Mele dell’Irlanda del Nord: Non Sono Tutte Uguali! Scopri le Campionesse di Salute
Ciao a tutti! Oggi voglio parlarvi di qualcosa che diamo spesso per scontato: le mele. Sì, proprio loro, il frutto che più di tutti associamo al detto “una mela al giorno…”. Ma siamo sicuri che tutte le mele siano uguali quando si tratta di benefici per la nostra salute? Recentemente mi sono imbattuto in uno studio affascinante che ha messo sotto la lente d’ingrandimento le mele che si trovano in Irlanda del Nord, sia quelle coltivate localmente che quelle importate. E i risultati, ve lo dico, sono stati una vera sorpresa!
Perché le Mele? Il Segreto sta nei Polifenoli
Prima di tuffarci nei risultati, facciamo un passo indietro. Perché le mele sono considerate così salutari? Gran parte del merito va ai (poli)fenoli. Immaginate queste sostanze come dei piccoli guerrieri presenti nella frutta e nella verdura, dotati di superpoteri:
- Sono potenti antiossidanti: combattono i radicali liberi, molecole “cattive” che possono danneggiare le nostre cellule.
- Hanno proprietà anti-infiammatorie.
- Possono avere effetti positivi sul nostro microbiota intestinale (i batteri buoni che vivono nel nostro intestino).
Le mele ne sono particolarmente ricche, ma attenzione: la quantità e il tipo di polifenoli possono variare tantissimo a seconda della varietà!
Sotto la Lente: Le Mele dell’Irlanda del Nord
Lo studio che ha catturato la mia attenzione ha analizzato ben 74 varietà di mele, dividendole in cinque categorie principali:
- Mele da dessert importate (quelle che troviamo più comunemente nei grandi supermercati)
- Mele da dessert coltivate localmente in Irlanda del Nord
- Mele da cucina (principalmente la famosa varietà Bramley’s Seedling)
- Mele da sidro coltivate localmente
- Mele “heritage” irlandesi (varietà antiche, spesso dimenticate)
L’obiettivo? Capire quali di queste mele avessero il maggior contenuto di polifenoli, proantocianidine (un tipo specifico di polifenolo), acido ascorbico (la nostra cara Vitamina C) e capacità antiossidante generale. Insomma, una vera e propria gara per scoprire le “super mele” nordirlandesi!
I Risultati Sono Chiari: Locale e “Antico” Battono Importato
Ebbene sì, i risultati parlano chiaro. Le mele da dessert importate, quelle che magari compriamo più spesso per comodità, sono risultate avere concentrazioni significativamente più basse di molti composti benefici (flavanoli totali, acidi fenolici, diidrocalconi, proantocianidine, acido ascorbico) e una minore capacità antiossidante rispetto a quasi tutte le altre categorie locali.
In particolare, a brillare sono state:
- Mele da sidro locali: Hanno mostrato il contenuto più alto di polifenoli totali e proantocianidine.
- Mele da cucina (Bramley’s Seedling): Questa varietà, importantissima per l’economia locale e protetta dal marchio IGP “Armagh Bramley”, si è confermata una vera miniera di polifenoli e ha registrato il contenuto più alto di Vitamina C. È praticamente la campionessa tra le mele facilmente reperibili dai consumatori in Irlanda del Nord (e forse anche nel Regno Unito).
- Mele “heritage” locali: Queste varietà antiche, conservate in frutteti storici, hanno mostrato un contenuto medio di polifenoli doppio rispetto alle mele da dessert importate! Pur con una grande variabilità tra le diverse tipologie heritage, molte si sono dimostrate ricchissime di composti bioattivi.
- Mele da dessert locali: Anche se statisticamente non sempre diverse dalle importate per i polifenoli totali, le varietà locali hanno mostrato i picchi più alti e un contenuto medio di Vitamina C superiore.

Mele Heritage: Tesori Nascosti da Riscoprire
Voglio soffermarmi un attimo sulle mele “heritage”. Queste varietà rappresentano un patrimonio non solo culturale, ma anche nutrizionale. Lo studio suggerisce che molte di queste vecchie cultivar irlandesi potrebbero seguire lo stesso schema osservato in altri paesi europei, dove le varietà antiche spesso superano quelle moderne in termini di polifenoli e capacità antiossidante.
Pensateci: in un’epoca in cui la grande distribuzione tende a omologare l’offerta, rischiamo di perdere non solo sapori unici, ma anche preziosi alleati per la nostra salute. La ricerca ha evidenziato che queste mele antiche hanno profili bioattivi unici e diversificati. Alcune potrebbero essere perfette per fare il sidro, altre ottime da cucinare, altre ancora deliziose da mangiare fresche. Non solo: spesso le varietà antiche mostrano una maggiore resistenza naturale alle malattie o caratteristiche di fioritura che le rendono più resilienti ai cambiamenti climatici. Preservarle e magari reintrodurle sul mercato potrebbe essere una scelta vincente sotto molti punti di vista.
Perché Questa Differenza? Questione di Gusti (e di Browning)
Ma perché le mele moderne da dessert, quelle più diffuse, sembrano essere meno “dotate”? La spiegazione risiede in parte nelle scelte fatte negli ultimi decenni. La selezione si è concentrata su mele:
- Più dolci: Per incontrare le preferenze dei consumatori.
- Meno inclini all’imbrunimento (il cosiddetto “browning”): Quell’effetto poco gradevole che vediamo quando tagliamo una mela e la polpa diventa scura.
Il problema è che l’imbrunimento è causato proprio dall’azione di enzimi (polifenolossidasi) sui polifenoli. Quindi, selezionare mele che imbruniscono meno ha significato, indirettamente, selezionare mele con un contenuto inferiore di questi preziosi composti! Un vero peccato, non trovate?
Cosa Portiamo a Casa da Questo Studio?
Questa ricerca ci lascia alcuni messaggi importanti. Primo: non tutte le mele sono uguali dal punto di vista nutrizionale. Secondo: le varietà locali, quelle da cucina come la Bramley’s Seedling e soprattutto le varietà antiche “heritage”, rappresentano una fonte incredibilmente ricca di polifenoli e antiossidanti, spesso superiore a quella delle mele importate che dominano i supermercati.
Questo ci suggerisce che, quando possibile, dovremmo cercare di variare il nostro consumo, privilegiando prodotti locali e stagionali. Le mele locali, oltre ad avere potenzialmente più Vitamina C (perché probabilmente subiscono periodi di stoccaggio più brevi), supportano l’economia del territorio e potrebbero avere anche un impatto ambientale minore legato ai trasporti.
Inoltre, c’è un forte argomento a favore della conservazione e della valorizzazione delle varietà heritage: sono un tesoro di biodiversità e di salute che merita di essere riscoperto e sfruttato commercialmente. Magari la prossima volta che scegliamo una mela, potremmo essere un po’ più curiosi e cercare qualcosa di diverso dal solito!

Insomma, la prossima volta che addentate una mela, pensate a tutto il buono che state facendo per voi stessi, e magari scegliete una varietà locale o una “vecchia gloria” come la Bramley: farete un favore alla vostra salute e forse anche all’ambiente e alla cultura locale!
Fonte: Springer
