Onde Solitarie e l’Equazione di Sawada-Kotera Frazionaria: La Mia Avventura con il Metodo EMAEM!
Ciao a tutti, appassionati di scienza e misteri matematici! Oggi voglio portarvi con me in un viaggio affascinante nel mondo delle equazioni differenziali non lineari, un campo che a prima vista può sembrare ostico, ma che nasconde meraviglie capaci di descrivere fenomeni fisici complessi che ci circondano. Parleremo specificamente dell’equazione di Sawada-Kotera (SKE), ma non nella sua forma classica: ci tufferemo nella sua versione spazio-temporale frazionaria. E come l’affronteremo? Con un metodo analitico che trovo particolarmente elegante e potente: l’extended modified auxiliary equation mapping (EMAEM) method. Preparatevi, perché scopriremo insieme soluzioni d’onda solitaria davvero inedite!
Ma cosa sono queste Equazioni di Evoluzione Non Lineare (NLEE) e perché ci interessano i solitoni?
Le NLEE sono strumenti matematici potentissimi che ci permettono di modellare una miriade di fenomeni complessi in diverse discipline. Pensate alle onde in acque poco profonde, alla propagazione di segnali nelle fibre ottiche, alla fisica dei plasmi, o persino alla dinamica dei fluidi. Al centro di questo studio ci sono i solitoni: onde solitarie che mantengono la loro forma e velocità mentre si propagano, anche dopo aver interagito con altri solitoni. Questa loro stabilità li rende incredibilmente utili, sia per la comprensione teorica dei sistemi non lineari, sia per applicazioni pratiche, come la trasmissione dati ad alta velocità e la crittografia sicura.
Negli anni, noi ricercatori abbiamo sviluppato un arsenale di metodi per scovare queste soluzioni: dal metodo dell’integrale primo al metodo di espansione (G’/G), dall’analisi di omotopia al metodo di Hirota, e tanti altri. Ognuno con i suoi punti di forza. Recentemente, l’attenzione si è spostata molto sulle equazioni differenziali frazionarie. Perché? Perché spesso descrivono il comportamento dei sistemi fisici in modo più accurato rispetto alle loro controparti di ordine intero, specialmente quando si tratta di memoria e proprietà ereditarie dei materiali, come nel caso dei materiali viscoelastici. Tra le varie definizioni di derivata frazionaria (Riemann-Liouville, Caputo, conforme), la derivata beta, introdotta da Atangana nel 2016, si sta dimostrando particolarmente robusta e versatile, superando alcune limitazioni dei suoi predecessori.
L’Equazione di Sawada-Kotera e il Metodo EMAEM al Lavoro
L’equazione di Sawada-Kotera (SKE) di quinto ordine (1+1)-dimensionale è un osso duro, ma affascinante. Ha soluzioni solitarie con applicazioni che vanno dalle onde superficiali dell’acqua alle onde tsunami, fino alla progettazione di strutture ingegneristiche come i frangiflutti. Il mio obiettivo, in questo studio, è stato quello di esplorare la SKE nel contesto della derivata beta usando il metodo EMAEM. Questo metodo è noto per la sua robustezza ed efficienza, e estenderlo alle equazioni differenziali frazionarie ha aperto nuove, entusiasmanti prospettive.
Ma come funziona, in soldoni, questo EMAEM?
- Si parte dall’equazione frazionaria che vogliamo risolvere.
- Si applica una trasformazione d’onda viaggiante per convertirla in un’equazione differenziale ordinaria (ODE) non lineare.
- Si ipotizza una soluzione di prova per questa ODE, espressa come una serie finita di potenze di una funzione ausiliaria (varphi(zeta)). Questa funzione ausiliaria soddisfa a sua volta un’altra ODE più semplice.
- Si determina il parametro di bilanciamento (k) (l’esponente massimo nella serie) bilanciando i termini non lineari di ordine più alto e i termini lineari.
- Si sostituisce la soluzione di prova nell’ODE e si eguagliano a zero i coefficienti delle diverse potenze di (varphi(zeta)). Questo genera un sistema di equazioni algebriche.
- Risolvendo questo sistema, si trovano i valori dei parametri costanti della soluzione di prova.
- Infine, sostituendo questi valori e le soluzioni note dell’equazione ausiliaria, otteniamo le soluzioni d’onda solitaria per l’equazione originale.
Sembra complicato? Forse un po’, ma vi assicuro che la soddisfazione di veder emergere le soluzioni è impagabile!

Le Soluzioni Emerse: Un Bestiario di Onde Solitarie
Applicando il metodo EMAEM alla SKE frazionaria con derivata beta, sono riuscito a scovare una vera e propria miniera di nuove soluzioni d’onda solitaria. Queste soluzioni si presentano sotto diverse forme:
- Trigonometriche: che descrivono comportamenti periodici.
- Razionali: spesso associate a solitoni con code che decadono come potenze.
- Esponenziali: tipiche di solitoni con decadimento esponenziale.
- Ibride: combinazioni delle precedenti, che danno origine a forme d’onda più complesse.
Tra queste, abbiamo identificato diverse tipologie di solitoni, come i kink (che rappresentano una transizione tra due stati asintotici distinti), i pulse (impulsi localizzati), solitoni generali e altre configurazioni notevoli. Per darvi un’idea, abbiamo ottenuto queste soluzioni considerando due diversi set di parametri risultanti dal metodo.
L’Influenza Magica del Parametro Frazionario β
Una delle parti più eccitanti è stata analizzare come il parametro frazionario (beta) (l’ordine della derivata) influenzi queste onde. Ebbene, l’impatto è notevole! Variando (beta), abbiamo osservato cambiamenti significativi nell’ampiezza, nel profilo e nella velocità dei solitoni.
Ad esempio, per una delle soluzioni (la soluzione (11) nel paper originale), che descrive un solitone di tipo kink:
- Per valori crescenti di (beta) (da 0.1 a 0.9), il solitone tende a diventare più “liscio”.
- Si osserva uno spostamento da sinistra a destra.
- L’ampiezza varia, specialmente fino a (beta = 0.3). Dopo questo valore, il solitone cambia la sua “nitidezza” e tende gradualmente a una forma piana.
È interessante notare che per (beta = 1) (che corrisponde alla derivata di ordine intero classica), la soluzione diventa una semplice piana, meno significativa nella teoria dei solitoni per applicazioni fisiche. Questo sottolinea come l’ordine frazionario arricchisca la dinamica del sistema. In particolare, abbiamo trovato che un valore di (beta = 0.3) produce un solitone kink molto ben definito e affidabile, evidenziando l’effetto di “rafforzamento” che l’ordine frazionario può avere sul solitone.
Per visualizzare tutto ciò, ho usato MATLAB per generare grafici 2D, 3D e di contorno. I grafici 3D mostrano il comportamento dell’onda nello spazio e nel tempo, mentre i grafici 2D sono perfetti per illustrare come cambia il profilo dell’onda al variare di (beta) per un istante di tempo fisso. I grafici di contorno, invece, sono utilissimi per visualizzare regioni dove l’ampiezza dell’onda è costante, un po’ come le curve di livello in una mappa topografica. Queste visualizzazioni non sono solo belle da vedere, ma forniscono intuizioni preziose sui meccanismi fisici sottostanti. Ad esempio, i solitoni asintotici che abbiamo trovato sono cruciali per modellare strutture d’onda stabili e localizzate in sistemi non lineari, come le onde in acque poco profonde o le onde di plasma, e giocano un ruolo chiave nel mantenere la stabilità del segnale nelle fibre ottiche.

E la Stabilità? Queste Onde Sono Affidabili?
Trovare soluzioni è fantastico, ma dobbiamo anche chiederci: sono stabili? Se una piccola perturbazione le distrugge, la loro utilità pratica crolla. Per questo, ho condotto un’analisi di stabilità lineare. In pratica, si introduce una piccola perturbazione alla soluzione di stato stazionario e si osserva come evolve.
Senza entrare troppo nei dettagli matematici, abbiamo trovato che la velocità della perturbazione dipende da una certa espressione che coinvolge il numero d’onda (k_0) e l’ampiezza dello stato stazionario (u_0).
- Se (k_{0}^{5} – 15k_{0}^{3} u_{0} + 45k_{0} u_{0}^{2} < 0), la velocità perturbata ha valori reali negativi. Questo significa che la perturbazione diminuisce gradualmente fino a zero, e il sistema torna al suo stato stazionario. Il sistema è stabile!
- Se invece (k_{0}^{5} – 15k_{0}^{3} u_{0} + 45k_{0} u_{0}^{2} > 0), la velocità perturbata aumenta, portando a un sistema instabile.
Questa analisi conferma la robustezza delle soluzioni trovate sotto specifiche condizioni dei parametri.
Conclusioni e Prospettive Future: Un Mondo da Esplorare
Questo studio sull’equazione di Sawada-Kotera frazionaria, utilizzando il metodo EMAEM, ci ha permesso di scoprire un’ampia gamma di nuove soluzioni d’onda solitaria (kink, pulse, asintotiche, ecc.) e di analizzarne la stabilità. Abbiamo visto come il parametro frazionario (beta) giochi un ruolo cruciale, spesso portando a comportamenti ondulatori più ricchi e fisicamente significativi rispetto al caso di ordine intero. Il fatto che si ottenga un solitone kink migliore per (beta=0.3) rispetto a (beta=1) ne è una chiara dimostrazione.
La flessibilità di queste soluzioni, con parametri aggiustabili, sottolinea la versatilità e l’efficacia della tecnica EMAEM nell’affrontare diversi fenomeni non lineari. Queste scoperte non solo ampliano il nostro quadro teorico, ma aprono anche le porte a nuove applicazioni in fisica, ingegneria e altre scienze.
Cosa ci riserva il futuro? Beh, ci sono molte direzioni possibili! Si potrebbero studiare variazioni stocastiche dell’equazione per rappresentare meglio la dinamica delle onde in presenza di disturbi casuali. Inoltre, mentre questo lavoro si è concentrato su metodi analitici, la ricerca futura potrebbe integrare simulazioni numeriche e validazioni sperimentali. E, naturalmente, il metodo EMAEM può essere applicato a molte altre equazioni di evoluzione non lineari che emergono in vari campi della ricerca e dell’ingegneria. L’avventura è appena iniziata!
Spero che questo piccolo assaggio del mio lavoro vi abbia incuriosito e mostrato come la matematica, anche quella più astratta, sia intimamente connessa alla descrizione del nostro meraviglioso universo.
Fonte: Springer
