Primo piano di un neonato sereno che si attacca al seno della madre. La madre guarda il bambino con amore. Luce calda e soffusa, atmosfera intima. Prime lens, 35mm, depth of field, duotone seppia e crema.

NeoEAT-Allattamento: La Turchia Adotta uno Strumento Chiave per Sostenere le Mamme!

Ciao a tutti! Oggi voglio parlarvi di qualcosa che mi sta davvero a cuore e che, ne sono sicura, interesserà molte mamme e futuri genitori, ma anche chi lavora nel mondo della pediatria e del sostegno alla genitorialità. Parliamo di allattamento al seno, un’esperienza meravigliosa ma a volte piena di piccole e grandi sfide, e di come la ricerca scientifica ci venga in aiuto con strumenti sempre più precisi. In particolare, vi racconto di un recente studio sulla versione turca di uno strumento chiamato NeoEAT–Breastfeeding. Sembra un nome complicato, ma fidatevi, è una risorsa preziosissima!

L’Importanza Cruciale dell’Allattamento al Seno e le Sfide Comuni

Prima di tuffarci nello specifico, rinfreschiamoci la memoria: perché l’allattamento al seno è così importante? Beh, i benefici sono un vero tesoro! Parliamo di vantaggi nutrizionali, immunologici, evolutivi, sociali ed economici che toccano non solo i nostri cuccioli, ma anche noi mamme e l’intera società. L’Organizzazione Mondiale della Sanità, non a caso, raccomanda l’allattamento esclusivo al seno per i primi 6 mesi di vita del bambino. Pensate che ricevere solo latte materno riduce drasticamente il rischio di infezioni gastrointestinali, protegge da enterocolite necrotizzante e diarrea, diminuisce le infezioni del tratto respiratorio superiore, contribuisce a un migliore sviluppo neurologico e abbassa il rischio di obesità infantile. Addirittura, a livello globale, i bimbi tra 0 e 5 mesi non allattati al seno hanno un rischio di morte per qualsiasi causa 14,4 volte superiore rispetto a quelli allattati esclusivamente!

Nonostante questi dati impressionanti e la volontà di molte mamme di allattare esclusivamente fino ai 6 mesi, la realtà ci dice che spesso l’allattamento si interrompe prima del previsto. Le statistiche parlano chiaro: il “Breastfeeding Report” del 2022 indicava che il 62,6% delle mamme allattava esclusivamente i propri neonati, ma solo il 24,9% continuava fino ai 6 mesi. In Turchia, la situazione è simile: si parte da un buon 59% di allattamento esclusivo tra i neonati (0-1 mese), ma si scende al 45% tra i 2-3 mesi e addirittura al 14% tra i 4-5 mesi. Perché succede? Le ragioni possono essere tante: disturbi dell’alimentazione del neonato, intolleranze, problemi di suzione o attacco, sonnolenza del piccolo, intervalli troppo lunghi tra le poppate o una produzione di latte percepita come inadeguata. Se queste difficoltà persistono, possono portare a risposte comportamentali disadattive all’alimentazione e aumentare il rischio di problemi a lungo termine.

Riconoscere Presto i Problemi: Il Ruolo degli Strumenti di Valutazione

Ecco dove entrano in gioco gli strumenti di valutazione! Riconoscere precocemente le difficoltà nell’allattamento e indirizzare le famiglie a specialisti è fondamentale per proseguire con successo e per individuare tempestivamente possibili disturbi dell’alimentazione. Esistono vari strumenti per valutare le capacità, i comportamenti e i problemi di alimentazione dei lattanti allattati al seno. Alcuni, come l’Early Feeding Skills Assessment Tool o il Neonatal Oral Motor Assessment Scale, richiedono una formazione specifica e sono usati solo da clinici. Altri, pur potendo essere compilati da clinici senza training specifico, hanno mostrato analisi di validità e affidabilità insufficienti.

Considerando che il tasso di allattamento esclusivo cala nei primi 6 mesi e che alcuni bimbi, una volta a casa, possono manifestare problemi, gli strumenti di valutazione compilati dai genitori diventano importantissimi. Noi mamme osserviamo i nostri bimbi continuamente durante le poppate! Usare questi strumenti può aumentare la nostra consapevolezza e permettere interventi precoci, in collaborazione con i medici. Tra gli strumenti che possono essere usati sia dai genitori che dai clinici, alcuni hanno limitazioni: o hanno pochi item e non valutano in modo completo, o hanno scarsa concordanza tra osservatori diversi, o si concentrano più sulle capacità della mamma che su quelle del bambino, o sono specifici solo per i prematuri.

Una madre turca, seduta comodamente su un divano in un salotto luminoso, allatta al seno il suo bambino di pochi mesi. La scena trasmette serenità e connessione. Prime lens, 35mm, depth of field, duotone blu e grigio.

Proprio per superare questi limiti, Pados e colleghi nel 2018 hanno sviluppato il Neonatal Eating Assessment Tool-Breastfeeding (NeoEAT–Breastfeeding). L’obiettivo? Valutare in modo completo i comportamenti e le capacità di allattamento dei neonati a termine e pretermine e identificare precocemente i problemi, prevenendo difficoltà a lungo termine grazie alla collaborazione tra genitori e clinici.

Lo Studio Turco: Validazione del NeoEAT-Breastfeeding

E arriviamo al dunque! Un team di ricercatori in Turchia ha condotto uno studio metodologico, pubblicato su BMC Nursing, per analizzare le proprietà psicometriche della versione turca del NeoEAT-Breastfeeding. L’obiettivo era fornire uno strumento valido e affidabile per valutare, tramite il resoconto dei genitori, lo stato e le difficoltà di alimentazione nei neonati (età corretta < 7 mesi) allattati esclusivamente al seno in Turchia, dopo la dimissione ospedaliera.

Lo studio si è svolto tra giugno 2023 e aprile 2024 e ha coinvolto 310 mamme e i loro bambini, seguiti in tre centri di salute familiare a Istanbul. I criteri per includere i bimbi erano: età corretta/cronologica inferiore a 7 mesi, allattamento esclusivo al seno negli ultimi 7 giorni e dimissione dall’ospedale da almeno 7 giorni. Le mamme dovevano avere almeno 18 anni, essere le principali caregiver, saper leggere e scrivere in turco e aver firmato il consenso informato.

Il processo è stato rigoroso:

  • Traduzione e Contro-traduzione: Lo strumento è stato tradotto dall’inglese al turco da due traduttori madrelingua turchi indipendenti. Poi, è stato ritradotto in inglese da due traduttori medici madrelingua inglesi per verificarne la coerenza semantica.
  • Validità di Contenuto: Un panel di 8 specialisti (infermieri, un neonatologo, un professionista sanitario neonatale) ha revisionato le versioni.
  • Test Pilota: 20 mamme (non incluse nel campione finale) hanno compilato la bozza per verificarne la chiarezza e la comprensibilità.

Le mamme hanno compilato il questionario NeoEAT-Breastfeeding turco basandosi sulle loro osservazioni durante l’allattamento. Dopo due settimane, un sottogruppo di 35 mamme lo ha ricompilato per l’analisi test-retest (per vedere se i risultati erano stabili nel tempo).

Risultati Scintillanti: Il NeoEAT Turco è Affidabile e Valido!

E i risultati? Davvero incoraggianti! La versione turca del NeoEAT–Breastfeeding è composta da 59 item raggruppati in 6 fattori (l’originale inglese ne ha 62 in 7 fattori), che spiegano il 48.047% della varianza totale (un ottimo risultato!). I fattori sono: Regolazione Infantile, Energia e Stabilità Fisiologica, Funzione Orofaringea e Gastroesofagea, Funzione Gastrointestinale, Efficienza Alimentare e Responsività Sensoriale, e Sintomi Convincenti di Alimentazione Problematica.

L’analisi fattoriale esplorativa ha mostrato che i “factor loadings” (che indicano quanto un item è correlato al suo fattore) erano buoni, variando da 0.314 a 0.788. Tre item della versione originale sono stati rimossi perché avevano factor loadings bassi o caricavano su più fattori, probabilmente a causa di interpretazioni culturali diverse di certi comportamenti infantili (ad esempio, “inarca la schiena durante o dopo aver mangiato”, “ha il singhiozzo”, “trattiene il respiro quando mangia”).

L’analisi dei gruppi noti ha confermato che i neonati con problemi di alimentazione diagnosticati avevano punteggi totali e di sottoscala significativamente più alti rispetto a quelli senza problemi (P<0.05). Questo è un segno importante di validità!
È stato anche identificato un punteggio di cut-off ottimale di 211 per lo strumento turco. Un punteggio pari o superiore a 211 suggerisce un alto livello di problemi di alimentazione. Con questo cut-off, lo strumento ha mostrato una sensibilità del 91.67% (cioè identifica correttamente oltre il 91% dei bimbi con problemi) e una specificità del 73.06% (identifica correttamente oltre il 73% dei bimbi senza problemi). L’area sotto la curva ROC (AUC), che misura la capacità discriminatoria generale, è stata del 92.5%, un valore considerato eccellente!

Per quanto riguarda l’affidabilità:

  • Il coefficiente Cronbach’s α per l’intera scala è stato di 0.87 (un valore tra 0.70 e 1.00 è considerato buono). Anche le sottoscale hanno mostrato buoni valori.
  • Le correlazioni item-totale per i 59 item mantenuti erano tutte superiori a 0.30, indicando che gli item misurano bene il costrutto.
  • L’analisi test-retest ha mostrato un’eccellente concordanza tra le misurazioni a distanza di due settimane (coefficienti di correlazione intraclasse tra 0.904 e 1.000).

Insomma, la versione turca del NeoEAT-Breastfeeding si è dimostrata uno strumento valido e affidabile per misurare, attraverso il resoconto dei genitori, i sintomi di un’alimentazione problematica nei lattanti allattati al seno con meno di 7 mesi di età corretta.

Cosa Significa Tutto Questo per le Famiglie e i Professionisti?

Capite bene che avere uno strumento del genere, adattato culturalmente e validato, è un passo avanti enorme! Grazie alla collaborazione tra genitori e personale delle cliniche di follow-up neonatale, l’uso della scala NeoEAT-Breastfeeding sarà prezioso per:

  • Monitorare lo stato di alimentazione dei neonati associato all’allattamento al seno.
  • Prevenire l’interruzione precoce dell’allattamento.
  • Indirizzare i neonati a termine e pretermine a rischio di problemi di alimentazione e interruzione dell’allattamento verso un supporto specialistico.
  • Prevenire problemi di alimentazione a lungo termine.

Gli infermieri neonatali, in particolare, possono usare questo strumento per identificare i problemi e agire per prevenire l’abbandono precoce dell’allattamento.

Certo, come ogni studio, anche questo ha delle piccole limitazioni. Ad esempio, è stato usato con neonati di età diverse, quindi un singolo punteggio di cut-off potrebbe non essere ideale per tutte le fasce d’età. Future ricerche potrebbero analizzare le differenze nei punteggi in base all’età o se il bimbo è nato pretermine o con ritardo di crescita intrauterina. Anche l’esperienza pregressa della mamma con l’allattamento e l’età del bambino potrebbero influenzare la valutazione.

Nonostante ciò, la conclusione è chiara e positiva: la Turchia ha ora a disposizione uno strumento robusto per supportare l’allattamento al seno. E questo, per me, è una notizia bellissima che merita di essere condivisa! Spero che strumenti come questo si diffondano sempre di più, perché ogni goccia di latte materno e ogni giorno in più di allattamento sereno sono un investimento per la salute dei nostri figli.

Fonte: Springer

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