Ittero Neonatale: Probiotici e Luce Blu, l’Arma Segreta per i Nostri Piccoli?
Ciao a tutti! Oggi voglio parlarvi di un argomento che tocca da vicino tantissimi neogenitori e che, diciamocelo, un po’ di preoccupazione la mette sempre: l’ittero neonatale. Quel colorito giallognolo che a volte compare sulla pelle dei nostri cuccioli pochi giorni dopo la nascita. È una condizione super comune, ma come vedremo, non va mai sottovalutata. E se vi dicessi che, oltre alla classica fototerapia, c’è un nuovo approccio che potrebbe fare la differenza, aiutando anche il pancino dei nostri bimbi? Preparatevi, perché sto per raccontarvi di una ricerca affascinante!
L’Ittero Neonatale: Un Ospite Frequente ma Non Sempre Innocuo
Partiamo dalle basi. L’ittero nei neonati è dovuto a un accumulo di bilirubina, una sostanza che si forma quando i globuli rossi “vecchi” vengono smaltiti. Il fegato dei piccolini, ancora un po’ immaturo, a volte fa fatica a processarla ed eliminarla velocemente. Nella maggior parte dei casi, è una fase fisiologica, benigna, che si risolve da sola. Ma attenzione! A volte, può essere il campanello d’allarme di problemi più seri, e livelli molto alti di bilirubina possono diventare tossici per il sistema nervoso, portando a condizioni gravi come l’encefalopatia bilirubinica o il kernicterus. Per questo, ci sono linee guida precise, come quelle dell’American Academy of Pediatrics (AAP), per monitorare i neonati e intervenire quando serve. Pensate che nei paesi occidentali l’incidenza è intorno al 60-70%, e sale ancora di più nei bimbi di etnia asiatica!
La Fototerapia: Un Aiuto Prezioso con Qualche “Ma”
Quando i livelli di bilirubina salgono troppo, il trattamento d’elezione è la fototerapia. In pratica, il neonato viene esposto a una speciale luce blu (lunghezza d’onda 450-470 nm) che trasforma la bilirubina in una forma più solubile in acqua, facilitandone l’eliminazione. L’efficacia dipende dall’intensità della luce, dal tipo di sorgente luminosa e da quanta pelle del bimbo viene esposta. La fototerapia è super efficace nel ridurre i livelli di bilirubina e il rischio di danni neurologici, ma come tutte le terapie, può avere qualche effetto collaterale: sbalzi di temperatura, diarrea, disturbi del sonno e a volte quella che chiamano “sindrome del bambino bronzeo”, una colorazione scura della pelle. Insomma, funziona, ma se si potesse ridurne la durata o potenziarne l’effetto, non sarebbe male, vero?
Entrano in Scena i Probiotici: Piccoli Eroi per l’Intestino
Ed è qui che entrano in gioco i nostri amici probiotici! Ormai li conosciamo bene per i loro benefici sull’intestino, come nel caso di diarrea o per aiutare a eradicare l’Helicobacter pylori. Ma la ricerca sta scoprendo che possono fare molto di più, influenzando il sistema immunitario, il diabete di tipo 2, l’ipertensione e, udite udite, anche l’ittero neonatale! L’idea è che questi batteri “buoni”, una volta arrivati nell’intestino, possano aiutare a riequilibrare la flora batterica, rinforzare la barriera intestinale e modulare il sistema immunitario. Nel contesto dell’ittero, si pensa che alcuni probiotici, come i Bifidobatteri, possano aumentare la frequenza delle evacuazioni (e quindi l’eliminazione della bilirubina), ridurre il circolo enteroepatico (cioè il riassorbimento della bilirubina dall’intestino), regolare il pH intestinale e inibire l’attività di un enzima chiamato β-glucuronidasi, che tende a “slegare” la bilirubina rendendola di nuovo assorbibile. Anche i Lattobacilli sembrano dare una mano, rinforzando le giunzioni tra le cellule intestinali e limitando così il passaggio e il riassorbimento della bilirubina.
Il microbioma intestinale, cioè l’insieme di tutti i microrganismi che popolano il nostro intestino, gioca un ruolo chiave. Dare ai neonati probiotici come Bifidobatteri e Lattobacilli può migliorare significativamente la funzione metabolica dell’intestino, promuovere la maturazione del sistema immunitario e lo sviluppo della mucosa intestinale. Sembra proprio che questi piccoli aiutanti possano offrire benefici protettivi importanti nella gestione dell’ittero.

Lo Studio Rivoluzionario: Cosa Hanno Scoperto i Ricercatori?
Arriviamo al dunque: uno studio clinico randomizzato e in doppio cieco (il top per la ricerca!) condotto tra maggio 2019 e luglio 2023 ha voluto vederci chiaro. Hanno arruolato 300 neonati a termine con livelli di bilirubina superiori a 15 mg/dL al quarto giorno di vita. Questi piccolini sono stati divisi a caso in tre gruppi:
- Un gruppo di controllo (placebo).
- Un gruppo che riceveva Lactobacillus salivarius AP-32 (5 miliardi di CFU per capsula, due volte al giorno).
- Un gruppo che riceveva Bifidobacterium animalis subsp. lactis CP-9 (stessa dose).
I probiotici (o il placebo, che era solo maltodestrina) venivano mescolati nel latte materno o artificiale da infermiere esperte, e la somministrazione continuava fino alle dimissioni. L’obiettivo primario era vedere se questi probiotici potevano ridurre la durata della fototerapia.
Risultati Sorprendenti: Meno Fototerapia e Intestino Più Felice!
E i risultati? Davvero incoraggianti! Entrambi i gruppi che hanno ricevuto i probiotici hanno mostrato una riduzione significativa della durata totale della fototerapia e un’accelerazione nella diminuzione dei livelli di bilirubina rispetto al gruppo di controllo. Non solo: il gruppo AP-32 (quello con il Lactobacillus salivarius) ha anche visto una riduzione significativa della durata del ricovero ospedaliero, circa sette ore in meno rispetto al gruppo placebo! Mica male, eh?
Ma la cosa forse più affascinante è stata l’analisi del microbioma intestinale. Indovinate un po’? I gruppi trattati con probiotici hanno mostrato un aumento significativo della diversità microbica nell’intestino dei neonati. Nello specifico, nel gruppo AP-32 c’è stato un aumento dell’abbondanza di L. salivarius (e te pareva!), mentre nel gruppo CP-9 è aumentato il B. animalis. Questo ci dice che i probiotici non solo “arrivano a destinazione”, ma colonizzano e arricchiscono l’ambiente intestinale. E un intestino più ricco e diversificato è un intestino più sano, che potrebbe gestire meglio l’ittero.
Analizzando più nel dettaglio, la durata della fototerapia è stata significativamente più breve nei gruppi AP-32 (P=0.003) e CP-9 (P=0.015) rispetto al placebo. Anche il tasso di calo dell’indice di ittero è stato più rapido in entrambi i gruppi probiotici (P<0.05). E non è finita: anche l'esposizione cumulativa alla luce della fototerapia è stata ridotta, specialmente nel gruppo AP-32 nei primi due giorni. Questo è importante, perché meno tempo sotto la lampada significa potenzialmente meno rischi di effetti collaterali.
Come Funzionano Questi “Super Batteri”?
Ok, ma come fanno questi probiotici ad aiutare? Abbiamo già accennato a qualche meccanismo. La disbiosi, cioè uno squilibrio del microbioma intestinale, è considerata un fattore che può contribuire all’ittero neonatale. La bilirubina, dopo essere stata processata dal fegato, arriva nell’intestino per essere eliminata. Ma alcuni batteri “cattivi”, come certi ceppi di Escherichia coli, producono l’enzima β-glucuronidasi che, come dicevamo, può “liberare” di nuovo la bilirubina, permettendone il riassorbimento. I probiotici potrebbero contrastare questo effetto, magari inibendo la crescita di E. coli e aumentando la diversità batterica generale.
Nei primi giorni di vita, l’intestino dei neonati viene colonizzato da batteri anaerobi, principalmente Bifidobacterium, Clostridium e Bacteroides. Alcuni di questi, in particolare ceppi di Bacteroides e Clostridium, sono capaci di metabolizzare la bilirubina. È interessante notare che nei neonati con ittero si osserva spesso una minore abbondanza di Bifidobacteriaceae e una maggiore presenza di Enterococcaceae. I Bifidobatteri sono fondamentali perché inibiscono l’attività della β-glucuronidasi. Anche i Lattobacilli, meno abbondanti nei bimbi con ittero, sembrano coinvolti nel metabolismo della bilirubina, anche se una review suggerisce che il loro ruolo potrebbe essere più indiretto.
La fototerapia stessa può alterare il microbioma intestinale, riducendo l’abbondanza di Bifidobacterium e Lactobacillus. Ecco perché supplementare con ceppi specifici come B. animalis CP-9 o L. salivarius AP-32 potrebbe non solo contrastare questo effetto, ma addirittura potenziare l’efficacia della fototerapia e promuovere un microbioma più equilibrato e funzionale.

Un Futuro Più Luminoso (e Meno Giallo!) per i Neonati
Questo studio, quindi, ci dice che combinare la fototerapia con la supplementazione di probiotici specifici come L. salivarius AP-32 o B. animalis CP-9 è una strategia promettente. Non solo si accelera la riduzione della bilirubina e si accorcia la durata del trattamento, ma si fa anche un gran favore alla salute intestinale dei nostri piccoli, senza apparenti effetti collaterali significativi. E pensateci: ridurre la durata dell’ittero e del ricovero potrebbe avere benefici a lungo termine sulla crescita e lo sviluppo dei bambini. È una prospettiva davvero entusiasmante!
Qualche Piccola Ombra: Le Limitazioni dello Studio
Come ogni studio scientifico che si rispetti, anche questo ha delle limitazioni, ed è giusto menzionarle. Innanzitutto, i ricercatori non hanno raccolto dati sulla perdita di peso dei neonati, che potrebbe influenzare l’ittero. In secondo luogo, non è stata fatta distinzione tra i bimbi allattati al seno e quelli nutriti con latte artificiale. Sappiamo che il tipo di alimentazione può avere un impatto sui livelli di bilirubina. Sarebbe interessante, in futuro, approfondire questi aspetti e magari studiare l’effetto di diversi ceppi probiotici in combinazione con diversi tipi di latte.
Cosa Portiamo a Casa?
In conclusione, l’integrazione di probiotici come Lactobacillus salivarius AP-32 e Bifidobacterium animalis subsp. lactis CP-9 insieme alla fototerapia sembra essere un approccio davvero promettente per trattare l’ittero neonatale. Accelera la guarigione, riduce i tempi di trattamento e, cosa non da poco, supporta la salute del microbioma intestinale dei nostri piccolini. Certo, la ricerca deve continuare, ma i risultati sono decisamente incoraggianti e aprono la strada a strategie terapeutiche sempre più efficaci e “gentili” per i neonati. Una bella notizia per tutti noi!
Fonte: Springer
