Insetti Killer Contro la Malaria: I Nostri Alleati Nascosti nelle Acque del Burkina Faso
Ragazzi, parliamoci chiaro: la malaria è ancora oggi un nemico temibile, specialmente nelle regioni tropicali come il Burkina Faso. Pensate che solo nel 2023 ha causato oltre 10 milioni di casi e circa 5000 morti in questo paese. Un peso enorme! Per combatterla, ci affidiamo principalmente a zanzariere trattate con insetticida e spray residuali nelle case. Questi metodi hanno fatto miracoli, riducendo casi e decessi, ma c’è un problema crescente: le zanzare Anopheles, quelle che trasmettono la malaria, stanno diventando sempre più resistenti agli insetticidi. Questo significa che dobbiamo trovare urgentemente nuove armi per vincere questa battaglia.
Una strategia finora un po’ trascurata è il controllo delle larve di zanzara, che si sviluppano in habitat acquatici, spesso pozze d’acqua piovana. Ma cosa succede in queste “nursery” di zanzare? Beh, non sono sole! Le larve di Anopheles convivono con un sacco di altri piccoli organismi, i macroinvertebrati acquatici. E qui viene il bello: alcuni di questi sono predatori affamati proprio di larve di zanzara!
L’idea: Sfruttare i Nemici Naturali
Immaginate questi piccoli guerrieri acquatici come agenti di controllo biologico naturali. Studi passati suggeriscono che i predatori possono essere responsabili fino al 90% della mortalità delle larve in certi ambienti! Eppure, non abbiamo ancora sfruttato appieno questo potenziale nel controllo della malaria. Ecco perché è fondamentale capire meglio chi sono questi macroinvertebrati, dove vivono e come interagiscono con le larve di Anopheles. Se conosciamo bene l’ecologia di questi habitat, potremmo sviluppare strategie mirate proprio lì, alla fonte.
In Burkina Faso, sapevamo già che la presenza di predatori poteva influenzare lo sviluppo delle larve, la dimensione degli adulti, la loro fertilità e persino dove le zanzare femmine decidono di deporre le uova. Ma mancava un quadro completo: chi sono esattamente questi predatori che condividono le pozze con le larve di Anopheles nelle diverse zone del paese?
La Nostra Indagine sul Campo: Un Viaggio Attraverso il Burkina Faso
Così, ci siamo messi all’opera! Tra settembre e novembre 2022, abbiamo intrapreso un’indagine proprio negli habitat larvali, attraversando le tre principali zone climatiche del Burkina Faso:
- La zona Saheliana a nord: clima secco, piogge scarse (300-600 mm/anno), temperature alte.
- La zona Soudano-Saheliana al centro: piogge moderate (600-900 mm/anno).
- La zona Soudaniana a sud: la più umida (900-1200 mm/anno), con temperature più miti.
In ogni zona, abbiamo campionato diversi siti (villaggi, punti di raccolta acqua), usando retini e secchi per raccogliere larve di zanzara e tutti gli altri macroinvertebrati presenti. Abbiamo conservato tutto in etanolo e portato i campioni in laboratorio per l’identificazione.

Chi Vive Insieme alle Larve di Anopheles?
In totale, abbiamo raccolto quasi 11.000 macroinvertebrati. La stragrande maggioranza (95%) erano larve di zanzara, ma il restante 5% (544 individui) era composto da altri macroinvertebrati, i nostri protagonisti! Abbiamo identificato ben 24 famiglie diverse. Tra queste, alcune sono note per essere predatrici di larve di zanzara, mentre altre sono semplicemente “coinquiline” che condividono lo stesso spazio e le stesse risorse.
Le famiglie più abbondanti in assoluto sono state: Corixidae (una specie di cimici acquatiche), Dytiscidae (coleotteri acquatici predatori), Baetidae (effimere), Hydrophilidae (altri coleotteri acquatici), Libellulidae (libellule), Chironomidae (moscerini non pungenti), Notonectidae (altre cimici acquatiche che nuotano a pancia in su), Coenagrionidae (damigelle), Nepidae (scorpioni d’acqua) e Belostomatidae (cimici d’acqua giganti).
Tra i predatori confermati, i più comuni erano Corixidae, Dytiscidae, Hydrophilidae e Libellulidae. Tra gli altri coinquilini, spiccavano Baetidae e Chironomidae.
Differenze Climatiche: Non Tutti gli Habitat Sono Uguali
Abbiamo notato una cosa interessante: l’abbondanza e la diversità di questi macroinvertebrati (sia predatori che non) variavano parecchio a seconda della zona climatica. La zona Soudano-Saheliana (quella centrale) è risultata la più ricca sia in termini di numero di individui che di varietà di specie. Probabilmente perché le condizioni idriche sono più stabili: piove abbastanza da mantenere gli habitat umidi a lungo, ma non così tanto da dilavare tutto come forse accade nella zona Soudaniana (che era comunque più ricca della Saheliana). La zona Saheliana, la più arida, aveva la minore abbondanza e diversità, probabilmente perché le pozze si seccano troppo in fretta, rendendo la vita difficile a molti di questi organismi. Sembra che habitat acquatici più permanenti favoriscano una maggiore biodiversità di macroinvertebrati.
Analizzando le correlazioni, abbiamo visto che alcune famiglie sembravano “preferire” certe zone: ad esempio, Hydrophilidae, Dytiscidae e Libellulidae erano più associate alla zona Soudaniana, mentre Nepidae erano più legate alla Saheliana, e Coenagrionidae e Belostomatidae alla Soudano-Saheliana.
Legami Pericolosi: Le Interazioni tra Larve e Macroinvertebrati
Ma la domanda cruciale era: c’è una relazione diretta tra la presenza delle larve di Anopheles e quella dei loro potenziali predatori o competitori? Abbiamo usato analisi statistiche per capirlo.
Considerando tutte le zone insieme, abbiamo trovato correlazioni positive (anche se deboli) tra le larve di Anopheles e alcune famiglie specifiche: Notonectidae, Achatinidae (chiocciole), Baetidae e Belostomatidae. Questo significa che tendevano a trovarsi negli stessi punti.
Andando più nel dettaglio per ogni zona climatica:
- Nella zona Saheliana: le larve di Anopheles erano spesso associate a Corixidae e Notonectidae.
- Nella zona Soudano-Saheliana: le correlazioni più forti erano con Achatinidae, Belostomatidae e Notonectidae.
- Nella zona Soudaniana: l’associazione più evidente era con le Baetidae.

Il fatto che predatori e prede si trovino insieme può sembrare controintuitivo, ma potrebbe significare che alcuni predatori hanno sviluppato la capacità di “fiutare” gli habitat preferiti dalle Anopheles. Inoltre, abbiamo notato che la presenza di certe famiglie di macroinvertebrati sembrava influenzare l’abbondanza di specifici stadi larvali di Anopheles. Questo è super interessante! Potrebbe voler dire che alcuni predatori sono specializzati nel mangiare larve di una certa dimensione, oppure che le zanzare femmine evitano di deporre uova dove percepiscono la presenza di certi predatori particolarmente voraci.
Cosa Significa Tutto Questo per la Lotta alla Malaria?
Questa ricerca ci ha mostrato chiaramente che negli habitat larvali del Burkina Faso esiste una comunità diversificata di macroinvertebrati, e molti di loro potrebbero giocare un ruolo nel controllare naturalmente le popolazioni di zanzare. Abbiamo identificato i “sospetti” principali, sia predatori che coinquilini, e visto come la loro distribuzione e le loro interazioni con le Anopheles cambino a seconda del clima.
Questo apre strade promettenti per il controllo biologico. Immaginate di poter favorire la presenza di questi predatori naturali negli habitat larvali! Potrebbe essere una strategia a basso costo e sostenibile da integrare ai metodi attuali.
Certo, ci sono ancora domande aperte. Una grande incognita è l’impatto dei pesticidi usati in agricoltura, che finiscono nelle acque e potrebbero danneggiare questi preziosi alleati naturali. Dobbiamo studiare meglio questo aspetto, così come l’efficacia predatoria specifica delle diverse famiglie trovate e come questa cambi a seconda dello stadio larvale della zanzara. Capire anche gli effetti “non letali” (come lo stress indotto dalla presenza del predatore) potrebbe essere importante.
Il nostro prossimo passo? Testare in laboratorio l’efficacia predatoria dei macroinvertebrati più comuni che abbiamo trovato. Vogliamo capire chi sono i veri “campioni” nel divorare larve di Anopheles qui in Burkina Faso.
Insomma, la natura potrebbe offrirci una mano inaspettata nella lotta contro la malaria. Sta a noi imparare a conoscere e a proteggere questi piccoli, ma potenzialmente potentissimi, alleati acquatici!
Fonte: Springer
