Shandong Sotto la Lente: Modelli Predittivi per Ridurre le Vittime della Strada
Ragazzi, parliamo di un argomento tosto ma super importante: la sicurezza stradale. Spesso pensiamo agli incidenti come a eventi sfortunati e imprevedibili, quasi fossero scritti nel destino. Ma se vi dicessi che forse non è proprio così? Che potremmo, in qualche modo, prevedere dove e quando il rischio è più alto, e magari salvare delle vite? È proprio quello che hanno cercato di fare alcuni ricercatori nella provincia di Shandong, in Cina, una zona che, purtroppo, conosce bene il dramma degli incidenti stradali mortali.
Pensate che a livello globale, secondo l’OMS, ogni anno muoiono circa 1,35 milioni di persone sulle strade, e la stragrande maggioranza (il 93%!) avviene nei paesi a basso e medio reddito. La Cina, essendo il più grande paese in via di sviluppo, ha un carico pesantissimo: oltre 250.000 morti all’anno, quasi un quinto del totale mondiale. È una vera e propria crisi di salute pubblica.
Shandong: Un Crocevia Pericoloso
E Shandong? Beh, questa provincia è un nodo cruciale per i trasporti terrestri in Cina, con una rete stradale fitta e molto trafficata. Ma lo sviluppo non è stato uniforme, e alcune aree sono decisamente più a rischio di altre. Nonostante i tassi di mortalità siano in calo recentemente, gli incidenti stradali restano la prima causa di morte traumatica nella regione, con costi umani ed economici enormi.
La cosa frustrante è che, per molto tempo, la ricerca a Shandong si è concentrata su fattori come i flussi di traffico, gli spostamenti dei residenti o la visibilità stradale, ma nessuno aveva provato specificamente a prevedere gli incidenti mortali. Capite bene che questa è una lacuna enorme per la sicurezza pubblica.
Il problema è che studiare gli incidenti mortali non è facile. Sono eventi improvvisi, spesso con dati incompleti. Come fare previsioni affidabili in queste condizioni? Qui entra in gioco la matematica, o meglio, modelli statistici un po’ particolari.
Il Modello GM(1,1): L’Investigatore con Pochi Indizi
Avete mai sentito parlare della Teoria dei Sistemi Grigi? Non preoccupatevi, non è nulla di oscuro! È un approccio matematico pensato proprio per situazioni con dati limitati o “incerti”. Uno dei suoi strumenti più usati è il modello GM(1,1). Immaginatelo come un investigatore capace di ricostruire uno scenario complesso partendo da pochi indizi. Non ha bisogno di campioni enormi o distribuzioni di probabilità perfette, e tiene conto anche di fattori “nascosti”.
Questo modello è stato già usato con successo in altre ricerche sugli incidenti stradali, mostrando una buona precisione anche con pochi dati. Ad esempio, uno studio in Nepal ha ottenuto un’accuratezza del 92,59%! Sembrava quindi lo strumento perfetto per Shandong.

I ricercatori hanno raccolto i dati sui decessi per incidente stradale a Shandong tra il 2012 e il 2022, usando il sistema di registrazione della mortalità del CDC cinese e i codici internazionali delle malattie (ICD-10). Hanno diviso le vittime in gruppi: pedoni, conducenti di veicoli non a motore (bici, risciò, ecc.), passeggeri e conducenti di veicoli a motore. In totale, parliamo di 176.129 vite spezzate in 11 anni, con un’età media di circa 53 anni e un rapporto uomini/donne di quasi 3 a 1. La maggior parte aveva più di 40 anni, era sposata e aveva un’istruzione medio-bassa. Il tasso medio di mortalità standardizzato era di 18,59 per 100.000 persone. Numeri che fanno riflettere.
Hanno quindi applicato il modello GM(1,1) a questi dati. I risultati? Il modello si è comportato abbastanza bene per prevedere la mortalità totale e quella dei conducenti di veicoli a motore, con errori relativi medi bassi (intorno al 2,7-3%). Sembrava promettente!
Quando il GM(1,1) Mostra la Corda: Entra in Scena l’AI
Tuttavia, c’era un “ma”. Per i pedoni, i conducenti non motorizzati e i passeggeri, il modello GM(1,1) era meno preciso. Perché? Probabilmente perché i dati per questi gruppi erano più “piatti”, con meno variazioni evidenti, e il modello faceva fatica a cogliere le sottigliezze. Il GM(1,1) è bravo con le tendenze generali e le previsioni a breve termine, ma può andare in difficoltà con dati complessi, dinamici o con fluttuazioni non lineari. Rischia di “semplificare troppo” (quello che i tecnici chiamano underfitting).
E allora? Si butta via tutto? Assolutamente no! Qui i ricercatori hanno avuto un’idea brillante: perché non combinare il GM(1,1) con un altro strumento potente, preso dal mondo dell’Intelligenza Artificiale? Sto parlando delle Reti Neurali BP (Backpropagation).
Le reti neurali sono fantastiche nel gestire grandi moli di dati, scovare relazioni complesse e adattarsi a pattern non lineari. Sono state usate con successo per prevedere incidenti stradali in altri studi. Certo, anche loro hanno dei difetti: possono incappare in “ottimi locali” (soluzioni buone ma non le migliori possibili) o “imparare troppo” dai dati di addestramento (overfitting), diventando poco generalizzabili.
La Squadra Vincente: Il Modello Congiunto GM-BP
L’idea geniale è stata creare un modello congiunto GM-BP. Come funziona? È semplice e smart:
- Si usa il modello GM(1,1) per fare una prima previsione, catturando la tendenza di fondo.
- Si calcola l’errore di questa prima previsione rispetto ai dati reali.
- Si “allena” una rete neurale BP usando questi errori come input e i dati reali come output. In pratica, la rete impara a correggere gli errori del GM(1,1).
- Infine, si usa la previsione iniziale del GM(1,1) come input per la rete neurale addestrata, ottenendo così la previsione finale del modello congiunto.
È come avere una squadra: il GM(1,1) fa il lavoro di base, e la rete neurale BP fa le rifiniture di precisione, specialmente dove i dati sono più “rumorosi” o fluttuanti. Questo approccio ibrido è già stato usato con successo in ecologia, energia, ingegneria… ma poco nel campo della sicurezza stradale.

I Risultati della Sfida: GM(1,1) vs GM-BP
E a Shandong, questo modello ibrido ha funzionato? Eccome! I ricercatori hanno confrontato le performance dei due modelli (GM(1,1) da solo e GM-BP congiunto) usando vari indicatori di errore (MSE, MAE, MAPE, RMSE – in pratica, misure di quanto le previsioni si discostano dalla realtà; più bassi sono, meglio è).
Il risultato è stato chiaro:
- Per la popolazione totale e i conducenti di veicoli a motore, il buon vecchio GM(1,1) era ancora leggermente migliore, con errori più bassi.
- Ma per i pedoni e i conducenti non motorizzati, il modello congiunto GM-BP ha vinto a mani basse, mostrando errori significativamente inferiori.
- Per i passeggeri, la situazione era mista, ma il GM-BP aveva comunque un errore percentuale medio assoluto (MAPE) più basso.
Questo conferma l’idea: quando i dati hanno fluttuazioni più sottili o comportamenti non lineari (come probabilmente accade per pedoni e ciclisti), l’accoppiata GM-BP riesce a sfruttare i punti di forza di entrambi i metodi, migliorando l’accuratezza e l’affidabilità della previsione. La rete neurale riesce a “vedere” quei pattern che al solo GM(1,1) sfuggono.
Cosa Ci Insegna Questo Studio (Oltre la Matematica)?
Ok, abbiamo dei modelli che funzionano meglio. E quindi? Il punto cruciale è che questa ricerca fornisce una base scientifica solida per le autorità che si occupano di gestione del traffico a Shandong (e potenzialmente altrove).
Sapere che il modello GM-BP è più accurato per pedoni e conducenti non motorizzati significa che possiamo fidarci di più delle sue previsioni per questi gruppi vulnerabili. Questo permette di sviluppare misure di prevenzione mirate. Ad esempio, se il modello prevede un aumento del rischio per i conducenti non motorizzati in certe aree o periodi, si potrebbero intensificare i controlli sull’uso del casco, migliorare le piste ciclabili o lanciare campagne di sensibilizzazione specifiche.
I ricercatori propongono addirittura un quadro politico completo basato su “legislazione-tecnologia-dati-risorse”:
- Leggi mirate (es. obbligo casco per tutti i non motorizzati).
- Integrazione dei dati da diversi dipartimenti (sanità, polizia, trasporti).
- Politiche adattive per le nuove tecnologie (es. veicoli autonomi).
- Priorità agli aggiornamenti infrastrutturali nei tratti stradali più pericolosi.
- Rafforzamento della gestione e condivisione dei dati.

Limiti e Prospettive Future
Certo, come ogni studio, anche questo ha i suoi limiti. I ricercatori stessi ne sono consapevoli. Ad esempio, in Cina è comune che le persone muoiano in casa, e le informazioni su alcuni decessi stradali potrebbero essere riportate in modo impreciso dai medici locali. Inoltre, i dati usati non includevano informazioni comportamentali (usava il casco? era distratto?) o ambientali specifiche (pioveva? la strada era dissestata?), che potrebbero influenzare il rischio. Infine, eventi futuri imprevedibili (nuove leggi sul traffico, diffusione di auto a guida autonoma, eventi climatici estremi) potrebbero alterare le tendenze e influenzare la stabilità dei modelli.
Nonostante questo, lo studio è un passo avanti importantissimo. Dimostra che combinare modelli tradizionali con l’intelligenza artificiale può darci strumenti più potenti per capire e, speriamo, prevenire la tragedia degli incidenti stradali mortali. Fornisce dati concreti e un approccio innovativo per rendere le strade di Shandong, e magari un giorno le nostre, un po’ più sicure per tutti. E questa, lasciatemelo dire, è scienza che serve davvero.
Fonte: Springer
