Allergie Alimentari e Svezzamento: Stiamo Sbagliando Qualcosa con Uova e Noci?
Ragazzi, parliamoci chiaro: lo svezzamento è una giungla! Tra pappe, consistenze e nuovi sapori, c’è un’altra preoccupazione che ronza nella testa di molti genitori: le allergie alimentari. E non a torto, visto che sono sempre più diffuse. Ma quando è il momento giusto per introdurre quegli alimenti considerati “altamente allergenici”, come uova, latte, grano, frutta a guscio? Un tempo ci dicevano di aspettare il più possibile, ma le cose sono cambiate. Oggi vi racconto cosa ha scoperto uno studio britannico proprio su questo tema, e i risultati, ve lo dico, fanno riflettere.
Le Vecchie Credenze e le Nuove Scoperte
Fino a non molti anni fa, la raccomandazione era quella di ritardare l’introduzione degli alimenti più “rischiosi”. L’idea era: meno contatto precoce, meno rischio di allergie. Sembrava logico, no? Peccato che studi più recenti e ben controllati, come i famosi LEAP (sulle arachidi) ed EAT (su vari alimenti), abbiano ribaltato la situazione. Hanno dimostrato che, al contrario, introdurre precocemente questi alimenti (insieme agli altri cibi solidi, intorno ai 4-6 mesi) potrebbe addirittura ridurre il rischio che i nostri piccoli sviluppino allergie.
Sulla base di queste nuove evidenze, le linee guida internazionali e anche quelle britanniche (come il report SACN) sono state aggiornate. Niente più ritardi consigliati! Anzi, per i bambini considerati ad alto rischio (ad esempio con familiari allergici), l’introduzione di arachidi viene suggerita già tra i 4 e i 6 mesi. Ma la domanda è: queste nuove raccomandazioni sono state recepite dai genitori nel Regno Unito?
Cosa Succede Davvero nelle Famiglie Britanniche? Lo Studio di Portsmouth
Ed è qui che entra in gioco lo studio di cui vi parlo oggi, condotto su un gruppo di famiglie (una “coorte” in gergo tecnico) a Portsmouth, nel Regno Unito. I ricercatori hanno seguito queste famiglie dalla gravidanza fino ai 2 anni del bambino, raccogliendo informazioni dettagliate sull’alimentazione dei piccoli e sulla presenza di allergie in famiglia (genitori, fratelli). Hanno chiesto ai genitori quando avevano introdotto i vari alimenti solidi e, nello specifico, quelli più allergenici: grano, uova, latte, pesce, frutta a guscio (noci, nocciole, arachidi…) e sesamo.
Cosa è emerso? Beh, la maggior parte degli alimenti allergenici viene effettivamente introdotta tra i 6 e i 9 mesi, in linea con l’inizio dello svezzamento. Il grano, ad esempio, entra prestissimo nella dieta di quasi tutti (il 97% lo mangia prima dei 9 mesi). Fin qui, tutto bene.

Il “Caso” Uova e Frutta a Guscio: Un Ritardo Preoccupante
Ma ecco la sorpresa, o meglio, la nota dolente: uova e frutta a guscio fanno eccezione, e in modo significativo! Pensate che a 12 mesi, ben il 21% dei bambini non aveva ancora assaggiato l’uovo e addirittura il 35% (più di uno su tre!) non aveva mai avuto contatti con la frutta a guscio. Anche il sesamo viene introdotto più tardi da una fetta consistente di famiglie (16% non lo aveva introdotto a 12 mesi).
Questo significa che, nonostante le nuove raccomandazioni, una parte importante dei genitori britannici continua a ritardare l’introduzione di questi specifici alimenti ben oltre l’anno di età. È un dato che fa pensare, perché proprio per uova e arachidi l’introduzione precoce sembra essere particolarmente protettiva.
Famiglia Allergica? Non Cambia (Quasi) Nulla sull’Introduzione, Ma…
Uno potrebbe pensare: “Ok, magari sono le famiglie con una storia di allergie a essere più caute e a ritardare”. E invece no! Lo studio ha verificato proprio questo. La presenza di allergie (asma, febbre da fieno, eczema, allergie alimentari) nei genitori o nei fratelli non sembrava influenzare significativamente il momento in cui venivano introdotti gli alimenti allergenici. I tempi erano simili sia nelle famiglie con storia di allergie sia in quelle senza.
Però, c’è un “ma”. Sebbene i tempi di introduzione non cambiassero, i bambini con familiari allergici avevano una probabilità maggiore di seguire diete che evitavano certi alimenti a causa di allergie (presunte o reali nel bambino stesso, o per paura data la familiarità). E quali erano gli alimenti più evitati? Principalmente latticini, soia, uova e frutta a guscio. Questo è stato osservato a 6, 12 e 24 mesi. Quindi, anche se l’introduzione avviene magari negli stessi tempi, la tendenza all’evitamento successivo è più marcata in queste famiglie.

Perché Questo Ritardo è un Problema?
Il punto cruciale è che questo ritardo nell’introduzione di uova e frutta a guscio, unito all’evitamento di alcuni cibi nelle famiglie a rischio, potrebbe non essere una strategia protettiva, ma anzi, contribuire allo sviluppo di allergie. Come dicevamo, le evidenze attuali suggeriscono il contrario: l’introduzione precoce e regolare sembra “allenare” il sistema immunitario del bambino a tollerare questi alimenti.
La buona notizia? Queste abitudini alimentari sono fattori di rischio modificabili. Significa che possiamo fare qualcosa! In altri paesi, come l’Australia e la Svezia, campagne informative mirate per comunicare le nuove raccomandazioni sull’introduzione precoce sembrano aver avuto un certo successo nel cambiare le abitudini dei genitori, anche se non è ancora chiarissimo l’impatto sulla prevalenza generale delle allergie.
Cosa Possiamo Imparare?
Questo studio britannico ci lascia con alcuni spunti importanti. Primo: c’è ancora molta strada da fare perché le nuove linee guida sullo svezzamento e l’introduzione degli allergeni vengano comprese e applicate da tutti i genitori, specialmente per quanto riguarda uova e frutta a guscio. Secondo: le famiglie con una storia di allergie, pur non ritardando l’introduzione, tendono poi a evitare certi cibi, e questo merita attenzione.
Certo, lo studio ha i suoi limiti (si basa su quanto riportato dai genitori, il campione era tendenzialmente più istruito della media), ma il messaggio è forte e chiaro. Forse c’è bisogno di più informazione, più chiara e accessibile, per fugare dubbi e paure (spesso comprensibili) dei genitori. Perché non chiediamo ai ricercatori di approfondire *perché* i genitori esitano? Capire le loro motivazioni potrebbe essere la chiave.
Insomma, la questione “allergeni sì, allergeni no, e quando?” è complessa. Ma ritardare troppo l’incontro dei nostri piccoli con uova e frutta a guscio potrebbe non essere la scelta migliore per proteggerli dalle allergie. Parliamone con il pediatra, informiamoci da fonti affidabili e cerchiamo di seguire le indicazioni più aggiornate, per dare ai nostri bambini la migliore partenza possibile, anche a tavola!
Fonte: Springer
