Preghiera, Benessere e Astinenza: Un Viaggio Inaspettato nel Recupero dai Comportamenti Sessuali Ossessivi
Amici, vi siete mai chiesti come pratiche apparentemente semplici, come la preghiera, possano avere un impatto profondo sul nostro benessere emotivo e persino su sfide complesse come i comportamenti sessuali ossessivo-compulsivi (OCSB)? Beh, oggi voglio portarvi con me in un’esplorazione affascinante che tocca corde molto intime e, diciamocelo, spesso poco discusse.
Recentemente mi sono imbattuto in uno studio polacco che ha acceso una lampadina nella mia testa. Ha esaminato un gruppo di persone con diagnosi di OCSB che frequentano i gruppi di Sexaholics Anonymous (SA) e ha cercato di capire il legame tra la preghiera, il benessere emotivo e, tenetevi forte, l’astinenza sessuale. E i risultati, ve lo dico subito, sono piuttosto sorprendenti e aprono scenari davvero interessanti.
Ma prima, cos’è esattamente questo OCSB?
Prima di addentrarci nel cuore della questione, facciamo un passo indietro. I comportamenti sessuali ossessivo-compulsivi (OCSB) non sono uno scherzo. Parliamo di un problema sociale serio che può portare a una sofferenza immensa a livello mentale, emotivo, fisico e spirituale. L’Organizzazione Mondiale della Sanità, nella sua ultima Classificazione Internazionale delle Malattie (ICD-11), li definisce come “un pattern persistente di fallimento nel controllare impulsi o desideri sessuali intensi e ripetitivi che si traducono in comportamenti sessuali ripetitivi”. Questo schema deve durare almeno sei mesi e causare un disagio significativo o una marcata compromissione in aree importanti della vita. Insomma, una vera e propria prigione interiore.
Esistono vari metodi di trattamento, dalla terapia cognitivo-comportamentale a quella farmacologica, ma un ruolo importante lo giocano anche i gruppi di auto-aiuto. In Polonia, questi gruppi si ispirano molto all’eredità degli Alcolisti Anonimi (AA), che dal 1973 aiutano le persone a liberarsi dalla dipendenza dall’alcol. L’idea di fondo? Il recupero passa anche attraverso il ripristino della relazione con Dio o un Potere Superiore, considerando la crescita spirituale un elemento cruciale.
La Preghiera: Un Faro nella Tempesta Polacca?
Ed è qui che entra in gioco la preghiera. Per molti membri dei gruppi di auto-aiuto, la preghiera non è solo un’adesione ai principi del Programma dei 12 Passi, ma anche un’espressione della propria religiosità. Per chi ha una fede, la preghiera può rafforzare la comunicazione con Dio/Potere Superiore, diventando una fonte di sostegno e l’inizio di un processo di guarigione. Considerate che per i polacchi, Dio e la preghiera sono valori particolarmente significativi. Quindi, è logico pensare che la preghiera possa avere un ruolo speciale nel recupero di persone con OCSB in questo contesto.
Studi precedenti hanno già suggerito che l’impegno religioso è correlato positivamente alla felicità, specialmente nei paesi più religiosi. E sembra che i benefici siano maggiori per chi si definisce sia religioso che spirituale. La maggior parte dei partecipanti ai Sexaholics Anonymous (SA) in Polonia rientra in questa categoria, o almeno si considera spirituale. Tutti, comunque, sono incoraggiati alla crescita spirituale attraverso la preghiera, come indicato dalle linee guida dei Dodici Passi.
Tuttavia, c’è un aspetto delicato. La religiosità può anche aumentare la disapprovazione morale (incongruenza) derivante da certi comportamenti sessuali, creando un conflitto tra l’attività sessuale e i valori interiorizzati. Questo può portare a interpretare comportamenti come la visione di pornografia o la masturbazione come “peccato”, generando sensi di colpa eccessivi. Eppure, altre ricerche indicano che l’impegno religioso può predire tassi più bassi di comportamenti sessuali a rischio. Un bel paradosso, no?

Gratitudine e Speranza: Gli Anelli Mancanti della Catena?
Lo studio polacco che ha catturato la mia attenzione si è concentrato proprio su questi meccanismi. L’obiettivo era verificare se la gratitudine verso Dio/Potere Superiore facesse da mediatore nella relazione tra preghiera e speranza, e come quest’ultima, a sua volta, si collegasse all’astinenza sessuale e agli affetti positivi e negativi. Un intreccio complesso, ma fondamentale.
La preghiera, vista come comunione o conversazione con un potere riconosciuto come divino, getta le basi per una relazione con Dio che può avere effetti psicologici e spirituali. La psicologia, infatti, collega spesso la pratica spirituale alla speranza. Attraverso la preghiera, la speranza può costruirsi sulla fiducia, sul sentimento di perdono divino o sulla gratitudine vista come un dono. Tutti elementi che danno significato, stabilità e sicurezza.
Nei partecipanti SA, la preghiera può diventare un modo per affrontare il dolore emotivo (vergogna, colpa, tristezza), l’ansia e la depressione legati all’incapacità di controllare i propri impulsi. Ricordiamoci che molti autori indicano proprio i problemi di coping, regolazione emotiva e attaccamento insicuro come radici dell’OCSB. La preghiera, quindi, potrebbe aiutare a sviluppare queste capacità, costruendo un attaccamento sicuro con Dio/Potere Superiore.
Il concetto di Dio/Potere Superiore è centrale nel programma dei 12 Passi. Si lavora per trasformare un’immagine di Dio magari crudele o distante in una figura fidata, amorevole e misericordiosa. Questo passaggio è fondamentale per costruire la gratitudine. La gratitudine è la reazione al ricevere qualcosa di prezioso. E per le persone spiritualmente orientate, è facile attribuire questa gratitudine a un agente non umano come Dio. La pratica della preghiera diventa così un’opportunità per esprimere ringraziamento.
Lo studio ha quindi ipotizzato che:
- La preghiera fosse positivamente correlata alla gratitudine verso Dio/Potere Superiore.
- La gratitudine verso Dio/Potere Superiore fosse positivamente correlata alla speranza.
- La preghiera fosse indirettamente correlata positivamente alla speranza attraverso la gratitudine.
- La speranza fosse correlata alla durata dell’astinenza e al benessere emotivo.
- La preghiera fosse indirettamente correlata alla durata dell’astinenza e al benessere emotivo attraverso il percorso di gratitudine e speranza.
Cosa Ci Dice lo Studio? I Risultati Chiave
Lo studio ha coinvolto 80 partecipanti ai meeting SA in Polonia, con un’età media di circa 39 anni. La maggioranza si dichiarava cattolica romana e con un’istruzione superiore. Quasi la metà era sposata e una percentuale simile utilizzava servizi psicoterapeutici. In media, partecipavano ai meeting SA da circa 47 mesi.
Ebbene, i risultati hanno confermato i meccanismi ipotizzati! È emerso che:
- La preghiera prediceva la gratitudine verso Dio/Potere Superiore.
- Attraverso la gratitudine, la preghiera era indirettamente correlata a una riduzione dell’affettività negativa.
- Attraverso il percorso combinato di gratitudine e speranza, la preghiera era indirettamente correlata a una maggiore durata dell’astinenza e a un aumento dell’affettività positiva.
- La gratitudine verso Dio/Potere Superiore era direttamente correlata a una minore affettività negativa e indirettamente, tramite la speranza, all’affettività positiva e all’astinenza sessuale.
- La speranza era direttamente correlata all’affettività positiva e all’astinenza sessuale.
In pratica, la preghiera sembra innescare un circolo virtuoso: aumenta la gratitudine, che a sua volta può nutrire la speranza. E questa speranza sembra essere un motore potente per mantenere l’astinenza e sentirsi emotivamente meglio. La preghiera, quindi, può essere uno strumento per regolare le emozioni negative, che spesso sono un trigger per i comportamenti compulsivi. Invece di ricorrere a comportamenti sessuali per far fronte a vergogna o colpa, la preghiera e la gratitudine offrono un’alternativa costruttiva.

Implicazioni Pratiche: Non Solo Teoria!
Questi risultati non sono solo numeri e statistiche, amici. Hanno implicazioni pratiche enormi. Innanzitutto, suggeriscono che la preghiera, come via per costruire un legame sicuro con Dio/Potere Superiore, dovrebbe essere considerata parte integrante dei programmi terapeutici per pazienti polacchi con OCSB. Dopotutto, preghiera e meditazione sono già elementi cardine del Programma dei 12 Passi.
Psichiatri, psicologi, psicoterapeuti e assistenti sociali dovrebbero essere informati e potrebbero raccomandare la pratica della preghiera come potenziale metodo per migliorare il benessere e mantenere l’astinenza sessuale. Anche interventi terapeutici focalizzati sull’incrementare la gratitudine verso Dio/Potere Superiore potrebbero essere utili. E non dimentichiamo l’approccio terapeutico centrato sulla speranza, che già si è dimostrato promettente nel ridurre i sintomi depressivi e aiutare chi abusa di sostanze.
Limiti e Prospettive Future: La Scienza Non Si Ferma Mai
Certo, come ogni studio, anche questo ha i suoi limiti. I risultati sono generalizzabili principalmente a individui polacchi con OCSB che partecipano a gruppi di auto-aiuto, in maggioranza uomini di fede cattolica. Sarebbe interessantissimo vedere cosa succede in contesti culturali con maggiore diversità religiosa o minore coinvolgimento nelle pratiche religiose. E che dire di altre dipendenze? Molti partecipanti hanno dichiarato problemi con altri comportamenti ossessivo-compulsivi.
In futuro, sarebbe utile verificare se questi meccanismi siano universali. E poi, bisognerebbe indagare le diverse forme di preghiera, non solo la frequenza. Alcuni tipi di preghiera potrebbero essere più benefici di altri. Un campione più ampio permetterebbe anche di esaminare potenziali moderatori, come il sesso, che già sappiamo differenziare il processo di recupero in altre dipendenze.
Infine, solo studi longitudinali o sperimentali potrebbero confermare in modo inequivocabile le relazioni di causa-effetto. Immaginate ricerche che testino interventi mirati a migliorare la preghiera, la gratitudine e la speranza in pazienti con OCSB: potrebbero davvero rivoluzionare il modo in cui affrontiamo queste complesse problematiche.
Per ora, quello che mi porto a casa è una rinnovata consapevolezza del potere che risiede in pratiche antiche come la preghiera, specialmente quando si intrecciano con sentimenti profondi come la gratitudine e la speranza. Un percorso di recupero è sempre complesso, ma forse, per alcuni, la chiave potrebbe risiedere anche in questa dimensione spirituale, troppo spesso trascurata.
Fonte: Springer
