Ritratto professionale di un dentista che utilizza un manipolo laser odontoiatrico Nd:YAG su un modello dentale dimostrativo, focus sul fascio di luce laser rosso visibile, profondità di campo ridotta per isolare il soggetto, obiettivo 50mm prime, illuminazione da studio controllata e professionale, sfondo neutro sfocato.

Laser e Parodontite: La Nuova Frontiera per un Sorriso Sano? Vi Racconto Tutto!

Ciao a tutti! Oggi voglio parlarvi di qualcosa che mi appassiona molto e che riguarda la salute della nostra bocca: la parodontite. Magari ne avete sentito parlare, è quella fastidiosa malattia infiammatoria che, se trascurata, può portare a conseguenze serie come la perdita dei denti. Brutta bestia, vero?

La causa principale è la placca batterica, quel biofilm appiccicoso che si forma sui denti. Se non la rimuoviamo bene, l’infiammazione dalle gengive (gengivite) può estendersi ai tessuti più profondi, creando le cosiddette “tasche parodontali” e intaccando l’osso che sostiene i denti.

La Terapia Tradizionale: Efficace, ma con Limiti

Da sempre, il trattamento base per combattere la parodontite è la levigatura radicolare (in gergo tecnico SRP, Scaling and Root Planing). In pratica, si tratta di una pulizia profonda sotto gengiva per rimuovere placca e tartaro dalle radici dei denti. Funziona, certo, ma a volte non basta. Pensate a zone difficili da raggiungere, come le forcazioni (dove le radici si dividono) o le concavità delle radici. Lì i batteri possono nascondersi e tornare alla carica, vanificando parte del lavoro.

Per questo motivo, noi professionisti siamo sempre alla ricerca di “alleati” per rendere l’SRP ancora più efficace. Antibiotici, antisettici, fotodinamica… tante opzioni, ma a volte con effetti collaterali o limiti. Ed è qui che entra in gioco una tecnologia che mi affascina da sempre: il laser.

Laser in Odontoiatria: Non Solo Fantascienza!

Negli ultimi anni, l’uso del laser in odontoiatria ha fatto passi da gigante, e anche nel trattamento della parodontite sta mostrando risultati promettenti. In particolare, oggi voglio parlarvi di uno studio clinico recentissimo che ha messo a confronto due approcci laser specifici usati *insieme* alla classica levigatura radicolare.

Lo studio, un trial clinico randomizzato controllato (il top per la ricerca scientifica!), ha coinvolto 68 pazienti con parodontite, divisi in tre gruppi:

  • Gruppo 1 (Controllo): Solo levigatura radicolare (SRP).
  • Gruppo 2 (LANAP): SRP + una procedura chiamata LANAP (Laser-Assisted New Attachment Procedure) con laser Nd:YAG.
  • Gruppo 3 (LLLT): SRP + terapia laser a basso livello (Low-Level Laser Therapy) sempre con laser Nd:YAG, ma con modalità e manipolo diversi.

L’obiettivo? Capire se questi trattamenti laser aggiuntivi portassero benefici reali rispetto alla sola SRP, valutando parametri clinici (come la profondità delle tasche), biochimici (molecole infiammatorie nel fluido gengivale) e radiografici (livello dell’osso).

LANAP e LLLT: Due Modi Diversi di Usare il Laser

Ma cosa fanno esattamente queste due procedure laser?

Il LANAP è un protocollo specifico che usa il laser Nd:YAG (un tipo di laser che interagisce bene con i tessuti molli e ha un effetto battericida) in più fasi. Prima si usa il laser per rimuovere il tessuto gengivale malato all’interno della tasca e ridurre la carica batterica. Poi si esegue la levigatura radicolare classica. Infine, si ripassa il laser con impostazioni diverse per creare una sorta di “sigillo” di fibrina, che aiuta la guarigione e protegge dall’infiltrazione batterica. Pensatelo come un intervento mirato e preciso per pulire a fondo e favorire la rigenerazione.

La LLLT, invece, è diversa. Utilizza lo stesso tipo di laser (Nd:YAG) ma a bassa potenza e con un manipolo specifico applicato *esternamente* sulla gengiva, non dentro la tasca. L’idea qui non è rimuovere tessuto, ma stimolare biologicamente le cellule (biomodulazione). La LLLT è nota per i suoi effetti anti-infiammatori, antidolorifici e per la capacità di accelerare la guarigione delle ferite e la rigenerazione dei tessuti. È come dare una “spinta energetica” alle cellule perché facciano meglio il loro lavoro di riparazione.

Primo piano macro di una punta di laser odontoiatrico Nd:YAG vicino a un modello di gengiva, illuminazione controllata, alta definizione, lente macro 100mm, focus preciso sul punto di emissione luminoso.

I Risultati dello Studio: Cosa Abbiamo Scoperto?

E veniamo al dunque: cosa è emerso da questo confronto? I risultati sono davvero interessanti!

Miglioramenti Clinici: Tasche Più Basse e Meno Recessione

La prima cosa evidente è che entrambi i gruppi trattati con il laser (LANAP e LLLT) hanno mostrato miglioramenti significativi rispetto al gruppo di controllo (solo SRP), soprattutto nelle tasche parodontali profonde (quelle uguali o superiori a 7 mm, le più difficili da trattare).

In queste tasche profonde:

  • Sia LANAP che LLLT hanno portato a una riduzione della profondità delle tasche (PD) maggiore rispetto alla sola SRP, sia a 1 mese che a 3 mesi dal trattamento.
  • Entrambi i trattamenti laser hanno permesso un guadagno di attacco clinico (CAL) più significativo. Il CAL misura quanto il tessuto gengivale è “attaccato” al dente; un guadagno significa che la gengiva si sta riattaccando più in alto sulla radice, segno di guarigione.

Questo è un dato fondamentale! Significa che, proprio dove la terapia tradizionale fa più fatica, il laser sembra dare una marcia in più. Il LANAP, agendo direttamente dentro la tasca, probabilmente riesce a eliminare meglio i batteri e il tessuto malato in profondità. L’LLLT, pur agendo dall’esterno, sembra stimolare una risposta di guarigione più efficace.

Ma c’è un’altra chicca, soprattutto per l’LLLT. Questo trattamento ha mostrato un vantaggio particolare nel limitare la recessione gengivale (REC). Avete presente quando le gengive si ritirano scoprendo parte della radice? Ecco, l’LLLT sembra aiutare a minimizzare questo effetto, sia nelle tasche moderate che in quelle profonde. Probabilmente grazie alla sua capacità di stimolare i cheratinociti (le cellule principali dell’epitelio gengivale), migliorare la stabilità del margine gengivale e accelerare la guarigione. Un risultato non da poco, anche per l’estetica del sorriso!

Indicatori Biochimici: L’Infiammazione Scende, Ma…

Lo studio ha analizzato anche alcune molecole presenti nel fluido gengivale (GCF), una sorta di “termometro” dello stato infiammatorio locale. In particolare:

  • Interleuchina-1beta (IL-1β): Un noto marcatore dell’infiammazione. I livelli di IL-1β sono diminuiti significativamente in tutti i gruppi dopo il trattamento. Questo è positivo, indica che l’infiammazione si è ridotta ovunque, anche con la sola SRP. Tuttavia, non sono emerse differenze significative tra i gruppi. Forse la sola SRP è già abbastanza efficace nel ridurre questo specifico marcatore, o forse le differenze si vedrebbero in tempi più precoci.
  • Interleuchina-10 (IL-10): Una citochina generalmente considerata anti-infiammatoria. Qui i risultati sono stati variabili e non sono emerse differenze significative tra i gruppi dopo il trattamento. Il ruolo dell’IL-10 nella parodontite è ancora dibattuto.
  • VEGF (Fattore di crescita dell’endotelio vascolare): Importante per la formazione di nuovi vasi sanguigni e la guarigione. Anche qui, i livelli sono scesi in tutti i gruppi nel tempo (probabilmente per la risoluzione generale dell’infiammazione), ma senza differenze significative tra i trattamenti laser e la sola SRP nei tempi analizzati (1 e 3 mesi). Studi precedenti che hanno visto aumenti di VEGF con il laser avevano analizzato campioni molto precoci (24-72 ore).

Quindi, a livello biochimico, i laser non hanno mostrato un vantaggio netto rispetto alla SRP nei tempi misurati in questo studio, anche se l’infiammazione generale (misurata da IL-1β) è diminuita in tutti i casi.

Fotografia di ritratto di un dentista sorridente che esamina attentamente le gengive di un paziente con uno specchietto e una sonda parodontale, luce soffusa da studio, profondità di campo ridotta, obiettivo 35mm, toni duotone caldi (ambra e grigio).

Guadagno Osseo: Il LANAP Spicca

E l’osso? Le radiografie hanno permesso di valutare se ci fosse stato un “riempimento” osseo nei difetti parodontali. Qui è emerso un altro dato interessante: il gruppo trattato con LANAP ha mostrato un guadagno osseo significativamente maggiore rispetto al gruppo di controllo già al controllo del primo mese. A tre mesi, pur mantenendo il trend migliore, la differenza non era più statisticamente significativa tra i gruppi.

Questo suggerisce che il LANAP potrebbe avere un effetto pro-rigenerativo sull’osso più spiccato o più rapido. La teoria è che il coagulo stabile formato dal laser funzioni un po’ come una membrana, guidando la guarigione e stimolando le cellule che formano nuovo osso, cemento e legamento parodontale. Anche l’LLLT ha mostrato un certo potenziale rigenerativo osseo (è noto che stimola gli osteoblasti, le cellule che costruiscono l’osso), ma in questo studio l’effetto non è stato statisticamente superiore alla sola SRP.

Cosa Portiamo a Casa?

Allora, tirando le somme, cosa ci dice questo studio? Secondo me, ci dà indicazioni molto positive sull’uso del laser come supporto alla terapia parodontale tradizionale.

  • Entrambi i laser (LANAP e LLLT) sembrano offrire benefici clinici aggiuntivi rispetto alla sola SRP, specialmente nel trattamento delle tasche profonde, migliorando la riduzione della profondità e favorendo il riattacco gengivale.
  • L’LLLT si distingue per la sua capacità di ridurre la recessione gengivale, un aspetto importante per la salute e l’estetica a lungo termine.
  • Il LANAP mostra un potenziale promettente per la rigenerazione ossea, con risultati visibili già nel breve termine.
  • I marcatori biochimici analizzati non hanno mostrato differenze significative tra i gruppi nei tempi scelti, ma l’infiammazione generale è diminuita in tutti i casi.

Ovviamente, come ogni studio, anche questo ha i suoi limiti (tempi di campionamento biochimico, tipi di difetti ossei non standardizzati, misurazioni ossee lineari). Serviranno ricerche future, magari su campioni più ampi e con follow-up più lunghi, per confermare ed espandere questi risultati.

Ma la strada sembra tracciata: il laser, usato con cognizione di causa e con protocolli specifici come LANAP o LLLT, può davvero essere un valido alleato per noi dentisti e, soprattutto, per voi pazienti nella lotta contro la parodontite. Potrebbe significare trattamenti più efficaci, soprattutto nei casi complessi, e forse ridurre la necessità di interventi chirurgici più invasivi.

Primo piano di una radiografia dentale digitale visualizzata su uno schermo ad alta risoluzione, con evidenziazione grafica del livello osseo alveolare prima e dopo un trattamento parodontale, focus nitido sui dettagli ossei.

È affascinante vedere come la tecnologia ci aiuti a prenderci cura sempre meglio del nostro sorriso! E voi, conoscevate queste applicazioni del laser? Fatemi sapere cosa ne pensate!

Fonte: Springer

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