Fotografia grandangolare, 20mm, di un'alta marea primaverile che raggiunge il limite di una passeggiata lungomare in cemento al tramonto. L'acqua è calma ma molto alta, quasi a livello della passeggiata. Il cielo riflette colori caldi sull'acqua. Focus nitido sull'interfaccia acqua-cemento, lunga esposizione per acqua setosa, atmosfera suggestiva.

Maree e Alluvioni Costiere: Non Solo Quanto, Ma Per Quanto Tempo!

Ciao a tutti! Oggi voglio parlarvi di qualcosa che forse diamo un po’ per scontato quando pensiamo alle nostre coste e ai rischi che corrono: le maree. Sì, quel su e giù dell’acqua che vediamo ogni giorno. Ma vi siete mai chiesti come le caratteristiche specifiche di queste maree possano influenzare non solo *se* un’area viene allagata, ma *per quanto tempo* rimane sott’acqua? È una domanda affascinante, e la risposta ha implicazioni enormi per il futuro delle nostre zone costiere, soprattutto con l’innalzamento del livello del mare.

Recentemente mi sono imbattuto in uno studio (pubblicato su Nature Communications Earth e Environment, trovate il link alla fine!) che ha messo insieme teoria e dati reali per capire meglio questa faccenda. E credetemi, i risultati sono sorprendenti e un po’ preoccupanti.

I Quattro Moschettieri della Durata delle Alluvioni

Allora, cosa determina quanto a lungo un’inondazione da alta marea persiste? Secondo questa ricerca, ci sono quattro fattori principali che giocano un ruolo chiave:

  • L’ampiezza della marea: Quanto è grande l’oscillazione tra alta e bassa marea.
  • Il periodo della marea: Quanto tempo passa tra due alte maree (principalmente se dominano le maree semidiurne, circa 12 ore, o quelle diurne, circa 24 ore).
  • Le fasi relative: Come le diverse componenti della marea (semidiurne e diurne) si combinano tra loro.
  • Il livello massimo dell’acqua: Quanto l’acqua sale al di sopra di un certo riferimento (ad esempio, la soglia di allagamento).

Sembra complicato? Forse un po’, ma l’idea di fondo è che la “forma” dell’onda di marea è cruciale. Immaginate una marea come un’onda sinusoidale (più o meno). Se l’onda ha un picco molto alto e stretto (come in alcune zone con forti maree semidiurne), l’acqua supererà una certa soglia solo per poco tempo. Ma se l’onda ha un picco più basso ma molto più “largo”, più piatto (tipico di zone con maree diurne dominanti), l’acqua rimarrà sopra quella soglia per un periodo molto più lungo, anche a parità di altezza massima raggiunta!

Differenze Enormi da Costa a Costa (e Anche Dentro lo Stesso Estuario!)

Qui le cose si fanno interessanti. Lo studio ha analizzato dati da tutta l’America del Nord e ha scoperto differenze enormi. Prendiamo due esempi estremi citati:

  • Costa del Golfo USA (es. Galveston, Texas): Qui le maree sono spesso dominate dalla componente diurna. Risultato? Quando l’acqua supera una soglia di 20 cm (un’inondazione considerata “minore”), può rimanere sopra quel livello per più di 20 ore! Avete capito bene, quasi un giorno intero con i piedi a mollo (metaforicamente parlando, per le infrastrutture).
  • Costa Est USA (es. Boston, Massachusetts): Qui dominano le maree semidiurne, con ampiezze maggiori. Per la stessa profondità di inondazione di 20 cm, la durata è di appena 1-2 ore.

Una differenza abissale! Ma non finisce qui. Anche all’interno dello stesso estuario, le cose possono cambiare radicalmente. Nello studio si menziona che la durata potenziale può variare di un fattore superiore a due spostandosi all’interno di un sistema estuariale come la Baia di Chesapeake. Questo perché la forma e l’ampiezza della marea vengono modificate dalla batimetria (la forma del fondale), dall’attrito e da altri processi locali.

Fotografia paesaggistica grandangolare, 15mm, che mostra due scene costiere affiancate sotto una luce diurna morbida. A sinistra, una costa con una marea semidiurna pronunciata: acqua ritirata che espone ampie piane fangose, con segni netti del livello massimo raggiunto, focus nitido. A destra, una costa con marea diurna dominante: acqua alta che lambisce la vegetazione costiera per un lungo tratto, quasi stagnante, lunga esposizione per acqua liscia, colori naturali.

L’Effetto Combinato con l’Innalzamento del Livello del Mare

Ora, aggiungiamo l’ingrediente che rende tutto più urgente: l’innalzamento del livello del mare (che gli scienziati chiamano RSLR – Relative Sea-Level Rise). Questo fenomeno non è uniforme nel mondo. In alcune zone della Nord America, il livello relativo del mare sale meno di 1 mm all’anno, in altre supera i 10 mm all’anno (spesso a causa della subsidenza, cioè l’abbassamento del suolo).

Cosa succede quando combiniamo queste diverse velocità di innalzamento con le diverse caratteristiche delle maree? Succede che il tempo necessario perché un’alta marea “normale” (che oggi magari non causa problemi) inizi a provocare un’inondazione di, diciamo, 2 ore di durata, varia in modo pazzesco: da 1 a 87 anni!

Pensateci: in alcune aree, nel giro di pochissimi anni, quelle che erano alte maree innocue diventeranno eventi di allagamento prolungato. In altre, questo processo richiederà molti decenni. Questa enorme variabilità spaziale è fondamentale per la pianificazione. Non possiamo usare un approccio “taglia unica” per l’adattamento costiero.

Perché la Durata è Così Importante?

Potreste chiedervi: “Ok, l’acqua sta su più a lungo, ma che differenza fa?”. Fa una differenza enorme, per tanti motivi:

  • Impatto Socio-Economico: Strade chiuse più a lungo, attività commerciali interrotte per ore, danni maggiori alle proprietà e alle infrastrutture (pensate al sale che penetra nei materiali), costi di manutenzione più alti. Spesso, i danni cumulativi di tante piccole ma lunghe inondazioni superano quelli di un singolo evento estremo.
  • Ecologia: Gli ecosistemi costieri, come le paludi salmastre o le foreste di mangrovie, sono incredibilmente sensibili a quanto tempo rimangono sommersi o esposti all’aria. Cambiamenti nella durata dell’inondazione possono alterare completamente la zonazione delle piante, i tassi di crescita, la sedimentazione e la resilienza generale dell’ecosistema all’innalzamento del livello del mare.
  • Eventi Estremi: Anche durante le tempeste, la marea sottostante gioca un ruolo. Una mareggiata che coincide con un’alta marea “lunga” causerà inondazioni più durature e potenzialmente più dannose. Lo studio fa anche un esempio interessante con l’uragano Sandy a New York, mostrando come la combinazione dell’onda di tempesta e dell’onda di marea abbia creato un’onda “composta” con una durata specifica, influenzando il tempo trascorso sopra la soglia di allagamento maggiore.

Fotografia con teleobiettivo zoom, 100mm, di una strada costiera parzialmente allagata durante un'inondazione da alta marea in una giornata nuvolosa. L'acqua è calma ma persistente, coprendo la carreggiata per decine di metri. Un'auto procede lentamente creando piccole onde. Edifici vicini con segni di umidità alla base. Messa a fuoco precisa sull'interazione acqua-strada, luce diffusa.

Cosa Possiamo Imparare?

La lezione principale che mi porto a casa da questa ricerca è che dobbiamo guardare oltre la semplice altezza massima dell’acqua. La durata dell’inondazione è un parametro critico che varia enormemente nello spazio a causa delle proprietà intrinseche delle maree locali.

Questo significa che:

  • Le valutazioni del rischio costiero e i piani di adattamento devono tenere conto specificamente della durata prevista delle inondazioni, non solo della loro frequenza o profondità.
  • Le previsioni di inondazione costiera potrebbero diventare più utili includendo stime sulla durata dell’evento.
  • La gestione degli ecosistemi costieri deve considerare come i cambiamenti nella durata dell’inondazione influenzeranno habitat e specie.

Insomma, la prossima volta che guardate la marea salire, pensate non solo a “quanto” salirà, ma anche a “per quanto tempo” potrebbe rimanere alta in futuro. È un aspetto sottile ma potentissimo del complesso puzzle dei cambiamenti climatici e della vita sulle nostre coste. Dobbiamo capire queste dinamiche per prepararci al meglio a ciò che verrà.

Fonte: Springer Nature

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