Ritratto fotografico di una giovane donna ghanese sorridente che tiene in mano un opuscolo informativo sulla pianificazione familiare in un centro sanitario. Obiettivo 50mm, luce naturale, sfondo leggermente sfocato per mettere in risalto la donna, espressione fiduciosa.

Pianificazione Familiare in Ghana: Un Decennio di Progressi tra Luci e Ombre (2013-2022)

Ciao a tutti! Oggi voglio portarvi con me in un viaggio affascinante, ma anche complesso, nel cuore dell’Africa occidentale, precisamente in Ghana. Parleremo di un tema fondamentale per la salute e l’autodeterminazione delle donne: la pianificazione familiare. Nello specifico, ci tufferemo nei dati che raccontano come è cambiata, tra il 2013 e il 2022, la capacità delle donne ghanesi di soddisfare il loro bisogno di pianificazione familiare utilizzando metodi moderni. Vi anticipo già: ci sono notizie incoraggianti, ma anche sfide che non possiamo ignorare.

Sapete, la pianificazione familiare non è solo una questione di controllo delle nascite. È uno strumento potentissimo di salute pubblica. Permette alle donne, e alle coppie, di decidere quando e quanti figli avere, migliorando la salute materna e infantile, riducendo le gravidanze indesiderate e persino contribuendo all’uguaglianza di genere e agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) delle Nazioni Unite. Pensate che un accesso diffuso ai metodi moderni (come pillole, spirali, impianti, preservativi) potrebbe prevenire fino al 70% delle morti materne! Numeri impressionanti, vero?

Eppure, nonostante i progressi globali, in molte parti del mondo, specialmente nell’Africa subsahariana, l’accesso a questi servizi è ancora un miraggio per milioni di donne. Il Ghana, in questo contesto, rappresenta un caso di studio interessante.

Un Salto Avanti Notevole: I Numeri Parlano Chiaro

Partiamo dalle buone notizie. I dati raccolti da importanti indagini come la Performance Monitoring Action (PMA) e la Ghana Demographic and Health Survey (DHS) tra il 2013 e il 2022 ci mostrano un quadro in miglioramento. La percentuale di donne che desideravano ritardare o evitare una gravidanza e che utilizzavano un metodo contraccettivo moderno (un indicatore chiamato mDFPS, “demand for family planning satisfied by modern methods”) è passata da un modesto 33,0% nel 2013 a un ben più confortante 49,5% nel 2022. Stiamo parlando di un aumento medio annuo del 3,8%! È un segnale forte che le politiche e gli investimenti fatti, come l’iniziativa FP2020, stanno iniziando a dare i loro frutti. Anche l’uso generale di contraccettivi moderni tra le donne in età riproduttiva è salito dal 14,1% al 23,4% nello stesso periodo.

Questo progresso si è visto un po’ ovunque:

  • Tra le diverse fasce d’età, con un aumento particolarmente significativo tra le giovanissime (15-19 anni).
  • Sia nelle aree urbane che in quelle rurali, con queste ultime che sembrano recuperare terreno negli ultimi anni, riducendo il divario.

Fotografia di ritratto di un gruppo di donne ghanesi in un contesto comunitario, che discutono animatamente. Obiettivo prime 35mm, profondità di campo ridotta per focalizzare sui volti espressivi, luce naturale morbida.

Luci e Ombre: Le Disuguaglianze Sotto la Lente

Ma, come spesso accade, il diavolo si nasconde nei dettagli. Se guardiamo più da vicino, emergono delle disuguaglianze persistenti che non possiamo ignorare. Lo studio ha utilizzato misure specifiche (come l’indice SII e il WMADM) per quantificare queste disparità legate a fattori socio-economici e geografici.

Cosa abbiamo scoperto?

  • Ricchezza ed Educazione: Sebbene le disuguaglianze legate al livello di ricchezza e all’istruzione si siano ridotte nel tempo (e questa è un’ottima notizia!), le donne più povere e quelle senza istruzione formale rimangono costantemente indietro. Nel 2022, c’era ancora un piccolo vantaggio per le donne più ricche rispetto alle più povere (0,6 punti percentuali) e un divario più marcato tra chi aveva un’istruzione superiore e chi non ne aveva affatto (3,8 punti percentuali). È interessante notare che, mentre in Ghana l’istruzione superiore è correlata a un maggiore uso di contraccettivi moderni, in altri paesi come India e Nepal a volte si osserva il contrario. Questo ci ricorda quanto i contesti locali siano importanti.
  • Geografia: Qui le cose si fanno ancora più complesse. Nonostante una tendenza generale alla riduzione delle disparità regionali, c’è una zona che fatica più delle altre: la Regione Settentrionale. Le donne di questa regione mostrano costantemente i tassi più bassi di accesso ai metodi moderni.

Questi dati ci dicono che, sebbene le medie nazionali migliorino, non tutti ne beneficiano allo stesso modo. Il quadro è più sfumato e richiede interventi mirati.

Chi Ha Più Accesso? I Fattori Chiave

Analizzando i dati del 2022, lo studio ha cercato di capire quali fattori influenzassero maggiormente la probabilità che una donna vedesse soddisfatta la sua esigenza di pianificazione familiare con metodi moderni. Ecco cosa è emerso:

  • Età: Le donne tra i 20 e i 35 anni hanno una probabilità maggiore (+28%) rispetto alle adolescenti (15-19 anni).
  • Lavoro: Le donne che lavorano hanno una probabilità significativamente più alta (+27%) rispetto a quelle che non lavorano. Questo suggerisce che l’empowerment economico e forse una maggiore accesso all’informazione e ai servizi tramite il luogo di lavoro giocano un ruolo cruciale.
  • Stato Civile: Sorprendentemente, le donne sposate o conviventi hanno una probabilità inferiore (-33%) rispetto alle donne single. Questo potrebbe essere legato a norme culturali, all’influenza del partner (a volte contraria alla contraccezione), o al desiderio di raggiungere una certa dimensione familiare prima di usare metodi contraccettivi.
  • Regione di Residenza: Come anticipato, vivere nella Regione Settentrionale è un fattore sfavorevole. Le donne che vivono in quasi tutte le altre regioni (Ashanti, Brong-Ahafo, Centrale, Orientale, Greater Accra, Upper East, Upper West, Volta, Occidentale) hanno probabilità significativamente maggiori di accedere ai metodi moderni rispetto a quelle del Nord.

Fotografia grandangolare di un paesaggio rurale nella regione settentrionale del Ghana, che mostra una clinica sanitaria di base o un punto di accesso ai servizi. Obiettivo grandangolare 20mm, luce del tardo pomeriggio, focus nitido sull'edificio e l'ambiente circostante per dare contesto.

Perché Proprio il Nord? Un Focus sulla Regione Settentrionale

La situazione nella Regione Settentrionale merita un approfondimento. Perché questa persistente difficoltà? Le ragioni sono un mix complesso di fattori socio-economici e culturali:

  • Povertà ed Educazione: La regione ha tassi di povertà più alti e livelli di istruzione mediamente più bassi, che limitano l’accesso ai servizi sanitari in generale.
  • Fattori Culturali: Matrimoni precoci, poligamia e un valore culturale attribuito a famiglie numerose possono scoraggiare l’uso della contraccezione.
  • Isolamento e Infrastrutture: L’isolamento geografico e una minore capacità del sistema sanitario locale possono rappresentare ulteriori ostacoli.

Nonostante iniziative importanti come il progetto CHPS (Community-based Health and Planning Services), che mira a portare i servizi sanitari più vicino alle comunità rurali, e la disponibilità di contraccettivi grazie al supporto dei donatori, la prevalenza contraccettiva nella regione rimane bassa. Sembra che la sola disponibilità del servizio non basti a cambiare atteggiamenti e preferenze radicati.

Cosa Possiamo Imparare? Riflessioni e Prospettive Future

Questo studio sul Ghana ci lascia con un messaggio chiaro: i progressi nella pianificazione familiare sono possibili e reali, ma la strada verso l’equità è ancora lunga. Abbiamo visto un aumento notevole nell’accesso ai metodi moderni, ma le disuguaglianze basate su istruzione, ricchezza e, soprattutto, regione di residenza, rimangono una sfida critica.

È fondamentale che le politiche future si concentrino su interventi mirati per raggiungere le donne più vulnerabili: quelle con minore istruzione, quelle più povere e, in particolare, quelle che vivono nella Regione Settentrionale. Cosa si potrebbe fare?

  • Rafforzare i programmi di educazione sessuale completa nelle scuole (come il CSE).
  • Potenziare i servizi sanitari a livello comunitario (come il CHPS), magari affidando più compiti agli operatori sanitari di comunità per il counseling.
  • Migliorare la logistica per evitare l’esaurimento delle scorte di contraccettivi.
  • Lavorare a livello comunitario coinvolgendo leader locali e uomini per superare le barriere culturali.
  • Sviluppare servizi specifici e accoglienti per i giovani.

Lo studio stesso suggerisce che sarebbe utile un’analisi ancora più dettagliata a livello distrettuale, specialmente nel Nord, per capire meglio le dinamiche locali.

Insomma, il viaggio del Ghana verso una pianificazione familiare accessibile a tutte è in corso. Ci sono stati passi da gigante, ma ora è il momento di concentrarsi su chi è rimasto indietro, per garantire che ogni donna possa davvero scegliere liberamente per il proprio futuro e la propria salute.

Fonte: Springer

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