Pianta di pomodoro rigogliosa in serra trattata con nichel fogliare, che mostra foglie verdi intense e alcuni frutti rossi maturi. Obiettivo prime 35mm, profondità di campo che sfoca leggermente lo sfondo della serra, luce naturale brillante che illumina la scena.

Nichel Fogliare: Il Segreto per Pomodori più Forti e Resistenti?

Ragazzi, parliamo di pomodori! Chi non ama un bel pomodoro succoso, rosso e pieno di sapore, magari appena colto dall’orto? Io ne vado matto. Ma coltivarlo, specialmente oggi con i cambiamenti climatici che portano siccità e stress alle nostre amate piante, non è sempre una passeggiata. Ecco perché quando sento parlare di nuove strategie per aiutarle a crescere meglio e a resistere alle avversità, le mie orecchie si drizzano subito. E oggi voglio parlarvi di qualcosa di davvero interessante che ho scoperto studiando una ricerca recente: l’uso del nichel (Ni) applicato direttamente sulle foglie. Sì, avete capito bene, il nichel!

Ma cosa c’entra il Nichel?

Potrebbe suonarvi strano, ma il nichel, quell’elemento che magari associate alle monete o ad alcune leghe metalliche, è in realtà un micronutriente essenziale per le piante, aggiunto alla lista “ufficiale” non da tantissimo tempo. La sua funzione principale? È un componente chiave di un enzima fondamentale chiamato ureasi. Questo enzima è cruciale per le piante (e anche per i microrganismi del suolo) perché permette di convertire l’urea – una forma molto comune di fertilizzante azotato – in ammoniaca, che la pianta può poi utilizzare per crescere. Senza abbastanza nichel, questo processo rallenta e la pianta non sfrutta al meglio l’azoto che le diamo.

Ma non finisce qui! Il nichel sembra avere anche un ruolo nel potenziare le difese della pianta contro gli stress abiotici, come la siccità o il caldo. Come? Stimolando l’attività di altri enzimi, come quelli del ciclo del gliossalasi (Gly I e Gly II) e quelli coinvolti nella sintesi del glutatione (GSH1 e GSH2). Questi sistemi aiutano la pianta a neutralizzare composti tossici che si formano proprio in condizioni di stress, proteggendola dai danni ossidativi. Insomma, il nichel sembra essere un piccolo aiutante multitasking!

L’esperimento: Pomodori sotto la lente

Incuriosito da queste premesse, mi sono tuffato nello studio specifico menzionato nel titolo (trovate il link alla fine!). I ricercatori hanno voluto vedere nero su bianco cosa succede trattando piante di pomodoro (della varietà ‘Money Maker’) coltivate in serra con del nichel fogliare. Hanno spruzzato una soluzione contenente 25 mg di nichel per pianta e hanno confrontato queste piante con altre non trattate. Ma non solo: hanno anche simulato diverse condizioni, combinando livelli differenti di calcio (Ca) nel terreno (alto e basso) e diversi regimi di irrigazione (piena acqua o condizioni di siccità simulata). L’obiettivo era capire se e come il nichel potesse aiutare i pomodori a fronteggiare sia la carenza di un nutriente importante come il calcio, sia la mancanza d’acqua.

Risultati Sorprendenti: Piante più Grandi (ma non sempre più Frutti)

E qui viene il bello: le piante trattate con il nichel sono diventate significativamente più grandi e apparivano visibilmente più sane rispetto a quelle non trattate, indipendentemente dalle condizioni di acqua e calcio. Parliamo di un aumento della biomassa (il peso secco della pianta) che ha raggiunto il 70% in più nelle condizioni migliori (piena acqua e alto calcio)! Questo suggerisce che il nichel ha davvero dato una marcia in più alla crescita vegetativa.

Primo piano di foglie di pomodoro sane e rigogliose in una serra, visibilmente più verdi e grandi grazie al trattamento con nichel fogliare. Obiettivo macro 90mm, alta definizione, illuminazione controllata per evidenziare la texture della foglia e la vitalità della pianta.

Tuttavia, un dettaglio importante: questo super sviluppo vegetativo non si è tradotto automaticamente in una produzione di frutti proporzionalmente maggiore, specialmente in condizioni di siccità. La siccità, come purtroppo sappiamo, ha avuto un impatto devastante sulla produzione di frutti, riducendola drasticamente in tutti i gruppi, anche se le piante trattate con nichel e alto calcio hanno mostrato una resa leggermente migliore anche sotto stress idrico. Sembra quasi che, con acqua abbondante, il nichel abbia spinto la pianta a “fare più foglie” che fiori/frutti, forse perché l’azoto, reso più disponibile dall’ureasi potenziata, era sovrabbondante per le esigenze produttive in quel momento.

Un Pieno di Nutrienti Grazie al Nichel

Ma non è solo una questione di stazza. Il nichel ha dato una vera e propria spinta all’assorbimento dei nutrienti. L’effetto più clamoroso è stato sull’azoto (N) nelle foglie: nelle piante con piena irrigazione, il contenuto di N è praticamente raddoppiato passando da livelli di carenza (15-22 g/kg) a livelli ottimali (41-42 g/kg) grazie al nichel. Questo conferma l’ipotesi del miglioramento della conversione dell’urea.

Ma i benefici non si fermano all’azoto. Le piante trattate con nichel hanno mostrato anche un migliore assorbimento di:

  • Potassio (K): Fino al 30% in più nelle foglie.
  • Calcio (Ca): Fino al 20% in più nelle foglie e anche nei frutti (in condizioni di buona irrigazione).
  • Ferro (Fe): Addirittura fino al 100% in più nelle foglie!

Questo miglior assorbimento, specialmente del calcio, è importantissimo. La carenza di calcio, spesso aggravata dalla siccità, è la causa principale del temuto marciume apicale del pomodoro (Blossom End Rot – BER). Anche se in questo specifico esperimento il BER non si è manifestato (la varietà ‘Money Maker’ è meno suscettibile), i risultati suggeriscono fortemente che il nichel potrebbe aiutare a prevenire o mitigare il BER in varietà più sensibili, proprio migliorando l’apporto di calcio alla pianta anche in condizioni difficili.

Scudo Naturale contro lo Stress

Ricordate quegli enzimi anti-stress di cui parlavo (Glyoxalase e quelli del ciclo del Glutatione)? Bene, le analisi genetiche (RT-qPCR) fatte sulle foglie 14 giorni dopo il trattamento con nichel hanno confermato che questo elemento ha dato una bella “svegliata” ai geni responsabili della loro produzione. L’espressione dei geni Gly I, Gly II, GSH1 e GSH2 è risultata fino a otto volte superiore nelle piante trattate con nichel, specialmente in quelle sotto stress (siccità e alto calcio per Gly I). Questo significa che il nichel ha effettivamente potenziato i meccanismi di difesa interni della pianta, rendendola più resiliente.

Meno Sprechi, Più Efficienza: Il Nichel e l’Urea

Uno dei risultati più affascinanti, a mio parere, riguarda l’urea. Come accennato, il nichel è fondamentale per l’enzima ureasi (Ure). E infatti, l’analisi ha mostrato un aumento significativo dell’espressione del gene Ure nelle piante trattate con nichel (con qualche variazione a seconda delle condizioni di acqua e calcio). Questo significa che le piante usano meglio l’azoto fornito sotto forma di urea, un fertilizzante comunissimo. Qual è la conseguenza pratica? Potenzialmente, potremmo ridurre le quantità di fertilizzanti azotati da usare, ottenendo comunque piante vigorose. Questo non solo sarebbe un risparmio economico, ma anche un grande vantaggio per l’ambiente, riducendo l’inquinamento da nitrati nelle acque e le emissioni di ossido di azoto (N2O), un potente gas serra.

Ma è Sicuro? Accumulo di Nichel e Tossicità

Okay, spruzziamo nichel, ma finisce nei pomodori che mangiamo? È una domanda lecita. I ricercatori hanno misurato la concentrazione di nichel sia nelle foglie che nei frutti alla fine del ciclo. I risultati sono rassicuranti: nonostante l’applicazione fogliare, non c’è stato un accumulo significativo di nichel nei frutti (le concentrazioni erano basse, tra 2.6 e 3.6 mg/kg di peso secco, simili tra piante trattate e non trattate in condizioni di buona irrigazione). Anche nelle foglie, l’accumulo è stato modesto, soprattutto con irrigazione normale. Sotto siccità si è visto un leggero aumento, ma va considerato che la resa di frutti era talmente bassa che è difficile trarre conclusioni definitive sull’effetto dello stress idrico sull’accumulo nel frutto.

Pomodori maturi varietà 'Money Maker' su una pianta in serra, uno dei quali viene delicatamente tenuto per l'analisi dei nutrienti e del nichel. Obiettivo macro 100mm, focus preciso sul frutto, luce naturale diffusa che ne esalta il colore rosso.

Un piccolo effetto collaterale c’è stato: subito dopo l’applicazione, alcune piante hanno mostrato lievi sintomi di fitotossicità (clorosi ai margini delle foglie, piccole macchie scure), ma questi sintomi sono scomparsi nel giro di 5-14 giorni e non si sono ripresentati sulle foglie nuove. Questo indica che la dose usata (equivalente a circa 0.3 kg di Ni per ettaro, facilmente integrabile nei normali programmi di trattamento) è stata ben tollerata dalla varietà ‘Money Maker’, anche se è sempre bene ricordare che la sensibilità può variare tra diverse varietà.

Cosa ci Portiamo a Casa?

Quindi, tirando le somme, questo piccolo “spray” di nichel sembra fare davvero un gran bene ai nostri amici pomodori, soprattutto quando le cose si mettono male a causa di stress idrico o carenze nutrizionali. Riassumendo i punti chiave:

  • Migliora la crescita vegetativa: Piante più grandi e robuste.
  • Aumenta l’efficienza dell’urea: Meno sprechi di azoto, potenziale riduzione dei fertilizzanti.
  • Potenzia l’assorbimento di nutrienti: Più N, K, Ca, Fe per la pianta.
  • Mitiga lo stress abiotico: Potenzia le difese naturali contro siccità e altri stress.
  • Potrebbe prevenire il marciume apicale (BER): Grazie al miglior assorbimento di calcio.
  • È sicuro: Non si accumula in modo preoccupante nei frutti alla dose testata.

Certo, come sottolineano gli stessi ricercatori, servono ulteriori studi per confermare questi effetti in campo aperto, con diversi tipi di suolo e su altre varietà di pomodoro, specialmente per quanto riguarda il BER. Ma le premesse sono davvero promettenti! L’applicazione fogliare di nichel potrebbe diventare uno strumento agronomico prezioso per avere pomodori più sani, produttivi e resilienti, contribuendo anche a un’agricoltura più sostenibile. Io, personalmente, terrò d’occhio questa strategia!

Fonte: Springer

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