Narghilè vs Sigarette: La Scienza Svela Verità Inaspettate sulle Emissioni Tossiche!
Ciao a tutti! Oggi voglio parlarvi di qualcosa che mi ha davvero incuriosito: uno studio recente che mette a confronto le emissioni di diverse “fonti di fumo”, dal classico narghilè alle sigarette elettroniche, passando per le sigarette tradizionali e i prodotti a tabacco riscaldato. Ammettiamolo, sul narghilè se ne sentono di tutti i colori, spesso dipinto come un’alternativa innocua o, al contrario, come peggiore delle sigarette. Ma cosa dice la scienza? Beh, preparatevi a qualche sorpresa!
Il Grande Confronto: Chi Emette Cosa?
Lo studio che ho analizzato (trovate il link alla fine!) ha messo sotto la lente d’ingrandimento ben 37 sostanze tossiche presenti nelle emissioni di:
- Narghilè tradizionale (scaldato con diversi tipi di carbonella e con un dispositivo di gestione del calore – HMD)
- Narghilè elettronico (il modello ‘OOKA’)
- Prodotto a tabacco riscaldato (IQOS)
- Sigaretta di riferimento (la 3R4F, usata negli studi scientifici)
L’obiettivo? Capire quali e quante sostanze nocive inaliamo effettivamente con ciascun prodotto. Perché, diciamocelo, i danni derivano proprio da queste sostanze, alcune già presenti nel tabacco, altre generate dalla combustione.
Narghilè Tradizionale: Meno “Cattivo” del Previsto?
Qui arriva la prima sorpresa. Se consideriamo le abitudini di consumo tipiche (ad esempio, un paio di sessioni di narghilè a settimana contro 20 sigarette al giorno), i livelli di molte sostanze tossiche emesse dal narghilè tradizionale sono risultati sostanzialmente inferiori rispetto al fumo di sigaretta. Attenzione, non sto dicendo che sia innocuo, ma il confronto diretto con le “bionde” sembra ridimensionarne la pericolosità relativa, almeno sotto questo aspetto.
Un fattore chiave nel narghilè tradizionale è la carbonella. È lei la principale responsabile di alcune delle emissioni più problematiche, come il monossido di carbonio (CO) e gli idrocarburi policiclici aromatici (IPA), tra cui il famigerato benzo[a]pirene. Lo studio ha però evidenziato che:
- Usare carbonella derivata dal cocco invece che dal legno riduce i livelli di CO.
- Utilizzare un HMD (quel dispositivo metallico che si mette sopra il braciere al posto della stagnola) riduce ulteriormente il CO.
Quindi, anche nel mondo del narghilè tradizionale, ci sono modi per limitare, almeno in parte, l’esposizione a certe sostanze. Interessante, no? Tuttavia, anche con questi accorgimenti, sostanze come il CO rimangono presenti in quantità significative.

La Rivoluzione Elettronica: Il Narghilè OOKA
E qui le cose si fanno ancora più interessanti. Lo studio ha analizzato un narghilè elettronico, l’OOKA, che scalda la melassa (la miscela di tabacco, glicerolo, aromi ecc.) senza usare carbonella, ma tramite un sistema elettronico a temperatura controllata. I risultati? Impressionanti.
Le emissioni di sostanze tossiche dell’OOKA sono risultate drasticamente inferiori rispetto a quelle del narghilè tradizionale, sia per singola sessione che considerando le abitudini di consumo. Ma la vera notizia bomba è che molte sostanze tossiche presenti nel fumo del narghilè tradizionale (e spesso anche in quello di sigaretta) sono risultate completamente assenti nell’aerosol dell’OOKA. Parliamo di nomi “pesanti” come:
- Monossido di Carbonio (CO)
- Benzo[a]pirene
- Benzene
- Toluene
- Fenolo
- Aldeidi come propionaldeide, crotonaldeide, butirraldeide
Anche altre aldeidi come formaldeide, acetaldeide e acroleina, pur presenti, erano a livelli molto più bassi (riduzioni tra il 61% e il 96% rispetto al narghilè tradizionale!). Questo perché l’OOKA opera a temperature inferiori a quelle che innescano la combustione. Sembra quasi che l’elettronica riesca a “pulire” l’esperienza, eliminando i sottoprodotti più nocivi legati alla carbonella che brucia.
E gli Altri? IQOS e le Sigarette
Lo studio ha incluso anche l’IQOS (un prodotto a tabacco riscaldato) e i dati delle sigarette di riferimento. Come prevedibile, le sigarette tradizionali sono risultate la fonte con i livelli più alti per molte delle sostanze più pericolose, incluse le nitrosammine specifiche del tabacco (TSNA), praticamente assenti negli aerosol dei narghilè (sia tradizionali che elettronici) e presenti in minima parte solo nell’IQOS. L’IQOS, a sua volta, ha mostrato livelli di tossicità significativamente ridotti rispetto alle sigarette, ma generalmente superiori a quelli del narghilè elettronico OOKA per le sostanze comparabili.

Sfatiamo Qualche Mito sul Narghilè
Questi dati aiutano anche a fare chiarezza su alcune credenze diffuse.
- “Il narghilè contiene la nicotina di 70 sigarette!” Falso. Sebbene la concentrazione di nicotina nell’aerosol per sessione possa essere più alta, una sessione dura molto di più e ha molti più tiri. Considerando la quantità per tiro o per volume inalato, la nicotina è inferiore nel narghilè tradizionale rispetto alle sigarette, e ancora più bassa nell’OOKA. Questo è coerente con altri studi che mostrano un assorbimento di nicotina inferiore nei fumatori di narghilè rispetto ai fumatori di sigarette.
- “Una sessione di narghilè equivale a 100-200 sigarette!” Esagerato. Lo studio mostra che, anche per la sostanza con la differenza maggiore (formaldeide), il rapporto per volume/tiro è al massimo 10 volte superiore nel narghilè tradizionale rispetto alla sigaretta. Ma, come detto, se consideriamo le abitudini reali (poche sessioni vs tante sigarette al giorno), l’esposizione settimanale stimata a molte tossine chiave (come CO, benzene, benzo[a]pirene, acroleina, NNN, NNK) risulta drasticamente inferiore con il narghilè (sia tradizionale che elettronico) rispetto alle sigarette.
Mettere Tutto in Prospettiva: Consumo Reale e Riduzione del Danno
È fondamentale considerare la frequenza d’uso. Fumare 20 sigarette al giorno espone a un carico tossico settimanale enormemente superiore rispetto a fare 2 sessioni di narghilè (un’abitudine comune tra gli utilizzatori). Quando i ricercatori hanno calcolato l’esposizione settimanale stimata basandosi su queste abitudini, il quadro è diventato ancora più chiaro:
- L’esposizione settimanale a nicotina e alle 9 sostanze tossiche principali monitorate dall’OMS (TobReg) è risultata molto più bassa per i narghilè (convenzionale ed elettronico) e per l’IQOS rispetto alle sigarette.
- Per alcune sostanze (NNN, NNK, 1,3-butadiene), l’esposizione stimata dai narghilè e dall’IQOS era zero.
- Per il CO, l’esposizione settimanale stimata dal narghilè tradizionale era tra il 3% e il 16% di quella delle sigarette, mentre per l’IQOS era dello 0.6% e per l’OOKA era zero.
- Anche per le aldeidi e il benzene, le percentuali di esposizione settimanale stimate erano nettamente inferiori per i prodotti alternativi rispetto alle sigarette.
Questo suggerisce fortemente che passare dalle sigarette a prodotti come il narghilè (soprattutto elettronico) o l’HTP potrebbe significare una riduzione sostanziale dell’esposizione a molte sostanze dannose. Certo, questo non significa “rischio zero” e sono necessari studi clinici a lungo termine per valutare l’impatto effettivo sulla salute, ma è un’indicazione importante nella direzione della potenziale riduzione del danno.
![Grafico scientifico stilizzato che mostra barre comparative delle emissioni settimanali stimate di CO e Benzo[a]pirene per sigarette (molto alte), narghilè tradizionale (medie-basse), IQOS (basse) e narghilè elettronico OOKA (zero). Sfondo neutro, focus sul grafico.](https://scienzachiara.it/wp-content/uploads/2025/05/222/050_grafico-scientifico-stilizzato-che-mostra-barre-comparative-delle-emissioni-settimanali-stimate-di-co-e-benzoapirene-per-sigarette.webp)
Limiti dello Studio e Conclusioni
Come ogni ricerca scientifica, anche questa ha i suoi limiti. È stata usata una macchina per fumare standardizzata, tipi specifici di narghilè, carbonella e melassa. Il modo in cui le persone fumano nella vita reale può variare e influenzare le emissioni. Inoltre, sono state analizzate “solo” 37 sostanze.
Tuttavia, le conclusioni sono piuttosto nette:
1. Il narghilè tradizionale, sebbene non innocuo, sembra esporre a livelli inferiori di molte tossine rispetto alle sigarette, specialmente considerando le abitudini di consumo.
2. La scelta della carbonella e l’uso di HMD possono mitigare ulteriormente alcune emissioni nel narghilè tradizionale.
3. Il narghilè elettronico (come l’OOKA) rappresenta un passo avanti significativo, eliminando molte sostanze tossiche legate alla combustione della carbonella e riducendo drasticamente le altre.
4. L’innovazione tecnologica, come il riscaldamento elettronico controllato, sembra offrire una via promettente per ridurre l’esposizione ai rischi associati al fumo, applicando principi simili a quelli dei prodotti a tabacco riscaldato anche al mondo del narghilè.
Insomma, la prossima volta che sentirete parlare di narghilè, avrete qualche dato scientifico in più per farvi un’idea più precisa. Non è un’assoluzione, ma un invito a guardare oltre i luoghi comuni e a considerare come l’innovazione possa giocare un ruolo nella riduzione dei rischi.
Fonte: Springer
