Massa Muscolare e Malattie Polmonari Croniche: Un Legame a Doppio Filo Che Non Ti Aspetti!
Amici, parliamoci chiaro: l’invecchiamento è una sfida globale, e qui in Cina, con la nostra vasta popolazione e un invecchiamento che galoppa, la sentiamo particolarmente forte. Quando si invecchia, purtroppo, aumentano anche quelle che noi chiamiamo malattie croniche non trasmissibili, come i problemi cardiovascolari, cerebrovascolari e, argomento di oggi, le malattie polmonari croniche (MPC). Pensate che le MPC sono la terza causa di morte da noi! E non è tutto: c’è un’altra condizione, spesso sottovalutata, che minaccia la salute degli adulti di mezza età e anziani: la sarcopenia, ovvero la progressiva perdita di massa e funzione muscolare. Vi siete mai chiesti se queste due cose – polmoni malandati e muscoli che si riducono – potessero essere collegate? Beh, io sì, e la risposta è più complessa e affascinante di quanto si possa pensare.
Un Circolo Vizioso tra Muscoli e Polmoni
Ho sempre avuto il sospetto che ci fosse un legame stretto. Da un lato, le MPC possono peggiorare la perdita muscolare. Immaginate: i muscoli respiratori sono fondamentali. Se non funzionano bene a causa di una malattia polmonare, si entra in un circolo vizioso. La malattia limita la ventilazione, i muscoli respiratori si indeboliscono, la capacità di fare esercizio cala e, alla fine, si perde massa muscolare in tutto il corpo. Inoltre, molte MPC, come la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), sono associate a un’infiammazione cronica. Queste citochine infiammatorie, delle piccole molecole messaggere, attivano enzimi che letteralmente “mangiano” le proteine dei muscoli, contribuendo alla loro riduzione.
Dall’altro lato, una ridotta massa muscolare potrebbe facilitare l’insorgenza delle MPC. I muscoli scheletrici secernono delle sostanze chiamate miochine, che hanno effetti benefici su tutto l’organismo. Se i muscoli calano, cala anche la produzione di queste preziose miochine, e questo potrebbe sbilanciare delicati equilibri, favorendo le malattie polmonari. Alcuni studi preliminari, infatti, suggeriscono che chi ha una MPC ha tre volte più probabilità di sviluppare una bassa massa muscolare, e chi ha una bassa massa muscolare ha un rischio aumentato del 70% di sviluppare una MPC entro cinque anni. Insomma, un vero e proprio “do ut des” negativo!
Cosa Abbiamo Scoperto con lo Studio CHARLS
Per vederci più chiaro, ci siamo tuffati nei dati del China Health and Retirement Longitudinal Study (CHARLS), uno studio rappresentativo a livello nazionale che segue la salute della popolazione cinese dai 45 anni in su. L’obiettivo era duplice: primo, esplorare questa relazione bidirezionale tra massa muscolare stimata e MPC auto-riferite; secondo, identificare eventuali biomarcatori nel sangue che potessero fare da “mediatori” in questo legame. Parliamo di ben 16 biomarcatori, tra cui globuli bianchi, emoglobina, proteina C-reattiva, colesterolo, glicemia, cistatina C e altri indicatori di infiammazione, trasporto di ossigeno, metabolismo e funzione renale.
Abbiamo analizzato i dati di migliaia di partecipanti tra il 2011 e il 2018. Per la massa muscolare, non potendo fare una TAC a tutti, abbiamo usato un’equazione antropometrica validata per la popolazione cinese, che stima la massa muscolare scheletrica appendicolare (ASM) basandosi su peso, altezza, sesso ed età. La bassa massa muscolare è stata definita come un valore di ASM aggiustato per l’altezza al quadrato (ASM/Ht²) inferiore al 20° percentile dei partecipanti.
I risultati? Eccoli qua, e sono piuttosto eloquenti!
- Su 10.591 partecipanti seguiti per una media di 4,4 anni, quelli con una bassa massa muscolare stimata avevano un rischio del 27% più alto di sviluppare una MPC auto-riferita rispetto a quelli con massa muscolare normale.
- In un’analisi separata su 6.067 partecipanti, quelli che all’inizio dello studio riferivano una MPC avevano un rischio del 26% maggiore di andare incontro a una nuova diagnosi di bassa massa muscolare durante un follow-up medio di 2,5 anni.
Quindi, sì, la relazione è proprio bidirezionale: la scarsa muscolatura può portare a problemi polmonari, e i problemi polmonari possono far perdere muscoli. Un vero e proprio cane che si morde la coda!

Fattori di Rischio e Popolazioni Vulnerabili
Ma non finisce qui. Abbiamo voluto capire se ci fossero dei fattori che amplificassero questi rischi. Ebbene sì! Un dato che mi ha colpito molto è che le persone con insufficiente attività fisica avevano un rischio quasi doppio (HR = 1.91) di sviluppare MPC rispetto a chi faceva esercizio regolarmente. L’esercizio fisico si conferma un toccasana, amici!
Inoltre, l’impatto negativo della bassa massa muscolare sembrava essere più pronunciato negli uomini (rischio aumentato del 65% di MPC) rispetto alle donne, nello stesso periodo di follow-up. Questo è un dato su cui riflettere per strategie di prevenzione mirate.
Analizzando chi era più a rischio di perdere massa muscolare se affetto da MPC, abbiamo notato che gli anziani perdevano muscoli più facilmente dei soggetti di mezza età. Anche le persone disoccupate mostravano una maggiore prevalenza di bassa massa muscolare rispetto a chi lavorava, sia in agricoltura che in altri settori. Questo potrebbe dipendere da una miriade di fattori: la riduzione drastica dell’attività fisica, le ristrettezze economiche che limitano l’accesso a proteine di qualità, la mancanza di assicurazione sanitaria e lo stress psicologico cronico, che può promuovere il catabolismo muscolare.
Curiosamente, anche le persone con un’istruzione secondaria o superiore sembravano più inclini a perdere massa muscolare. Forse perché tendono a dare priorità al lavoro e allo studio, conducendo stili di vita più sedentari e trascurando l’esercizio fisico, a differenza di chi, con un’istruzione inferiore, svolge spesso lavori manuali che aiutano a mantenere la muscolatura.
Il Ruolo della Cistatina C: Un Mediatore Chiave?
E quei 16 biomarcatori che abbiamo analizzato? C’è una “star” che è emersa: la cistatina C. Sembra che questo biomarcatore, spesso legato alla funzione renale, possa mediare una piccola parte (circa lo 0,61%) dell’associazione tra bassa massa muscolare e sviluppo di MPC. In pratica, una ridotta massa muscolare potrebbe esacerbare l’infiammazione sistemica, accelerare la “distruzione” delle proteine muscolari e rilasciare miochine in circolo. Questi processi potrebbero aumentare il carico sui reni, elevando i livelli di cistatina C e riducendo la velocità di filtrazione glomerulare. L’aumento della cistatina C potrebbe, a sua volta, contribuire alla patogenesi polmonare.
Interessante notare che non abbiamo trovato un effetto reciproco della MPC sulla progressione della perdita muscolare tramite la cistatina C. Questo suggerisce che i meccanismi che legano la MPC alla perdita muscolare potrebbero coinvolgere principalmente le restrizioni alla mobilità, l’infiammazione cronica sistemica e un apporto nutrizionale inadeguato, fattori che potrebbero sopprimere la sintesi proteica muscolare indipendentemente dalle vie della cistatina C.

Cosa Ci Portiamo a Casa da Questo Studio?
Questo studio, basato su un ampio campione nazionale, ci fornisce nuove prove di una relazione bidirezionale tra massa muscolare e rischio di MPC. È un po’ come dire che muscoli e polmoni danzano un tango pericoloso: se uno inciampa, l’altro rischia di seguirlo a ruota.
I risultati sottolineano l’importanza di uno screening precoce sia per la perdita di massa muscolare sia per le MPC negli adulti di mezza età e anziani in Cina, con un occhio di riguardo per gli uomini e per le persone con un’istruzione più elevata o disoccupate. Bisogna prestare particolare attenzione ai marcatori infiammatori, come la cistatina C.
Cosa possiamo fare, quindi? Interventi mirati per ridurre il rischio di MPC e prevenire il declino della massa muscolare potrebbero migliorare significativamente gli esiti di salute e la qualità della vita in questa popolazione. Questo significa:
- Promuovere l’attività fisica regolare: almeno 30 minuti di attività di intensità moderata (come jogging leggero, yoga, tai chi) a settimana, oltre alle normali attività quotidiane. Per chi ha MPC, esercizi di endurance come ciclismo o camminata per 20-60 minuti, 3-5 volte a settimana, possono fare miracoli.
- Curare l’alimentazione: aumentare l’apporto proteico, specialmente per gli anziani e i disoccupati, e considerare l’integrazione di vitamina D.
- Monitoraggio: controlli regolari della salute, soprattutto se si avvertono disturbi respiratori, per intervenire tempestivamente.
Certo, il nostro studio ha delle limitazioni. Le MPC erano auto-riferite, il che potrebbe introdurre qualche imprecisione, anche se abbiamo cercato di minimizzare questo rischio con domande di conferma. La massa muscolare era stimata con una formula, non misurata direttamente con tecniche di imaging come la DEXA (anche se la formula è validata per le popolazioni asiatiche). E, essendo uno studio condotto in Cina, i risultati potrebbero non essere generalizzabili a Paesi con contesti socioculturali molto diversi, anche se non ci sono prove definitive in tal senso.
Nonostante ciò, credo che il messaggio sia forte e chiaro: prendersi cura dei propri muscoli è anche un modo per proteggere i propri polmoni, e viceversa. Un approccio integrato alla salute, che consideri l’organismo nella sua interezza, è la chiave per un invecchiamento più sano e attivo. E questa, amici miei, è una scoperta che vale la pena condividere!
Fonte: Springer
