Ritratto fotografico di un adolescente sorridente seduto sulla poltrona del dentista, con il dentista che esamina delicatamente i suoi denti. Luce clinica morbida, obiettivo prime 35mm, profondità di campo per mettere a fuoco il paziente e il dentista, sfondo leggermente sfocato dello studio dentistico. L'atmosfera è positiva e rassicurante.

Sorrisi che sfidano il cancro: Nuove linee guida EAPD per la salute orale dei giovani sopravvissuti

Ciao a tutti! Oggi voglio parlarvi di un argomento che mi sta particolarmente a cuore e che merita tutta la nostra attenzione: la salute orale dei bambini e adolescenti che hanno vinto la loro battaglia contro il cancro. Questi giovani eroi, che chiamiamo sopravvissuti al cancro infantile (CCS – Childhood Cancer Survivors), affrontano sfide uniche anche dopo la guarigione, e la loro bocca può portare i segni di trattamenti salvavita ma aggressivi.

L’Accademia Europea di Odontoiatria Pediatrica (EAPD), di cui mi sento parte nel condividere queste importanti informazioni, ha recentemente pubblicato delle linee guida preziosissime. Pensate, un gruppo di esperti si è riunito, ha analizzato tutta la letteratura scientifica disponibile e, durante un seminario a Praga nel maggio 2023, ha tirato le somme per darci delle indicazioni pratiche, basate sull’evidenza, su come prenderci cura al meglio del sorriso di questi ragazzi.

Perché è così importante? Il prezzo della vittoria

Le terapie antineoplastiche – chemioterapia, radioterapia, trapianto di cellule staminali emopoietiche – sono armi potentissime contro il cancro. Il loro obiettivo è distruggere le cellule malate, ma purtroppo non sono così selettive. Colpiscono anche le cellule sane, specialmente quelle in rapida crescita, come quelle presenti nel distretto craniofacciale e dentale dei bambini.

Immaginate: circa il 75% dei bambini trattati per un tumore sviluppa almeno un effetto tardivo a carico di qualche organo. E i denti, ahimè, sono tra le vittime più comuni. A differenza delle ossa, i denti non si rigenerano, non si rimodellano. I danni subiti durante lo sviluppo a causa delle terapie possono lasciare un segno indelebile, causando problemi anatomici, funzionali ed estetici che possono impattare significativamente sulla qualità della vita. Pensiamo a difficoltà nella masticazione, a un sorriso che non piace, a una maggiore vulnerabilità a carie e infezioni.

La prevalenza e la gravità di questi problemi dipendono da tanti fattori: l’età del bambino alla diagnosi, il tipo di farmaci chemioterapici usati, la zona irradiata e la dose di radiazioni. È un quadro complesso, e fino ad ora avevamo dati un po’ frammentari, soprattutto su come gestire concretamente questi pazienti nel lungo periodo.

Cosa ci dice la scienza? I risultati chiave dello studio EAPD

Il gruppo di lavoro dell’EAPD ha fatto un lavoro enorme, analizzando studi retrospettivi (cioè che guardano indietro nel tempo) di qualità da moderata a buona. E cosa è emerso? Beh, i risultati confermano quello che molti di noi sospettavano:

  • Igiene Orale: Purtroppo, l’igiene orale dei giovani sopravvissuti tende ad essere peggiore rispetto ai coetanei sani. Gli indici di placca e gengivali sono spesso più alti.
  • Rischio Carie: Di conseguenza, anche il rischio di carie è aumentato. I valori medi di denti cariati, mancanti o otturati (l’indice dmft/DMFT) sono più elevati.
  • Anomalie Dentali: Le radiografie rivelano spesso problemi nello sviluppo delle radici dei denti permanenti e agenesie dentali (la mancanza congenita di alcuni denti). Sono comuni anche difetti dello smalto, microdonzia (denti più piccoli del normale) e ipodontia (mancanza di alcuni denti).
  • Ghiandole Salivari: Si è notata una lieve riduzione del flusso salivare stimolato, anche se la capacità tampone della saliva (la sua abilità nel neutralizzare gli acidi) rimane buona nella maggior parte dei casi. Attenzione però: spesso si riscontrano conte più alte di batteri “cattivi” come lo Streptococcus mutans e i Lactobacilli, noti responsabili della carie.

Macro fotografia di un dente permanente con evidenti difetti dello smalto e radice corta, illuminazione clinica controllata, obiettivo macro 100mm, alta definizione per mostrare i dettagli delle anomalie.

Questi risultati ci dicono che dobbiamo essere particolarmente vigili. Non si tratta solo di curare una carie, ma di gestire una situazione orale potenzialmente più fragile e complessa.

Chi è più a rischio? Identificare i fattori chiave

Lo studio EAPD ha anche cercato di capire se ci sono fattori che aumentano il rischio di sviluppare questi problemi. E sì, ne sono emersi alcuni importanti:

  • Età al momento del trattamento: Questo è un fattore cruciale. I bambini trattati prima dei 3 anni di età hanno un rischio maggiore di sviluppare microdonzia, agenesie dentali e difetti delle radici. Questo perché le gemme dentali sono in una fase di sviluppo molto delicata in quel periodo.
  • Tipo di trattamento: Anche il tipo di terapia fa la differenza. I pazienti che hanno ricevuto radioterapia concomitante (specialmente se diretta alla testa o al collo) mostrano una maggiore prevalenza di carie e una frequenza più alta di malformazioni delle radici. L’evidenza su questo punto è ancora limitata, ma è un segnale da non sottovalutare.
  • Durata del trattamento: Sorprendentemente, la durata della terapia antineoplastica non sembra essere un fattore di rischio significativo per questi specifici problemi dentali a lungo termine.

Queste informazioni sono fondamentali per noi dentisti, perché ci aiutano a identificare i pazienti che necessitano di un monitoraggio ancora più stretto e di piani di prevenzione personalizzati.

Come intervenire? Strategie di gestione e cura

Ok, abbiamo capito che i problemi ci sono e chi è più a rischio. Ma cosa possiamo fare concretamente? Le linee guida EAPD sottolineano l’importanza di un approccio individualizzato. Non esiste una soluzione unica per tutti.

Il piano di trattamento deve essere “cucito su misura” per ogni paziente, tenendo conto del tipo specifico di complicazioni orali riscontrate. Spesso è necessario un approccio multidisciplinare, che coinvolga non solo l’odontoiatra pediatrico, ma magari anche l’ortodontista, il protesista, l’igienista dentale e, naturalmente, il team oncologico.

Si parla spesso di riabilitazioni protesiche, a volte anche provvisorie, che devono essere adattate man mano che il bambino cresce. L’obiettivo è migliorare la funzione masticatoria, preservare le strutture ossee e migliorare l’estetica. A volte si ricorre anche agli impianti dentali, persino in giovane età, con soluzioni temporanee che accompagnano lo sviluppo.

E l’apparecchio ortodontico? Per molto tempo c’è stato un certo timore, soprattutto in presenza di radici dentali compromesse. Le nuove linee guida chiariscono: il trattamento ortodontico non è controindicato, ma deve essere pianificato con estrema cautela da un ortodontista esperto nella gestione dei CCS. È fondamentale valutare attentamente i rischi, soprattutto il potenziale danno alle radici (rizolisi). Prima di iniziare, una radiografia panoramica è obbligatoria. Inoltre, si raccomanda di attendere almeno 2 anni dalla fine della terapia oncologica (periodo considerato a minor rischio di recidiva) prima di iniziare un nuovo trattamento ortodontico elettivo.

Fotografia di un team multidisciplinare (oncologo, dentista pediatrico, ortodontista) che discute il piano di trattamento di un giovane paziente sopravvissuto al cancro, guardando una radiografia panoramica in un ambiente clinico luminoso. Obiettivo zoom 50mm, luce naturale.

Non dimentichiamo poi l’impatto psicosociale. Aver affrontato un cancro può influenzare la collaborazione del bambino e la sua capacità di seguire le raccomandazioni. E ancora, gli effetti tardivi delle terapie su altri organi (cuore, polmoni, milza) possono avere implicazioni anche per le cure dentali (es. necessità di profilassi antibiotica, stato immunitario).

Il ruolo cruciale dell’odontoiatra pediatrico e le raccomandazioni EAPD

Noi odontoiatri pediatrici abbiamo un ruolo fondamentale. Dobbiamo essere parte integrante del team oncologico, mantenendo una comunicazione costante con i medici per avere un quadro completo della storia clinica del bambino, del suo stato ematologico e immunologico. È essenziale sapere se sono necessarie precauzioni specifiche durante le procedure dentali.

Le raccomandazioni EAPD sono chiare e pratiche:

  • Sviluppare una checklist comune per registrare i difetti dentali e monitorarli nel tempo.
  • Utilizzare l’Indice Modificato dei Difetti Dentali (DDE) per valutare la gravità complessiva dei problemi in ogni paziente.
  • Programmare controlli clinici regolari ogni 3-6 mesi per mantenere un ambiente orale sano.
  • Effettuare una valutazione radiografica (radiografia panoramica) per individuare precocemente i difetti, basandosi sull’età del paziente al momento del trattamento oncologico e sulla necessità clinica (generalmente dopo almeno 1 anno dalla fine delle terapie, dato che lo sviluppo dentale è lento).
  • Assicurare un monitoraggio continuo da parte di un dentista con conoscenze specifiche, che possa eventualmente indirizzare a uno specialista.
  • Pianificare con cautela l’eventuale trattamento ortodontico, affidandosi a professionisti esperti.
  • Garantire una transizione fluida alle cure del dentista generico per il follow-up a lungo termine, una volta che il paziente cresce.

Ritratto di un'odontoiatra pediatrica sorridente che mostra a un bambino come lavarsi i denti correttamente in uno studio dentistico colorato e accogliente. Obiettivo prime 35mm, profondità di campo ridotta, illuminazione calda e naturale.

Guardando al futuro: cosa c’è ancora da scoprire?

Le linee guida EAPD sono un passo avanti enorme, ma la ricerca non si ferma. C’è ancora bisogno di studi per capire meglio l’associazione diretta tra specifici trattamenti e i difetti dentali, per identificare precocemente i pazienti più a rischio. Servono studi clinici che seguano i pazienti da prima dell’inizio delle terapie fino al lungo termine, per monitorare la progressione dei difetti e capire se si stabilizzano o peggiorano. Infine, sarebbe utile indagare il livello di conoscenza dei dentisti riguardo alla gestione di questi pazienti speciali.

In conclusione, prendersi cura della salute orale dei giovani sopravvissuti al cancro è un dovere e una sfida affascinante. Richiede conoscenza, attenzione, collaborazione e tanta empatia. Grazie alle nuove linee guida EAPD, abbiamo strumenti più solidi per aiutarli a mantenere un sorriso sano e forte, un sorriso che testimonia la loro incredibile resilienza.

Fonte: Springer

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