Bambino che guarda intensamente uno schermo di tablet da vicino, con un leggero riflesso bluastro sul viso. Obiettivo macro 60mm, alta definizione, messa a fuoco sugli occhi, luce ambientale soffusa per enfatizzare lo schermo. Stile fotorealistico.

Occhio allo Schermo: Come Tablet e Smartphone Stanno Aumentando la Miopia nei Nostri Bambini

Ciao a tutti! Parliamoci chiaro: quanti dei nostri bambini passano ore incollati a tablet, smartphone, computer o davanti alla TV? È una realtà sotto gli occhi di tutti, quasi una nuova normalità. Ma ci siamo mai chiesti seriamente quali potrebbero essere le conseguenze per la loro vista? Ecco, oggi voglio mettere il dito in una piaga che sta diventando sempre più grande e preoccupante: la miopia infantile e il suo legame, sempre più evidente, con l’uso (e abuso) dei dispositivi digitali.

Recentemente mi sono imbattuto in una ricerca scientifica molto corposa, una revisione sistematica e meta-analisi – paroloni per dire che hanno messo insieme i dati di tantissimi studi da tutto il mondo – proprio su questo tema. E i risultati, ve lo dico subito, sono un bel campanello d’allarme. Sembra proprio che l’era digitale stia lasciando un segno… sui loro occhi.

Cos’è la Miopia e Perché Dovremmo Preoccuparci?

Prima di addentrarci nei dati, rinfreschiamoci la memoria. La miopia, in parole povere, è quel difetto visivo per cui si vede bene da vicino ma sfocato da lontano. Tecnicamente, succede perché l’immagine non viene messa a fuoco sulla retina, ma davanti ad essa.

“Vabbè, basta un paio di occhiali”, potreste pensare. E in parte è vero. Ma il problema è più complesso. La miopia non è solo un fastidio:

  • È la causa principale di problemi di vista da lontano a livello globale.
  • Aumenta significativamente il rischio di condizioni oculari ben più gravi in età adulta, come distacco della retina, degenerazione maculare, glaucoma e cataratta, che possono portare anche alla cecità, specialmente nelle forme più severe.
  • L’insorgenza precoce, durante l’infanzia, spesso porta a una progressione più rapida e a una miopia più elevata da adulti.

Insomma, non è un problemino da sottovalutare, soprattutto perché le previsioni dicono che entro il 2050 quasi metà della popolazione mondiale (49.8%) potrebbe essere miope!

I Dispositivi Digitali Sotto Accusa: I Numeri Parlano Chiaro

La ricerca che ho analizzato ha setacciato database scientifici fino a maggio 2024, selezionando 17 studi di alta qualità che indagavano la prevalenza della miopia nei bambini che utilizzano regolarmente dispositivi digitali. E cosa hanno scoperto?

Ecco le percentuali di prevalenza globale di miopia emerse tra i bambini utilizzatori:

  • Computer e videogiochi: 28.8% (con un intervallo di confidenza tra 21.1% e 38%)
  • Televisione (guardare la TV): 35.4% (con un intervallo di confidenza tra 20.6% e 53.7%)
  • Smartphone: 31.4% (con un intervallo di confidenza tra 13.5% e 57.3%)

Questi numeri, anche se con delle variazioni (gli intervalli di confidenza sono ampi, segno di eterogeneità tra gli studi), indicano una presenza importante della miopia tra i giovani utilizzatori di tecnologia. La conclusione degli autori è netta: l’uso di schermi digitali e dispositivi smart può potenzialmente aumentare il rischio di miopia nei bambini.

Primo piano degli occhi di un bambino di circa 7 anni che guarda intensamente uno schermo di tablet tenuto molto vicino al viso. La luce bluastra dello schermo si riflette nelle sue pupille. Obiettivo prime 35mm, profondità di campo ridotta per sfocare lo sfondo, illuminazione ambientale soffusa per enfatizzare la luce dello schermo. Stile fotorealistico.

Ma Perché gli Schermi Fanno Male agli Occhi?

La domanda sorge spontanea: qual è il meccanismo? Perché fissare uno schermo dovrebbe favorire la miopia? La questione è complessa e multifattoriale, non c’è una sola causa, ma un insieme di fattori che interagiscono:

  • Meno tempo all’aperto: Spesso, il tempo passato davanti a uno schermo viene “rubato” al tempo trascorso fuori, giocando all’aria aperta. La luce solare sembra avere un ruolo protettivo contro lo sviluppo della miopia. Diversi studi confermano che passare più tempo all’aperto riduce il rischio.
  • Lavoro da vicino prolungato: Guardare schermi, leggere libri o fare i compiti costringe gli occhi a uno sforzo accomodativo continuo per mettere a fuoco oggetti vicini. Questo stress accomodativo prolungato è considerato uno dei principali fattori ambientali nello sviluppo della miopia.
  • Distanza ravvicinata: Gli smartphone, in particolare, vengono spesso tenuti molto (troppo!) vicini agli occhi, a distanze inferiori ai 20 cm. Questa vicinanza esaspera lo sforzo accomodativo e potrebbe essere particolarmente dannosa. Alcuni ricercatori ipotizzano che gli smartphone siano più “pericolosi” dei computer proprio per questo motivo.
  • Caratteristiche della luce dello schermo: Si è parlato anche della luce blu emessa dagli schermi o della potenziale instabilità nella riflessione della luce, ma le evidenze scientifiche su questo specifico aspetto sono ancora in discussione.
  • Stile di vita associato: L’uso eccessivo di schermi è spesso legato a sedentarietà, abitudini alimentari meno sane, problemi di sonno e persino obesità, fattori che, direttamente o indirettamente, potrebbero influenzare la salute generale e anche quella visiva.
  • Fattori genetici: Non dimentichiamo la genetica. Se i genitori sono miopi, il rischio per i figli aumenta. Tuttavia, l’epidemia globale di miopia suggerisce che i fattori ambientali e comportamentali stiano giocando un ruolo sempre più preponderante.

Non è Tutto Bianco o Nero: Controversie e Complessità

È importante sottolineare, come fanno anche gli autori della revisione, che non tutti gli studi sono giunti alle stesse conclusioni. Alcune ricerche non hanno trovato una correlazione statisticamente significativa tra tempo passato davanti agli schermi e miopia. Ad esempio, alcuni studi non hanno visto un legame con le ore passate a guardare la TV (forse per la maggiore distanza rispetto allo schermo?) o hanno attribuito l’aumento della miopia più all’intensificazione dello studio e all’urbanizzazione che all’uso dei dispositivi in sé.

Anche l’impatto della pandemia di COVID-19 ha dato risultati contrastanti: alcuni studi hanno riportato un’accelerazione della miopia a causa della didattica a distanza e del confinamento, altri non hanno trovato correlazioni significative tra tempo schermo e miopia durante quel periodo, magari perché altri fattori (come la riduzione dell’attività fisica) hanno giocato un ruolo più complesso.

Questo ci ricorda che la scienza procede per accumulo di prove e che la relazione tra uso di dispositivi digitali e miopia è probabilmente complessa e influenzata da molti altri fattori (età del bambino, tipo di attività svolta sullo schermo, predisposizione genetica, tempo passato all’aperto, ecc.). La revisione analizzata, però, indica una prevalenza elevata di miopia tra chi usa questi dispositivi, un dato che non possiamo ignorare.

Fotografia in stile documentaristico che mostra due scenari affiancati. A sinistra: un bambino di 10 anni seduto su un divano in una stanza poco illuminata, curvo su un videogioco portatile. A destra: lo stesso bambino che corre felice in un parco verde sotto il sole. Obiettivo zoom 24-70mm, contrasto tra luce artificiale interna e luce naturale esterna. Stile fotorealistico.

Cosa Possiamo Fare Noi Genitori (e la Società)?

Ok, il quadro è preoccupante, ma non dobbiamo cadere nel panico. Piuttosto, dobbiamo essere consapevoli e agire. Cosa ci suggerisce questa ricerca e il buon senso?

  • Limitare il tempo davanti agli schermi: Sembra banale, ma è fondamentale. L’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda limiti specifici per età (ad esempio, massimo 1-2 ore al giorno per i bambini più grandi, e ancora meno o niente per i più piccoli). Cerchiamo di farli rispettare.
  • Incentivare il tempo all’aperto: Spingiamo i nostri figli a uscire, giocare, correre alla luce del sole. Anche solo 40 minuti in più al giorno possono fare la differenza, come suggerito da uno studio citato.
  • Regola del 20-20-20: Insegniamo ai bambini (e applichiamola anche noi!) a fare pause regolari durante l’uso di schermi: ogni 20 minuti, guardare qualcosa a 20 piedi di distanza (circa 6 metri) per almeno 20 secondi. Aiuta a rilassare l’accomodazione.
  • Mantenere la giusta distanza: Controlliamo che tengano smartphone e tablet a una distanza adeguata (almeno 30-40 cm).
  • Controlli oculistici regolari: Portiamo i bambini a fare visite oculistiche periodiche, anche se non lamentano disturbi. La diagnosi precoce è cruciale. Screening scolastici possono essere molto utili.
  • Informazione e consapevolezza: Parliamone in famiglia, a scuola, con gli altri genitori. Essere informati è il primo passo per prendere decisioni consapevoli.

La ricerca scientifica sta andando avanti anche nello sviluppo di interventi per rallentare la progressione della miopia, come lenti a contatto o occhiali speciali (come le lenti DIMS o l’ortocheratologia menzionate nello studio) e colliri specifici. Ma la prevenzione resta l’arma migliore.

Un oculista pediatrico sorridente che mostra a una bambina come leggere una tabella ottometrica in uno studio medico luminoso e accogliente. La bambina indossa occhiali colorati. Obiettivo prime 50mm, messa a fuoco precisa sul volto della bambina, illuminazione controllata e calda. Stile fotorealistico.

Un Appello Finale

La miopia nei bambini non è solo una questione di occhiali. È un problema di salute pubblica con implicazioni a lungo termine sulla qualità della vita e costi socio-economici significativi. L’avvento dei dispositivi digitali sembra aver gettato benzina sul fuoco di un problema già in crescita.

Questa meta-analisi ci dà un messaggio forte: la prevalenza della miopia tra i bambini che usano questi strumenti è alta. Anche se la correlazione diretta causa-effetto è ancora oggetto di studio e dibattito in alcuni suoi aspetti, l’associazione è troppo evidente per essere ignorata. È ora di agire, come genitori, educatori e società, per proteggere la vista dei nostri figli nell’era digitale. Ridurre il tempo passato davanti agli schermi e aumentare quello all’aria aperta potrebbe essere una delle strategie più semplici ed efficaci che abbiamo. Teniamo le antenne dritte e prendiamoci cura dei loro occhi!

Fonte: Springer

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *