Immagine fotorealistica di un parco urbano diviso a metà: una parte con pavimentazione scura in asfalto e poche piante sotto un sole cocente, l'altra con erba rigogliosa, alberi ombrosi e uno specchio d'acqua fresco, obiettivo grandangolare 18mm, messa a fuoco nitida, contrasto evidente tra le due aree per illustrare l'impatto dei materiali sul microclima.

Città Bollenti? Il Segreto è Sotto i Nostri Piedi: Come i Materiali Cambiano il Clima Urbano

Ciao a tutti! Avete mai passeggiato in città in una calda giornata estiva e sentito l’asfalto quasi sciogliersi sotto le scarpe? O cercato disperatamente un po’ d’ombra o la frescura vicino a una fontana? Beh, non siete i soli. Le nostre città, soprattutto d’estate, possono diventare delle vere e proprie fornaci. Ma vi siete mai chiesti se c’entri qualcosa il materiale con cui sono fatte strade, piazze e marciapiedi? E se potessimo rendere le nostre città più vivibili semplicemente scegliendo i materiali giusti?

Il Caldo Infernale delle Città: Colpa dell’Isola di Calore Urbana

Sentiamo spesso parlare di “isola di calore urbana”. Ma cos’è esattamente? In parole povere, è quel fenomeno per cui le aree urbane sono significativamente più calde delle zone rurali circostanti. Pensateci: cemento, asfalto, edifici fitti fitti… tutti elementi che assorbono il calore del sole durante il giorno e lo rilasciano lentamente durante la notte. Aggiungete il calore prodotto dalle auto, dai condizionatori, dalle attività industriali, e il gioco è fatto. Il risultato? Temperature più alte, notti tropicali anche in climi temperati e, diciamocelo, un bel po’ di disagio.

Questa urbanizzazione sfrenata, spesso poco pianificata, non solo peggiora la qualità dell’ambiente ma aumenta anche il consumo energetico (pensate a quanto lavorano i condizionatori!). E questo calore extra non è solo fastidioso, influisce direttamente sulla nostra salute e sulla qualità della vita. Diventa difficile godersi gli spazi aperti, fare una passeggiata, portare i bambini al parco.

La Scelta dei Materiali: Un Dettaglio Fondamentale (Spesso Ignorato)

Ed eccoci al punto cruciale: i materiali che usiamo per pavimentare le nostre città. Asfalto scuro, cemento, piastrelle, ma anche erba, terra, legno, persino l’acqua di una fontana o di un laghetto. Ognuno di questi materiali reagisce al sole in modo diverso. Alcuni, come l’asfalto nero, sono delle vere e proprie spugne di calore. Altri, come l’acqua o la vegetazione, hanno un effetto rinfrescante.

La temperatura superficiale – cioè quanto scotta una superficie al tatto (o quasi!) – è un fattore chiave per il nostro comfort termico. Se camminiamo su una pavimentazione rovente, percepiamo molto più caldo, anche se la temperatura dell’aria non è cambiata. Ecco perché la scelta dei materiali non è solo una questione estetica, ma una leva potentissima per migliorare il microclima urbano.

Adana, Turchia: Un Caso Studio Illuminante

Proprio su questo si è concentrato uno studio affascinante condotto ad Adana, una città nella regione mediterranea della Turchia, nota per le sue estati torride. I ricercatori si sono chiesti: “Quanto influiscono i diversi tipi di pavimentazione sul comfort delle persone? Possiamo davvero migliorare le condizioni bioclimatiche scegliendo i materiali giusti?”.

Per scoprirlo, hanno usato un approccio super moderno: un drone equipaggiato con una termocamera (un Parrot Anafi Thermal UAV, per i più tecnici!). Hanno sorvolato un parco cittadino, il Cumhuriyet Park, e le aree circostanti, misurando la temperatura superficiale in 20 punti diversi, rappresentativi dei vari materiali presenti: acqua, erba, alberi, terra, asfalto, cemento (anche colorato di nero!), gomma, edifici… Hanno poi creato una mappa termica dettagliata. Figo, no?

Fotografia macro di diverse superfici urbane sotto il sole estivo - asfalto scuro, cemento chiaro, erba verde, acqua - con dettagli precisi sulla texture e l'illuminazione controllata, obiettivo macro 85mm.

I Risultati? Sorprendenti (ma non troppo!)

E i risultati? Beh, preparatevi, perché confermano quello che forse un po’ sospettavamo, ma con dati alla mano è tutta un’altra storia!

  • La superficie più fresca in assoluto? L’acqua, con appena 19°C. Un’oasi di frescura!
  • Subito dopo, le aree verdi: l’erba a 20°C e le superfici sotto gli alberi a 22.07°C. La natura non delude mai.
  • E le superfici più roventi? Tenetevi forte: il cemento nero ha toccato i 48.36°C! Praticamente ci si poteva cuocere un uovo.
  • Seguito a ruota dall’asfalto (45.87°C) e dalle superfici degli edifici in cemento (44.2°C).

Anche nelle zone ombreggiate, le differenze si notavano, sebbene con temperature più basse in generale. L’asfalto restava comunque tra i più caldi (circa 30.9°C), mentre la terra era la più fresca (27°C).

Questi dati urlano una cosa: la scelta del materiale ha un impatto ENORME sulla temperatura che percepiamo e, di conseguenza, sul nostro benessere. Pensate alla differenza tra camminare su un prato a 20°C e su un marciapiede di cemento nero a quasi 50°C!

Comfort Bioclimatico: Stare Bene nella Propria Città

Ma perché ci interessa tanto questa storia delle temperature? È tutta una questione di comfort bioclimatico (o termico, che ne rappresenta circa l’80%). Si tratta di quello stato in cui ci sentiamo a nostro agio nell’ambiente che ci circonda, né troppo caldo né troppo freddo. È fondamentale per la nostra salute fisica e mentale, per la nostra voglia di uscire, socializzare, vivere gli spazi urbani.

Se le superfici sono troppo calde, il comfort va a farsi benedire. Si crea uno stress termico che rende spiacevole qualsiasi attività all’aperto. Lo studio di Adana, come molti altri prima, dimostra che integrare elementi naturali come aree verdi e specchi d’acqua è una strategia vincente per mitigare l’effetto isola di calore e creare ambienti più piacevoli. Gli alberi, in particolare, sono fantastici: fanno ombra e rinfrescano l’aria tramite l’evapotraspirazione.

Veduta aerea con drone termico sopra un parco urbano come quello di Adana, che mostra le differenze di temperatura tra aree verdi, specchi d'acqua e pavimentazioni in cemento e asfalto, obiettivo grandangolare 20mm, messa a fuoco nitida.

Cosa Possiamo Fare? Progettare Città a Prova di Caldo

La buona notizia è che le soluzioni ci sono e sono alla nostra portata. Lo studio di Adana lo ribadisce con forza:

  • Privilegiare materiali naturali e chiari: Erba, terra, legno, pietra chiara riflettono più luce solare e si scaldano meno.
  • Aumentare il verde urbano: Più alberi, più parchi, più giardini pensili, più prati. Il verde è il nostro miglior alleato contro il caldo.
  • Integrare l’acqua: Fontane, laghetti, canali non sono solo belli da vedere, ma abbassano sensibilmente la temperatura circostante.
  • Evitare o limitare materiali scuri e artificiali: Asfalto, cemento scuro, gomma (usata spesso nei parchi gioco!), erba sintetica… sono da usare con molta cautela, soprattutto in aree aperte e soleggiate destinate alla ricreazione.
  • Considerare l’ombra: Progettare edifici e piantare alberi in modo da creare zone d’ombra strategiche su piazze e percorsi pedonali.

La scelta dei materiali di superficie non è un dettaglio secondario, ma un principio fondamentale della progettazione urbana e della pianificazione territoriale, specialmente in climi caldi come quello mediterraneo. È essenziale per creare città sostenibili, resilienti ai cambiamenti climatici e con un’alta qualità della vita.

Un Appello a Chi Decide

Qui entrano in gioco le amministrazioni locali, gli urbanisti, gli architetti, i paesaggisti. Hanno una responsabilità enorme nel plasmare le nostre città. Devono prendere decisioni informate, basate su dati scientifici come quelli dello studio di Adana, per scegliere materiali e soluzioni che mettano al primo posto il benessere dei cittadini e la vivibilità degli spazi.

Non si tratta solo di rendere le città più belle, ma di renderle più sane, fresche e piacevoli da vivere, soprattutto quando il termometro sale.

Insomma, la prossima volta che camminate per la vostra città in una giornata calda, guardate sotto i vostri piedi. Quel marciapiede, quella piazza, quel parco giochi potrebbero raccontarvi molto sul perché sentite così caldo… o così piacevolmente fresco. E ricordiamoci che chiedere città più verdi, più blu e con materiali più intelligenti è un nostro diritto!

Primo piano di un architetto o urbanista che sceglie campioni di materiali per pavimentazione esterna, alcuni chiari e naturali, altri scuri e artificiali, fotografia ritratto con obiettivo 35mm, profondità di campo ridotta per focalizzare sui materiali.

Fonte: Springer

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