflettere: nonostante i passi da gigante fatti nella lotta all’HIV, solo nel 2022 ci sono state circa 500.000 nuove infezioni in Africa Orientale e Meridionale. Tante, troppe. Eppure, abbiamo armi potentissime come la PrEP (profilassi pre-esposizione), raccomandata dall’OMS già dal 2015 e disponibile gratuitamente nelle cliniche pubbliche in Kenya dal 2017. La PrEP, se presa correttamente, è incredibilmente efficace nel prevenire l’infezione. Accanto ad essa c’è la PEP (profilassi post-esposizione), un intervento d’emergenza da iniziare entro 72 ore da una possibile esposizione al virus.
Il Problema: Barriere Invisibili alla Prevenzione
Allora, se questi strumenti ci sono e sono efficaci (e in molti casi gratuiti), perché l’adesione, soprattutto alla PrEP, rimane bassa? Qui entrano in gioco fattori molto umani e sociali. Immaginate di dover andare in una clinica: magari ci sono lunghe attese, gli orari sono scomodi, sentite la mancanza di privacy o, peggio ancora, temete lo stigma associato all’HIV e alla prevenzione. Sono barriere reali che allontanano molte persone, specialmente i giovani o chi appartiene a gruppi più vulnerabili.
La Soluzione Digitale: Farmacie Online al Servizio della Salute
Ed ecco che entra prepotentemente in gioco l’innovazione: le farmacie online. Pensateci: poter ordinare farmaci, prodotti per la salute e persino avere consultazioni mediche a distanza, tutto con la massima discrezione e comodità, direttamente dal proprio smartphone o computer. In Kenya, come in molti altri paesi africani, l’uso di internet e dei cellulari è in crescita esponenziale, e la pandemia di COVID-19 ha ulteriormente accelerato l’adozione dei servizi di telemedicina.
Un modello di cura proposto è semplice e geniale:
- Ordini un test HIV (spesso un auto-test, HIVST) che ti viene consegnato dove vuoi tu.
- Fai una consultazione online (teleconsulto) con un medico per assicurarti che la PrEP o la PEP siano adatte a te.
- Verifichi il tuo stato HIV-negativo (magari caricando una foto del test).
- Ricevi la prescrizione e i farmaci (PrEP per un mese, PEP per 28 giorni) consegnati a domicilio.
- Hai accesso a supporto virtuale continuo.
Fantastico, no? Un team di ricercatori ha persino condotto uno studio pilota in Kenya con una farmacia online autorizzata, MYDAWA, e ha scoperto che questo modello funziona: è stato ben accolto sia dai clienti che dagli operatori sanitari.

La Domanda Cruciale: Quanto Vale la Comodità?
Ma c’è un “ma”. Le farmacie online sono attività private, devono essere sostenibili. Quindi, la domanda da un milione di dollari (o meglio, di scellini kenioti) è: quanto sono disposte a pagare le persone per questo servizio così comodo e discreto? Capire la “Willingness to Pay” (WTP), ovvero la disponibilità a pagare, è fondamentale per stabilire prezzi accessibili ma che permettano al servizio di esistere e prosperare.
Ed è proprio qui che si inserisce lo studio di cui vi parlo oggi. I ricercatori hanno intervistato due gruppi di persone a Nairobi, Kenya:
- Potenziali utenti: persone interessate alla PrEP online ma che non la stavano ancora usando (reclutati tramite annunci sul sito della farmacia).
- Utenti attuali: persone che stavano già usando i servizi PrEP o PEP online tramite il progetto pilota (anch’essi reclutati online).
A entrambi i gruppi sono state poste domande dirette su quanto sarebbero stati disposti a pagare per i vari componenti del servizio: il teleconsulto, l’auto-test HIV, la fornitura mensile di PrEP (o il ciclo di PEP), e le spese di consegna.
I Risultati: Numeri che Parlano Chiaro
E i risultati? Sorprendenti! Praticamente quasi tutti (il 98.3%!) erano disposti a pagare qualcosa per i servizi PrEP online. Questo è un segnale fortissimo della domanda esistente.
Vediamo qualche cifra (convertita in dollari USA per darci un’idea, usando un tasso di cambio medio del periodo dello studio 118 KSH = 1 USD):
- Per un mese di PrEP (pacchetto completo: test, consulto, farmaci, consegna):
- I potenziali utenti erano disposti a pagare in media 1388 KSH ($11.77 USD).
- Gli utenti attuali erano disposti a pagare in media 1271 KSH ($10.77 USD). Cifre molto simili!
- Per un ciclo di 28 giorni di PEP (solo farmaci, escluse altre spese):
- Gli utenti attuali (che erano per lo più utenti PEP) erano disposti a pagare in media 813 KSH ($6.89 USD). L’81.4% di loro era disposto a pagare per la PEP online.
È interessante notare che gli utenti attuali erano disposti a pagare un po’ di più per il teleconsulto e l’auto-test rispetto ai potenziali utenti, forse perché ne avevano già sperimentato il valore. Hanno anche espresso una disponibilità a pagare per future opzioni come la PrEP iniettabile mensile (circa $12.84 USD) e l’anello vaginale PrEP mensile (circa $6.51 USD).

Chi Paga di Più? Identikit dell’Utente Online
Lo studio ha anche cercato di capire quali caratteristiche fossero associate a una maggiore disponibilità a pagare. E qui emergono dati interessanti:
- Reddito più alto: Come prevedibile, chi guadagnava di più era disposto a pagare di più, in entrambi i gruppi.
- Esperienza con acquisti online: Chi aveva già fatto acquisti sulla farmacia online era disposto a pagare di più. Hanno già familiarità e fiducia nel sistema.
- Genere (solo tra i potenziali utenti): Gli uomini erano disposti a pagare di più delle donne per la PrEP.
- Età: Qui c’è una differenza curiosa. Tra i potenziali utenti, i più giovani (18-24) erano disposti a pagare di più per la PrEP rispetto agli over 25. Tra gli utenti attuali, invece, gli over 25 erano disposti a pagare di più sia per la PrEP che per la PEP.
- Status di studente (solo tra i potenziali utenti): Essere iscritti a scuola era associato a una WTP maggiore per la PrEP.
- Storia di PrEP (solo tra i potenziali utenti): Chi aveva già usato la PrEP in passato (probabilmente ottenendola gratuitamente in clinica) era disposto a pagare meno per il servizio online. Questo è super interessante! Suggerisce che le farmacie online attraggono soprattutto nuovi utenti, persone che magari non si sarebbero rivolte alle cliniche tradizionali.
Implicazioni e Prospettive Future
Cosa significa tutto questo? Significa che c’è un mercato reale e una domanda concreta per i servizi di PrEP e PEP forniti tramite farmacie online in Kenya. Le persone sono disposte a pagare per la comodità, la discrezione e l’accessibilità offerte dalla telemedicina.
Questo apre scenari importantissimi:
- Espansione della copertura: Le farmacie online possono raggiungere persone che altrimenti non accederebbero alla prevenzione HIV, specialmente chi incontra barriere con i servizi tradizionali.
- Sostenibilità: I dati sulla WTP sono cruciali per definire prezzi che rendano il servizio sostenibile per le farmacie private, magari attraverso modelli di partnership pubblico-privato. I governi potrebbero collaborare con le farmacie online per offrire servizi sovvenzionati o a prezzi calmierati, garantendo al contempo la qualità e raggiungendo più persone.
- Nuovi utenti: Il fatto che i PrEP-naïve siano più disposti a pagare suggerisce che questo canale è particolarmente efficace nell’ampliare la platea di chi si protegge dall’HIV.
Un Occhio Critico: I Limiti dello Studio
Ovviamente, come in ogni ricerca, ci sono dei limiti da considerare. Le domande sulla WTP erano leggermente diverse tra i due gruppi, il che rende i confronti diretti un po’ più complessi. Inoltre, si tratta di “disponibilità dichiarata” a pagare, che non sempre corrisponde al comportamento reale. Infine, questo modello raggiunge principalmente persone con accesso a internet e una certa alfabetizzazione digitale, potenzialmente escludendo fasce di popolazione a basso reddito o con minori competenze tecnologiche. Servono quindi strategie complementari per raggiungere tutti.
In Conclusione: La Prevenzione HIV Diventa Digitale
Nonostante i limiti, il messaggio fondamentale di questo studio è forte e chiaro: le farmacie online rappresentano un’opportunità incredibile per rivoluzionare l’accesso alla prevenzione HIV in contesti come il Kenya. La disponibilità a pagare dimostrata dagli utenti è un segnale incoraggiante che può guidare lo sviluppo di modelli di servizio sostenibili ed efficaci.
Insomma, la strada verso la sconfitta dell’HIV passa anche attraverso un click. È una prospettiva entusiasmante che unisce salute pubblica e innovazione digitale, e non vedo l’ora di vedere come si svilupperà in futuro!
Fonte: Springer
