Salute Precaria, Tavola Vuota? Il Legame tra Multimorbidità e Insicurezza Alimentare nei Genitori USA
Ciao a tutti! Oggi voglio parlarvi di un argomento tosto, uno di quelli che ti fa riflettere sulle difficoltà nascoste che tante famiglie affrontano ogni giorno. Parliamo di salute, ma non solo. Parliamo di come la salute di un genitore, o di chi si prende cura dei bambini, possa intrecciarsi in modo preoccupante con la capacità di mettere il cibo in tavola. Sì, avete capito bene: esiste un legame forte tra avere più malattie croniche contemporaneamente (quella che i medici chiamano multimorbidità) e il rischio di insicurezza alimentare. E questo legame, purtroppo, colpisce duramente proprio i genitori, i tutori, i caregiver negli Stati Uniti, come ci svela una recente ricerca.
Ma cosa significa esattamente “multimorbidità” e “insicurezza alimentare”?
Forse questi termini suonano un po’ tecnici, ma il concetto è semplice e, purtroppo, molto diffuso.
- La multimorbidità è la presenza di due o più malattie croniche nella stessa persona. Pensate a condizioni come ipertensione, diabete, asma, depressione, ansia, artrite… cose che magari conosciamo bene o di cui sentiamo parlare spesso. Nel 2022, circa il 40% degli adulti americani ne soffriva! E non pensate sia solo una questione di anziani: si stima che 1 adulto su 7 sotto i 45 anni conviva con la multimorbidità.
- L’insicurezza alimentare, invece, è quella condizione terribile in cui non si ha la certezza di avere accesso a cibo sufficiente e adeguato. Non significa solo “avere fame”, ma vivere nella preoccupazione costante che il cibo finisca prima di poter comprare altro, dover ridurre le porzioni o la qualità di ciò che si mangia. Nel 2022, ha toccato il 12,8% delle famiglie americane, con tassi ancora più alti tra quelle con bambini, specialmente se guidate da madri single.
Ecco, immaginate ora un genitore che deve gestire non una, ma due, tre o più di queste condizioni croniche. Significa più visite mediche, più farmaci, più spese sanitarie, magari meno capacità di lavorare a tempo pieno. È una sfida enorme, che può costringere a fare scelte dolorosissime: pagare le bollette, comprare le medicine o fare la spesa? È qui che la multimorbidità può diventare un fattore di rischio per l’insicurezza alimentare.
Lo studio che fa luce sulla situazione dei genitori
Finora, gran parte della ricerca su questo legame si era concentrata sugli anziani. Ma che dire dei genitori, spesso più giovani, che hanno la responsabilità diretta del benessere dei propri figli? Uno studio recente, basato sui dati del National Health Interview Survey (NHIS) raccolti tra il 2019 e il 2022 su oltre 26.000 genitori, tutori e caregiver negli USA, ha deciso di indagare proprio questo aspetto. E i risultati, lasciatemelo dire, sono piuttosto allarmanti.
Lo studio ha considerato 11 condizioni croniche comuni: ipertensione, iperlipidemia (colesterolo alto), diabete, artrite, ictus, cancro, asma, depressione, ansia, BPCO (broncopneumopatia cronica ostruttiva) e malattie cardiache. Ha poi classificato i genitori in base a quante di queste condizioni avessero: nessuna, una, due, oppure tre o più. L’insicurezza alimentare è stata misurata usando un questionario standardizzato che divide le famiglie in quattro categorie: sicure, con sicurezza alimentare marginale, bassa o molto bassa.

I risultati chiave: un quadro preoccupante
Sapete cosa è emerso? Quasi la metà (49%) dei genitori intervistati aveva almeno una condizione cronica. Il 23% ne aveva una, il 14% due e ben il 13% tre o più! L’età media era di circa 39 anni, quindi parliamo di persone nel pieno della vita attiva e familiare.
E il legame con l’insicurezza alimentare? È risultato chiarissimo e segue una sorta di “effetto dose”: più malattie croniche ha un genitore, maggiore è il rischio che la sua famiglia soffra la fame.
Guardate questi dati (espressi come aumento del rischio rispetto a chi non ha condizioni croniche, tenendo conto di altri fattori come reddito, etnia, istruzione):
- Genitori con 3+ condizioni: Rischio 1.75 volte maggiore di sicurezza alimentare marginale, 2.20 volte maggiore di sicurezza alimentare bassa e, tenetevi forte, ben 4.1 volte maggiore di sicurezza alimentare molto bassa! Quest’ultima è la forma più grave, quella in cui si salta davvero i pasti.
- Genitori con 2 condizioni: Rischio 1.70 volte maggiore di sicurezza alimentare bassa e quasi 2 volte maggiore di sicurezza alimentare molto bassa.
- Genitori con 1 condizione: Anche una sola malattia cronica aumenta il rischio di insicurezza alimentare marginale (1.26 volte) e bassa (1.70 volte).
Questi numeri ci dicono che la salute dei genitori è un fattore cruciale per la stabilità alimentare della famiglia. E quando la salute vacilla su più fronti, la tavola rischia seriamente di rimanere vuota.
Il ruolo cruciale della salute mentale: ansia e depressione
C’è un altro dato che mi ha colpito profondamente. Tra le combinazioni di malattie più frequenti nei genitori con multimorbidità, spiccavano ansia e depressione. La coppia più comune tra chi aveva due condizioni era proprio depressione e ansia (29% dei casi). E tra chi ne aveva tre, la triade più frequente era depressione, ansia e ipertensione (24%).
Lo studio ha quindi analizzato più a fondo il ruolo della salute mentale. E cosa ha scoperto? Che i genitori con solo depressione avevano comunque un rischio significativamente più alto di tutti i livelli di insicurezza alimentare rispetto a chi non aveva condizioni. Addirittura, il rischio associato a depressione e/o ansia combinate con altre due condizioni fisiche era tra i più alti in assoluto, specialmente per la forma più grave di insicurezza alimentare (rischio 4.57 volte maggiore!).
Questo suggerisce che il peso psicologico ed emotivo di ansia e depressione, magari sommato alle difficoltà pratiche delle malattie fisiche, crea una miscela particolarmente esplosiva che rende ancora più difficile garantire il cibo per sé e per i propri figli. È come se la “complessità cumulativa” di gestire più problemi di salute, specialmente quelli mentali, prosciugasse le risorse economiche, temporali ed emotive necessarie per affrontare la quotidianità.

Perché succede questo? Un circolo vizioso
Le ragioni dietro questo legame sono complesse e probabilmente bidirezionali. Da un lato, come abbiamo visto, gestire la multimorbidità costa tempo e denaro, richiede energie, può limitare il lavoro e costringere a scelte difficili tra salute e cibo. Pensate allo stress di un genitore che deve destreggiarsi tra visite mediche per sé, magari per più specialisti, farmaci da comprare, diete specifiche da seguire, il tutto mentre cerca di lavorare e prendersi cura dei figli. È un carico enorme.
Dall’altro lato, sappiamo anche che l’insicurezza alimentare stessa può peggiorare la salute. Una dieta povera, lo stress cronico legato alla mancanza di cibo, la difficoltà ad accedere a cure mediche adeguate per motivi economici… tutto questo può favorire l’insorgenza o l’aggravamento di malattie croniche, creando un terribile circolo vizioso.
E non dimentichiamo l’impatto sui bambini. Vivere in una famiglia dove il cibo scarseggia e i genitori lottano con problemi di salute ha conseguenze negative a lungo termine sulla loro crescita, sul rendimento scolastico, sulla salute fisica e mentale e sul loro comportamento. Anche se i genitori fanno di tutto per “proteggerli”, magari saltando i propri pasti, la tensione e le difficoltà si percepiscono e lasciano un segno. Spesso, i bambini in queste famiglie hanno a loro volta maggiori probabilità di sviluppare problemi di salute cronici.
Cosa possiamo fare? Un appello all’azione
Questo studio ci lancia un messaggio forte e chiaro: i genitori che convivono con più malattie croniche, specialmente se tra queste ci sono depressione e ansia, sono una popolazione ad altissimo rischio di insicurezza alimentare. Ignorare questo legame significa lasciare indietro intere famiglie.
Cosa serve, allora?
- Maggiore consapevolezza: Dobbiamo riconoscere che la salute di un genitore è un fattore determinante per la sicurezza alimentare di tutta la famiglia.
- Screening mirato: I sistemi sanitari potrebbero giocare un ruolo chiave identificando attivamente i genitori con multimorbidità a rischio di insicurezza alimentare durante le visite mediche. Un semplice “Come va con la spesa?” potrebbe aprire una porta importante.
- Interventi integrati: È fondamentale collegare queste famiglie ai programmi di supporto esistenti (come buoni pasto, mense, banche alimentari) e, allo stesso tempo, garantire un accesso più facile e coordinato alle cure mediche, incluso il supporto per la salute mentale.
- Più ricerca: Servono studi che esplorino più a fondo le dinamiche specifiche, magari attraverso interviste qualitative, per capire meglio le sfide quotidiane di questi genitori e come aiutarli in modo efficace.
L’obiettivo di eliminare la fame, soprattutto quella più grave tra i bambini, è una priorità. Identificare e sostenere i genitori che lottano con il doppio fardello della multimorbidità e dell’insicurezza alimentare potrebbe essere una strategia cruciale per avvicinarci a questo traguardo. È una questione di salute, di equità e, in fondo, di umanità. Non possiamo voltarci dall’altra parte.

Fonte: Springer
