Immagine fotorealistica di un lussureggiante pascolo misto di erba medica (con fiori viola) e bromo inerme (verde intenso) nelle terre sabbiose di Horqin, Cina. Scatto paesaggistico con obiettivo grandangolare 18mm, luce dorata del tardo pomeriggio che crea lunghe ombre morbide, messa a fuoco nitida sull'erba alta e densa in primo piano che sfuma verso l'orizzonte, suggerendo alta produttività e stabilità ecologica in un ambiente difficile.

Pascoli più Ricchi e Stabili? La Scienza Cinese Svela la Ricetta Vincente nelle Terre Sabbbiose di Horqin

Ciao a tutti! Oggi voglio parlarvi di una sfida affascinante che arriva dalla Cina, precisamente dalle terre sabbiose di Horqin. Immaginate un’area semi-arida, dove la desertificazione avanza e l’allevamento tradizionale è messo a dura prova. Come garantire foraggio sufficiente per gli animali senza distruggere ulteriormente i pascoli naturali? Sembra un bel rompicapo, vero? Eppure, un gruppo di ricercatori ha trovato una soluzione promettente, e voglio raccontarvela perché è davvero interessante.

La risposta potrebbe nascondersi in una pratica antica ma rivisitata con occhi scientifici: la semina mista. Invece di coltivare una sola specie, perché non metterne insieme due che si aiutano a vicenda? In questo caso, i protagonisti sono l’erba medica (Medicago sativa L.), una leguminosa fantastica per il suo valore nutrizionale e la capacità di fissare l’azoto nel terreno, e il bromo inerme (Bromus inermis Leyss.), una graminacea perenne robusta e appetibile. Una coppia che, sulla carta, sembra perfetta!

L’Esperimento: Come Abbiamo Fatto?

Ma come trovare la combinazione ideale? Non basta mettere insieme le piante a caso. Bisogna capire come seminarle e in quali proporzioni. Ed è qui che entra in gioco lo studio condotto tra il 2019 e il 2022 in una fattoria sperimentale dell’Inner Mongolia Minzu University.

Abbiamo testato tre diverse modalità di semina:

  • Semina affiancata (Peer-mixed – P): Le due specie seminate insieme nella stessa fila.
  • Semina intercalare (Intercropping – I): File alternate delle due specie.
  • Semina incrociata (Cross-mixed – C): File seminate in modo incrociato, creando una sorta di griglia.

E per ciascuna modalità, abbiamo provato diverse proporzioni tra bromo inerme ed erba medica (1:1, 3:2, 2:1, 5:2, 3:1), confrontandole anche con le coltivazioni pure (solo bromo o solo erba medica). L’obiettivo? Capire quale mix desse i risultati migliori in termini di resa produttiva e stabilità nel tempo. Abbiamo misurato la biomassa prodotta, il contenuto di azoto nelle piante e altri parametri chiave per tre anni consecutivi.

I Risultati: Chi Vince la Sfida della Resa?

Ebbene, i risultati sono stati illuminanti! Innanzitutto, una conferma: quasi tutte le combinazioni miste hanno prodotto più foraggio rispetto alle coltivazioni singole. Mescolare conviene! Ma la vera star è emersa chiaramente: la modalità di semina incrociata (C) con una proporzione di 2 parti di bromo inerme per 1 parte di erba medica (rapporto 2:1), che abbiamo chiamato trattamento C3.

Questo specifico mix ha costantemente mostrato le rese totali più elevate nei tre anni di osservazione (2020, 2021, 2022), raggiungendo picchi impressionanti, come quasi 13.500 kg per ettaro nel 2021! Un risultato significativamente superiore a molte altre combinazioni e, ovviamente, alle monocolture. La semina incrociata sembra favorire una migliore distribuzione spaziale delle piante, sia sopra che sotto terra, permettendo loro di sfruttare al meglio le risorse.

Primo piano macro di piante di erba medica (con fiori viola) e bromo inerme (verdi steli con spighe) che crescono fitte insieme in un campo sperimentale. Obiettivo macro 100mm, alta definizione dei dettagli delle foglie e dei fiori, luce naturale controllata che evidenzia le texture, sfondo leggermente sfocato del terreno sabbioso.

Non Solo Quantità, Ma Anche Qualità: La Magia dell’Azoto

Ma non è solo questione di quantità. Un buon foraggio deve essere anche nutriente. L’azoto è un elemento chiave per la qualità delle proteine. Qui entra in gioco la magia delle leguminose come l’erba medica: fissano l’azoto atmosferico nel terreno, rendendolo disponibile anche per le piante vicine.

E infatti, abbiamo osservato che la presenza dell’erba medica aumentava significativamente il contenuto di azoto nel bromo inerme rispetto a quando veniva coltivato da solo. Un vero e proprio “fertilizzante naturale”! Anche in questo caso, il trattamento C3 (incrociato 2:1) si è distinto per il maggior accumulo totale di azoto nella biomassa, soprattutto nel terzo anno (2021), indicando un eccellente equilibrio tra le due specie nel catturare e utilizzare questo nutriente fondamentale.

Efficienza e Stabilità nel Tempo: Cosa Dicono gli Indici?

Per valutare in modo più completo i benefici della semina mista, abbiamo usato alcuni indici specifici.

Il Land Equivalent Ratio (LER) ci dice se stiamo usando la terra in modo più efficiente rispetto alla coltivazione separata. Un valore LER > 1 significa che la semina mista è vantaggiosa. Ebbene, tutti i trattamenti misti hanno avuto un LER > 1! Il trattamento C3 ha mostrato i valori LER più alti, specialmente nel 2021 e 2022 (fino a 1.59!), indicando un vantaggio produttivo notevole (fino al 59% in più rispetto alle monocolture!).

Il Nutrient Equivalent Ratio (LERN) fa lo stesso ragionamento, ma per l’efficienza nell’uso dei nutrienti, in particolare l’azoto. Anche qui, tutti i trattamenti misti hanno mostrato un LERN > 1, confermando che la combinazione migliora l’assorbimento e l’utilizzo dell’azoto. Il C3, insieme ad altre combinazioni con una buona presenza di erba medica, ha brillato anche in questo.

Infine, abbiamo calcolato il Sustainable Yield Index (SYI), che misura la stabilità della resa nel tempo. Anche qui, il trattamento C3 è risultato tra i migliori, suggerendo che questa combinazione non solo produce tanto, ma lo fa in modo più costante e sostenibile negli anni.

Veduta aerea con drone di appezzamenti sperimentali quadrati in un paesaggio arido (Horqin Sandy Land). Si distinguono chiaramente i diversi pattern di semina (file parallele, incrociate) e le diverse densità di verde, rappresentanti i vari trattamenti. Obiettivo grandangolare 24mm, luce diurna intensa, alta risoluzione per distinguere i dettagli degli appezzamenti.

Perché Funziona Così Bene?

Ma qual è il segreto di questo successo, soprattutto della combinazione C3? Sembra essere una questione di complementarità.

  • Radici diverse: L’erba medica ha radici profonde che pescano acqua e nutrienti in profondità, mentre il bromo ha radici fibrose più superficiali. Insieme, esplorano meglio tutto il profilo del suolo.
  • Spazio e luce: Le diverse forme e altezze delle piante permettono una migliore intercettazione della luce solare e un uso più efficiente dello spazio.
  • Azoto condiviso: Come già detto, l’erba medica “regala” azoto al bromo, migliorandone la crescita e la qualità.

La semina incrociata (cross-mixed) sembra ottimizzare queste interazioni, specialmente nel rapporto 2:1, che garantisce una buona presenza della graminacea (bromo) beneficiando però dell’apporto fondamentale della leguminosa (erba medica) senza che una delle due prenda eccessivamente il sopravvento.

Il Verdetto Finale: La Combinazione Ideale

Per avere un quadro completo, abbiamo utilizzato un metodo statistico chiamato TOPSIS, che permette di valutare contemporaneamente tutti i diversi indicatori (resa, azoto, LER, LERN, SYI…). E il risultato ha confermato tutto: il trattamento C3 (semina incrociata con rapporto bromo:erba medica 2:1) è risultato il migliore in assoluto, il più vicino alla soluzione ideale per quel contesto.

Cosa Significa Tutto Questo?

Questa ricerca ci dice qualcosa di molto importante: nelle difficili condizioni delle terre sabbiose di Horqin, scegliere la giusta combinazione di specie foraggere e il giusto metodo di semina può fare un’enorme differenza. La semina mista incrociata di bromo inerme ed erba medica nel rapporto 2:1 non solo aumenta la quantità e la qualità del foraggio, ma lo fa in modo più efficiente e stabile nel tempo.

Questo rappresenta una tecnica cruciale per sviluppare ecosistemi prativi artificiali produttivi e sostenibili, aiutando a ridurre la pressione sui pascoli naturali, a contrastare la desertificazione e a sostenere l’allevamento locale. Certo, come sottolineano gli stessi ricercatori, serviranno studi a più lungo termine per vedere come queste combinazioni si evolvono negli anni, ma i risultati ottenuti in tre anni sono già estremamente promettenti. Una bella lezione su come, a volte, l’unione faccia davvero la forza… anche nei campi!

Fonte: Springer

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