Preeclampsia: Come Ritrovare Controllo e Fiducia Grazie all’Assistenza Infermieristica
Ciao a tutti! Oggi voglio parlarvi di un argomento che tocca da vicino molte future mamme: la preeclampsia. Sapete, quando si aspetta un bambino, si sogna un percorso il più possibile sereno e gioioso. A volte, però, possono presentarsi degli ostacoli, e la preeclampsia è uno di questi. Si tratta di una complicanza legata all’ipertensione in gravidanza che, diciamocelo, può generare ansia e preoccupazione.
Ma quanto conta la nostra testa, il nostro sentirci “al comando” della situazione, anche quando le cose si complicano? Quanto influisce la fiducia nelle nostre capacità di gestire la salute? Ho letto uno studio scientifico davvero affascinante pubblicato su Springer che esplora proprio questo: l’impatto di specifici incontri con il personale infermieristico sul cosiddetto “locus of control” sulla salute e sull'”autoefficacia” (self-efficacy) nelle donne con preeclampsia. E i risultati sono davvero incoraggianti!
Ma prima, cos’è esattamente la Preeclampsia?
Parliamoci chiaro: la preeclampsia non è uno scherzo. Fa parte di quei disturbi ipertensivi che possono insorgere durante la gravidanza, tipicamente dopo la ventesima settimana. Si manifesta con un aumento persistente della pressione sanguigna (valori pari o superiori a 140/90 mmHg misurati almeno due volte a distanza di quattro ore). È considerata una condizione patologica stressante e purtroppo è un problema di salute pubblica non indifferente, sia nei paesi sviluppati che in quelli in via di sviluppo. Pensate che in Egitto, dove è stato condotto lo studio di cui vi parlerò, colpisce circa il 4.2% delle donne e contribuisce al 18% delle morti materne a livello globale. L’OMS riporta dati preoccupanti sulle morti materne legate a queste condizioni.
I rischi non sono solo per la mamma (aumento del rischio di problemi cardiovascolari futuri, ictus), ma anche per il bambino (distacco della placenta, scarso liquido amniotico, parto pretermine, ritardo di crescita intrauterina, e nei casi più gravi, morte fetale intrauterina). Capite bene perché è fondamentale gestire al meglio la pressione sanguigna.
Sentirsi al Comando: Locus of Control e Autoefficacia
Qui entrano in gioco due concetti psicologici fondamentali: il locus of control sulla salute (HLOC) e l’autoefficacia (self-efficacy).
Avete mai pensato a chi “comanda” sulla vostra salute?
- Se credete che le vostre azioni abbiano un impatto diretto sui risultati (ad esempio, “se seguo la dieta, la mia pressione migliorerà”), avete un locus of control interno.
- Se invece pensate che gli eventi dipendano più da fattori esterni come il destino, la fortuna, o figure potenti come i medici, avete un locus of control esterno. Questo si divide ulteriormente in: controllo esterno da parte di “altri potenti” (medici, familiari) e controllo esterno legato al “caso” (fortuna, destino).
Il locus of control, in pratica, è la percezione che abbiamo del nostro potere di influenzare gli eventi della nostra vita, inclusa la salute.
L’autoefficacia, invece, è la fiducia nelle proprie capacità di mettere in atto determinati comportamenti necessari per raggiungere un obiettivo. Nel nostro caso, significa credere di poter effettivamente seguire la terapia, monitorare la pressione, mangiare sano, fare esercizio, ecc. È un pilastro della teoria socio-cognitiva di Bandura e gioca un ruolo cruciale nel motivare le persone a prendersi cura di sé, specialmente in presenza di malattie croniche come l’ipertensione.

Perché questi concetti sono così importanti nella preeclampsia? Perché influenzano direttamente l’aderenza alla terapia. Seguire le indicazioni mediche (farmaci, stile di vita) è cruciale, ma non è solo una questione di obbedienza. È una scelta attiva, una collaborazione tra la donna e il medico, basata sulla fiducia e sulla convinzione di poter gestire la situazione. Studi precedenti hanno mostrato che l’aderenza alle modifiche dello stile di vita può essere bassa (anche solo il 10%), mentre quella ai farmaci si attesta mediamente intorno al 50%. Capire e migliorare HLOC e autoefficacia potrebbe fare una grande differenza.
Lo Studio: L’Intervento Infermieristico Fa la Differenza?
Ed eccoci allo studio condotto a Port Said, in Egitto. I ricercatori hanno voluto verificare se degli incontri specifici guidati da infermiere potessero migliorare HLOC e autoefficacia in donne con preeclampsia.
Hanno coinvolto 150 donne incinte (tra la 24ª e la 28ª settimana, un periodo cruciale per monitorare la preeclampsia) con diagnosi di preeclampsia da lieve a moderata, dividendole in due gruppi:
- Un gruppo di studio (75 donne) che ha partecipato a sessioni di intervento infermieristico.
- Un gruppo di controllo (75 donne) che ha ricevuto le cure prenatali standard.
Le sessioni per il gruppo di studio erano ben strutturate: incontri settimanali (per 5 settimane) in piccoli sottogruppi di 8 donne, per favorire l’apprendimento e il supporto reciproco. Ogni incontro durava quattro ore, divise tra teoria e pratica.
Cosa si faceva in queste sessioni?
- Si fornivano informazioni dettagliate sulla preeclampsia (cause, rischi, sintomi, gestione).
- Si discuteva del concetto di locus of control e di come rafforzare quello interno.
- Si lavorava sull’autoefficacia, usando strategie come la definizione di obiettivi, messaggi motivazionali, condivisione di esperienze (anche con amiche o donne che avevano già vissuto la preeclampsia), e l’apprendimento pratico di abilità (come l’automisurazione della pressione).
- Si incoraggiava la discussione di gruppo e il supporto sociale.
Prima dell’inizio e un mese dopo la fine dell’intervento, a entrambi i gruppi sono stati somministrati questionari per misurare il loro HLOC (usando la scala MHLC) e la loro autoefficacia (usando la scala GSE).
I Risultati: Più Controllo, Più Fiducia!
E i risultati? Davvero notevoli e a sostegno delle ipotesi dei ricercatori!
Dopo le sessioni di intervento, le donne del gruppo di studio hanno mostrato punteggi medi significativamente più alti rispetto al gruppo di controllo per quanto riguarda:
- Locus of Control Interno (IHLC): Si sentivano più responsabili e capaci di influenzare la propria salute (punteggio medio post-intervento 22.37 vs 20.87 del controllo, p=0.000).
- Locus of Control Esterno – Altri Potenti (EPHLC): Avevano maggiore fiducia nel fatto che figure esterne autorevoli (come i medici) potessero aiutarle (punteggio medio post-intervento 24.87 vs 23.64 del controllo, p=0.000). Questo può sembrare controintuitivo, ma in un contesto di malattia, affidarsi con fiducia a professionisti competenti è positivo.
- Autoefficacia (Self-Efficacy): La loro fiducia nelle proprie capacità di gestire la condizione è aumentata in modo netto (punteggio medio post-intervento 15.64 vs 12.08 del controllo, p=0.000). Prima dell’intervento, i loro punteggi erano addirittura leggermente inferiori a quelli del gruppo di controllo, evidenziando un miglioramento notevole.
Interessante notare che per il Locus of Control Esterno – Caso (ECHLC), cioè la credenza che la salute dipenda dalla fortuna o dal destino, non ci sono state differenze statisticamente significative tra i due gruppi dopo l’intervento (punteggio medio post-intervento 21.01 vs 19.95 del controllo, p=0.102). Questo suggerisce che, mentre l’intervento può rafforzare il senso di controllo personale e la fiducia negli altri, la percezione del ruolo del caso/fato potrebbe essere più difficile da modificare o meno rilevante per l’aderenza in questo contesto.

Perché Tutto Questo è Importante?
Questi risultati sono fantastici! Ci dicono che un intervento infermieristico mirato, basato sull’educazione, sul supporto e sullo sviluppo di competenze pratiche, può davvero potenziare psicologicamente le donne che affrontano la preeclampsia.
Sentirsi più padrone della propria salute (locus interno più forte) e più capaci di gestirla (maggiore autoefficacia) non è solo una bella sensazione. È probabile che si traduca in azioni concrete:
- Maggiore aderenza alle terapie prescritte (farmaci, dieta, riposo).
- Migliore automoniotoraggio (pressione, sintomi).
- Ricerca più tempestiva di assistenza medica quando necessario.
Tutto questo, a sua volta, può portare a un miglior controllo della pressione sanguigna e a una riduzione dei rischi di complicazioni gravi per la mamma e per il bambino. Le infermiere, con il loro ruolo educativo e di supporto, diventano figure chiave nell’empowerment di queste donne.
Lo studio sottolinea come la gravidanza sia un momento ideale per introdurre educazione sanitaria che promuova la salute a lungo termine, non solo per la gravidanza in corso ma per tutta la vita della donna e del suo bambino.

Cosa Portiamo a Casa?
La morale della favola è che non dobbiamo sottovalutare il potere della mente e del supporto giusto quando si affrontano sfide di salute come la preeclampsia. Questo studio egiziano ci mostra chiaramente che interventi infermieristici ben progettati possono fare una differenza tangibile, aiutando le donne a sentirsi meno in balia degli eventi e più protagoniste attive della propria salute.
È un invito a implementare programmi simili, a fornire supporto psicologico ed educativo a tutte le donne a rischio, e a valorizzare il ruolo cruciale del personale infermieristico nel promuovere non solo la salute fisica, ma anche il benessere psicologico e la fiducia delle future mamme. Perché una mamma informata, supportata e fiduciosa è una mamma più forte, per sé e per il suo bambino.
Fonte: Springer
