LBBAP: Decifrare la Sincronia Ventricolare con l’ECG come Mai Prima!
Ciao a tutti! Oggi voglio parlarvi di qualcosa che sta cambiando il modo in cui pensiamo alla stimolazione cardiaca, qualcosa che mi appassiona molto: la valutazione della sincronia ventricolare nei pazienti con pacemaker, ma con un occhio di riguardo a una tecnica più recente e promettente chiamata Left Bundle Branch Area Pacing (LBBAP).
Sapete, per anni, quando un paziente aveva bisogno di un pacemaker a causa di un battito troppo lento (bradicardia), la soluzione standard era la stimolazione ventricolare destra (RVP). Funziona, certo, ma ha un “difetto”: attiva i ventricoli in modo non proprio naturale. Immaginate il cuore come un’orchestra: con l’RVP è come se una sezione iniziasse a suonare prima delle altre, creando una sorta di “stonatura” elettrica, una dissincronia. Questa dissincronia, a lungo andare, non è il massimo per il cuore, potendo aumentare il rischio di fibrillazione atriale, disfunzione ventricolare e scompenso cardiaco.
Pacemaker Tradizionali vs. LBBAP: Una Questione di Sincronia
Qui entra in gioco l’LBBAP. È una strategia di stimolazione più “intelligente”, perché cerca di attivare il sistema di conduzione naturale del cuore, in particolare l’area del fascio di branca sinistra. Il risultato? Un’attivazione dei ventricoli molto più armoniosa, più sincrona, più fisiologica. Lo vediamo anche sull’elettrocardiogramma (ECG): il complesso QRS, che rappresenta la depolarizzazione ventricolare, di solito risulta più stretto con l’LBBAP rispetto all’RVP.
Ma come facciamo a essere sicuri che questa sincronia sia davvero ottimale? Tradizionalmente, ci si basa sulla durata del complesso QRS (QRSd). Se è stretto, pensiamo “bene, c’è sincronia”. Però, il QRSd ci dice solo quanto dura l’attivazione totale, non ci dice come si svolge la sequenza di attivazione tra i due ventricoli. È un po’ come sapere quanto dura un concerto senza sapere se gli strumenti erano accordati tra loro! Inoltre, misurare esattamente l’inizio e la fine del QRS sull’ECG può essere complicato e soggetto a interpretazioni.
Oltre la Durata del QRS: Ecco i Nuovi Indizi dall’ECG
Ecco perché nel nostro studio ci siamo chiesti: possiamo andare oltre il semplice QRSd? Possiamo usare l’ECG standard a 12 derivazioni per caratterizzare meglio la sequenza di attivazione ventricolare e trovare marker più robusti di sincronia? La risposta, entusiasmante, è sì!
Abbiamo introdotto e analizzato tre parametri principali, calcolabili direttamente dall’ECG:
- Precordial Activation Delay (pAD): Questo è il mio preferito! Analizzando le derivazioni precordiali (da V1 a V6) a basse frequenze, possiamo ricostruire la sequenza temporale con cui le diverse parti dei ventricoli vengono attivate. Il pAD misura la differenza di tempo massima tra l’attivazione della prima e dell’ultima area “vista” da queste derivazioni. Un valore piccolo indica un’attivazione rapida e sincrona. Ma c’è di più: il segno del pAD (positivo o negativo) ci dice anche quale ventricolo è in ritardo!
- QRS60: Questo marker misura la durata dell’intervallo in cui l’energia del segnale QRS (analizzata tramite una tecnica chiamata Scomposizione ai Valori Singolari o SVD) supera il 60% del suo picco massimo. È un modo per valutare la durata della parte più “energetica” della depolarizzazione, potenzialmente meno influenzato dalle incertezze nella definizione dell’inizio e della fine del QRS rispetto al QRSd.
- QRS area (QRSa): Come suggerisce il nome, misura l’area sotto la curva del complesso QRS (trasformato in derivazioni ortogonali X, Y, Z). Questo parametro tiene conto sia della durata che dell’ampiezza del segnale, offrendo una visione più completa dell’attività elettrica ventricolare.

Cosa Abbiamo Scoperto nel Nostro Studio?
Abbiamo condotto uno studio prospettico su 176 pazienti che necessitavano di un pacemaker, dividendoli tra chi riceveva LBBAP (107 pazienti) e chi RVP (69 pazienti). Li abbiamo poi ulteriormente suddivisi in base al loro ECG di base prima dell’impianto: QRS stretto, blocco di branca destra (RBBB) o blocco di branca sinistra (LBBB). Abbiamo registrato l’ECG prima e 24 ore dopo l’impianto (con stimolazione al 100%).
I risultati sono stati davvero illuminanti!
- Sequenza di Attivazione e pAD: L’analisi della sequenza di attivazione ha mostrato un pattern decisamente più fisiologico dopo LBBAP rispetto a RVP in tutti i sottogruppi. Con l’RVP, vedevamo un chiaro ritardo dell’attivazione del ventricolo sinistro (pAD positivo e aumentato rispetto al basale). Con l’LBBAP, invece, il pAD era significativamente più basso (migliore sincronia) rispetto all’RVP. Nei pazienti con QRS stretto o RBBB al basale, l’LBBAP tendeva a dare un pAD leggermente negativo, indicando un’attivazione lievemente anticipata del ventricolo sinistro rispetto al destro (coerente con il pattern “pseudo-RBBB” spesso visto con LBBAP). Nei pazienti con LBBB, l’LBBAP correggeva efficacemente il ritardo sinistro preesistente, riducendo drasticamente il pAD.
- QRS60 e QRSa: Anche questi marker hanno confermato la superiorità dell’LBBAP. In tutti i sottogruppi (QRS stretto, RBBB, LBBB), i valori di QRS60 e QRSa dopo stimolazione erano significativamente più bassi (indicando migliore sincronia e/o minor “dispersione” elettrica) nel gruppo LBBAP rispetto al gruppo RVP. È interessante notare che, mentre il QRSd a volte aumentava leggermente con LBBAP rispetto al basale (nei pazienti con QRS stretto), il QRS60 mostrava un cambiamento meno marcato o nullo, suggerendo che potrebbe catturare meglio l’essenza della sincronizzazione.
- Correlazioni: Abbiamo visto che ∆QRS60, ∆QRSa e ∆pAD (le variazioni rispetto al basale) correlavano positivamente con la variazione del QRSd (∆QRSd), ma non perfettamente (R=0.75, 0.62, 0.43 rispettivamente). Questo significa che, pur essendo legati alla durata, ognuno di questi nuovi marker aggiunge informazioni complementari. Il pAD, in particolare, con il suo segno (+/-), offre una dimensione informativa (la direzione del ritardo) che il QRSd da solo non può dare. Abbiamo visto casi in cui il QRSd cambiava poco con LBBAP, ma il pAD cambiava segno, rivelando una modifica sostanziale nella sequenza di attivazione!

Perché pAD, QRS60 e QRSa Sono Promettenti?
Questi risultati ci dicono che abbiamo tra le mani strumenti potenti per valutare la sincronia ventricolare in modo più approfondito. Il pAD ci dà una finestra sulla sequenza di attivazione, informandoci non solo sul grado di sincronia ma anche sulla sua direzione. QRS60 e QRSa sembrano essere marker robusti, che correlano con il QRSd ma aggiungono informazioni sull’energia e l’area del segnale, superando potenzialmente alcune limitazioni della misura classica della durata.
La cosa fantastica è che questi parametri possono essere calcolati da un normale ECG a 12 derivazioni, senza bisogno di attrezzature speciali (a differenza di altre tecniche che richiedono registrazioni ad altissima frequenza o più elettrodi). E il calcolo è veloce! Parliamo di meno di un millisecondo per marker una volta implementato l’algoritmo. Questo apre scenari interessantissimi per il futuro.
Uno Sguardo al Futuro (e Qualche Limite)
Certo, il nostro è uno studio condotto in un singolo centro e non avevamo un “gold standard” assoluto per la sincronia con cui confrontare i nostri marker, se non il QRSd stesso e il fatto ben noto che l’RVP induce dissincronia (cosa che i nostri marker hanno puntualmente rilevato). Serviranno ulteriori studi per validare questi parametri e, soprattutto, per capire se utilizzarli possa effettivamente migliorare gli esiti clinici dei pazienti guidando la procedura di impianto LBBAP.
Immaginate, però, la possibilità di usare questi marker in tempo reale durante l’impianto del pacemaker LBBAP! Potrebbero aiutarci a trovare la posizione ottimale per l’elettrodo nel setto interventricolare, quella che garantisce la depolarizzazione più sincrona e fisiologica possibile per quel determinato paziente. Sarebbe un passo avanti enorme per personalizzare la terapia.
In conclusione, l’analisi dell’ECG con questi nuovi approcci (sequenza di attivazione con pAD, QRS60, QRSa) ci permette di apprezzare molto meglio i benefici dell’LBBAP sulla sincronia ventricolare rispetto alla stimolazione tradizionale. Sono strumenti accessibili, robusti e ricchi di informazioni che vanno oltre la semplice durata del QRS. Credo davvero che abbiano il potenziale per diventare compagni preziosi nella pratica clinica legata all’LBBAP. Stiamo solo iniziando a esplorare le loro potenzialità!
Fonte: Springer
