Poilão: L’Isola Segreta delle Tartarughe Embricate, un Tesoro dell’Africa Occidentale
Amici appassionati di natura e meraviglie del nostro pianeta, oggi voglio portarvi con me in un viaggio incredibile, alla scoperta di un luogo remoto e preziosissimo: l’isola di Poilão, nell’arcipelago delle Bijagós, in Guinea-Bissau. Preparatevi, perché stiamo per svelare i segreti di una delle creature marine più affascinanti e, purtroppo, minacciate: la tartaruga embricata (Eretmochelys imbricata). Pensate, questo piccolo fazzoletto di terra è l’unico sito di nidificazione regolare documentato per questa specie in tutta l’Africa Occidentale! Un vero e proprio santuario.
Un Faro di Speranza nell’Atlantico Orientale
Per ben 17 anni, dal 2007 al 2024, i ricercatori hanno tenuto d’occhio queste magnifiche creature a Poilão. Immaginate la dedizione: ogni anno, da una a sei femmine sono state osservate mentre deponevano le uova, alcune di loro fedelissime a quest’isola per oltre un decennio! La loro stagione degli amori, o meglio, della nidificazione, va da luglio a novembre, proprio quando anche le tartarughe verdi (Chelonia mydas) scelgono Poilão per dare alla luce i loro piccoli. È un periodo di grande fermento sull’isola!
Una cosa che mi ha colpito subito è la stazza di queste mamme tartarughe di Poilão. Sono tra le più grandi registrate nell’Unità di Gestione Regionale dell’Atlantico Orientale (EARMU), con una lunghezza media del carapace di quasi 90 cm! Non sono solo grandi, ma anche incredibilmente legate al loro territorio. Grazie al tracciamento satellitare, abbiamo scoperto che queste femmine restano tutto l’anno nell’arcipelago delle Bijagós. I loro “appartamenti” marini, sia durante il periodo tra una nidificazione e l’altra (circa 26 km²) sia nelle aree di foraggiamento (circa 38 km²), sono sorprendentemente piccoli. Delle vere abitudinarie!
Il DNA Racconta Storie Antiche e Connessioni Inaspettate
Ma la vera magia, per me, arriva quando si inizia a parlare di genetica. Le analisi del DNA hanno identificato due “firme” genetiche uniche, chiamate aplogruppi EiBr5 ed EiBr7. Queste firme non solo collegano la popolazione di Poilão ad altre all’interno dell’EARMU, ma addirittura attraverso l’Atlantico! Pensate, Poilão è l’unica “culla” conosciuta per l’aplogruppo EiBr5, che era considerato un “orfano” genetico, cioè trovato in giovani tartarughe in aree di foraggiamento ma mai prima d’ora in una popolazione nidificante. Questa scoperta sottolinea l’importanza cruciale di Poilão su scala regionale e persino globale.
Nonostante questa importanza, la popolazione è davvero minuscola e, al momento, non ci sono prove di un recente “ricambio generazionale”, cioè di nuove giovani femmine che si uniscono al gruppo delle nidificanti. Questo, capite bene, pone delle sfide enormi per la sua sopravvivenza e per la sua conservazione efficace. È come avere un tesoro preziosissimo ma fragile, che necessita di cure costanti.
Perché Studiare le Tartarughe Embricate è Così Cruciale?
Conoscere a fondo queste popolazioni è il primo passo, fondamentale, per poter definire strategie di conservazione che funzionino davvero. E quando si ha a che fare con specie in pericolo critico come la tartaruga embricata, spesso poco studiate, l’urgenza si fa sentire ancora di più. Queste tartarughe sono migratrici, vivono in diverse aree geografiche durante la loro vita, quindi capire i loro spostamenti e le connessioni tra le varie “case” è vitale. Altrimenti, rischiamo di non comprendere appieno le cause di un declino regionale.
La tartaruga embricata è classificata come “criticamente minacciata” soprattutto a causa di uno sfruttamento storico intensissimo. Per secoli, le sue uova e la sua carne sono state predate, ma il vero flagello è stata la caccia per il suo carapace, quel guscio meravigliosamente screziato e malleabile, usato per creare gioielli, pettini e oggetti di lusso. Oltre al bracconaggio diretto, queste tartarughe, come tutte le loro cugine marine, affrontano la degradazione dell’habitat dovuta allo sviluppo costiero, ai cambiamenti climatici, all’inquinamento e alla cattura accidentale nelle reti da pesca (il cosiddetto bycatch). Un cocktail micidiale.

Nonostante il loro status critico, gli sforzi di ricerca sulle embricate sono stati relativamente scarsi rispetto ad altre specie di tartarughe marine, e concentrati solo su alcune aree. Pensate che una revisione di 30 anni di studi presentati al Simposio Internazionale sulle Tartarughe Marine ha rivelato che solo l’11% riguardava le embricate, e di questi, appena il 2% si concentrava sulle popolazioni dell’Atlantico Orientale (EARMU). Queste lacune nella ricerca sono un ostacolo enorme per una conservazione efficace, e c’è un bisogno disperato di studi più mirati.
Poilão: Un Unicum nell’Africa Occidentale
Nell’EARMU, le popolazioni nidificanti di tartarughe embricate sono ancora avvolte nel mistero, con una grave scarsità di dati recenti. Si sa che nidificano in nove paesi della regione, ma è la Guinea-Bissau, e in particolare Poilão, l’unico sito a nord del Golfo di Guinea con una nidificazione regolare e ben documentata. Mentre le popolazioni del Golfo di Guinea sono meglio studiate e, fortunatamente, mostrano segni di crescita, quelle più a nord sono un vero enigma.
L’arcipelago delle Bijagós è un’area chiave per le tartarughe marine in Africa Occidentale. Mentre gli avvistamenti di embricate nidificanti nel resto della regione sono sporadici e incostanti, a Poilão nidificano ogni anno durante la stagione delle piogge. Il numero di nidi è piccolo, certo, ma la costanza annuale rende questo sito l’unico punto di riferimento conosciuto lungo oltre 4.000 km di costa dell’Africa Occidentale! Nonostante i monitoraggi regolari sull’isola, questi erano principalmente focalizzati sulle tartarughe verdi. Questo studio, quindi, rappresenta il primo sforzo mirato specificamente sulle embricate di Poilão, concentrandosi sulla loro demografia, riproduzione, distribuzione spaziale e composizione genetica.
Dentro l’Isola Sacra: Dettagli dal Campo
Poilão è una piccola isola disabitata di 43 ettari, coperta da una foresta tropicale incontaminata, con spiagge sabbiose orlate da barriere rocciose e mangrovie. Fa parte del Parco Nazionale Marino João Vieira e Poilão ed è il sito di riproduzione di tartarughe marine più importante del paese. Dal 2007, l’isola è monitorata annualmente dall’ “Instituto da Biodiversidade e das Áreas Protegidas” (IBAP) e da collaboratori locali.
Dato che i monitoraggi passati erano più orientati alle tartarughe verdi, nel 2018 e 2019 gli sforzi sono stati intensificati specificamente per le embricate. Immaginate le pattuglie notturne, che iniziano un’ora prima dell’alta marea e durano circa due ore, coprendo la maggior parte delle spiagge di nidificazione. C’è solo una piccola spiaggia a sud-est che, per tabù tradizionali locali, non viene sorvegliata di notte, ma viene controllata al mattino presto per contare le tracce.
Quando una tartaruga embricata viene trovata, si registrano, se possibile, i tag precedenti, le misure biometriche (lunghezza e larghezza del carapace), e i parametri del nido (numero di uova, profondità). A causa dell’alta densità di nidificazione delle tartarughe verdi, i nidi a Poilão sono vulnerabili allo scavo accidentale da parte di altre femmine nidificanti. Data la rarità dei nidi di embricata, la perdita anche di una sola covata può avere un impatto enorme su questa piccola popolazione. Per questo, dal 2013, i nidi di embricata identificati vengono trasferiti in un’area sabbiosa sicura nella parte alta della spiaggia, vicino al campo base, per aumentarne la sopravvivenza. Questa traslocazione avviene entro 12 ore dalla deposizione, seguendo protocolli specifici.

Piccoli Passi, Grandi Speranze: I Neonati di Poilão
Durante le stagioni di nidificazione 2018 e 2019, sono stati raccolti campioni di pelle per analisi genetiche e isotopiche, e le nuove femmine sono state dotate di tag identificativi. Per proteggere i nidi trasferiti da potenziali predatori e per contare facilmente i piccoli alla schiusa, è stata posta una recinzione a maglie attorno a ciascun nido. Il periodo di incubazione dura in media 57-58 giorni. E la buona notizia è che il successo di schiusa dei nidi trasferiti (circa il 79%) non è statisticamente diverso da quello dei nidi lasciati in situ (circa il 77%), anche se va detto che i nidi in situ campionati erano solo quelli che avevano già prodotto piccoli, quindi quelli “di successo”. Data la potenziale distruzione da parte delle tartarughe verdi, il tasso di fallimento per i nidi in situ potrebbe essere più alto. Quindi, la traslocazione sembra una valida alternativa per assicurare il futuro delle covate.
I piccoli misurati tra il 2018 e il 2019 avevano una lunghezza media del carapace di circa 4 cm e pesavano intorno ai 15 grammi. Erano in buona condizione fisica, un segnale positivo!
Seguendo le Tracce: Movimenti e Aree di Foraggiamento
Per studiare i movimenti delle femmine, sono stati applicati dei trasmettitori satellitari (PTT) su sei di loro. Questi dispositivi hanno rivelato che, durante il periodo riproduttivo, le femmine restano entro circa 5 km da Poilão, in un’area di circa 26 km², quasi interamente compresa nella zona a protezione integrale del Parco Nazionale Marino João Vieira – Poilão. Un’ottima notizia, che conferma l’importanza di quest’area protetta!
Quando lasciano i siti di nidificazione, tra fine settembre e ottobre, viaggiano per solo uno o due giorni per raggiungere le loro aree di foraggiamento, situate sempre all’interno dell’arcipelago delle Bijagós, a circa 45-60 km da Poilão, vicino all’isola di Canhabaque. Queste aree di foraggiamento sono caratterizzate da fondali rocciosi e ciottolosi, a profondità tra i 3 e i 15 metri. Le femmine mostrano abitudini molto sedentarie, con un’area di foraggiamento complessiva di soli 38 km². Una femmina è stata seguita per ben 716 giorni, abbastanza da comprendere un intero ciclo di due anni tra due eventi di nidificazione, e in tutto questo tempo è rimasta fedele alla sua singola area di foraggiamento. Incredibile!
L’analisi degli isotopi stabili sulla pelle delle tartarughe (che ci dà indicazioni sulla loro dieta e sull’ambiente in cui si nutrono) non ha mostrato differenze significative tra le tartarughe tracciate fino alle loro aree di foraggiamento e quelle le cui aree erano sconosciute. Questo suggerisce che probabilmente utilizzano tutte le stesse zone per alimentarsi.
Un Patrimonio Genetico Unico e le Sfide Future
Come accennavo, i risultati genetici sono stati entusiasmanti. Abbiamo identificato due aplogruppi del DNA mitocondriale: EiBR7 (presente nel 57% degli individui) ed EiBR5 (nel restante 43%). Poilão è il primo sito di nidificazione conosciuto per l’aplogruppo “orfano” EiBR5/EiA49 e la prima area di riproduzione con una corrispondenza per l’aplogruppo EiBR7/EiA48/EiIP16 nella regione atlantica. Entrambi questi aplogruppi appartengono anche al clade genetico dell’Atlantico orientale e/o dell’Indo-Pacifico.
Sebbene le adulte nelle Bijagós sembrino sedentarie, è possibile che durante le prime fasi della loro vita compiano migrazioni significative, dato che questi aplogruppi sono stati rilevati in giovani tartarughe in aggregazioni di foraggiamento non solo nell’Atlantico orientale ma anche dall’altra parte dell’oceano, come in Brasile e negli USA! Questo è tipico delle tartarughe marine. È possibile che questi giovani, un giorno, tornino a Poilão per riprodursi. C’è persino una prova aneddotica di un giovane taggato in Brasile e poi catturato (e purtroppo ucciso) in Senegal. Poilão, quindi, sembra svolgere un ruolo chiave nel sostenere non solo la popolazione nidificante locale ma anche aggregazioni di foraggiamento distanti.

Nonostante la sua natura localizzata e l’area di nidificazione molto piccola, la popolazione di embricate di Poilão è cruciale per l’EARMU, specialmente considerando il suo stock genetico unico e il grave declino storico della specie. La presenza del sito di nidificazione all’interno di un’area marina protetta, unita a significative misure di conservazione negli ultimi dieci anni, potrebbe dare a questa popolazione la stabilità necessaria per una crescita futura.
Tuttavia, c’è una nuova preoccupazione: recenti prove di ibridazione tra tartarughe embricate e tartarughe verdi a Poilão, con piccoli che presentano caratteristiche intermedie. A causa dell’intensa pressione antropica storica sulle popolazioni adulte di embricate, l’ibridazione dovuta alla mancanza di partner idonei è purtroppo una realtà crescente per questa specie. Sarà fondamentale una valutazione genetica di queste potenziali covate ibride.
Ciononostante, dopo gli sforzi di monitoraggio dedicati del 2018 e 2019, la popolazione nota di femmine nidificanti è più che raddoppiata, offrendo un barlume di speranza per una popolazione più grande e un futuro reclutamento. Inoltre, segnalazioni occasionali di nidificazione di embricate in altre isole delle Bijagós suggeriscono che potrebbero esistere altri siti di nidificazione non ancora documentati, sottolineando la necessità di un’indagine su tutto l’arcipelago.
Il lavoro a Poilão è un esempio lampante di come la ricerca dedicata e la conservazione mirata possano fare la differenza. Ma la strada è ancora lunga, e l’impegno deve essere costante per assicurare un futuro a queste meravigliose e fragili creature marine, veri gioielli dell’Africa Occidentale.
Fonte: Springer
