Fotografia stile reportage di una donna adulta del Lesotho sorridente che tiene in mano un certificato scolastico, in piedi davanti a una clinica sanitaria rurale modesta, obiettivo 50mm, luce calda del tardo pomeriggio, colori vividi ma realistici, profondità di campo media.

Più Scuola, Meno Cancro? L’Incredibile Potere dell’Istruzione Femminile in Lesotho

Ragazzi, parliamoci chiaro: il cancro al seno e al collo dell’utero sono nemici silenziosi ma devastanti, specialmente per le donne nell’Africa Sub-Sahariana. Prendiamo il Lesotho, un piccolo paese montuoso: lì, i tassi di mortalità per questi tumori sono rispettivamente 1,6 e 3 volte superiori alla media della regione! Un dramma che spesso si consuma per una diagnosi tardiva, legata a doppio filo alla scarsa consapevolezza e all’accesso limitato ai servizi sanitari.

Ci siamo sempre chiesti: cosa può fare davvero la differenza? Soldi? Campagne informative? Certo, aiutano. Ma se vi dicessi che una delle armi più potenti potrebbe essere qualcosa di apparentemente slegato… come l’istruzione delle ragazze? Sembra strano? Eppure, è proprio quello che abbiamo cercato di capire con uno studio affascinante, quasi un “esperimento naturale”.

La Sfida: Dimostrare il Legame Causa-Effetto

Vedete, è facile osservare che le donne più istruite tendono a sapere di più sul cancro e a fare più screening. Ma correlazione non significa causalità! Chi va a scuola più a lungo spesso proviene da famiglie più ricche, vive in zone meglio servite, ha abitudini diverse… Insomma, un sacco di fattori che si mescolano e rendono difficile capire se sia *proprio* la scuola a fare la differenza, o tutto il resto.

Fare un esperimento classico, tipo “tu vai a scuola, tu no”, sarebbe non solo impossibile ma anche eticamente inaccettabile. E allora? Come si fa a isolare l’effetto della pura istruzione?

L’Esperimento Naturale del Lesotho: Un Colpo di Genio (o di Fortuna?)

Ed è qui che entra in gioco la genialata, o meglio, un’opportunità offerta dalla storia stessa del Lesotho. Anni fa, è stata introdotta una politica sull’età di ingresso a scuola. In pratica, per iniziare la prima elementare a gennaio, bisognava compiere 6 anni entro il 30 giugno di quell’anno. Chi compiva gli anni dal 1° luglio in poi, doveva aspettare l’anno successivo.

Cosa significa questo? Che, a parità di anno di nascita, bambini nati a pochi mesi di distanza si ritrovavano ad iniziare la scuola con quasi un anno di differenza! E siccome i genitori non possono certo decidere con precisione chirurgica il mese di nascita dei figli, questa politica ha creato due gruppi di persone – quelli nati prima del 30 giugno e quelli nati dopo – la cui unica differenza sistematica, indotta dalla politica, era l’età di inizio scuola e, di conseguenza, gli anni totali di istruzione completati. Bingo! È come se avessimo avuto un gruppo di “trattamento” (più scuola) e uno di “controllo” (meno scuola), assegnati quasi casualmente dal destino (o meglio, dal calendario).

Abbiamo preso i dati di quasi 8000 donne del Lesotho dai sondaggi demografici e sanitari del 2009-10 e 2014, donne che erano state bambine all’epoca di quella politica scolastica. E abbiamo iniziato a scavare.

Ritratto fotografico di una giovane donna del Lesotho che guarda pensierosa fuori da una finestra di una scuola rurale, luce naturale morbida, obiettivo 35mm, profondità di campo che sfoca leggermente lo sfondo, toni caldi e terrosi duotone.

I Risultati: L’Istruzione che Accende la Consapevolezza

Tenetevi forte, perché i risultati sono pazzeschi. Abbiamo usato tecniche statistiche sofisticate (roba tipo regressioni 2SLS, per i più nerd tra voi) per isolare l’effetto causale di *ogni anno in più di scuola* indotto da quella vecchia politica.

Ebbene, cosa abbiamo scoperto?

  • Consapevolezza del cancro al seno: Ogni anno extra di istruzione ha aumentato la probabilità che una donna avesse sentito parlare di cancro al seno di ben 4,7 punti percentuali. Non male!
  • Conoscenza del Pap test: Qui l’effetto è ancora più forte! Un anno in più di scuola ha significato un aumento di 5,9 punti percentuali nella probabilità di conoscere il Pap test, lo strumento chiave per la prevenzione del cancro cervicale.
  • Screening con Pap test: E non è solo teoria! L’istruzione si traduce in azione. Ogni anno aggiuntivo di scuola ha aumentato la probabilità che una donna avesse effettivamente fatto un Pap test di 3,5 punti percentuali. Considerando che la percentuale di donne che facevano il test era bassina (attorno al 9,9% nel gruppo “controllo”), questo significa un aumento relativo di oltre un terzo (il 35,4%)! Impressionante, vero?

Curiosamente, non abbiamo trovato un effetto statisticamente significativo sull’autopalpazione del seno (SBE) o sull’esame clinico del seno (CBE). Forse questi comportamenti sono influenzati da altri fattori, o forse le campagne su questi temi erano già più diffuse indipendentemente dal livello di istruzione.

Perché la Scuola Fa la Differenza?

Ok, ma come fa un anno in più passato sui banchi a tradursi in più Pap test fatti? Non è che a scuola insegnassero specificamente dello screening oncologico all’epoca. Le ipotesi sono diverse e affascinanti.

Una spiegazione forte riguarda le competenze acquisite, in particolare la lettura. In Lesotho, molte informazioni sanitarie per adulti sono in inglese. Le ragazze che hanno iniziato scuola più tardi (e quindi hanno studiato potenzialmente di più o con maggiore maturità) hanno mostrato migliori capacità di lettura in inglese. Saper leggere e capire meglio l’inglese può aprire le porte a un mondo di informazioni sulla prevenzione, spesso veicolate in quella lingua.

Poi, certo, non possiamo escludere che chi studia di più finisca per vivere in contesti leggermente migliori, con più facile accesso ai servizi sanitari, anche se il nostro metodo statistico cerca proprio di “pulire” i risultati da queste influenze. L’istruzione, in generale, tende a dare più strumenti critici, più capacità di cercare informazioni, più fiducia nel rapportarsi col sistema sanitario.

Primo piano macro di un opuscolo informativo sul Pap test aperto su un banco di scuola in legno, illuminazione laterale controllata che evidenzia la texture della carta, obiettivo macro 85mm, alta definizione dei dettagli del testo e delle illustrazioni mediche.

Implicazioni: Un Investimento che Vale Doppio (o Triplo!)

Questi risultati sono una bomba, ragazzi! Ci dicono che investire nell’istruzione femminile, specialmente nell’aumentare l’accesso alla scuola secondaria (visto che in Lesotho la media è ancora bassina, circa 8 anni), non è solo una questione di diritti, di sviluppo economico o di empowerment. È anche una potentissima strategia di salute pubblica.

Pensateci: iniziative globali come l’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile #4 (istruzione di qualità per tutti) o l’iniziativa Education Plus (che usa la scuola secondaria come leva per prevenire l’HIV) potrebbero avere “effetti collaterali” positivi e inaspettati sulla prevenzione dei tumori femminili. Quando calcoliamo i benefici degli investimenti in istruzione, forse stiamo sottostimando il loro reale valore per la società, perché non teniamo conto di questi impatti sulla salute.

L’effetto che abbiamo misurato sull’aumento dello screening per il Pap test (+35-43% relativo per ogni anno di scuola in più) è paragonabile a quello di interventi sanitari mirati, come le campagne via cellulare (mHealth) sperimentate in altri paesi africani. Ma l’istruzione fa molto, molto di più!

Qualche Cautela (Doverosa)

Ovviamente, ogni studio ha i suoi limiti. Questo è stato fatto in Lesotho, un paese con caratteristiche specifiche, e i risultati potrebbero non essere identici altrove. I dati si fermano a donne di 49 anni, non sappiamo se l’effetto persista o cambi in età più avanzata. E le informazioni su consapevolezza e screening erano auto-riferite, anche se abbiamo verificato la coerenza con dati più oggettivi come l’alfabetizzazione.

Foto grandangolare di un gruppo di studentesse adolescenti del Lesotho che camminano insieme sorridenti fuori da un edificio scolastico, paesaggio montuoso sullo sfondo, obiettivo grandangolare 18mm, luce solare diretta, messa a fuoco nitida sull'intero gruppo e sul contesto.

Il Messaggio da Portare a Casa

Nonostante le cautele, il messaggio è forte e chiaro: mandare le ragazze a scuola, e farcele restare più a lungo, potrebbe essere una delle strategie più efficaci e trasversali che abbiamo per migliorare la consapevolezza sui tumori femminili e aumentare le pratiche di screening come il Pap test in contesti come il Lesotho.

L’istruzione non è solo conoscenza fine a se stessa; è uno strumento che plasma capacità critiche, abilità linguistiche, fiducia in sé e, a quanto pare, anche comportamenti più sani. È un investimento sul futuro delle donne e sulla salute di intere comunità. Certo, serve più ricerca per capire se questo si traduca in meno morti premature e se valga anche per altri tipi di cancro o malattie croniche. Ma intanto, questa scoperta ci dà una ragione in più per lottare affinché ogni bambina, ovunque nel mondo, abbia il diritto e l’opportunità di imparare.

Fonte: Springer

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